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Relazione annuale 2010

Comitato per le pari opportunità dell'Università di Firenze

Relazione annuale delle attività del Comitato nell'anno 2010 - considerazioni di fine mandato

Il Comitato

Il Comitato, composto da dodici persone elette dal personale docente, da quello tecnico/amministrativo e dal corpo studentesco, continua nel  2009 con la Presidenza di  Maria Grazia Giaume e la  Vice Presidenza di Gloria Menchi.

Componenti:

  • Tiziana Bartalucci
  • Elena Bartolozzi
  • Donatella Casale
  • Adriana Dadà
  • Giulia Di Bello
  • Myra Evans
  • Maria Grazia Giaume
  • Patrizia Guarnieri
  • Nadia Lanna
  • Gloria Menchi
  • Carla Mura
  • Arta Nikaj

Il Comitato, composto da dodici persone elette dal personale docente, da quello tecnico/amministrativo e dal corpo studentesco, continua nel  2010 con la Presidenza di  Maria Grazia Giaume e la  Vice Presidenza di Gloria Menchi.   Patrizia Guarnieri dà le dimissioni  nel marzo 2010 e non viene sostituita per mancancanza di elette nella lista.
Le rappresentanti del personale durano in carica per un triennio, la componente studentesca è impegnata per un biennio.

Logistica CPO

Il Comitato  si trasferisce a novembre  del 2009 in una nuova sede,  in   Piazza Indipendenza, 8.
Il CPO si avvalso per tre mattine la settimana dell’attività di un’unità tecnica amministrativa.
La sede è stata aperta nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì mattina.  
Sono stati disponibili: un cellulare sempre attivo, una  mail list e una pagina web  con informazioni sulle sue componenti e sulle sue attività.

Collegamenti con altri organismi/uffici dell’Ateneo

Sono proseguiti i rapporti con l’amministrazione centrale  e la collaborazione  con i vari uffici collegati al CPO, per il suo funzionamento e per le attività che gli competono. Per le informazioni è continuato  il rapporto con l’ufficio stampa, l’ufficio redazione periodici interni e l’ufficio comunicazione interna.
Il lavoro comune facilita  l’attività e offre una visione delle situazioni più oggettiva e completa; gli interventi possono essere così  più produttivi  ed  utili per il personale dell’Ateneo e  per il corpo studentesco.

Collegamenti con altri cpo, enti locali e associazioni del territorio

Il CPO dà valore ad un impegno condiviso con i comitati pari opportunità degli altri atenei, alla comunicazione attiva con quelli  degli enti locali  e con quelli di organizzazioni presenti sul nostro territorio, ed infine con associazioni impegnate nella lotta per l’affermazione dei diritti e contro le discriminazioni. Abbiamo sviluppato il rapporto con il territorio, perché fare rete può aumentare la forza e l'efficacia delle nostre azioni, anche verso la cittadinanza

Iniziative realizzate nel 2010

Il CPO   ha sempre posto l’attenzione verso tutte le discriminazioni, ogni comportamento diretto e indiretto che porti a distinguere, escludere, privilegiare una persona sulla base del genere di appartenenza, etnia,  lingua, religione, orientamento sessuale, condizione personale, come ad esempio lo stato di  salute, la diversabilità,  o anche le relazioni familiari (nepotismo, familismo…): tutto ciò che compromette le condizioni di parità dei diritti umani e delle libertà fondamentali, in campo politico economico culturale, in ogni settore della vita.
Le iniziative di quest’anno, come  tutte quelle realizzate  in questo triennio,  hanno avuto a fondamento questo obiettivo.

  • 08.03.2010 - Incontro "L'Arte della differenza e dell'uguaglianza" 
  • 22-24.04.2010 - Dibattito e Mostra fotografica di "Donne invisibili - Oltre i luoghi comuni"
  • 14-15.05.2010 - Corso Gratuito di Alta Formazione "Gestione delle risorse umane - Valuing e managing diversity" organizzato dal CPO delle Università toscane, con il contributo della Regione Toscana
  •  18-19.05.2010 - IV Conferenza Nazionale CPO"I Comitati pari opportunità delle Università italiane fra cambiamenti e riforme. Ruoli, funzioni e prospettive nel nuovo scenario istituzionale"
  • 18.11.2010 - Laboratorio "Studenti straniere/i. Problematiche e risorse" con il Prof. Adel Jabbar
  • 03.12.2010 - "Lavori desiderati lavori vissuti: Donne tra soggettività e condizioni materiali" Campagna per  la "Dichiarazione dei lavori delle donne" - Una discussione di donne e uomini

