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intestazione bollettino Anno VII, n. 4 - Aprile 2008 - Registrazione Tribunale di Firenze n. 5223 del 4.12.2002

STATUTO DELL’UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FIRENZE

Emanato con decreto rettorale n. 577 del 20 giugno 1995, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 1995, e modificato con decreti rettorali n. 1012 del 25 novembre 1996, n. 712 del 18 maggio 1999, n. 916 del 26 luglio 2001, n. 300 del 15 febbraio 2002, n. 555 del 17 giugno 2002, n. 400 del 1 giugno 2005, n. 1139 del 20 dicembre 2005 e n. 114 del 30 gennaio 2008.

TITOLO I
PRINCIPI GENERALI

 

Articolo 1
Natura e finalità

1. L’Università di Firenze è un’istituzione pubblica, espressione della comunità scientifica, dotata di autonomia garantita dalla Costituzione, che ha per fine la libera elaborazione e trasmissione delle conoscenze e la formazione superiore, in attuazione delle libertà di ricerca, di insegnamento e di apprendimento di cui al successivo articolo 2.
2. Afferma il proprio carattere pluralistico, indipendente da ogni condizionamento religioso, ideologico, nonché politico o economico.
3. Favorisce, con il concorso responsabile della comunità di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo1, lo sviluppo di un sapere critico, aperto allo scambio di informazioni ed alla cooperazione ed interazione delle culture, quale fattore di progresso e strumento per contribuire all’affermazione della dignità di tutti gli uomini ed alla giusta e pacifica convivenza tra i popoli.
3 bis2. Coopera con le altre istituzioni universitarie dell’Unione Europea nella prospettiva della creazione di uno spazio comunitario della ricerca e dell’insegnamento superiore.
4. Assicura il proprio intervento a favore del diritto allo studio come definito e garantito dall’articolo 34 della Costituzione.
5. Assume la ricerca di nuove conoscenze come carattere qualificante delle proprie attività e come presupposto della formazione culturale e professionale.
5 bis3. Considera le peculiarità proprie dei diversi ambiti disciplinari in cui al suo interno si articolano le attività di ricerca e di didattica come una ricchezza comune da valorizzare.
6. L’Università si dà il proprio ordinamento con il presente Statuto. Ad esso devono conformarsi i regolamenti emanati ai sensi del successivo articolo 4.
7. Assicura l’apporto della Facoltà di Medicina e Chirurgia e delle strutture di ricerca dell’area biomedica alla realizzazione del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della Costituzione perseguendo, in via prioritaria, azioni coordinate ed integrate con il Servizio Sanitario Regionale4.

Articolo 2
Libertà
e diritti fondamentali

1. L’Università informa la propria attività:

  1. al rispetto della libertà di ricerca, garantendo in particolare la libera scelta dell’oggetto e del metodo di indagine, le condizioni materiali e le dotazioni minime per l’esercizio della ricerca, ed una ripartizione dei fondi per la ricerca ad opera di organi specificamente competenti e sulla base di criteri obiettivi;
  2. al rispetto della libertà di insegnamento da esercitarsi nell’ambito della disciplina assegnata e tenuto conto della programmazione didattica e degli obiettivi formativi deliberati dalle strutture didattiche5;
  3. bis6 alla realizzazione della partecipazione in tutte le sue forme, disciplinandone con apposito regolamento strumenti e modalità, ivi compresa la consultazione su tipologie di atti;
  4. ter7 al rispetto del diritto ad un ambiente di lavoro e di studio che garantisca la libertà e dignità delle persone in conformità all’apposito codice di comportamento;
  5. quater8 alla realizzazione delle pari opportunità, anche promuovendo azioni positive atte a rimuovere ogni discriminazione;
  6. al rispetto del diritto fondamentale degli studenti alla scelta del piano di studi in conformità ai curricula didattici, nonché ad un insegnamento tenuto con i criteri della regolarità e della efficienza, sostenuto da condizioni materiali adeguate, ed ispirato ai principi della partecipazione e dell’apporto critico dei discenti;
  7. al rispetto del diritto di libera associazione ed espressione degli studenti anche promuovendo lo svolgimento di attività autogestite.

Articolo 2 bis9
Codice etico

1. L’Università di Firenze adotta un codice etico al fine di garantire che la condotta del personale docente e tecnico amministrativo sia conforme ai principi che caratterizzano l’attività dell’Ateneo e non sia comunque condizionata da interessi estranei a quelli istituzionali.

Articolo 3
Strutture

1. L’Ateneo si articola in strutture didattiche, di ricerca e di servizio.
2. Le strutture cui è attribuita o può essere attribuita autonomia contabile, amministrativa e di spesa ai sensi del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, sono quelle indicate dal presente Statuto.
310. Le strutture didattiche, scientifiche e di servizio possono darsi regolamenti, nel rispetto delle disposizioni del presente Statuto e dei principi dettati dai Regolamenti di Ateneo.

Articolo 411
Autonomia normativa dell’Università e delle sue strutture

1. I regolamenti espressione dell’autonomia normativa dell’Università, denominati “Regolamenti di Ateneo”, sono approvati dal Consiglio di Amministrazione e dal Senato Accademico secondo le competenze e le procedure definite dal presente Statuto.
2. I regolamenti espressione dell’autonomia delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio sono deliberate ed emanati secondo le procedure di cui all’articolo 42.

Articolo 4 bis12
Diritto all’informazione

1. L’Università assume l’informazione, la trasparenza, l’accesso ai dati ed alla documentazione della attività amministrativa e di governo dell’Ateneo come principi essenziali del proprio funzionamento.
2. A ciascun soggetto appartenente all’Università è garantito il diritto all’informazione, all’accesso agli atti e documenti amministrativi, fatte salve eventuali esigenze di riservatezza, e il rispetto dei diritti relativi allo svolgimento dei procedimenti amministrativi. I verbali delle adunanze degli organi collegiali ed i relativi atti istruttori sono pubblici.
3. Gli organi collegiali adottano strumenti idonei per rendere tempestivamente note le decisioni assunte.

Articolo 5
Efficienza, efficacia e sistema di valutazione13

1. Tutte le strutture dell’Università, nello svolgimento delle proprie funzioni e nel perseguimento degli scopi prefissati, informano la loro organizzazione ed azione ai principi di efficienza, efficacia ed economicità, e mettono in atto forme di autovalutazione14.
2.15 L’Università adotta procedure di autovalutazione delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi per il diritto allo studio, nonché della gestione amministrativa, secondo un sistema cui è preposto il Nucleo di Valutazione di Ateneo di cui al successivo articolo 30 bis.

Articolo 6
Ricerca scientifica

1. Nel perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, l’Università assicura ai propri docenti e ricercatori l’accesso ai finanziamenti e l’utilizzazione delle strutture, organizzate in modo tale da garantire la libertà di ricerca, di base ed applicata, dei singoli e dei gruppi, valorizzando le peculiarità di cui all’articolo 1, comma 5 bis16; favorisce le relazioni con enti di ricerca, nonché con università ed istituzioni europee ed extraeuropee.
2. L’Università uniforma la disciplina delle attività di ricerca ai principi della trasparenza e della pubblicità. Per le attività di ricerca di cui ai commi 4 e 5 l’attuazione concreta di tali principi è rimessa al regolamento previsto dal comma 6.
3. L’Università, per l’attuazione degli scopi istituzionali e dei principi ispiratori di cui al presente Statuto, può accettare finanziamenti e contributi per attività di ricerca da essa promosse e partecipare, anche mediante rapporti di carattere convenzionale, a programmi di ricerca promossi da amministrazioni dello Stato, da enti pubblici e università, da istituzioni internazionali e da privati, nel rispetto di quanto stabilito nel successivo articolo 9 bis, ultimo comma17.
4. Nell’ambito delle finalità e del metodo della ricerca scientifica, l’Università può svolgere attività di ricerca per conto di altri soggetti pubblici o privati, con il limite della compatibilità con il perseguimento dei fini e dei compiti istituzionali, didattici e di ricerca.
5. L’Università può inoltre svolgere altre attività per conto terzi nel rispetto della priorità dei fini e dei compiti istituzionali, didattici e di ricerca di ciascuna struttura, nonché delle attività di cui ai commi 3 e 4; sono comunque fatti salvi i casi nei quali la legge espressamente obbliga l’Università a rilasciare pareri e certificazioni.
6. Apposito regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico sentito il Consiglio di Amministrazione, entro un anno dall’entrata in vigore del presente Statuto, specificherà i criteri cui dovrà uniformarsi lo svolgimento delle attività previste nei commi 4 e 5, nonché le forme ed i modi di pubblicità dei risultati delle ricerche. Il regolamento dovrà comunque prevedere le forme ed i modi di esplicazione del sindacato del Senato Accademico sull’ambito ed il limite di cui al comma 4 e sulle priorità di cui al comma 5. Spetta comunque al Consiglio di Amministrazione approvare la disciplina della partecipazione del personale tecnico-amministrativo e le modalità di ripartizione dei proventi, determinando la somma da destinare all’Università per spese di carattere generale ed i criteri per l’assegnazione dei compensi al personale che collabora a tali attività, fermo restando il limite massimo dell’entità dei proventi, percepibili dal personale stesso, fissato dalla legislazione in materia, in quanto applicabile all’Università.
7. La disciplina contrattuale prevista dall’articolo 60 del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità dell’Università degli studi di Firenze si conforma alle disposizioni dei commi precedenti e del Regolamento previsto dal comma 6.

