Università degli Studi - Firenze
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Aspettativa per dottorato di ricerca

Il dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ammesso ai corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda, compatibilmente con le esigenze dell’Amministrazione, in aspettativa per dottorato di ricerca senza assegni per la durata del corso se usufruisce di borsa di studio.

In caso, invece, di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento. Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, il rapporto di lavoro con l'amministrazione pubblica cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti.

Non hanno diritto alla predetta aspettativa, con o senza borsa di studio, i dipendenti di Amministrazioni Pubbliche che abbiano già conseguito il titolo di dottore di ricerca, né i pubblici dipendenti che siano stati iscritti a corsi di dottorato per almeno un anno accademico, beneficiando di detta aspettativa (in applicazione dell’art. 2 della legge n. 476/1984, così come modificato dall’art. 19, comma 3, della legge n. 240/2010).

Il dipendente non può usufruire continuativamente di due periodi non retribuiti di aspettativa o di congedo, anche se richiesti per motivi diversi, esclusi quelli di salute, se tra essi non intercorrano almeno quattro mesi di servizio attivo.

L’Amministrazione, qualora durante il periodo di aspettativa vengano meno i motivi che ne hanno giustificato la concessione, invita immediatamente il dipendente a riprendere servizio. Il dipendente, per le stesse motivazioni, può riprendere servizio di propria iniziativa.

Il rapporto di lavoro è risolto, senza diritto ad alcuna indennità sostitutiva di preavviso, nei confronti del dipendente che, salvo casi di comprovato impedimento, non si presenti per riprendere servizio alla scadenza del periodo di aspettativa o del termine assegnatogli dall'Amministrazione.

Durante il periodo di aspettativa il dipendente conserva il posto di lavoro e non può svolgere alcun tipo di attività incompatibile con il rapporto di pubblico impiego, ai sensi dell’art. 60 e seguenti del T.U. 10.01.57, n. 3 e del Regolamento per il conferimento di incarichi retribuiti al personale tecnico-amministrativo ex articolo 53 del decreto legislativo n. 165/2001, emanato con D.R. n. 293 (prot. n. 11757) del 16.02.09.

Iter Procedurale

Il dipendente che intende usufruire dell’aspettativa per dottorato di ricerca deve presentare al Dirigente Area Gestione del Personale una specifica domanda, contenente la data d’inizio, la durata prevista dell’aspettativa e l’indicazione del corso di dottorato cui è stato ammesso, allegando la relativa documentazione.

Sulla domanda relativa all’aspettativa per dottorato di ricerca dovrà essere apposto il nulla osta del Dirigente/Responsabile della struttura in merito alla compatibilità con le esigenze di servizio.

L’eventuale diniego, la proposta di rinvio a un periodo successivo e determinato, la concessione parziale del predetto congedo dovranno essere motivati in relazione anche alle ragioni organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente.

Trattamento economico

In caso di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa, l'interessato in aspettativa conserva il trattamento economico in godimento.
Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza.

Modulistica

Normativa di riferimento

  • Legge n. 476/1984 e ss.mm., in particolare art. 2 (pdf)
  • C.C.N.L. 16.10.2008, art. 37
  • Regolamento per il conferimento di incarichi retribuiti al personale tecnico-amministrativo ex articolo 53 del decreto legislativo n. 165/2001, emanato con D.R. n. 293 (prot. n. 11757) del 16.02.2009
 
ultimo aggiornamento: 18-Lug-2013
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