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Fortezza da Basso, rilievo critico per la conservazione e la valorizzazione

La partecipazione dell'Ateneo nel progetto di cooperazione interistituzionale 
Si è concluso a tempo di record, circa sei mesi, il progetto di ricerca che ha visto numerose strutture e ricercatori dell'Ateneo impegnati, insieme a colleghi di importanti istituzioni scientifiche del territorio, alla messa a punto di un rilievo critico della Fortezza da Basso con il supporto di metodi avanzati e tecnologie di ultima generazione.

L'attività - resasi necessaria in vista degli interventi di conservazione e valorizzazione progettati dal Comune di Firenze sullo storico monumento in accordo con la Soprintendenza – è stata preceduta dalla firma di un protocollo d'intesa tra Comune, Università, Istituto Geografico Militare (IGM) e Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ICVBC).

L'indagine , coordinata da Grazia Tucci, docente di Topografia e cartografia presso il Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale (DICEA), è partita dal rilievo metrico tridimensionale e ha integrato prove geofisiche, campionamenti e saggi materici, analisi chimico-petrografiche e indagini archeologiche. Il lavoro, da poco terminato, è stato presentato oggi all'Istituto Geografico Militare dal vicecomandante dell'IGM Giuseppe Poccia – che ha portato i saluti del comandante Gianfranco Rossi – dall'assessore comunale all'urbanistica Lorenzo Perra, dal rettore dell'Ateneo Luigi Dei e dalla direttrice del CNR-ICVBC Maria Perla Colombini ed è oggetto dell'incontro di studio "Fortezza da Basso. Rilevo critico per la verifica dello stato di conservazione. Primi risultati e prospettive future" (Vai al programma).

Fotogrammetria digitale, scansioni 3D, sistemi di mobile mapping (supportati dall'articolata rete di inquadramento misurata dall'IGM) hanno consentito ai ricercatori del Laboratorio di Geomatica per la Conservazione e la Comunicazione dei Beni Culturali (GeCo) dell'Ateneo fiorentino - diretto da Grazia Tucci - di elaborare un modello virtuale ad alta risoluzione, da cui sono stati estratti gli elaborati di base per le analisi realizzate dagli altri gruppi. Lo stesso modello tridimensionale costituisce anche un ricchissimo archivio di informazioni, che potrà essere interrogato e integrato anche in seguito.

Il gruppo di ricercatori coordinato da Guido Vannini, docente di Archeologia cristiana e medievale, ha applicato un approccio archeologico 'leggero', non invasivo ed economico, individuando sia le strutture superstiti della fase di impianto, secondo il progetto del Sangallo, che i diversi interventi di costruzione e demolizione che nei secoli hanno interessato il monumento. Alle ipotesi di ricostruzione di alcune parti con laterizi di riuso, oltre che allo studio dei materiali di costruzione e del loro stato di conservazione, hanno contribuito anche le analisi mineralogiche, petrografiche e chimiche realizzate dai ricercatori dell'ICVBC-CNR e da Emiliano Carretti del Dipartimento di Chimica dell'Ateneo.

All'interno della Fortezza, il gruppo del Dipartimento di Ingegneria dell'informazione (DINFO) - guidato da Massimiliano Pieraccini, docente di Elettronica - ha ispezionato in modo non invasivo il sottosuolo con sistemi georadar all'avanguardia, individuando i tubi sepolti e consentendo di assistere così la progettazione, anche dal punto di vista impiantistico, dei nuovi interventi. 

20 Gennaio 2016