Articolo 7
Didattica

1. L’Università, in attuazione delle finalità di cui all’articolo 1, provvede a tutti i livelli di formazione universitaria, rilascia i titoli di studio aventi valore legale; svolge altresì attività di formazione finalizzata ed organizza servizi didattici integrativi ed ogni altra attività didattica.
2. L’Università favorisce la mobilità internazionale degli studenti nonché la realizzazione di attività didattiche integrate e programmi integrati di studio per gli studenti, previa stipula di opportune convenzioni con le università italiane o straniere interessate.
3.18 L’Università contribuisce alle iniziative atte a rendere effettivo il diritto allo studio, anche in rapporto alla definizione dell’offerta formativa, cooperando e coordinandosi con la Regione e gli altri Enti preposti.
4. L’Università, in attuazione del diritto fondamentale degli studenti di cui all’articolo 2 lettera c), garantisce agli studenti l’accesso alle strutture didattiche e di servizio per la didattica e la loro partecipazione agli organi di governo delle medesime; favorisce altresì la creazione di strutture di vita collettiva, lo svolgimento di attività culturali, ricreative e sportive, in collaborazione con gli Enti preposti.
5. L’espletamento di tali attività nel settore sportivo potrà essere affidato agli enti sportivi universitari legalmente riconosciuti o altri enti, tramite specifiche convenzioni19.

Articolo 820
Aree di ricerca

Soppresso (Vedi articolo 13 bis, comma 2).

Articolo 921
Diritto all’informazione

Soppresso (Vedi articolo 4 bis).

Articolo 9 bis22
Rapporti con l’esterno

1. L’Università elabora la programmazione delle attività di ricerca e di didattica anche in considerazione delle esigenze di sviluppo delle conoscenze provenienti dalla società e tenendo conto della realtà socioeconomica.
2. L’Università contribuisce allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio ed a tal fine persegue la collaborazione con gli Enti e le Istituzioni locali, anche concertando con esse organismi di consultazione.
3. Per il raggiungimento delle proprie finalità, l’Università intrattiene rapporti con Enti pubblici e privati promuovendo e partecipando ad organismi e forme associative, con le modalità previste dal presente Statuto e dal Regolamento d’Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.
4. In ogni caso in cui l’Università stipuli accordi e convenzioni con soggetti pubblici e privati, dovrà essere verificata la compatibilità con i principi ed i valori affermati dalla Costituzione Repubblicana e dal presente Statuto.

Articolo 9 ter23
Comitato pari opportunità

1. Al fine di realizzare le pari opportunità e di rendere effettivo il divieto di ogni discriminazione, diretta o indiretta, è istituito un apposito Comitato composto da membri eletti paritariamente tra il personale docente, tecnico-amministrativo e gli studenti.
2. La composizione, i compiti, l’organizzazione e il funzionamento del Comitato sono disciplinati da apposito regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione e dal Senato Accademico.

Articolo 10
Garante

1. È istituito nell’Università il Garante dei diritti, scelto tra cittadini di notoria imparzialità ed indipendenza di giudizio. Ciascun soggetto appartenente all’Università può sottoporgli questioni relative ad asserite lesioni delle libertà e dei diritti24 di cui all’articolo 2, nonché della imparzialità, della trasparenza e della correttezza delle attività svolte nell’ambito dell’Università e ad asserite violazioni di norme statutarie25.
2. Il Garante è nominato da un Comitato formato da:

  1. i Decani delle cinque aree di ricerca di cui al successivo articolo 13, comma 2-bis26;
  2. il difensore civico della Regione Toscana;
  3. il difensore civico del Comune di Firenze.

2 bis27. Il Garante dura in carica 4 anni e non è riconfermabile.
3. Il Garante, udite le parti ed avvalendosi, ove necessario di consulenze interne od esterne dell’Università, pronuncia sulla questione sottopostagli un’opinione motivata che viene pubblicata sul periodico dell’Università e, in casi di particolare rilievo, su quotidiani di informazione.
4. Il Garante ha accesso diretto e senza limiti alle informazioni in possesso dell’Università.
5. L’organizzazione, il funzionamento e le prerogative dell’Ufficio del Garante sono specificate con apposito regolamento approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, in modo che ne sia assicurata indipendenza di giudizio e autonomia operativa28.

TITOLO II
ORGANI DI GOVERNO

 

Articolo 11
Organi di governo

Sono organi di Governo dell’Università il Rettore, il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione.

Articolo 12
Il Rettore

1. Il Rettore rappresenta l’Università e svolge funzioni generali di governo29, di impulso, di indirizzo e di coordinamento.
2.30 In particolare il Rettore:

  1. convoca e presiede il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione. È tenuto a convocare il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, qualora ne faccia richiesta la maggioranza dei rispettivi componenti, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste;
  2. garantisce l’osservanza della legge, dello Statuto e dei regolamenti;
  3. vigila sul funzionamento delle strutture e dei servizi, anche al fine di assicurare il buon andamento delle attività e l’individuazione delle responsabilità;
  4. garantisce l’autonomia didattica e di ricerca dei professori e dei ricercatori;
  5. emana con proprio decreto lo Statuto ed i regolamenti di Ateneo; emana inoltre i regolamenti di competenza delle singole strutture, secondo le procedure di cui al successivo articolo 42;
  6. sottopone annualmente alla discussione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione riuniti in seduta congiunta, una relazione contenente le linee programmatiche d’indirizzo;
  7. sottopone annualmente alla discussione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione riuniti in seduta congiunta una relazione sullo stato di attuazione delle linee programmatiche d’indirizzo di cui alla precedente lettera f);
  8. definisce le direttive generali di gestione dell’Ateneo ai fini della attuazione delle linee programmatiche d’indirizzo di cui alla precedente lettera f);
  9. presenta al Consiglio di Amministrazione il bilancio preventivo annuale e pluriennale predisposti secondo quanto previsto dal Regolamento di Amministrazione, Finanza e Contabilità dell’Ateneo, redatto in coerenza con le linee programmatiche di indirizzo, nonché il conto consuntivo;
  10. stipula le convenzioni di sua competenza tra Università e amministrazioni pubbliche o altri soggetti pubblici e privati;
  11. stipula gli accordi di cooperazione interuniversitaria ed internazionale;
  12. esercita, secondo le vigenti disposizioni, l’autorità disciplinare nei confronti dei professori e dei ricercatori;
  13. presenta all’inizio di ogni anno accademico una relazione pubblica sullo stato dell’Università;
  14. presenta al Ministro competente le relazioni previste dalla legge;
  15. nomina un Prorettore vicario, nonché fino a un massimo di altri dieci Prorettori;
  16. nomina i rappresentanti dell’Università negli organi di enti, organismi e società dei quali l’Università faccia parte, sentiti il Consiglio di Amministrazione e il Senato Accademico;
  17. nomina il Direttore Amministrativo e gli assegna gli obiettivi da conseguire, in coerenza con le linee programmatiche d’indirizzo, sentito il Consiglio di Amministrazione.

