Università degli Studi - Firenze
 
Garante - Relazione anno 2008
Stampa la pagina corrente Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Garante - Relazione anno 2008

Pubblicazione telematica a cura dell'Università degli Studi di Firenze - Registrazione del Tribunale di Firenze n. 5223 del 4 dicembre 2002 - Direttore responsabile: Antonella Maraviglia. Direttore: Dott. Michele Orefice. Redazione: Piazza S. Marco, 4 - 50121 Firenze - Tel. 055 2757271 Fax 055 2756219 - http://www.unifi.it/bu/ - email: bollettino.ufficiale@adm.unifi.it

Relazione del Garante sull'attività svolta nell'anno 2008.

Relazione annuale del Garante, ex articolo 9 del relativo Regolamento di Ateneo, 9 febbraio 2009.

  • Sono pervenute n. 46  istanze e ne sono state definite n. 37.
  • Sono pervenute altresì circa 50 istanze risolte in sede amministrativa.

L’attività svolta nell’anno 2008 è stata condizionata dalla pausa avuta dagli uffici causata dalla sospensione della gestione dovuta al lasso di tempo intercorso tra le dimissione del precedente Garante e la nomina dello scrivente.

In linea generale è doveroso premettere che la figura del Garante è un istituto che attesta negatività del sistema non avendo neanche la possibilità di un approccio statistico con quanto di positivo le strutture riescono ad esprimere.

Alle istanze/lamentele come sopra indicato fanno riscontro i numerosi interventi fatti con contatti personali che hanno, informalmente, portato a soluzioni condivise con gli uffici preposti.

Al riguardo mi corre l’obbligo di ringraziare la Dott.ssa Stefania Maresca che, con competenza e impegno, ha fatto da tramite tra le richieste degli “utenti” e le strutture didattiche ed amministrative dell’Ateneo.

Quest’ultima attività è stata, senza ombra di dubbio, la più impegnativa sia per la quantità degli interventi, sia per la soddisfazione degli interessati e, perché no, dello scrivente che ha avuto modo di apprezzare la disponibilità degli Uffici, che ringrazio.

1. Tasse e contributi

La decisione degli Organi di Governo di aumentare le tasse per l’anno accademico 2008/09 ha portato alla ben nota situazione di confronto con gli studenti. Al riguardo l’Ufficio è stato impegnato in interventi informali che hanno portato a chiarimenti e precisazioni in ordine all’applicazione delle decisioni sopra accennate.

  1. Da più parti ed in vari modi sono state chieste delucidazioni sulle modalità da seguire per ottenere il rimborso della differenza tra le tasse pagate per l’a.a. 2007/2008 da parte di coloro che avendo conseguito il diploma di laurea nello stesso anno accademico, non beneficeranno della diminuzione per le rate dovute per l’iscrizione ai corsi 2008/2009.
    Lo scrivente ha evidenziato che, una corretta par condicio debba essere presupposto legittimo per disporre il rimborso della differenza tra quanto pagato e quanto dovuto, atteso che gli interessati non saranno più iscritti a corsi di studi per l’a.a.2008/ 2009.
  2. Un’ invalida al 100% con situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 della L. 104/92 che necessita di cure mediche e di assistenza personale continuativa comportante notevoli costi che gravano pesantemente sul reddito familiare, ha chiesto il riconoscimento di una riduzione dell’importo della tasse per l’iscrizione del figlio
    Al riguardo, è dato assumere che nel Manifesto degli Studi a.a. 2008/2009, al punto 13.1.2, è indicato che l’importo dei contributi è determinato, nel rispetto dell’art. 4 della legge n. 390/91, dell’art. 3 del D.P.R. 306/97 e dall’art. 5 del D.P.C.M. del 9/4/2001, in base alla capacità contributiva dello studente, tramite la valutazione della condizione economica tenuto conto dell’ammontare del reddito e del patrimonio, nonché dall’ampiezza del nucleo familiare, utilizzando successive modificazioni ed integrazioni e delle determinazioni specifiche di cui al D.P.C.M. 9/4/2001 (ISEEU).
    La suddetta normativa dà peso specifico alla presenza nel nucleo familiare di un componente con handicap psico-fisico permanente, di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5/2/1992, 104, o di invalidità superiore al 66%, prevedendo, nella “scala di maggiorazione, nella misura dell’0,5, per ogni componente portatore di handicap come sopra indicato, riducendo di fatto il valore ISEE determinato e, di conseguenza, la fascia contributiva nella quale lo studente rientra ai fini della determinazione degli importi dovuti.
    Lo scrivente ha auspicato, per il futuro, l’adozione di una normativa più favorevole da adottare da parte degli Organi di Governo dell’Università onde venire incontro a situazioni di grave difficoltà finanziarie in cui venissero a trovarsi nuclei familiari con componenti portatori di handicap.

