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I movimenti tettonici nel sottosuolo italiano

attraverso la misurazione da satellite. Al centro di una ricerca Unifi e IGM

Il versante adriatico della penisola italiana si muove di 30° gradi in più in direzione Est di quanto fosse noto in precedenza, mentre quello tirrenico conferma l’orientamento verso nord/nord ovest. E’ quanto emerge da una ricerca sui movimenti tettonici realizzata dal Dipartimento di Scienze della Terra e dall’Istituto Geografico Militare attraverso l’analisi e l’elaborazione di dati, relativi al periodo 2008-2014, provenienti da 113 stazioni permanenti GPS (Global Positioning System) della Rete Dinamica Nazionale (RDN). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica GPS solutions (doi:10.1007/s10291-015-0481-1).

“Il calcolo degli spostamenti – spiegano Chiara Del Ventisette, ricercatrice del DST e Gregorio Farolfi funzionario di IGM - è stato condotto utilizzando nuovi modelli matematici e le orbite dei satelliti ricalcolate nel 2014 ad elevata precisione”.

L’indagine evidenza una divergenza in corso fra i due versanti della penisola che è alla base dei terremoti lungo l'Appennino centrale. Più a nord questo movimento è il fattore principale che produce la sismicità del Friuli e della Slovenia.

Scendendo verso sud si osservano differenze progressive a partire dalle Marche fino alla Calabria, dove la direzione del movimento ruota verso nord/nord est lungo la litoranea tirrenica, mentre quella ionica mantiene la direzione nord est. La Sicilia è divisa in due parti. La maggior parte dell'isola si muove verso nord/nord ovest, come tutto il Nord Africa. La zona più nordorientale si muove invece verso nord est a circa 3.5 millimetri l’anno.

18 Ottobre 2016