2 bis31. Il Rettore compie tutti gli atti di governo e di indirizzo che non siano attribuiti dal presente Statuto, dalla Legge e dai Regolamenti al Senato Accademico o al Consiglio di Amministrazione, sentiti il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione.
3. Il Rettore adotta gli atti urgenti ed indifferibili con indicazione degli specifici motivi, riferendone al Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico, per la ratifica, nell’adunanza immediatamente successiva.
4. Il Rettore è eletto fra i professori di ruolo di prima fascia, a tempo pieno, in servizio presso l’Università, che presentano la propria candidatura ai sensi del successivo comma sesto. Il Rettore dura in carica quattro anni32 e può essere rieletto una sola volta consecutivamente.
5. Il Rettore è eletto da un corpo elettorale composto da:

  1. i professori di ruolo e fuori ruolo;
  2. i ricercatori di ruolo33;
  3. i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Amministrazione, nel Senato Accademico, nei Consigli di Facoltà;
  4. il personale tecnico-amministrativo e dirigente, i cui voti saranno computati nella misura del 10% di quelli espressi per ciascun candidato, arrotondati per eccesso.

6. Le elezioni si svolgono tra il 1° ed il 30 giugno dell’anno di scadenza, e sono indette dal decano dei professori ordinari almeno tre mesi prima della data prevista per la prima votazione.
Tra il sessantesimo e il trentesimo giorno anteriore a tale data, sono presentate le candidature, che devono essere sottoscritte da almeno 30 membri del corpo elettorale.
Ciascun candidato deve indicare le linee programmatiche, che intende perseguire nel governo dell’Università. Le candidature corredate delle linee programmatiche sono rese note al personale docente e tecnico-amministrativo, agli studenti facenti parte del corpo elettorale e agli organi di informazione locali.
7. Nel caso di anticipata cessazione del Rettore in carica, le elezioni sono indette per una data tra il novantesimo e il centoventesimo giorno successivo alla data di cessazione, ferme restando le scadenze e le modalità per la presentazione delle candidature.
8. Il Rettore nelle prime due votazioni è eletto a maggioranza assoluta dei votanti.
Per la validità delle prime due votazioni è prescritta la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto, determinata calcolando il numero degli aventi diritto appartenenti alla categoria del personale tecnico-amministrativo e dirigente nella misura del 10%.
In caso di mancata elezione si procederà con il sistema del ballottaggio fra i primi due candidati che nell’ultima votazione valida abbiano riportato il maggior numero di voti. La votazione di ballottaggio è valida se vi abbia preso parte almeno un terzo degli aventi diritto; in caso contrario si procederà ad indire nuove elezioni, ai sensi del precedente comma 6. E’ eletto chi riporta un maggior numero di voti. In caso di parità, risulta eletto il candidato con maggiore anzianità di nomina in ruolo e, in caso di ulteriore parità, quello più anziano di età.
Qualora alla terza votazione si presenti un solo candidato e non si possa perciò applicare il sistema del ballottaggio, i requisiti di maggioranza per la validità della votazione e per l’elezione del Rettore saranno gli stessi delle prime due votazioni.
In mancanza di elezione dopo la terza votazione si procederà ad indire nuove elezioni, ai sensi del precedente comma 634.
9. Il candidato che abbia ottenuto la prescritta maggioranza è nominato dal Ministro competente35 ed entra in carica all’inizio dell’anno accademico successivo.
Nel caso di anticipata cessazione, il neoeletto resta in carica fino all’inizio dell’anno accademico successivo al compimento del quarto anno36.

Articolo 12 bis37
Prorettore vicario e Prorettori

1. Il Prorettore vicario, scelto tra i professori di prima fascia a tempo pieno, sostituisce il Rettore in caso di sua assenza, impedimento od anticipata cessazione dalla carica.
2. Gli altri Prorettori, scelti fra i professori e ricercatori di ruolo, coadiuvano il Rettore nell’assolvimento di specifiche funzioni e compiti suoi propri.
3. Il Rettore propone i Prorettori, di cui al precedente comma, agli organi di governo, specificando, per ognuno di essi, le relative funzioni e i compiti. Il gradimento degli organi di governo è condizione per la nomina.
4. Ciascun Prorettore riferisce almeno una volta l’anno agli organi di governo sull’attività svolta nell’ambito delle sue competenze e interviene alle sedute degli organi ogni volta che sia ritenuto utile, senza diritto di voto.
5. Il Rettore indice periodicamente riunioni collegiali dei Prorettori per assicurare il coordinamento e la condivisione delle attività.

Articolo 13
Il Senato Accademico

1.38 Il Senato Accademico è l’organo di governo, di indirizzo e di controllo dell’Università in materia di didattica e di ricerca. In particolare il Senato Accademico:

  1. delibera, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Regolamento didattico di Ateneo, nonché, sentito il Consiglio di Amministrazione, i regolamenti, espressione dell’autonomia normativa attribuita agli organi accademici, in materia di attività didattica e scientifica;
  2. delibera i piani e i programmi di sviluppo delle attività didattiche e di ricerca, tenendo conto delle indicazioni avanzate dalle strutture didattiche e di ricerca, di quelle del Consiglio di Amministrazione sulle risorse complessive disponibili, e delle valutazioni espresse dal Nucleo di Valutazione interno o da altro organo interno a ciò deputato;
  3. delibera in ordine alle richieste al Ministero competente inerenti i piani pluriennali di sviluppo, sentito per gli aspetti di sua competenza il Consiglio di Amministrazione;
  4. formula al Consiglio di Amministrazione proposte in ordine alle risorse materiali, economiche, finanziarie e di personale tecnico-amministrativo da destinare alle diverse finalità e alla loro ripartizione fra le strutture;
  5. esprime parere obbligatorio sui bilanci annuali e pluriennali di previsione dell’Ateneo;
  6. coordina le attività didattiche e scientifiche; determina i criteri per la ripartizione dei posti di ruolo del personale docente e ricercatore e del personale docente a contratto addetto alle attività didattiche e ne delibera la ripartizione tra le Facoltà, nell’ambito della programmazione delle attività di didattica e di ricerca dell’Ateneo; determina i criteri per la ripartizione di borse di dottorato, assegni e personale a contratto addetto alle attività di ricerca e ne delibera la ripartizione fra i Dipartimenti e le altre strutture di ricerca;
  7. stabilisce, sentito il Nucleo di valutazione di Ateneo, i criteri generali necessari alla individuazione degli indicatori per la valutazione delle attività didattiche e di ricerca e degli interventi per il diritto allo studio;
  8. definisce le norme per le attività formative autogestite dagli studenti, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera c) della legge, 19 novembre 1990, n. 341;
  9. esprime parere sulle convenzioni ed i contratti attinenti la costituzione di organismi associativi per l’organizzazione dei servizi didattici e di ricerca.

2. Il Senato Accademico è composto da:

  1. il Rettore che lo presiede;
  2. il Prorettore vicario con funzioni di Vicepresidente con diritto di voto solo in caso di assenza del Rettore39;
  3. i Presidi;
  4. un rappresentante per ogni area di ricerca di cui al comma successivo, eletto fra i professori e i ricercatori di ruolo a tempo pieno, afferenti ai Dipartimenti compresi nell’elenco relativo a ciascuna area;
  5. un numero di rappresentanti degli studenti, conforme alla normativa vigente, e comunque non inferiore a tre;
  6. il Direttore Amministrativo con voto consultivo e con funzioni di segretario.
40

2 bis41. Sono aree di ricerca ai fini della rappresentanza in Senato Accademico, le seguenti:

  • Area bio-medica;
  • Area delle scienze sociali;
  • Area scientifica;
  • Area tecnologica;
  • Area umanistica.