2. Pagamento della retribuzione nei giorni di permesso per malattia di minore affidato.

E’ stato richiesto di usufruire del congedo per malattia dell’affidato, pari a trenta giorni all’anno di assenza retribuita disciplinato dall’art. 7 comma 5 del CCNL Comparto Università del 13.05.03 in combinato disposto con l’art. 47 comma 1 del D. Legs. 151/01 non già fino al terzo anno di affido, ma sino al compimento del sesto anno, ex art. 50 comma 2 del suddetto Decreto legislativo.

L’Amministrazione, confortata anche da parere espresso dal Comitato Consultivo Tecnico Amministrativo, ritiene che la suddetta elevazione del limite di età a sei anni riguarda la sola possibilità, in caso di adozioni e affidamenti, di usufruire del congedo in esame, non comportando alcuna estensione del corrispondente beneficio economico.

Lo scrivente ritiene che possa essere data una interpretazione delle succitate norme favorevole alla richiedente avuto riguardo alla ratio della disciplina che ha il preciso fine di tutelare diritti di elevato interesse sociale.

In tal senso il Decreto Legislativo del 26.03.2001 n. 151 titola: “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno  alla maternità e della paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8.3.2000, n. 53”.

Invero, un intervento che non riconosce il diritto a godere di congedi retribuiti per 30 giorni all’anno per malattia di una bambina in affidamento spetti soltanto fino al 3° anno non sembra poter trovare giustificazione nella mancanza di una espressa previsione nella legge (T.U. 151/01) e nel contratto collettivo di categoria (CCNL 13.05..03).

Sembra potersi, ex adverso, argomentare che nel prevedere il solo innalzamento del limite di età si abbia automaticamente riconosciuto che le altre previsioni a “tutela e sostegno” si intendano automaticamente estese.

3. Iniziative studentesche – finanziamenti.

Anticipata nel n° 4 – aprile-maggio 2008 il direttore della rivista Universitarea, Gaetano Cervone, ha presentato in data 27 maggio 2008 istanza di parere sulla procedura di accesso e distribuzione dei fondi relativi alle iniziative studentesche di cui al relativo bando emanato con decreto rettorale  del 6 marzo 2008 n° 274 (prot. n° 16979).

Nell’istanza vengono paventati disparità di trattamento e violazione dei “diritti degli studenti in merito alla procedura di accesso e distribuzione dei fondi relativi alle iniziative studentesche”. L’art. 2 del suddetto Bando prevede che possono presentare domanda:

  1. il Presidente di una Associazione studentesca,
  2. un rappresentante degli studenti nei Consigli di Facoltà;
  3. un gruppo di almeno 50 studenti iscritti all’Università degli Studi di Firenze nell’a.a. 2007/2008.

L’art. 3 stabilisce che le domande devono essere in numero non superiore a due per proponente.

Dalla lettura congiunta dei due articoli (2 e 3) appare evidente che i titolati a proporre domanda sono previsti con forte sperequazione a favore dei rappresentanti degli studenti nei Consigli di Facoltà. Infatti, mentre per una singola associazione, come per un gruppo di studenti , le iniziative proposte non possono superare le due per i rappresentanti degli studenti nei Consigli di Facoltà la soglia, in assoluto, s’innalza vertiginosamente atteso che i rappresentanti degli studenti sono in totale 92 (92 x 2 = 184).

Sicuramente il rapporto sarebbe più equilibrato se il limite di due domande fosse riferito alla lista di appartenenza dei consiglieri e non ai singoli consiglieri.

Quanto innanzi riguardo all’accesso , mentre diversa attenzione, ritiene lo scrivente, debba essere posta alla fase di distribuzione dei fondi.

Detta fase è demandata alla Commissione esaminatrice (art. 5 del Bando) la cui composizione è quella prevista all’art. 3 del “Regolamento per l’attribuzione dei fondi per le iniziative studentesche culturali e sociali a favore degli studenti dell’Università degli Studi di Firenze” approvato con D.R. n° 1098 (prot. n° 75790) in data 12 dicembre 2005.

