Università degli Studi - Firenze
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Disposizioni comuni

Divieto di fruibilità dei permessi in caso di ricovero a tempo pieno del familiare in situazione di handicap

Eccezioni

Le deroghe al divieto sono possibili:

  • in presenza di un certificato dei sanitari della struttura che attesti la necessità di assistenza da parte di un genitore o di un familiare (v.  circolare INPS  n. 100 del 24 luglio 2012) ;
  • in caso di stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine del disabile, attestato da certificazione medica;
  • nel caso in cui il disabile debba effettuare delle visite al di fuori della struttura che la stessa non  può garantire, previa apposita documentazione rilasciata dalla struttura competente che attesti le visite o le terapie effettuate dal disabile (come da nota 13, prot. n. 25/I/0002602 del 20 febbraio 2009 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali).

Cumulabilità dei permessi

Può usufruirne:

  1. Dipendente portatore di handicap che si trova nella duplice qualità di soggetto disabile e di familiare che assista un disabile 
    Il Dipartimento della Funzione Pubblica, con parere n. 185 del 2003, ha ritenuto possibile la cumulabilità dei permessi retribuiti, previsti dal comma 3 e 6 dell’art. 33 della legge 104/1992, per il dipendente portatore di handicap che si trova nella duplice qualità di soggetto disabile e di familiare che assista un disabile. Resta inteso che il dipendente portatore di handicap debba effettivamente trovarsi nella condizione di soddisfare specifiche esigenze assistenziali al familiare disabile.
  2. Dipendente non disabile che assista un portatore di handicap grave (dipendente) che fruisca già dei permessi dell’art. 33
    I giorni di permesso previsti dalla Legge n. 104/1992 potranno, altresì, essere riconosciuti al dipendente non disabile che assista un portatore di handicap grave (dipendente) che fruisca già dei permessi dell’art. 33, qualora sussistano i seguenti presupposti:
    • mancanza nel nucleo familiare del disabile di altro familiare non lavoratore in condizione di dare assistenza;
    • effettiva necessità, risultante da verifica sanitaria, del disabile di fruire oltre che dei permessi direttamente allo stesso spettanti, anche dell’assistenza da parte di altro familiare;
    • i giorni di permesso dei due soggetti interessati devono essere fruiti nelle stesse giornate, considerato che l’assenza dal lavoro di colui che assiste è giustificata dalla prestazione dell’effettiva assistenza, che non necessita durante le giornate in cui il disabile lavora. Nel caso in cui il portatore di handicap fruisca dei permessi ad ore, all’altra persona che presta assistenza spettano 6 mezze giornate anziché 3 giornate intere, sempre che l’orario di lavoro di chi presta assistenza comprenda le ore di permesso fruite dal disabile; in caso contrario non spetteranno, a chi presta assistenza, neppure le mezze giornate.
    Ciò non esclude che sia possibile fruire dei permessi anche nelle giornate in cui la persona disabile si rechi al lavoro, qualora il dipendente abbia la necessità di assentarsi per svolgere attività per conto del disabile, nelle quali non è necessaria la sua presenza.
  3. Dipendente che assiste più familiari in situazione di handicap grave
    E’ prevista la possibilità di usufruire dei benefici della Legge n. 104/1992 da parte del richiedente per più familiari disabili quando si tratti di coniuge o parenti/affini entro il primo grado o entro il secondo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto 65 anni di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (come previsto dall’art. 6 del D.Lgs. 119/2011).

Normativa

  • Parere n. 185 del 2003 del Dipartimento della Funzione Pubblica
  • Circolare INPS n. 37/1999
  • Circolare INPS n. 128/2003
  • Istanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale prot. 25/I/0003003 del 28 agosto 2006
  • Art. 6 del D. Lgs. n. 119/2011
  • Circolare INPS  n. 100/2012 (pdf)
  • Parere DFP del 5 novembre 2012 (pdf)

Diritto alla sede di lavoro più vicina e trasferimento ad altra sede di lavoro

Il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assiste con continuità un parente o un affine portatore di handicap grave entro il secondo grado1 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.
Il dipendente portatore di handicap grave ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso.

Normativa

Priorità nell'assegnazione della sede di lavoro

La persona portatrice di handicap con un grado di invalidità superiore ai due terzi o con minorazioni iscritte alle categorie prima, seconda e terza della tabella A annessa alla Legge 10 agosto 1950, n. 648, assunta presso gli enti pubblici come vincitrice di concorso o ad altro titolo, ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili e ha la precedenza in sede di trasferimento a domanda.

Normativa

Contributi figurativi per il prepensionamento delle persone disabili

Ai dipendenti sordomuti o con invalidità civile oltre il 74% sono concessi due mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro. Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa e permette al dipendente invalido o sordomuto di andare in pensione con cinque anni di anticipo.

Modulistica

Normativa

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1 Ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto  i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti

 

 
ultimo aggiornamento: 06-Nov-2014
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