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Relazione annuale 2010Comitato per le pari opportunità dell'Università di FirenzeRelazione annuale delle attività del Comitato nell'anno 2010 - considerazioni di fine mandato
Il ComitatoIl Comitato, composto da dodici persone elette dal personale docente, da quello tecnico/amministrativo e dal corpo studentesco, continua nel 2009 con la Presidenza di Maria Grazia Giaume e la Vice Presidenza di Gloria Menchi. Componenti:
Il Comitato, composto da dodici persone elette dal personale docente, da quello tecnico/amministrativo e dal corpo studentesco, continua nel 2010 con la Presidenza di Maria Grazia Giaume e la Vice Presidenza di Gloria Menchi. Patrizia Guarnieri dà le dimissioni nel marzo 2010 e non viene sostituita per mancancanza di elette nella lista. Logistica CPOIl Comitato si trasferisce a novembre del 2009 in una nuova sede, in Piazza Indipendenza, 8. Collegamenti con altri organismi/uffici dell’AteneoSono proseguiti i rapporti con l’amministrazione centrale e la collaborazione con i vari uffici collegati al CPO, per il suo funzionamento e per le attività che gli competono. Per le informazioni è continuato il rapporto con l’ufficio stampa, l’ufficio redazione periodici interni e l’ufficio comunicazione interna. Collegamenti con altri cpo, enti locali e associazioni del territorioIl CPO dà valore ad un impegno condiviso con i comitati pari opportunità degli altri atenei, alla comunicazione attiva con quelli degli enti locali e con quelli di organizzazioni presenti sul nostro territorio, ed infine con associazioni impegnate nella lotta per l’affermazione dei diritti e contro le discriminazioni. Abbiamo sviluppato il rapporto con il territorio, perché fare rete può aumentare la forza e l'efficacia delle nostre azioni, anche verso la cittadinanza Iniziative realizzate nel 2010Il CPO ha sempre posto l’attenzione verso tutte le discriminazioni, ogni comportamento diretto e indiretto che porti a distinguere, escludere, privilegiare una persona sulla base del genere di appartenenza, etnia, lingua, religione, orientamento sessuale, condizione personale, come ad esempio lo stato di salute, la diversabilità, o anche le relazioni familiari (nepotismo, familismo…): tutto ciò che compromette le condizioni di parità dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in campo politico economico culturale, in ogni settore della vita.
Nel senso delle pari opportunità, alle iniziative ha partecipato un interprete della lingua dei segni (LIS) E’ stata assegnata N.1 borsa di studio 2010 - Frequenza da esterne alla Scuola Estiva organizzata dalla Società Italiana delle Storiche (dal verbale del Comitato per le Pari Opportunità dell'Università di Firenze del 15 giugno 2010) Pubblicazioni
Obiettivi pari opportunitàGli obiettivi rimangono quelli del Piano Triennale delle Azioni Positive:
L’attenzione al genere ha rappresentato l’impegno di base, perché pare che nell’abbinamento della discriminazione il fattore combinato con frequenza maggiore sarebbe proprio quello di genere: la discriminazione multipla delle donne, come riconosciuto nella legislazione della comunità europea. Così troviamo spesso incrociati fattori come sesso ed età, sesso e religione, sesso e diversabilità, sesso e condizione personale (salute, maternità, orientamento sessuale…), sesso ed appartenenza etnica. La legge 125/1991, i decreti legislativi 196/2000 e 165/2001 e per ultima la “Direttiva sulle misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche” del 23 maggio 2007 prevedono che le amministrazioni pubbliche predispongano un piano di Azioni Positive per la "rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne". Il CPO ha formulato tale piano. L’Ateneo non ha presentato il Piano di Azioni Positive triennale. Tuttavia ogni anno ci sono stati alcuni incontri con la responsabile delle risorse umane riguardo al PIANO DELLE AZIONI POSITIVE ANNUALE di Ateneo, ed abbiamo condiviso la necessità di lavorare su obiettivi raggiungibili soprattutto per la Valorizzazione delle risorse umane, per la Formazione sul tema delle pari opportunità e per iniziare ad avere attenzione all’uso di una lingua rispettosa dei generi anche negli atti ufficiali. Per quanto riguarda la valorizzazione delle risorse umane, anche nel 2010, l’amministrazione centrale ha mostrato attenzione al lavoro del personale diversamente abile e/o agli inserimenti socio-terapeutici, tramite progetti mirati che dispongono di un servizio di tutoraggio con l’utilizzo dei volontari e delle volontarie del servizio civile nazionale. Tale servizio è terminato nel novembre 2010, non sarà rinnovato dallo Stato, si auspica un intervento della regione