Il Senato Accademico provvede, sentiti i Dipartimenti interessati, ad individuare i Dipartimenti afferenti a ciascuna delle aree come sopra indicate. Le eventuali variazioni alle suddette afferenze dovranno essere deliberate entro il 30 novembre di ogni anno ed avranno effetto dal 1º gennaio dell’anno successivo.
342. I rappresentanti delle aree di ricerca sono eletti per ciascuna area esclusivamente dai professori e dai ricercatori di ruolo afferenti ai Dipartimenti compresi nell’elenco di quell’area. Convocano almeno una volta l’anno l’assemblea dei docenti e dei ricercatori dell’area alla quale riferiscono sull’attività svolta.
443. I rappresentanti delle aree di ricerca durano in carica 4 anni accademici e possono essere rieletti una sola volta consecutivamente.
5. Le elezioni sono indette con decreto del Rettore che ne fissa tempi e modalità.
6. Soppresso44
7. Il Senato Accademico è costituito con decreto del Rettore.
8. Al fine di confrontare le opzioni dell’Ateneo con le dinamiche culturali, sociali, economiche e urbanistiche del territorio metropolitano e regionale in cui opera l’Università di Firenze e con gli orientamenti degli enti pubblici e privati che ne condizionano maggiormente lo sviluppo, il Rettore, su richiesta di almeno un terzo dei componenti il Senato Accademico, invita gli esponenti di tali enti alle adunanze dell’organo collegiale perché vengano consultati su questioni di loro competenza.

Articolo 14
Il Consiglio di Amministrazione

1.45 Il Consiglio di Amministrazione è organo di governo, di indirizzo e di controllo dell’Università in materia finanziaria ed economico-patrimoniale.
In particolare il Consiglio di Amministrazione:

  1. delibera, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, il Regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, nonché, sentito il Senato Accademico, i regolamenti, espressione dell’autonomia normativa attribuita agli organi accademici, non rientranti nella competenza del Senato Accademico stesso;
  2. approva il bilancio annuale e pluriennale di previsione, acquisito il parere del Senato; verifica la coerenza del conto consuntivo con gli indirizzi del bilancio di previsione e delibera la sua approvazione;
  3. delibera le dotazioni organiche del personale tecnico e amministrativo e dei dirigenti dell’Ateneo;
  4. delibera in ordine all’individuazione delle risorse materiali, economiche, finanziarie e di personale tecnico-amministrativo da destinare alle diverse finalità e alla loro ripartizione fra le strutture;
  5. stabilisce, sentito il Nucleo di Valutazione di Ateneo, i criteri generali necessari alla individuazione degli indicatori per la valutazione della gestione tecnico-amministrativa;
  6. esercita il controllo sulla funzionalità della gestione anche valendosi delle valutazioni del Nucleo o di altro organo deputato alla valutazione;
  7. delibera il piano di sviluppo edilizio, le acquisizioni di immobili, nonché le alienazioni e le permute di beni immobili di proprietà dell’Ateneo; approva inoltre i relativi interventi attuativi con il parere obbligatorio del Comitato tecnico-amministrativo dell’Ateneo o del Dirigente dell’Area dei Servizi tecnici, a seconda del valore dell’intervento, come stabilito dal Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità;
  8. determina, sentito il Senato Accademico, l’importo delle tasse e dei contributi dovuti dagli studenti;
  9. delibera l’autorizzazione alla accensione di mutui.

2. Il Consiglio di Amministrazione è composto da:

  1. il Rettore che lo presiede;
  2. il Prorettore vicario con funzioni di Vicepresidente con diritto di voto solo in caso di assenza del Rettore46;
  3. un rappresentante di Governo designato dal Ministero competente47;
  4. due rappresentanti per ciascuna delle seguenti categorie di personale: professori di prima fascia, professori di seconda fascia, ricercatori di ruolo48, personale tecnico-amministrativo; l’elettorato passivo per i docenti ed i ricercatori è riconosciuto solo a coloro che abbiano optato per il regime di impegno a tempo pieno;
  5. tre rappresentanti degli studenti;
  6. il Direttore Amministrativo anche con funzioni di segretario.

3. Il Consiglio ad ogni rinnovo può altresì individuare, con il voto favorevole di almeno due terzi dei suoi membri, fino ad un massimo di due enti pubblici o privati che avranno diritto di designare ciascuno un proprio rappresentante in Consiglio. I membri di cui al presente comma non possono essere individuati tra il personale universitario. I membri esterni ed il rappresentante del Governo non possono partecipare alle riunioni concernenti le modifiche di statuto.
4. Le elezioni sono indette con decreto del Rettore che ne stabilisce tempi e modalità49.
5. Il Consiglio di Amministrazione è nominato con decreto del Rettore e dura in carica quattro50 anni solari. Ogni membro elettivo del Consiglio di Amministrazione non può essere rieletto più di una volta consecutivamente. I rappresentanti degli enti di cui al comma 2 decadono insieme ai membri elettivi.
6. Al fine di confrontare le opzioni dell’Ateneo con le dinamiche culturali, sociali, economiche e urbanistiche del territorio metropolitano e regionale in cui opera l’Università di Firenze e con gli orientamenti degli enti pubblici e privati che ne condizionano maggiormente lo sviluppo, il Rettore, su richiesta di almeno un terzo dei componenti il Consiglio di Amministrazione, invita gli esponenti di tali enti alle adunanze dell’organo collegiale perché vengano consultati su questioni di loro competenza.

Articolo 14 bis51
Elezione degli Studenti negli organi di governo dell’Ateneo

1. I rappresentanti degli studenti negli organi di governo dell’Ateneo sono eletti secondo modalità indicate da apposito regolamento approvato dal Senato Accademico. L’elezione dei membri del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico, per la cui validità è richiesta la partecipazione di almeno il dieci per cento degli aventi diritto, dovrà avvenire con sistema proporzionale sulla base di liste concorrenti.
2. Il mandato degli studenti negli organi di governo è di due anni e decorre dalla data di proclamazione degli eletti.

Articolo 14 ter52
Poteri di controllo dei membri degli organi collegiali di governo

1. I membri del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione dell’organo. Hanno inoltre il diritto di presentare mozioni ed interrogazioni. Sulle mozioni l’organo può, motivatamente, rinviare la votazione alla prima seduta utile. Il Rettore risponde, nella prima seduta utile, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai membri del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte sono disciplinate da apposito regolamento.
2. Ogni membro del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione ha diritto, per l’espletamento del proprio mandato, di accedere agli Uffici e di ottenere la documentazione e le informazioni in loro possesso, anche relative ad enti dipendenti dall’Università o di cui comunque essa faccia parte, nel rispetto delle norme a tutela della riservatezza e con l’obbligo di osservare il segreto nei casi determinati dalla legge.
3. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, a maggioranza dei due terzi dei rispettivi membri, possono istituire al proprio interno commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione relativamente alle materie di competenza dell’organo. I poteri, la composizione ed il funzionamento delle suddette commissioni sono disciplinati da apposito regolamento.

Articolo 14 quater53
Casi di conflitto tra Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione

1. Ogni qualvolta il Senato Accademico o il Consiglio di Amministrazione abbiano notizia dell’avvio presso l’altro organo di un procedimento possono rivendicare la propria competenza con delibera motivata assunta con la maggioranza dei 3/5 dei propri componenti.
2. Sulla competenza decidono i due organi appositamente convocati in seduta congiunta con la maggioranza dei due terzi dei componenti.

Articolo 14 quinquies54
Incompatibilità

1. Fermo quanto previsto dai precedenti articoli 13 comma 2 lett. b) per il Prorettore vicario, e lett. c) per i Presidi, e 14 comma 2 lett. b) per il Prorettore vicario, le seguenti cariche sono tra loro incompatibili: membro del Senato Accademico, del Consiglio di Amministrazione, del Nucleo di valutazione interna, del Comitato tecnico-amministrativo, Prorettore, Direttore di Dipartimento, Preside.