Nel senso delle pari opportunità, alle iniziative ha partecipato un interprete della lingua dei segni (LIS)

E’ stata assegnata N.1 borsa di studio 2010 - Frequenza da esterne alla Scuola Estiva organizzata dalla Società Italiana delle Storiche (dal verbale del Comitato per le Pari Opportunità dell'Università di Firenze del 15 giugno 2010)

Pubblicazioni

  • "Iscrizione part time ai corsi dell'ateneo di Firenze - Valutazione di una nuova opportunità"un' indagine sul tema "studenti che lavorano" a cura di Nadia Lanna.
  • "Conoscere, comprendere e reagire al fenomeno del mobbing"       a  cura di Tiziana Bartalucci.
  • "Le donne all'Università di Firenze. Percorsi, problemi, obiettivi"a cura di Simonetta Soldani.
  • Le norme che favoriscono la conciliazione: permessi, aspettativa e congedi”   a cura di Maria Paola Monaco.

Obiettivi pari opportunità

Gli obiettivi rimangono quelli del Piano Triennale delle Azioni Positive:

  1. promuovere la cultura delle pari opportunità;
  2. attivare un osservatorio-indagine;
  3. promuovere la qualità del lavoro;
  4. monitorare l'attuazione del piano e rafforzare il ruolo del cpo;
  5. sensibilizzare riguardo al tema delle molestie sessuali sul luogo di lavoro e di studio;
  6. promuovere  orari di lavoro flessibili  (conciliazione);
  7. verificare le commissioni  dei concorsi

L’attenzione al genere  ha rappresentato  l’impegno di base, perché pare che nell’abbinamento della discriminazione il fattore combinato con frequenza maggiore sarebbe proprio quello di genere: la discriminazione multipla delle donne, come riconosciuto nella legislazione della comunità europea. Così troviamo spesso incrociati fattori come sesso ed età, sesso e religione, sesso e diversabilità, sesso e condizione personale (salute, maternità, orientamento sessuale…), sesso ed appartenenza etnica.
I gruppi di lavoro hanno continuato il loro impegno  secondo questi obiettivi.

La legge 125/1991, i decreti legislativi 196/2000 e 165/2001 e per ultima la “Direttiva sulle misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche” del 23 maggio 2007 prevedono che le amministrazioni pubbliche predispongano un piano di Azioni Positive per la "rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne". Il CPO ha formulato tale piano. L’Ateneo non ha presentato il Piano di Azioni Positive triennale. Tuttavia ogni anno ci sono stati alcuni incontri con la responsabile delle risorse umane riguardo al  PIANO DELLE AZIONI POSITIVE ANNUALE  di Ateneo,  ed abbiamo condiviso  la necessità di lavorare su  obiettivi raggiungibili  soprattutto per la Valorizzazione delle risorse umane, per la Formazione sul tema delle pari opportunità e per iniziare ad avere attenzione all’uso di una lingua rispettosa dei generi anche negli atti ufficiali.

Per quanto riguarda la valorizzazione delle risorse umane, anche nel 2010, l’amministrazione centrale ha mostrato attenzione al lavoro del personale  diversamente abile e/o agli  inserimenti socio-terapeutici, tramite progetti mirati che  dispongono di un  servizio di tutoraggio con l’utilizzo dei volontari e delle volontarie del servizio civile nazionale.  Tale servizio è terminato nel  novembre  2010, non sarà rinnovato dallo Stato, si auspica un intervento della regione in questo senso. A  nostro parere può essere letto nei termini della valorizzazione dei saperi del personale anche il bando per la costituzione dell’albo per esperti interni per la formazione del personale T/A da parte di altro Personale T/A  (Decreto dirigenziale, 23 dicembre 2009, n. 1416 (prot. n. 89291). Di segno contrario è apparso il sistema di valutazione –prodromo della legge Brunetta- a cui è stato sottoposto il personale universitario: alcuni colleghi e alcune colleghe  dell’università si sono rivolte a noi  per segnalare profonde ingiustizie e storture generate da questo sistema.  Questa  valutazione non pare, infatti,  andare nel senso sopraccennato,  sembra abbia  stimolato competitività e scontento, a causa della discrezionalità e della sua eterogeneità.  Devono essere perseguiti il più possibile gli obiettivi di efficienza e di soddisfazione per chi riceve e per chi fornisce un servizio che deve essere di qualità, ma la valutazione  non deve  essere dettata da elementi emozionali come simpatia e antipatia, deve seguire il criterio delle pari opportunità e dell’oggettività.

