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Questioni di *Im*Pari Opportunità

PENSIONI - Se l'equiparazione dell'età pensionabile tra donne e uomini è una scelta anche condivisibile, tuttavia va sottolineato che l' Unione Europea non pretende l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne del pubblico impiego, ma pari opportunità; l'equiparazione viene decisa in modo peggiorativo, viene impedito alle donne di continuare a scegliere se andare in pensione o rimanere al lavoro fino a 65 anni. Vengono penalizzate così le donne che hanno dovuto vicariare per tutta la loro vita alle carenze dei servizi, che si sono fatte carico di conciliare gli impegni professionali e il tempo per la famiglia, tralasciando spesso il tempo per sé. Sono state "ricompensate" da differenziali di carriera e di stipendio: le donne contrattualizzate iscuotono mediamente il 20% in meno dei colleghi maschi. Per questo sono stati organizzati in diverse parti d'Italia incontri sul tema "Metà di tutto: 65 sì, ma con oneri e onori". Per le donne e gli uomini delle nuove generazioni il futuro si preannuncia ancora peggiore.

• COMITATO PARI OPPORTUNITA' - L'art. 21 del ddl 1167 (ancora non approvato) decide un appiattimento del Comitato Pari Opportunità sul Comitato Paritetico, i due organismi che hanno competenze differenti confluiscono nel nuovo "Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni". Si perderebbero così: 1) le competenze specifiche del comitato paritetico preposto ad occuparsi - solo per il personale contrattualizzato- del mobbing sul lavoro, che rappresenta una forma discriminatoria che ha costi considerevoli, sia per il personale che per le amministrazioni; 2) le funzioni attribuite oggi ai Comitati Pari Opportunità di attività di promozione delle pari opportunità attraverso l'elaborazione di proposte di azioni positive volte al cambiamento del modo di pensare e dei modelli culturali, a svelare e scardinare gli stereotipi con attenzione non solo al genere, ma a tutto ciò che provoca discriminazione (etnia, religione, lingua, orientamento sessuale, condizione personale, stato di salute, diversabilità ecc.). Il CPO tutela attraverso attraverso la propria attività anche docenti e studenti; le tre componetenti della popolazione dell'Ateneo (personale tecnico/amministrativo, personale docente, corpo studentesco) ora fanno parte in modo paritario di quest'organismo, che è formato su base elettiva contro la nomina dall'alto del "Comitato unico di garanzia"

Per ulteriori informazioni (Decreto e documento finale conferenza nazionale del 19-20 maggio dei cpo universitari)

 
ultimo aggiornamento: 02-Mar-2011
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