TITOLO III
LA DIDATTICA

 

Articolo 15
Titoli universitari

1. L’Università rilascia i titoli di studio previsti dalla legislazione in materia55.

Articolo 16
Strutture didattiche56

1. Per l’organizzazione e la gestione delle attività didattiche l’Università si articola in Facoltà, Corsi di laurea, Corsi di laurea magistrale, Corsi di specializzazione57.
2. La realizzazione di servizi didattici potrà avvenire altresì in collaborazione con Enti pubblici e privati anche tramite la costituzione di organismi associativi secondo le modalità di cui al Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità e previa acquisizione del parere di cui all’articolo 13, comma 258, lett. i).
3. Il Regolamento didattico di Ateneo contiene l’indicazione delle Facoltà, dei Corsi di laurea, dei Corsi di laurea magistrale e dei Corsi di specializzazione59 presenti nell’Università di Firenze, ed i relativi ordinamenti didattici.
4. Il Regolamento didattico di Ateneo, e le successive modifiche ed integrazioni, sono deliberate dal Senato Accademico su proposta, per quanto concerne gli ordinamenti didattici dei corsi di studio e dei Corsi di specializzazione60; in tale ultima ipotesi sarà comunque necessario acquisire il parere dei Consigli di Facoltà interessati.
5. Le disposizioni di carattere generale per la istituzione ed il funzionamento dei Dottorati di ricerca, dei Corsi di specializzazione, dei Corsi di perfezionamento, e dei Master sono contenute in appositi regolamenti di Ateneo.

Articolo 1761
La Facoltà

1. La Facoltà è la struttura organizzativa fondamentale per l’esercizio dell’attività didattica; i posti di professore di ruolo e quelli di ricercatore sono assegnati alle Facoltà nell’ambito della programmazione didattica annuale di Ateneo.
Sono organi necessari della Facoltà, il Consiglio, la Giunta e il Preside.
Tutte le componenti del Consiglio di Facoltà hanno voto deliberativo.
2. Il Consiglio di Facoltà si compone:

  1. del Preside che lo convoca e lo presiede;
  2. dei professori di ruolo e fuori ruolo della Facoltà;
  3. di tutti i ricercatori della Facoltà;
  4. 62di una rappresentanza di studenti eletta per un biennio in numero pari al due per mille, con arrotondamento all’intero superiore, degli iscritti alla Facoltà, e comunque non inferiore a cinque, secondo le modalità previste nel regolamento di cui all’articolo 14 bis.

2 bis63 Salvo che per le questioni relative alla destinazione dei posti e allo stato giuridico dei professori e dei ricercatori, nonché a quelle di cui al successivo comma 5, i docenti ed i ricercatori che svolgono corsi di insegnamento in Corsi di Laurea e Laurea magistrale della Facoltà, ma sono inquadrati in altre Facoltà dell’Ateneo, partecipano al Consiglio di Facoltà. I suddetti docenti e ricercatori concorrono alla determinazione del numero legale per la validità delle sedute solo se presenti.
2 ter64 Le sedute del Consiglio sono valide se vi partecipi almeno un terzo degli aventi diritto salvi i casi in cui altre disposizioni prevedono un quorum qualificato. Nel computo per determinare il numero legale per la validità delle sedute non sono considerati gli assenti giustificati.
3. Spettano al Consiglio di Facoltà65:

  1. l’elaborazione e la presentazione al Senato Accademico del piano di sviluppo della Facoltà, sentite le strutture didattiche e di ricerca interessate;
  2. l’approvazione e il coordinamento dei piani annuali delle attività didattiche proposti dai Consigli di Corso di laurea, nonché di ogni altro progetto di offerta formativa proposto da strutture e docenti della Facoltà;
  3. la predisposizione e trasmissione al Senato Accademico di una relazione annuale sulle attività formative svolte da strutture e docenti facenti capo alla Facoltà, e sui servizi per la didattica da questa organizzati;
  4. la formulazione di proposte al Senato Accademico in ordine al Regolamento Didattico di Ateneo ed ai Regolamenti didattici dei corsi di studio, anche su iniziativa delle strutture didattiche interessate;
  5. la destinazione dei posti di professore e ricercatore nell’ambito della programmazione didattica annuale;
  6. l’attribuzione dei compiti didattici ai professori e ai ricercatori assegnati alla Facoltà, in modo che ne sia assicurato il pieno e razionale impiego per la realizzazione dell’offerta formativa programmata;
  7. le questioni attinenti lo stato giuridico dei professori e dei ricercatori per i quali è richiesta dalla legge la deliberazione della Facoltà;
  8. il coordinamento dei Corsi di laurea e dei Corsi di laurea magistrale;
  9. le deliberazioni di cui ai successivi articoli 38 e 39;
  10. ogni altra questione che sia ad esso demandata dal presente Statuto, da leggi e regolamenti65bis.

4. Cassato66.
5. Le dichiarazioni di vacanza, le modalità di copertura e le chiamate, nonché le questioni relative alle persone dei professori di ruolo e dei ricercatori sono deliberate dal Consiglio di Facoltà nella composizione limitata alla fascia corrispondente ed a quella superiore.
Le proposte motivate di chiamata diretta di studiosi italiani o stranieri di chiara fama in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente67 sono deliberate con la maggioranza dei due terzi dei professori ordinari del Consiglio.
6. La Giunta coadiuva il Preside ed è competente per tutte le materie non espressamente riservate al Consiglio di Facoltà ai sensi dei precedenti commi tre e cinque del presente articolo; ad essa il Consiglio di Facoltà può delegare le materie di sua competenza relative al punto l) del comma 3; essa è composta, oltre che dal Preside che la presiede e la convoca, da un numero di membri, nominati dal Preside, non inferiore a tre, tenuto anche conto delle rappresentanze elettive e dell’articolazione della Facoltà in Corsi di laurea e Corsi di laurea magistrale68.
7. In alternativa a quanto previsto dal comma precedente, il Consiglio di Facoltà può deliberare a maggioranza assoluta dei membri l’istituzione di una Giunta elettiva su proposta del Preside ovvero di un decimo dei componenti del Consiglio.
Nella stessa seduta il Consiglio di Facoltà, a maggioranza dei suoi componenti, definirà il numero dei membri e i criteri di composizione della Giunta, che deve comunque avere la rappresentanza di tutte le componenti del Consiglio stesso. Agli studenti è garantita una presenza proporzionale a quella che hanno in Facoltà.
La Giunta, oltre dal Preside che la presiede, non potrà essere composta da un numero di membri inferiore a 669.
I membri della Giunta durano in carica quattro70 anni accademici e sono rieleggibili una sola volta consecutivamente. I rappresentanti degli studenti, membri della Giunta, durano in carica due anni accademici e decadono contemporaneamente all’elezione delle rappresentanze studentesche in Consiglio di Facoltà.
Il Consiglio di Facoltà dovrà indicare le materie che intende delegare alla Giunta elettiva, fermo restando che non potranno essere oggetto di delega le materie riguardanti lo stato giuridico dei professori e ricercatori, di cui alle lettere a), b), d), e), g), i) del comma 3, nonché le dichiarazioni di vacanza71, le modalità di copertura e le chiamate di cui al comma 5.
Il Preside convocherà il Consiglio di Facoltà almeno due volte per ogni anno accademico per discutere le materie, che hanno costituito oggetto di delega alla Giunta elettiva.
8. Il Preside, di sua iniziativa o su richiesta di almeno un quarto dei componenti, convoca il Consiglio per trattare ogni altra questione non prevista dai commi precedenti.
9. Il Preside è eletto tra i professori ordinari e straordinari a tempo pieno della Facoltà, da un corpo elettorale composto:

  1. 72dai professori di ruolo e fuori ruolo;
  2. 73dai ricercatori di ruolo della Facoltà;
  3. dai rappresentanti degli studenti eletti in Consiglio.