I sei studenti vengono eletti da e tra i rappresentanti degli studenti in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione. E’ appena il caso di rilevare che gli studenti eletti in Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione sono 6 (3+ 3) per il cui il “tra” è impraticabile.

A sommesso avviso dello Scrivente nella cennata disciplina per l’attribuzione dei fondi per le iniziative studentesche culturali e sociali andrebbe prevista l’incompatibilità ad essere proponente di iniziative e componente della Commissione esaminatrice (art. 5 del Bando) onde evitare conflitto di interessi tra controllore e controllato.

4. Elezioni del presidente del corso di Laurea in Infermieristica per il quadriennio accademico 2008/20012 – individuazione titolari del diritto di voto.

In data 02.07.2008 il Decano del Corso di Laurea in Infermieristica convocava per il 10.07.2008 in prima seduta e il 14 successivo in seconda, il Consiglio del medesimo corso per l’elezione del Presidente per il quadriennio accademico 2008/2012.

In fase istruttoria e sul punto specifico il suddetto Decano, con nota in data 23.09.2008, premetteva che “La definizione dell’elettorato attivo per i Consigli dei Corsi di Laurea di area sanitaria è stato oggetto di discussione nell’ambito del Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia e dei Consigli di diversi CL di area sanitaria, che hanno auspicato un suo allargamento”. Nella stessa nota si precisava che al riguardo veniva chiesto parere giuridico all’Ufficio Affari Legali di questo Ateneo che concludeva precisando che “professori a contratto presenti nei Corsi di Laurea dell’area sanitari che siano al tempo stesso dipendenti del S.S.N. devono essere considerati membri del relativo consiglio di Corso di Laurea a tutti gli effetti”.

Sempre in fase istruttoria è emerso che le liste degli aventi diritto al voto erano state “fornite dagli Uffici di Polo Biomedico”.

Il Dirigente del Polo Biomedico all’uopo interessato dallo scrivente, con nota del 02.10.2008 concludeva che “La Segreteria del Corso di Laurea de quo, nel convocare i membri per la elezione del Presidente del Corso di Laurea in scienze Infermieristiche, si sono attenuti alla vigente normativa, così come interpretata dal Dirigente degli Affari Generali dell’Ateneo fiorentino, includendo nell’elettorato attivo tutti i docenti del corso appartenenti al Servizio Sanitario.

La casistica di cui in premessa, sorge per una mancata norma di Ateneo sulla possibilità di includere nell’elettorato attivo per i Consigli dei Corsi di Laurea di area sanitaria i titolari di insegnamento incardinati negli enti del S.S.N. convenzionati.

Il parere sul punto espresso dall’ufficio Affari legali riteneva che la normativa nazionale (art.6 D. Legs. 517/99) ha carattere di specialità per cui prevale su quanto previsto dall’art. 18 del vigente Statuto di Ateneo.

Lo scrivente ritiene che l’individuazione degli aventi diritto al voto per l’elezione del Presidente del Corso di Laurea in Infermieristica sia stata determinata da una interpretazione della normativa nazionale e statutaria attesa che le fonti di riferimento non contengono una previsione univoca.

Nella fattispecie appare evidente che trattasi di una interpretazione preter legem che trova la sua validità nella individuata gerarchia delle fonti.

Se è incontrovertibile  che l’art. 18 dello Statuto di questo Ateneo non disciplina la fattispecie è pur vero che il 3° comma del medesimo articolo fa sempre riferimento all’attribuzione di “compiti didattici”

Nei corsi di Studio dell’area biomedica la normativa statale di riferimento (art. 6 comma 3 del D. Lgs.. 502/92 e D. Lgs. 517/99) prevede che la titolarità dei corsi di insegnamento previsti dall’ordinamento didattico universitari è affidato “di norma” a personale del ruolo sanitario dipendente dalla struttura presso le quali si svolge la formazione.

Il complesso normativo di cui sopra è cenno, appare idoneo ad equiparare ai fini didattici il personale dei ruolo del S.S.N. a quello universitario volto ad integrare il sistema universitario.

Appare, quindi, allo scrivente ammissibile riconoscere l’elettorato attivo a coloro che il dirigente del Polo Biomedico e Tecnologico con la citata nota n. 63520 in data 02.10.2008 ha indicato come “docenti” del corso appartenenti al Servizio Sanitario.