in questo senso. A nostro parere può essere letto nei termini della valorizzazione dei saperi del personale anche il bando per la costituzione dell’albo per esperti interni per la formazione del personale T/A da parte di altro Personale T/A (Decreto dirigenziale, 23 dicembre 2009, n. 1416 (prot. n. 89291). Di segno contrario è apparso il sistema di valutazione –prodromo della legge Brunetta- a cui è stato sottoposto il personale universitario: alcuni colleghi e alcune colleghe dell’università si sono rivolte a noi per segnalare profonde ingiustizie e storture generate da questo sistema. Questa valutazione non pare, infatti, andare nel senso sopraccennato, sembra abbia stimolato competitività e scontento, a causa della discrezionalità e della sua eterogeneità. Devono essere perseguiti il più possibile gli obiettivi di efficienza e di soddisfazione per chi riceve e per chi fornisce un servizio che deve essere di qualità, ma la valutazione non deve essere dettata da elementi emozionali come simpatia e antipatia, deve seguire il criterio delle pari opportunità e dell’oggettività. Formazione14-15.05.2010 - Corso Gratuito di Alta Formazione "Gestione delle risorse umane - Valuing e managing diversity" organizzato dai CPO delle Università toscane, con il contributo della Regione Toscana . Aperto a donne e uomini responsabili della gestione delle risorse umane degli Ateneo e di aziende private e pubbliche, rappresentanti sindacali e di associazioni di categoria. Tutte le iniziative realizzate sono state comunicate e pubblicizzate, tramite mail, al personale e al corpo studentesco. Formazione delle componenti del comitatoE’ avvenuta nel senso dell’auto-formazione partecipando ad incontri e convegni, sia organizzati da noi che da altri enti. Particolare attenzione è stata rivolta alle problematiche di genere riguardo alla salute, alla conciliazione, all’immigrazione e all’ uso della lingua rispettoso di tutte le persone. Servizi offertiAl CPO è attivo da anni un punto di ascolto aperto a tutte le persone che lavorano o studiano presso la nostra Università. Nel 2010 si sono rivolte a questo servizio circa 15 persone tra personale e corpo studentesco. Il punto di ascolto vuole essere un aiuto per affrontare sia difficoltà di inserimento nei luoghi di studio e di lavoro sia problemi connessi con situazioni di mobbing e molestie. L’intervento è avvenuto come un momento di ascolto e di accoglienza; quando è stato possibile sono stati organizzati incontri con le varie parti coinvolte nel problema presentato, cercando di collaborare ad attivare una comunicazione più adeguata. Quando necessario, le persone sono state inviate ai sindacati, al garante, alla consigliera di parità. Spese del 2010Al Comitato è stato assegnato uno stanziamento di €15000 suddiviso in tre categorie di spesa:
Effettivamente sono stati assegnati solo 2000 euro. Per il funzionamento e la realizzazione delle iniziative programmate sono state effettuate le seguenti spese:
Ultime considerazioniNelle relazioni degli anni 2008 e 2009 era auspicata una maggiore valorizzazione e un’ effettiva considerazione del CPO, perché, come organo elettivo dell'ateneo, fosse “messo in condizione di incidere sulle scelte generali dell’Ateneo”, per ciò che riguarda le pari opportunità come ad es. il bilancio di genere, la conciliazione tra lavoro e vita, la lingua usata nei documenti e nelle circolari, ecc. A fronte delle affermazioni espresse in queste relazioni e del nostro impegno per rafforzare il CPO, il 4 novembre 2010 è stata approvata la legge 183, che con l’ art. 21 trasforma in modo sostanziale il comitato. Di questo articolo è condivisibile l’ attenzione non solo al genere, ma a tutto ciò che provoca discriminazione: obiettivo in linea con le raccomandazioni europee, ma già all’attenzione dell’attività del nostro e di molti altri cpo. Tuttavia l’art. 21 decide un appiattimento dei comitati pari opportunità sul comitato paritetico, due organi che hanno competenze differenti, che possono e debbono collaborare (nel precedente comitato paritetico vi era anche una rappresentante del CPO), ma che -accorpati- perderanno la propria forza e la propria specificità: il cpo, la dimensione culturale e formativa, e il comitato paritetico, il compito di contrastare il mobbing sul lavoro. Unificarli nel comitato unico di garanzia avrà, a nostro parere, la conseguenza di impoverire entrambi. Non sarebbe comunque auspicabile “salvare” solo i comitati universitari, come qualcuno avrebbe proposto. Firenze, gennaio 2011 Permalink: http://www.unifi.it/vp-7192-relazione-annuale-2010.html
Url breve: http://www.unifi.it/cmpro-v-p-7192.html |
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