Per l’elezione è necessaria la maggioranza assoluta degli aventi diritto nelle prime due votazioni.
Ove tale maggioranza non sia raggiunta, si procede al ballottaggio tra i due candidati che nell’ultima votazione hanno riportato il maggior numero dei voti. E’ eletto chi riporta il numero più alto di voti, fermo restando il requisito previsto dal 3 comma dell’articolo 40 per la validità della votazione.
Le elezioni sono indette dal Decano dei professori ordinari della Facoltà almeno quaranta giorni prima della scadenza; lo stesso decano provvederà alla costituzione del seggio elettorale.
10. Il Preside presiede il Consiglio e cura l’esecuzione delle relative deliberazioni. Sovraintende all’andamento di tutti i servizi facenti capo alla Facoltà. Esercita tutte le altre funzioni che gli sono attribuite dalla legge, dal presente Statuto e dai Regolamenti dell’Ateneo.
11. Il Preside può designare tra i professori di ruolo membri della Giunta, il Vice-preside, che lo coadiuva e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
12. Il Preside è nominato con decreto del Rettore, dura in carica quattro74 anni accademici ed è rieleggibile una sola volta consecutivamente.
13. La carica di Preside è incompatibile con quella di Direttore di Dipartimento, di membro del Consiglio di Amministrazione e con ogni altra carica elettiva in organi dell’Università.
14. Alle Facoltà è attribuita, su loro richiesta, autonomia contabile, amministrativa e di spesa secondo le previsioni del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, anche relativamente alle strutture didattiche considerate dal Consiglio di Amministrazione ad essa afferenti esclusivamente ai fini di cui al presente comma.
Il Consiglio di Facoltà o la Giunta qualora delegata dal Consiglio sono gli Organi competenti all’assunzione delle responsabilità collegiali previste dal Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.

Articolo 1875
Corsi di laurea e Corsi di laurea magistrale

1. Nelle Facoltà articolate in Corsi di laurea e Corsi di laurea magistrale, in corrispondenza dei predetti corsi, sono istituiti i Consigli di Corso di laurea e di laurea magistrale.
Spettano a tali Consigli:

  1. l’organizzazione e la programmazione dell’attività didattica relativa al corso, incluso il tutorato;
  2. la presentazione al Consiglio di Facoltà del piano di sviluppo del Corso di laurea e di laurea magistrale e di proposte per la destinazione e le modalità di copertura dei posti di ruolo di professore e di ricercatore;
  3. la presentazione al Consiglio di Facoltà di proposte per l’elaborazione del piano annuale delle attività didattiche inclusa l’attribuzione di compiti didattici ai docenti e ricercatori; il Consiglio di Facoltà ove intenda discostarsi da tali proposte deve deliberare a maggioranza assoluta dandone congrua motivazione
  4. il coordinamento delle attività di insegnamento e di studio per il conseguimento dei titoli anche mediante il razionale utilizzo dei mezzi e delle attrezzature messe a disposizione dai Dipartimenti;
  5. la presentazione al Consiglio di Facoltà della relazione annuale sulla attività didattica;
  6. l’esame e l’approvazione dei piani di studio e delle pratiche relative agli studenti, salvo il caso di costituzione del Comitato per la didattica;
  7. la formulazione di proposte e di pareri al Consiglio di Facoltà in ordine al Regolamento Didattico di Ateneo ed ai Regolamenti didattici dei corsi di studio;
  8. ogni altra attribuzione ad esso demandata dalla legge, dal presente Statuto e dai regolamenti, salvo il caso di delega al Comitato per la didattica.

2. L’organizzazione dell’attività didattica è disciplinata dal Regolamento didattico di Ateneo.
3. Il Consiglio di Corso di Laurea si compone:

  1. del Presidente che lo convoca e lo presiede;
  2. dei professori e dei ricercatori di ruolo assegnati alla Facoltà di cui è parte il Corso di Laurea, a cui, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, lett. f), siano attribuiti compiti didattici nel Corso medesimo;
  3. dei collaboratori ed esperti linguistici e lettori di scambio assegnati alla Facoltà di cui è parte il Corso di Laurea, a cui siano attribuiti compiti didattici integrativinel Corso medesimo;
  4. di una rappresentanza degli studenti la cui consistenza, modalità di elezione e durata in carica sono stabilite da apposito regolamento di Ateneo;
  5. dei docenti e ricercatori inquadrati in altre Facoltà dell’Ateneo o in altro Ateneo, a cui siano attribuiti compiti didattici nel Corso medesimo. I suddetti docenti e ricercatori concorrono alla determinazione del numero legale per la validità delle sedute solo se presenti.

4. Le sedute del Consiglio sono valide se vi partecipi almeno un terzo degli aventi diritto salvi i casi in cui altre disposizioni prevedono un quorum qualificato.
Nel computo per determinare il numero legale per la validità delle sedute non sono considerati gli assenti giustificati.
5. I titolari di contratto di insegnamento nel Corso di Laurea partecipano alle sedute del Consiglio con voto consultivo.
6. Il presidente è eletto, tra i professori di ruolo membri del Consiglio e assegnati alla Facoltà di cui è parte il Corso di Laurea, da un corpo elettorale composto:

  1. dai professori e dai ricercatori di ruolo di cui alla lettera b) del precedente comma 3;
  2. dai collaboratori ed esperti linguistici e lettori di scambio di cui alla lettera c) del precedente comma 3;
  3.  dai rappresentanti degli studenti eletti in Consiglio.

Per l’elezione è necessaria la maggioranza assoluta degli aventi diritto nella prima votazione. Ove tale maggioranza non sia raggiunta si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti.
7. Le elezioni sono indette dal Decano del Corso di laurea almeno venti giorni prima della scadenza; lo stesso decano provvederà alla costituzione del seggio elettorale.
8. Il Presidente presiede il Consiglio, lo convoca con le modalità previste nel Regolamento e sovrintende alle attività del Corso. Il Presidente è nominato con decreto del Rettore, dura in carica quattro anni e può essere rieletto una sola volta consecutivamente. Il Presidente può farsi coadiuvare da un Vice presidente da lui scelto.
9. I Consigli dei Corsi di Laurea possono prevedere la costituzione di un Comitato per la didattica, nel quale sia assicurata la rappresentanza degli studenti, cui affidare i seguenti compiti:

  1. esame ed approvazione dei piani di studio degli studenti;
  2. esame ed approvazione delle pratiche relative agli studenti;
  3. deliberazioni in ordine alle attribuzioni di cui alla lett. h del precedente comma 1, in caso di delega da parte del Consiglio.

10. I Consigli di Corso di laurea e di laurea magistrale sono costituiti anche in corrispondenza di Corsi interfacoltà. Ad essi si applica la disciplina prevista dai commi precedenti.
11. I compiti assegnati alla Facoltà con riguardo ai Corsi interfacoltà sono esercitati di concerto dai Consigli delle Facoltà partecipanti.
12. Corsi di Laurea afferenti alla stessa Classe, ovvero a Classi diverse, anche di livelli successivi – Laurea e Laurea magistrale –, purché riconducibili ad una comune area scientifico culturale, possono, su delibera assunta a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio di Facoltà di cui siano parte, essere retti da un unico Consiglio.
13. Ai Consigli di Corso di Laurea di Classe o Interclasse si applicano le norme dettate per i Consigli di Corso di Laurea.

Articolo 19

Cassato76.

Articolo 20

Cassato77.

TITOLO IV
LA RICERCA SCIENTIFICA

 

Articolo 21
Strutture di ricerca

1. Per la organizzazione e la gestione dell’attività di ricerca l’Università si articola in Dipartimenti. Altre strutture scientifiche possono essere costituite secondo quanto previsto negli articoli compresi nel presente titolo.
1 bis78 Il Dipartimento è la struttura organizzativa fondamentale per l’esercizio dell’attività di ricerca.
2. È garantita l’autonomia di organizzazione delle strutture in relazione ai loro compiti istituzionali nel rispetto delle norme contenute nel presente Statuto.

