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Winckelmann, Firenze e gli Etruschi

Un convegno internazionale a cura dell'Ateneo a trecento anni dalla nascita dell'archeologo tedesco
Il contributo del grande archeologo tedesco Johann Joachim Winckelmann alla conoscenza dell'arte etrusca, grazie anche al rapporto con l'ambiente degli eruditi e degli antiquari fiorentini, nel più ampio contesto del neoclassicismo italiano ed europeo settecentesco.

E' il tema cui è dedicato il convegno internazionale "Winckelmann, Firenze e gli Etruschi", in programma a Firenze giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, organizzato dall'Università di Firenze, dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dalla Winckelmann-Gesellschaft di Stendal. All'evento ha contribuito il Dipartimento di Lingue, Letterature e Studi Interculturali dell'Ateneo.

Il convegno conclude la mostra "Winckelmann, Firenze e gli Etruschi. Il padre dell'archeologia in Toscana", aperta dal maggio scorso al Museo Archeologico, e avvia in Italia le celebrazioni dei 300 anni della nascita e dei 250 della morte dello storico dell'arte e archeologo (1717-1768), che fu a Firenze dal settembre 1758 all'aprile 1759 dove si dedicò alla redazione del catalogo delle gemme della Collezione von Stosch. Su Winckelmann - che nella Storia dell'arte dell'antichità (1764) dedicò un intero capitolo all'arte etrusca – si confronteranno archeologi, storici dell'arte, germanisti e linguisti. 

23 Gennaio 2017