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Il corno violato. Il rinoceronte fra estinzione e superstizione

Alla Specola una mostra accende i riflettori su un'emergenza ecologica 
Un gigante della natura, uno degli animali simbolo dell'Africa e dell'Asia, il rinoceronte, sta scomparendo.
Gli esemplari delle ultime cinque specie ancora viventi nel mondo sono costantemente minacciati dal bracconaggio: il corno di questi giganti - a cui credenze e superstizioni attribuiscono particolari poteri, anche in campo sessuale – è, infatti, oggetto di un traffico mondiale che motiva ancor oggi la caccia dei rinoceronti rimasti e, addirittura, il furto di quelli conservati nei musei.

E' il grido di allarme lanciato dalla mostra "Il corno violato. Il rinoceronte tra estinzione e superstizione", aperta dal 16 marzo al 16 giugno alla Specola, sezione di Zoologia del Museo di Storia Naturale dell'Ateneo. L'esposizione, a cura di Paolo Agnelli e Pierluigi Finotello, unisce comunicazione scientifica e realizzazioni artistiche ispirate al tema del rinoceronte, a firma di Cristiana Vitartali e Stefano Bombardieri. Nella mostra, che ha ricevuto il patrocinio di organizzazioni internazionali come Save the Rhino ed European Association for Zoos and Aquaria, si offre anche una ricca documentazione fotografica e video. Sono previste anche visite guidate e attività per le famiglie e per le scuole (Maggiori dettagli).

"Il rischio estinzione dei rinoceronti si presenta come un'emergenza ecologica grave, causata, oltre che dalla caccia indiscriminata, anche da altri fattori, come la perdita dell'habitat, la vunerabilità ai cambiamenti climatici e alle epidemie. L'iniziativa della mostra realizzata alla Specola – spiega il presidente del Museo di Storia Naturale Guido Chelazzi – vuole sensibilizzare in maniera forte l'opinione pubblica verso l'importanza di un lavoro di tutela e conservazione che non può essere lasciato esclusivamente al ristretto cerchio degli addetti ai lavori. A questo proposito nell'esposizione si informano gli interessati della possibilità di sostenere anche economicamente questo impegno, rimandando alla raccolta online realizzata da Save the Rhino".

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15 Marzo 2016