Formazione

14-15.05.2010 - Corso Gratuito di Alta Formazione "Gestione delle risorse umane - Valuing e managing diversity" organizzato dai CPO delle Università toscane, con il contributo della Regione Toscana . Aperto a donne e uomini responsabili della gestione delle risorse umane degli  Ateneo e di aziende private e pubbliche, rappresentanti sindacali e di associazioni di categoria.

Tutte le iniziative realizzate sono state comunicate e pubblicizzate, tramite mail,  al personale e al corpo studentesco.

Formazione delle componenti del comitato

E’ avvenuta nel senso dell’auto-formazione partecipando ad incontri e convegni, sia organizzati da noi che da altri enti. Particolare attenzione è stata rivolta alle problematiche di genere riguardo alla salute, alla conciliazione, all’immigrazione e all’ uso della lingua rispettoso di tutte le persone.

Servizi offerti

Al CPO è attivo da anni  un  punto di ascolto aperto a tutte le persone  che lavorano o studiano presso la nostra Università. Nel 2010 si sono rivolte a questo servizio circa 15 persone tra personale  e corpo studentesco. Il punto di ascolto vuole essere un aiuto per affrontare sia difficoltà di inserimento nei luoghi di studio e di lavoro sia problemi connessi con situazioni di mobbing e molestie. L’intervento è avvenuto come un momento di ascolto e di accoglienza; quando è stato possibile sono stati organizzati incontri con le varie parti coinvolte nel problema presentato,  cercando di collaborare  ad attivare una comunicazione più adeguata. Quando necessario, le persone sono state  inviate ai sindacati, al garante, alla consigliera di parità.

Spese del 2010

Al Comitato è stato assegnato uno stanziamento di €15000 suddiviso in tre categorie di spesa:

  1. missioni 4000 euro;
  2. convegni, congressi, conferenze 5000 euro;
  3. spese varie 6000 euro.

Effettivamente sono stati assegnati solo 2000 euro.
Molte delle attività e delle iniziative decise e necessarie non hanno potuto essere concretizzate. Abbiamo cercato di perseguire i nostri obiettivi, con una gestione virtuosa, con il volontariato delle persone coinvolte e attuando alcune iniziative, che erano conseguenza di impegni sulla cifra assegnata al Comitato nell’anno 2009.

Per il funzionamento e la realizzazione delle iniziative programmate sono state effettuate le seguenti spese:

  1. liquidazione di missioni delle componenti del Comitato per la partecipazione a convegni, seminari e corsi di formazione fuori sede, per trattare le tematiche di competenza del Comitato;
  2. una borsa di studio per partecipare alla Scuola Estiva della Società Italiana delle Storiche. La borsa è stata assegnata dopo una selezione eseguita da una commissione del Comitato sulla base delle domande pervenute;
  3. convegni e Iniziative:
    • Dibattito e Mostra fotografica di "Donne invisibili - Oltre i luoghi comuni",
    • IV Conferenza Nazionale CPO-"I Comitati pari opportunità delle Università italiane fra cambiamenti e riforme. Ruoli, funzioni e prospettive nel nuovo scenario istituzionale",
    • "Lavori desiderati Lavori vissuti: Donne tra soggettività e condizioni materiali" Campagna per la "Dichiarazione dei lavori delle donne" - Una discussione di donne e uomini,
    • Laboratorio "Studenti straniere/i". Problematiche e risorse" con il Prof. Adel Jabbar;
  4. Interpretariato della lingua dei segni (LIS) presente durante tutte le iniziative a cui partecipavano persone sorde, per ottimizzare sia l’attività che la spesa;
  5. pubblicazioni
  6. acquisto di strumenti per il funzionamento dell’ufficio e di materiale vario.

