Università degli Studi - Firenze
Stampa la pagina corrente Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Rapporto di lavoro a tempo parziale

Il rapporto di lavoro a tempo parziale può essere costituito tramite:

  1. trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale su richiesta dei dipendenti interessati;
  2. assunzioni di personale, effettuate, nell'ambito della programmazione triennale del fabbisogno di personale, ai sensi delle vigenti disposizioni.

Ciascuna Amministrazione può assumere personale a tempo parziale nei limiti massimi del 25% della dotazione organica complessiva rilevata al 31 dicembre di ogni anno.

Per il reclutamento del personale a tempo parziale si applica la normativa vigente in materia.

Tipologia dei rapporti di lavoro a tempo parziale e modulazione dell’orario di lavoro

Sono ammesse le seguenti percentuali di prestazione lavorativa:

  • 33,33% corrispondente a 12 ore settimanali o a 4 mesi di servizio annuo;
  • 50% corrispondente a 18 ore settimanali o a 6 mesi di servizio annuo;
  • 66,66% corrispondente a 24 ore settimanali o a 8 mesi di servizio annuo;
  • 83,33% corrispondente a 30 ore settimanali o a 10 mesi di servizio annuo;
Inoltre la prestazione lavorativa può articolarsi in:
  • Part-time orizzontale, con orario ridotto su tutte le giornate lavorative settimanali;
  • Part-time verticale, con orario pieno su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell’anno;
  • Part-time misto, consistente nella combinazione delle due modalità con necessaria riconducibilità delle richieste di riduzione dell’orario ad una delle percentuali sopra elencate.
La modulazione dell’orario prescelta, concordata con il responsabile della struttura di afferenza, vale per tutta la durata del rapporto di lavoro a tempo parziale salva eventuale modificazione dell’articolazione oraria settimanale.

In caso di opzione per un regime di part-time con durata della prestazione non superiore al 50%, il dipendente può svolgere una eventuale attività di lavoro autonomo o subordinato, con esclusione di attività di lavoro subordinato presso altre pubbliche amministrazioni, a condizione che detta attività non crei l’insorgere di eventuali incompatibilità e/o conflitti con gli interessi dell’Amministrazione.

Per la normativa di riferimento consultare la pagina: http://www.unifi.it/CMpro-v-p-2920.html

Nel caso in cui il dipendente ottenga il collocamento in quiescenza e la prosecuzione del rapporto di lavoro in regime di part-time, ai sensi dell’art. 2, comma 3 del decreto del Ministro della funzione pubblica del 29 luglio 1997, n. 331, la durata della prestazione lavorativa non può essere inferiore al 50% dell’orario completo e non è consentito il rientro a tempo pieno.
Al dipendente che beneficia delle disposizioni contenute nel sopracitato decreto si applica il regime delle incompatibilità previsto per il personale a tempo pieno. (consultare la pagina: http://www.unifi.it/CMpro-v-p-3047.html)

Condizioni generali della trasformazione del rapporto di lavoro

Il personale interessato e quello neoassunto trascorso il periodo di prova, in costanza di rapporto di lavoro, può, in qualsiasi momento, presentare richiesta di trasformazione del proprio rapporto di lavoro, e comunque, almeno 30 giorni prima dall’inizio della decorrenza prevista per la trasformazione.

  • Il dipendente dovrà in ogni caso indicare:
    • decorrenza (che deve coincidere con l’inizio del mese);
    • percentuale e tipologia oraria prescelta;
    • motivazione (in caso di ulteriore attività lavorativa specificare il tipo di attività, i compiti e le mansioni ad essa inerenti);
    • nulla-osta del Responsabile dell’Unità Amministrativa Decentrata o del Dirigente dell’Area di afferenza.
  • L'Amministrazione è tenuta a comunicare, con atto scritto motivato, le proprie determinazioni entro 30 giorni dalla data di ricezione della domanda, che, decorso inutilmente detto termine, si intende accolta.
  • In caso di presentazione di domande incomplete il procedimento resta sospeso sino all’acquisizione delle necessarie integrazioni. In tale caso l’Amministrazione si riserva la facoltà di differire la decorrenza della trasformazione al primo giorno del mese successivo alla data richiesta.
  • Il personale già in servizio a tempo pieno che abbia ottenuto la concessione del tempo parziale, può in ogni momento presentare domanda di rientro a tempo pieno. Per il personale che svolge attività lavorativa solo su determinati mesi o settimane dell’anno la decorrenza del rientro a tempo pieno o di eventuali modifiche alla percentuale della prestazione lavorativa deve necessariamente coincidere con il giorno e il mese di instaurazione del rapporto a tempo parziale.

Trattamento economico-normativo e previdenziale

Al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni normative e contrattuali vigenti per il personale con rapporto di lavoro a tempo pieno, tenendo conto della durata ridotta della prestazione.

  • Il trattamento economico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale è proporzionale alla prestazione lavorativa.
  • I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie pari a quello dei lavoratori a tempo pieno.
  • I dipendenti a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie proporzionato al numero di giornate di lavoro annue.
  • I permessi previsti dagli artt. 30 e 34 del CCNL del 16/10/2008 sono autorizzati in misura proporzionale al servizio prestato nell’anno.
  • I periodi di servizio a tempo parziale sono utili per intero ai fini dell’acquisizione del diritto alla pensione. Ai fini della liquidazione del trattamento di pensione e di fine rapporto, l’anzianità utile sarà proporzionata alla prestazione lavorativa.
I periodi di servizio a tempo parziale potranno essere riscattati ai fini della misura del trattamento pensionistico Il trattamento previdenziale di fine rapporto è disciplinato dalle disposizioni dell'art. 8 della legge 554/88 e successive modificazioni e integrazioni.

 

Modulistica

Normativa di Riferimento

  • Legge 29.12.1988, n. 554, art. 8
  • Legge 23.12.1996, n. 662, art. 1, comma 56 e seguenti
  • Legge 27.12.1997, n. 449, art. 39 commi 19 e 25
  • Legge 23.12.1999, n. 488, art. 20, comma 1, lett. g)
  • D. Lgs. 25.02.2000, n. 61 e successive modifiche ed integrazioni
  • D. Lgs. 30.03.2001, n. 165, art. 53
  • Legge 06.08.2008, n. 133, art. 73
  • C.C.N.L. Comparto Università del 16.10.2008 e in particolare art. 21
 
ultimo aggiornamento: 16-Dic-2009
social iconsFacebook Twitter YouTube Behance Google+ Issuu Instagram LinkedIn