Articolo 22
Dipartimento

1. Il Dipartimento è la struttura organizzativa di uno o più settori di ricerca omogenei per fini o per metodo o convergenti interdisciplinarmente sul medesimo ambito tematico e dei relativi settori scientifico-disciplinari79 anche afferenti a più Facoltà.
Apposito Regolamento di Ateneo deliberato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione precisa e determina la normativa per l’ordinamento dei Dipartimenti.
Spetta comunque al Senato Accademico prevedere le dimensioni minime ed i criteri per la definizione della omogeneità o della convergenza dei settori di ricerca.
2. Ferma restando l’autonomia di ogni singolo docente e ricercatore i Dipartimenti promuovono e coordinano l’attività di ricerca e concorrono alle attività formative relative ai corsi di dottorato di ricerca80.
3. Ciascun professore e ricercatore opta per uno dei Dipartimenti dell’Ateneo in cui si svolge attività di ricerca attinente al suo settore disciplinare; opzioni diverse possono essere autorizzate di volta in volta dal Senato Accademico, sentito il Dipartimento al quale l’interessato intende afferire; la mancata opzione comporta l’assegnazione di ufficio da parte del Senato Accademico.
4. La costituzione di un Dipartimento è deliberata, anche su iniziativa di docenti interessati, dal Senato Accademico, in conformità del Regolamento di Ateneo di cui al comma 1; il Consiglio di Amministrazione provvede ad attribuire al Dipartimento le risorse finanziarie, di locali e di personale; in relazione alla disponibilità di tali risorse il Consiglio di Amministrazione può differirne l’attivazione. La medesima procedura è adottata per eventuali successive modifiche. La disattivazione dei Dipartimenti, anche su iniziativa del Consiglio di Amministrazione o dei docenti interessati, è deliberata dal Senato Accademico secondo forme e procedure individuate nel Regolamento di cui al comma 1.

Articolo 23
Organi del Dipartimento

1. Sono organi del Dipartimento il Consiglio, il Direttore e la Giunta.
2. Gli organi del Dipartimento esercitano le attribuzioni ad essi demandate dal presente statuto e da disposizioni legislative e regolamentari con esso non incompatibili.
Il Consiglio di Dipartimento è l’organo di indirizzo e di governo in materia di programmazione e coordinamento dell’attività di ricerca.
Il Direttore rappresenta il Dipartimento e presiede il Consiglio e la Giunta in relazione ad ogni loro competenza.
La Giunta, oltre a coadiuvare il Direttore, può esercitare funzioni proprie del Consiglio del Dipartimento ad essa delegate con delibera assunta a maggioranza dei componenti dello stesso Consiglio.
3. Il Consiglio di Dipartimento è composto da tutti i professori di ruolo e dai ricercatori afferenti al Dipartimento, nonché da una rappresentanza del personale tecnico ed amministrativo, con modalità da definire nel Regolamento di cui al precedente articolo 22 comma 1, oltre che dal Segretario amministrativo anche con funzioni di segretario verbalizzante. Il Consiglio di Dipartimento può prevedere la partecipazione di una rappresentanza degli studenti.
4. Il Direttore del Dipartimento è eletto dal Consiglio di Dipartimento tra i professori di ruolo a tempo pieno afferenti al Dipartimento stesso; è nominato con decreto del Rettore e dura in carica quattro81 anni accademici e può essere rieletto una sola volta consecutivamente. Il Direttore può designare, fra i membri del Consiglio, un Vice-direttore che lo coadiuva e lo sostituisce nel caso di assenza o impedimento.
5. La Giunta è composta:

  1. dal Direttore che la presiede;
  2. da una rappresentanza paritetica di professori ordinari, associati e ricercatori eletti dalle rispettive componenti;
  3. da un rappresentante del personale tecnico-amministrativo eletto dal personale afferente al Dipartimento tra i rappresentanti del Consiglio.

Parteciperà altresì alle sedute il Segretario Amministrativo, con funzioni di segretario verbalizzante e con voto consultivo.
I membri della Giunta durano in carica quattro82 anni e possono essere eletti una sola volta consecutivamente.

Articolo 24
Autonomia del Dipartimento

1. Al Dipartimento è attribuita autonomia contabile, amministrativa e di spesa ai sensi del Regolamento di Amministrazione, Finanza e Contabilità.
2. Il Consiglio di Dipartimento può dotarsi di un regolamento interno, ai sensi dell’articolo 4 del presente Statuto.
3. Il Consiglio di Dipartimento con il regolamento di cui al comma precedente può prevedere norme specifiche riguardanti l’assetto organizzativo necessario per l’assolvimento dei compiti di ricerca e di didattica connessi alle attività assistenziali prestate nell’ambito della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Articolo 24 bis83
Collegi dei Direttori di Dipartimento

1. I Direttori dei Dipartimenti afferenti a ciascuna delle aree di ricerca definite all’articolo 13 comma 2 bis, costituiscono i Collegi dei Direttori di Dipartimento di area, presieduti dal relativo rappresentante d’area, con compiti consultivi e di proposta al Senato Accademico sulle problematiche relative alle singole aree di ricerca. Il rappresentante d’area, di sua iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei componenti, convoca periodicamente il Collegio dei Direttori di Dipartimento di area.
2. I Direttori dei Dipartimenti delle aree e i rappresentanti d’area costituiscono il Collegio dei Direttori di Dipartimento di Ateneo, presieduto dal Rettore, con compiti consultivi e di proposta sulle problematiche generali della ricerca. Il Rettore, di sua iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei componenti, convoca almeno una volta l’anno il Collegio dei Direttori di Dipartimento di Ateneo.

Articolo 25
Centri Interdipartimentali di ricerca

1. Per attività di ricerca di rilevante impegno che si esplichino su progetti di durata pluriennale che coinvolgano84 le attività di più Dipartimenti, il Senato Accademico85, su proposta dei Dipartimenti interessati, può deliberare la costituzione di Centri interdipartimentali di ricerca. Il Consiglio di Amministrazione, su proposta dei Dipartimenti stessi, verificata la disponibilità di personale, di locali e di risorse finanziarie, determina la data di attivazione del Centro. La costituzione di Centri può anche essere connessa alle attività di cui all’articolo 6, comma 3, del presente Statuto.
2. Partecipano all’attività del Centro, professori, ricercatori e personale tecnico appartenenti di norma ai Dipartimenti interessati.
3.86 Con apposito regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, sono dettate le norme sulla organizzazione, il funzionamento, la valutazione, e la eventuale disattivazione dei Centri interdipartimentali di ricerca.
4. Al Centro, con delibera del Consiglio di Amministrazione, possono essere attribuite autonomia amministrativa, contabile e di spesa, secondo le previsioni del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.
5. Le risorse necessarie per il funzionamento del Centro dovranno essere garantite dai Dipartimenti che hanno promosso la costituzione del Centro.

Articolo 26
Centri Interuniversitari di ricerca

1. Per attività di ricerca di rilevante impegno che si esplichino su progetti di durata pluriennale e che coinvolgano le attività di più Università il Consiglio di Amministrazione ed il Senato Accademico possono deliberare la costituzione di Centri interuniversitari di ricerca.
2. Partecipano all’attività del Centro i professori, i ricercatori ed i tecnici appartenenti alle Università interessate.
3. La convenzione istitutiva indica la struttura organizzativa, le norme sul funzionamento, le competenze, la valutazione e la eventuale disattivazione dei Centri87.
3 bis88 Qualora la sede sia presso l’Università di Firenze al Centro, con delibera del Consiglio di Amministrazione, possono essere attribuite autonomia amministrativa, contabile e di spesa, secondo le previsioni del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.
4. Per quanto concerne l’Università di Firenze, le risorse necessarie per il funzionamento del Centro dovranno essere garantite dalle strutture che ne abbiano89 promosso la costituzione.

Articolo 26 bis90
Centri di ricerca di Ateneo

1. Per attività di ricerca su tematiche coerenti con gli obiettivi strategici definiti dall’Ateneo, collegate alla formazione, alla ricerca e al trasferimento dei risultati, su proposta di uno o più Dipartimenti o Facoltà ovvero di gruppi di studiosi, il Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione può deliberare la costituzione di Centri di ricerca di Ateneo.
2. Con apposito regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, sono dettate le norme sulla costituzione, il funzionamento, la valutazione, e la eventuale disattivazione dei Centri di ricerca di Ateneo.
3. Ai Centri di ricerca di Ateneo è attribuita autonomia amministrativa, contabile e di spesa, secondo le previsioni del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.