A sommesso avviso dello scrivente, tenuto conto che trattasi di una prima “interpretazione” che potrebbe essere ripetuta, appare opportuno porla all’attenzione del Senato Accademico.

5. Mancata ammissione al test delle Magistrali della Facoltà di Psicologia.

Sulla procedura di ammissione ai test di che trattasi questo Ufficio è stato interessato da altri esclusi ed ha potuto, in fase istruttoria, accertare che alcuni atti inter-procedimentali si prestano a forti dubbi interpretativi.

Per quanto interessa il caso specifico è stato accertato che a fianco di candidati che chiedevano l’accesso ai test sul cennato sito compariva il giudizio “negativo”.

Il cennato giudizio di negatività è stato accertato che intendeva riferirsi non all’esclusione dai test ma alla circostanza che i concorrenti avrebbero dovuto, superati i test, colmare un debito formativo.

Appare chiaro che la dizione “negativo” era sicuramente una espressione ingannevole che non consentiva un’ interpretazione che potesse apparire come condizione all’immatricolazione e non alla partecipazione ai test.

Su questo ultimo punto l’Ufficio ha inconfutabili prove che alcuni dei “negativi” hanno partecipato e superato i test d’ingresso.

6. Corso di Studio di “Cultura e Stilismo della moda, Contributi aggiuntivi e di laboratorio – loro destinazione.

E’ stato chiesto il parere dello Scrivente se sia possibile l’utilizzo dei contributi straordinari versati dagli studenti dei Corsi di Laurea di “Progettazione della Moda”, “Cultura e stilismo della Moda” e “Odontoiatria e Protesi Dentaria” per la copertura di un assegno di ricerca per un progetto connesso al corso di studi.

Al riguardo giova precisare che l’Ufficio del Garante con decisioni n° 236 del 5/11/06 e 236/bis del 16/1/07 ebbe modo di precisare che la specificità del contributi di che trattasi rendono gli stessi indispensabili per il funzionamento e l’efficienza di laboratorio, per l’organizzazione e la manutenzione delle relative attrezzature e per il materiale occorrente.

E’ parere dello Scrivente che tale contributo non possa essere utilizzato per una copertura di un assegno di ricerca attesa la specificità dello stesso destinato al percorso formativo degli studenti.

7. Ingresso alla Laurea Magistrale in Architettura.

E’ stata lamentata la mancata accettazione dell’istanza di accesso alla specialistica della Facoltà di Architettura presso questo Ateneo.

Dalla istruttoria esperita è emerso che il rifiuto all’accesso è stato motivato dal mancato superamento del test d’ingresso per la triennale presso l’Università di Roma.

Al riguardo è stato riscontrato che nella normativa indicataci dalla Presidenza dei Facoltà (L. 264/1999) non si riscontra alcun specifico riferimento al requisito che, per essere ammessi alla specialistica, è necessario aver superato un testo alla triennale.

E’ appena il caso di accennare che triennale e specialistica sono di fatto separate e per quanto riguarda l’accesso, non vengono considerate insieme. Ciò viene confermato alla pagina 138 della Giuda della Facoltà di Architettura per l’a.a. 2008/09 ove viene espressamente previsto al comma 2° del preambolo “Accesso al Corso di Laurea” che “per l’accesso al Corso di Laurea Magistrale occorre essere in possesso della laurea o del diploma universitario di durata triennale”

8. Facoltà di Psicologia – Ammissione - Recupero debiti formativi -Tempi e modalità congrui

Si sono rivolte a questo Ufficio, per problemi inerenti l’iscrizione alla Magistrale di Psicologia. Le ricorrenti hanno conseguito la laurea triennale in Psicologia presso la sede di Caserta della SUN ed hanno saputo il giorno 08.10.2008 di aver superato il test previsto per l’ingresso alla Magistrale di Psicologia di Firenze al quale sono state ammesse pur presentando alcuni debiti formativi nel loro curriculum di studi; tale debito formativo, (comunicato alle ricorrenti solo il 26.9.2008 dall’Università di Firenze), deve essere colmato entro e non oltre il 31.10.2008, data ultima per l’immatricolazione, come indicato nel Bando per l’accesso al Corso di Laurea Magistrale in Psicologia.