 

Ultime considerazioni

Nelle relazioni degli anni 2008 e 2009  era auspicata una maggiore valorizzazione e un’ effettiva considerazione del  CPO, perché, come organo elettivo dell'ateneo, fosse  “messo in condizione di incidere sulle scelte generali dell’Ateneo”, per ciò che riguarda le pari opportunità come ad es. il bilancio di genere, la conciliazione tra lavoro e vita, la lingua usata nei documenti e nelle circolari,  ecc.  A fronte delle affermazioni espresse in queste relazioni e del nostro impegno per rafforzare il CPO, il 4 novembre 2010 è stata approvata la  legge 183, che con l’ art. 21 trasforma in modo  sostanziale il comitato. Di questo articolo è condivisibile l’ attenzione non solo al genere, ma a tutto ciò che provoca discriminazione: obiettivo in linea con le raccomandazioni europee, ma  già all’attenzione dell’attività del nostro e di molti altri cpo. Tuttavia  l’art. 21 decide un appiattimento dei comitati pari opportunità sul comitato paritetico, due organi che hanno competenze differenti, che  possono e debbono collaborare  (nel precedente comitato paritetico vi era anche una rappresentante del CPO), ma che -accorpati- perderanno la propria forza e la propria specificità: il cpo, la dimensione culturale e formativa, e  il comitato paritetico,  il compito di contrastare il mobbing sul lavoro.  Unificarli  nel comitato unico di garanzia avrà, a nostro parere,  la conseguenza di  impoverire  entrambi. Non sarebbe comunque auspicabile “salvare” solo i comitati universitari, come qualcuno avrebbe proposto.
Il nostro cpo è formato su base elettiva con 3 componenti paritarie (docenti, T/A, studenti); che ne sarà delle componenti del personale  docente  e di quelle del corpo studentesco? Il comitato paritetico  è all’interno del contratto del  personale  contrattualizzato. Decisiva sarà la disponibilità, la lungimiranza, l’intelligenza politica e culturale di chi governa gli atenei.
Come già detto,  il Comitato Pari Opportunità ha promosso, nel “Piano di Azioni Positive triennale”, azioni per favorire la cultura delle pari opportunità e sostenere la qualità del lavoro,  per sostenere l’emergere dei talenti delle persone.
La legge regionale  16/2009 sollecita e promuove varie azioni attive, compresa la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli personali. Le scelte delle aziende -pubbliche e private- devono tener conto degli effetti sulle persone dal momento della  pianificazione a quello dell’attuazione dei programmi, comprese le ricadute differenti tra uomini e donne che lavorano e vivono (orari, mobilità, chiusure, creazione asili nido ecc.);  è importante conciliare le necessità dell’organizzazione con le esigenze di tutti i soggetti coinvolti, ovvero consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di conciliare i tempi di lavoro con i tempi della vita familiare e con il tempo per se stesse/i.
Un ultimo accenno ad una norma che influisce, soprattutto, sulla vita delle lavoratrici in modo significativo:   l'equiparazione dell'età pensionabile tra donne e uomini.  Una scelta anche condivisibile, tuttavia va  sottolineato che     l' Unione Europea non pretendeva l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne del pubblico impiego, ma  le pari opportunità! L'equiparazione è stata decisa in modo peggiorativo, viene impedito alle donne di continuare a scegliere se andare in pensione o rimanere al lavoro fino a 65 anni. Vengono, così, penalizzate le donne che hanno dovuto supplire per tutta la loro vita alle carenze dei servizi, che si sono fatte carico di conciliare gli impegni professionali e il tempo per
la famiglia,  tralasciando  spesso  il  tempo  per sé,  “ricompensate"   da  differenziali di  carriera e di stipendio (le donne contrattualizzate riscuotono mediamente il 20% in meno dei colleghi).
Per le donne e gli uomini delle nuove generazioni il futuro si preannuncia ancora peggiore.
Per questi motivi, l’impegno necessario sarebbe, a nostro parere, quello di  uno sguardo che abbia una particolare considerazione della valorizzazione delle risorse umane e della  conciliazione dei tempi di lavoro con quelli personali.
Sarà necessario  progettare piani di reinserimento lavorativo delle donne in maternità e/o con bambini e delle persone con responsabilità di cura per disabili, vecchi, congiunti malati; pensare a voucher per asili e assistenza alle persone di età avanzata e diversamente abili;  sostenere  il telelavoro,  da adottare solo in situazioni particolari e ben definite. Per ciò che riguarda la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli personali una maggiore flessibilità organizzativa o altre modalità già sperimentate altrove possono  ottimizzare la qualità del lavoro, tenendo conto delle esigenze del servizio e di  tutte le persone che lo svolgono.  La “conciliazione dei tempi di lavoro e di vita” si presenta come fondamentale per delle reali pari opportunità tra uomo e donna.

Firenze, gennaio 2011

 
ultimo aggiornamento: 03-Feb-2011
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