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Healthy Cities, Italia chiama Cina

Forum sulla vivibilità urbana, tra architettura, economia, tecnologia e salute

Healthy Cities, cioè città in cui la pianificazione urbana abbia al centro la salute, il benessere e la vivibilità.

E’ il tema a cui è dedicato il forum che si svolge oggi a Palazzo Vegni (Aula Magna “Mario Zaffagnini”, via San Niccolò, 93) con il contributo dei dipartimenti di Architettura (DIDA) e di Scienze per l’economia e l’impresa (DISEI): l’evento è organizzato insieme alla Tongji University e all’Istituto Confucio presso l’Università di Firenze ed è una importante occasione di confronto internazionale sui temi delle politiche e delle strategie socio-sanitarie.

I lavori sono aperti da Silvia Scaramuzzi e introdotti da Maria Chiara Torricelli e Marco Geddes. A seguire gli interventi di Lan Wang, Alvaro Valera Sosa, Gabriella Peretti, Grazia Cocina, Francesca Thiebat, Antonio Lauria, Maria Chiara Torricelli, Luca Marzi, Ilenia Romano, Nicoletta Setola, Long Hao, Romano Del Nord, Giaime Berti, Silvia Scaramuzzi.

 Fra i temi trattati, quello della possibilità di ridurre i costi operativi degli ospedali per mezzo di una migliore progettazione: è l’argomento a cui è dedicata la relazione di Romano Del Nord, ma rappresenta anche l’obiettivo di un’iniziativa internazionale, lanciata dal docente dell’Ateneo insieme al Centro Tesis (Centro Interuniversitario di ricerca su Sistemi e tecnologie per le strutture sociali sanitarie) di cui è direttore.

 “E’ una tematica di grande attualità per le organizzazioni e le istituzioni che operano in ambito socio-sanitario, tanto nel contesto nazionale, quanto in quello internazionale – sottolinea Del Nord -. Il progetto è elaborare un prodotto culturale accessibile alla comunità e agli organi decisionali del sistema Salute. In sintesi l’obiettivo è creare un database di esperienze compiute con successo che consentano di ridurre i costi, attraverso le decisioni assunte in sede progettuale durante l’intero ciclo di vita delle strutture, a partire da quelli di investimento iniziale, fino a quelli di uso, gestione e manutenzione”.

Il progetto ha già avuto l’adesione di molte istituzioni universitarie, tra le quali, la statunitense Clemson University, l’University of Toronto, l’Universidade Católica de Brasília, l’Universidad de Buenos Aires, l’Università di Belgrado, la Norwegian University of Science & Technology (NTNU), di istituzioni che operano in ambito socio-sanitario (quali la Fundació Sanitaria Mollet e l’Hospital General de Granollers in Spagna, il belga Saint-Luc, il pachistano Aga Khan University Hospital di Karachi, il filippino Lorma Medical Center, l’American Society for Healthcare Engineering of the American Hospital Association, l’americana Global Health Services Network, la Saudi Umran Society e l’Australian Capital Territory Health Department). Ma soprattutto ha richiamato l’attenzione di due organizzazioni internazionali di grande rilievo, l’International Union of Architects (UIA) e e l’International Hospital Federation (IHF) che hanno deciso di dare supporto al programma proposto dal Centro Tesis.

15 Dicembre 2016