Il Manifesto degli Studi 2008/2009 prevede espressamente al punto 3.5 “…Il laureato a cui la Commissione didattica riconosce un debito formativo, non potrà immatricolarsi al Corso di laurea magistrale e dovrà acquisire i relativi crediti prima dell’immatricolazione, attraverso l’iscrizione ai corsi singoli”.

Nonostante la scadenza imminente, né la Segreteria Studenti né la Commissione esaminatrice hanno fornito informazioni utili circa le modalità per il recupero dei crediti formativi rilevati.

Il bando per l’ingresso alla Magistrale di Psicologia prevede la possibilità per gli studenti in continuità (studenti dell’Università degli Studi di Firenze) non ancora in possesso della laurea triennale (che presentano quindi un debito formativo) la possibilità di immatricolarsi, una volta colmato il cennato debito, alla Magistrale entro il 31.12.2008.

Si evince una disparità di trattamento tra gli studenti delle diverse Facoltà; e la disparità è ancora più rilevante considerato che  le ricorrenti sono già in possesso di un titolo di studi idoneo all’iscrizione alla Magistrale conseguito presso diversa Università.

Sebbene la normativa entrata in vigore quest’anno preveda, per l’ingresso alla magistrale anche una  valutazione curriculare degli immatricolandi, l’Università degli Studi dovrebbe garantire a tutti gli studenti una uniformità di trattamento con  indicazione precisa delle modalità e tempi, percorribili, per l’estinzione del debito formativo individuato con largo anticipo rispetto alla scadenza per l’immatricolazione.

Si ritiene opportuno quindi che alle ricorrenti siano indicate le modalità con cui colmare il debito formativo prevedendo lo slittamento dell’immatricolazione, come previsto per i laureati alla triennale di Psicologia presso l’Università degli Studi di Firenze.

Il Rettore con nota n. 69020 del 23.7.08 indirizzata al Preside della Facoltà di psicologia disponeva che una volta colmato il debito formativo si possa consentire il differimento del termine per l’immatricolazione al 31.12.2008.

Come indicato anche nelle relazioni svolte dal predecessore, si è costretti a segnalare che non pochi ritardi o omissioni, a volte superate da rapporti inter-personali, sono legati a problemi inerenti l’efficienza dei servizi di segreteria.

Va evidenziato che alcuni uffici di segreteria si trovano in grave disagio per insufficienza di organico. Ciò ha comportato grave, a volte, sostanziali disservizi che si sono trasformati in una non normale gestione dei corsi di studi, configurando una mancanza di tutela dei diritti degli studenti.

Un problema che influisce sugli oneri economici a carico degli studenti è quello relativo all’applicazione della tassa di bollo sulle istanze, nelle certificazioni e atti similari.

Le segreterie dell’Università hanno richiesto l’apposizione del bollo attenendosi alla disposizioni 13.6.2005 della Direzione Servizi alla Didattica, che, basandosi sulla circolare 29/2005 dell’Agenzia delle Entrate, ha stabilito che “i certificati, gli atti, gli estratti, comprese le copie conformi all’originale rilasciati dall’Università sono soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine, nonché sono soggetti all’imposta di bollo le istanze presentate dagli studenti per l’iscrizione ai vari corsi di laurea e domande per restituzione del diploma di studi superiori a seguito di decadenza dalla qualità di studente”.

Quanto sopra in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica, 26.10.1973, n. 642 e relativa tariffa annessa.

Va rilevato però che nella tabella allegata al citato decreto, avente ad oggetto “atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto” si rinvengono casi di esenzione riferibili anche a certificazioni rilasciate dall’Università. Occorre che da parte delle segreterie sia verificato quali materie sono indicate nella tabella allegata al citato decreto presidenziale per le quali è prevista l’esenzione dal bollo. Per tali materie alle quali è finalizzato l’uso delle istanze e delle certificazioni, le quali ne costituiscono altresì il necessario presupposto si applica l’esenzione dall’imposta di bollo.

A conclusione della presente relazione va evidenziata la mancanza di una norma che obblighi gli organi di Governo dell’Ateneo e gli Uffici amministrativi a relazionare sull’esito delle decisioni assunte dallo scrivente.
Al riguardo tornerebbe gradita perlomeno, una direttiva.

Firenze, 9 febbraio 2009

IL GARANTE DEI DIRITTI DELL'UNIVERSITA'

Dr. Francesco Lococciolo

 
ultimo aggiornamento: 12-Mar-2010
social iconsFacebook Twitter YouTube Behance Google+ Issuu Instagram LinkedIn