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Congedo obbligatorio di maternità e di paternità

Congedo di maternità

Con il termine “congedo di maternità”, si intende l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice connessa alla sua maternità nei due mesi precedenti la data presunta del parto (astensione obbligatoria pre-parto) e nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto (astensione obbligatoria post-parto).

Flessibilità del congedo

Negli ultimi anni è stata introdotta la cosiddetta flessibilità del congedo di maternità, che consente alla lavoratrice dipendente di ritardare il periodo di astensione obbligatoria pre-parto fino a un mese prima della data presunta del parto e, conseguentemente, di usufruire di quattro mesi di astensione obbligatoria post-parto dopo la nascita del bambino.

La flessibilità viene concessa a condizione che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale (o con esso convenzionato) ed il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che ciò non arrechi danno alla salute della gestante o del nascituro.

Il periodo di flessibilità può essere ridotto su istanza della dipendente o per fatti sopravvenuti, quali ad esempio l’insorgere di un periodo di malattia generica o specifica della gravidanza. In questo caso potrà essere differito dopo il parto solo il periodo di flessibilità coincidente con le giornate di effettiva prestazione lavorativa comprese le festività cadenti nello stesso.

Nel caso in cui la data effettiva del parto sia successiva a quella presunta, l’astensione obbligatoria pre-parto è prolungata fino alla data di nascita del bambino; nel caso in cui il parto sia anticipato, i tre mesi decorrono comunque dalla data presunta del parto.

In caso di parto prematuro alla lavoratrice spettano, comunque, i mesi di congedo per maternità non goduti prima della data presunta del parto. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante periodo di congedo obbligatorio post-parto ed il restante periodo pre-parto, non fruiti, possano decorrere in tutto o in parte dalla data di effettivo rientro a casa del figlio; la richiesta viene accolta qualora sia avallata da idonea certificazione medica dalla quale risulti che le condizioni di salute della lavoratrice ne consentono il rientro al lavoro. Alla lavoratrice rientrata al lavoro spettano in ogni caso i periodi di riposo di cui all’art. 39 del d.lgs.151/2001.

Il congedo di maternità (astensione obbligatoria post-parto) spetta anche alla lavoratrice in caso di aborto spontaneo o terapeutico avvenuto dopo il 180° giorno dall’inizio della gestazione, mentre in caso di interruzione della gravidanza prima del 180° giorno, le relative assenze sono considerate giorni di malattia a tutti gli effetti.

Congedo di paternità

La legge riconosce anche al padre, dopo la nascita del bambino, il diritto di astenersi dal lavoro al posto della madre, per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermità della madre o di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. Il dipendente dovrà presentare al datore di lavoro richiesta di congedo corredata delle certificazioni relative alle condizioni previste.

A chi spetta

L’indennità spetta ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato.

Iter procedurale

La dipendente dovrà presentare richiesta di congedo al Dirigente dell’Area Risorse Umane, compilando l’apposito modulo, unitamente al certificato medico di gravidanza contenente la data presunta del parto ed il mese della gestazione alla data della visita.

Qualora intenda avvalersi della flessibilità del congedo dovrà far pervenire, prima del settimo mese di gravidanza, e comunque intorno al sesto mese (per dare la possibilità all’Ufficio competente di procedere alle relative autorizzazioni), la domanda corredata del certificato rilasciato dal ginecologo, attestante la possibilità del proseguimento dell’attività lavorativa, al fine di poter procedere all’accertamento da parte del medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Nei 30 giorni successivi al parto dovrà essere documentata, anche mediante autocertificazione, la nascita del figlio.

Entro lo stesso termine, in caso di aborto spontaneo o terapeutico avvenuto prima o dopo il 180° giorno dall’inizio della gestazione, dovrà essere presentato un certificato medico attestante il mese di gravidanza al momento dell’aborto e la data in cui questo si è verificato.

Trattamento economico

Intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di trattamento economico accessorio pensionabile.

Tale periodo è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità ed alle ferie.

In caso di cessazione dal servizio per scadenza del termine, spetta alla dipendente una indennità di maternità pari all’80% dello stipendio.

Questa indennità le spetta anche nel caso in cui la dipendente, cessata dal servizio per scadenza del termine, sarebbe stata collocata in congedo di maternità entro il 60° giorno dalla data di cessazione.

Modulistica

Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, artt. 16 e 31
  • C.C.N.L. 16.10.2008, art. 31

Congedo di maternità e paternità in caso di adozione o di affidamento
Congedo di maternità e paternità in caso di adozione o di affidamento preadottivo internazionale

A chi spetta

I genitori adottivi o affidatari possono fruire del congedo di maternità per cinque mesi ed avvalersene alternativamente, fino al raggiungimento del tetto massimo di cinque mesi totali.
Diversamente da quanto previsto per il padre naturale, il congedo di paternità può essere fruito dal padre adottivo o affidatario anche in caso di rinuncia della madre adottiva lavoratrice autonoma o subordinata, oltre che in caso di affidamento esclusivo al padre, in caso di morte, grave infermità, o abbandono della stessa madre.

I genitori possono usufruire del congedo di maternità in caso di:

  • adozione nazionale: il congedo deve essere fruito durante i primi cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia;
  • adozione internazionale: il congedo può essere fruito prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Ferma restando la durata complessiva del congedo, questo può essere fruito entro i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia.

Il lavoratore che, per il periodo di permanenza all’estero, non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternità può fruire di un congedo non retribuito, senza diritto ad indennità.
L’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione certifica la durata del periodo di permanenza all’estero del lavoratore.

  • affidamento di minore: il congedo può essere fruito entro cinque mesi dall’affidamento, per un periodo massimo di tre mesi.

Iter procedurale

La lavoratrice, o il lavoratore, deve presentare apposita richiesta al Dirigente dell’Area Risorse Umane, nella quale viene specificato se il minore è adottato o è in affidamento preadottivo o temporaneo, e se è di nazionalità straniera. La domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione:

  • per le adozioni nazionali:

copia del provvedimento di adozione o di affidamento o del verbale rilasciato dall'autorità competente attestante la data di effettivo ingresso del minore nella famiglia adottiva o affìdataria, per le adozioni nazionali;

  • per le adozioni internazionali:

copia dell'atto rilasciato dall'autorità competente, ovvero ente autorizzato, o copia della sentenza del giudice straniero attestante la data di ingresso in Italia del minore.

Trattamento economico

Intera retribuzione fissa mensile nonché le quote di trattamento economico accessorio pensionabile.
Tale periodo è computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità ed alle ferie.

Modulistica

Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, artt. 26, e 31
  • Legge 24.12.2007, n. 244, art. 2, comma 452
  • C.C.N.L. 16.10.2008, art. 31
 
ultimo aggiornamento: 23-Feb-2009
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