Università degli Studi - Firenze
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Riposi giornalieri

Fino al compimento del primo anno di vita del bambino la madre ha diritto di fruire di riposi giornalieri nella misura di due ore al giorno se l’orario di lavoro giornaliero è di almeno 6 ore e di una se lo stesso orario è inferiore a 6 ore.

Il diritto a tali riposi è esteso al padre lavoratore, in alternativa alla madre, nei seguenti casi:

  • quando i figli siano affidati al solo padre;
  • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga;
  • quando la madre non sia lavoratrice dipendente;
  • in caso di morte o di grave infermità della madre.

E’ riconosciuto al padre il diritto ai riposi anche quando la madre, lavoratrice, non abbia la qualifica di "dipendente" ma sia comunque una lavoratrice autonoma, libera professionista ecc.
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con Lettera Circolare n. 15 del 12.05.2009 ha riconosciuto il diritto del padre lavoratore ad usufruire, durante il primo anno di vita del bambino, dei congedi di cui all’art. 40 del Decreto Legislativo 26.03.01 n. 151 (riposi giornalieri), anche nei casi in cui la madre svolga attività di lavoro casalingo, purchè “sia impegnata in attività che necessariamente possano distoglierla dalla cura del neonato” quali, ad esempio, accertamenti sanitari, partecipazione a pubblici concorsi, cure mediche ed altre simili, come precisato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale con la Circolare n. 112 del 15.10.2009.

Pertanto, in presenza delle predette condizioni, opportunamente documentate, il padre dipendente può fruire dei riposi giornalieri, nei limiti di due ore o di un’ora al giorno a seconda dell’orario giornaliero di lavoro, entro il primo anno di vita del bambino.

Tale diritto non è riconosciuto al padre se la madre sta usufruendo dell'astensione obbligatoria o facoltativa.

In caso di parto gemellare i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere usufruite anche dal padre. In tale ipotesi il padre può fruire delle suddette ore anche durante i periodi di congedo di maternità e congedo parentale della madre.

Tali permessi spettano anche al personale con rapporto di lavoro a tempo determinato.

Iter procedurale

Per usufruire di tali riposi il dipendente dovrà presentare la richiesta al Dirigente dell’Area Gestione del Personale.
Se la richiesta dei riposi viene presentata dal padre, è necessaria una dichiarazione di rinuncia ai riposi stessi da parte della madre per il periodo in cui tale beneficio sarà utilizzato dal padre.
Nel caso in cui, invece, la madre sia casalinga il padre dipendente dovrà allegare alla richiesta dei riposi anche l’idonea documentazione attestante l’impossibilità della madre ad accudire il figlio (dichiarazione sostitutiva di atto notorio, certificazione medica o sanitaria in caso di cure mediche o accertamenti sanitari).
Nel caso di raddoppio delle ore di riposo a seguito di parto plurimo, il dipendente deve dichiarare nella domanda se i riposi siano fruiti per intero, in via esclusiva, dallo stesso dipendente o congiuntamente con l’altro genitore.

Trattamento economico

Intera retribuzione.

Riposi giornalieri in caso di adozione o di affidamento preadottivo internazionale

Il diritto ai suddetti riposi giornalieri è esteso anche ai genitori adottivi o affidatari entro il primo anno dall’ingresso del minore in famiglia.

Modulistica

Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 26.03.2001, n. 151, artt. 39-46
  • Lettera Circolare n. 15 del 12.05.2009 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (pdf)
  • Circolare n. 112 del 15.10.2009 dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (pdf)
 
ultimo aggiornamento: 18-Lug-2013
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