TITOLO V
ALTRE STRUTTURE DELL’ATENEO

 

Articolo 27
Sistema bibliotecario di Ateneo

1. Il Sistema bibliotecario di Ateneo, di cui fanno parte le Biblioteche, i fondi librari ed i centri di documentazione dell’Università di Firenze, provvede ad assicurare in forme coordinate e con adeguate strutture organizzative, l’accrescimento, la conservazione e la fruizione del patrimonio librario e documentale dell’Università, nonché il trattamento e la diffusione dell’informazione bibliografica.
2. Con Regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, saranno definiti organi, modalità costitutive ed organizzative delle Biblioteche, dei fondi librari, dei centri di documentazione e di un organismo centrale cui è demandato il compito di sovrintendere ad una efficace gestione ed al coordinamento unitario del sistema bibliotecario, nonché alla sua organizzazione funzionale.
3. Nel rispetto dei principi dell’articolo 97 della Costituzione e secondo i criteri di economicità, di funzionalità e di efficienza, il Regolamento di cui al comma precedente individua le strutture organizzative cui è attribuita l’autonomia amministrativa, contabile e di spesa.

Articolo 27 bis91
Sistema informatico di Ateneo

1. Il Sistema informatico di Ateneo provvede ad assicurare in modo coordinato il corretto funzionamento e lo sviluppo delle attività, infrastrutture e servizi informatici dell’Università, nonché il trattamento e la diffusione delle informazioni in esso gestite.
2. Con Regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, saranno dettate disposizioni di carattere generale circa le modalità organizzative e di funzionamento del sistema e della struttura cui è demandato il compito di sovrintendere ad una efficace gestione ed al coordinamento unitario del sistema informatico ed informativo di Ateneo e di altre eventuali strutture che ne potranno far parte.
3. Nel rispetto dei principi dell’articolo 97 della Costituzione e secondo i criteri di economicità, di funzionalità e di efficienza, il Regolamento di cui al comma precedente dovrà comunque prevedere l’attribuzione dell’autonomia amministrativa, contabile e di spesa quanto meno per la struttura di coordinamento unitario del Sistema Informatico di Ateneo.

Articolo 28
Musei

1. I Musei provvedono alla raccolta, tutela, classificazione ed esposizione al pubblico, nonché allo studio dei beni di interesse storico, artistico e naturalistico dell’Ateneo i quali, per pregio e quantità, non possano essere considerati pertinenza di altre strutture didattiche e di ricerca.
2. Con regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, saranno dettate disposizioni di carattere generale circa le modalità di costituzione e funzionamento dei Musei.
3. Nel rispetto dei principi dell’articolo 97 della Costituzione e secondo i criteri di economicità, di funzionalità e di efficienza, il Regolamento di cui al comma precedente dovrà comunque prevedere l’attribuzione dell’autonomia amministrativa, contabile e di spesa dei Musei.

Articolo 28 bis92
Centri per la valorizzazione e lo studio di beni culturali

1. Per attività di valorizzazione, di studio, ed eventualmente di formazione alla ricerca, relative a collezioni di reperti scientifici o di patrimoni librari ed archivistici che abbiano notevole interesse culturale, e che richiedano una gestione affidata ad apposita Unità amministrativa secondo quanto previsto dal Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, il Senato Accademico, sentito il Consiglio di Amministrazione, può deliberare la costituzione di Centri di Ateneo per la valorizzazione e lo studio di beni culturali.
2. Con apposito regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, sono dettate le norme sulla costituzione e il funzionamento dei Centri di Ateneo per la valorizzazione e lo studio di beni culturali, la cui istituzione è comunque condizionata alla sussistenza di adeguate risorse.

Articolo 29
Centri di servizio

1. Per l’organizzazione e la prestazione di servizi di supporto allo svolgimento delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, che abbiano carattere continuativo, e interessino l’Ateneo nel suo complesso o più strutture dello stesso, possono essere costituiti Centri di servizio le cui finalità specifiche saranno di volta in volta definite nell’atto costitutivo93.
2. La realizzazione delle strutture di cui al precedente comma potrà altresì avvenire in collaborazione con altre Università, Enti pubblici e privati anche mediante la costituzione di idonei organismi associativi.
3. Con regolamento di Ateneo, approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, saranno dettate disposizioni circa le modalità di costituzione e funzionamento dei Centri di servizio.
4. Nel rispetto dei principi dell’articolo 97 della Costituzione e secondo i criteri di economicità, di funzionalità e di efficienza, il Regolamento di cui al comma precedente dovrà comunque prevedere l’attribuzione dell’autonomia amministrativa, contabile e di spesa dei Centri di servizio.
5. Una o più Facoltà e/o Dipartimenti possono deliberare, con il consenso del Senato Accademico, l’istituzione di Centri di studi provvedendo alle risorse necessarie, e con la finalità di effettuare e promuovere ricerche e altre attività dirette a migliorare la didattica universitaria ed a sviluppare particolari settori della ricerca scientifica93bis.
6. In casi eccezionali e con apposita e motivata deliberazione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, i Centri di studi di particolare rilevanza possono essere considerati Unità amministrative93bis.

Articolo 30
Aziende

1. L’Università, per il raggiungimento dei propri fini istituzionali, con deliberazione motivata del Consiglio di Amministrazione, può utilizzare il modello organizzativo di Azienda, secondo la disciplina da dettare nel Regolamento di Amministrazione, Finanza e Contabilità in ordine alla definizione dei fini strumentali ed ai profili finanziari e di bilancio.
2. La collaborazione fra Università e Servizio sanitario nazionale si realizza, nel rispetto dell’autonomia universitaria, in conformità alle previsioni della legislazione in materia94.
3. Abrogato95.
4. Abrogato96.

TITOLO V bis97
ORGANI AUSILIARI

 

Articolo 30 bis
Nucleo di valutazione di Ateneo

1. Il Nucleo di valutazione di Ateneo ha i seguenti compiti:

  1. valutare le attività didattiche e di ricerca e gli interventi per il diritto allo studio;
  2. valutare la gestione amministrativa;
  3. porre in essere ogni altra attività di valutazione richiesta dalla legislazione in materia di autonomia universitaria.

2. Il Nucleo è composto come segue:

  1. un membro designato d’intesa da Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, scelto tra esperti nel campo della valutazione, anche di provenienza non accademica, con funzioni di Presidente;
  2. quattro membri designati dal Senato Accademico, di cui due professori dell’Università di Firenze, e due esterni scelti tra esperti nella valutazione delle attività didattiche e di ricerca;
  3. quattro membri designati dal Consiglio di Amministrazione, di cui due professori dell’Università di Firenze, e due esterni scelti fra esperti in amministrazione pubblica, valutazione della qualità dei servizi pubblici, contabilità pubblica e valutazione dei bilanci.

3. Il Presidente e i membri del Nucleo sono nominati con decreto del Rettore, durano in carica quattro anni e non possono essere confermati.
4. Per la valutazione delle attività didattiche, di ricerca e degli interventi per il diritto allo studio il Nucleo procede alla valutazione sulla base di indicatori stabiliti ogni triennio secondo i criteri generali deliberati dal Senato Accademico, sentito il Nucleo medesimo. Gli indicatori sono resi noti alle strutture e a tutti gli appartenenti all’Università. Per le attività didattiche saranno in ogni caso acquisite, garantendone l’anonimato, le opinioni degli studenti frequentanti. Nella valutazione delle attività didattiche e di ricerca il Nucleo dovrà tener conto delle peculiarità proprie delle diverse aree di ricerca di cui all’articolo 13 comma 2 bis.
5. Per la valutazione della gestione tecnica – amministrativa il Nucleo procede alla valutazione alla luce delle finalità indicate dalle norme e degli atti di indirizzo degli organi competenti, e sulla base di indicatori stabiliti ogni triennio secondo i criteri generali deliberati dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Nucleo medesimo. Gli indicatori sono resi noti alle strutture e a tutti gli appartenenti all’Università.
6. I risultati delle attività del Nucleo sono resi pubblici mediante lo strumento più adeguato a garantirne la maggiore conoscibilità, e costituiscono elemento di considerazione da parte degli organi di governo e di direzione dell’Ateneo nell’assunzione delle decisioni di rispettiva competenza, anche ai fini della ripartizione delle risorse.
7. Il Nucleo dispone di una adeguata struttura di supporto e di quant’altro necessario a garantirne l’autonomia operativa. Risponde esclusivamente agli organi centrali dell’Ateneo, cui periodicamente riferisce.

Articolo 30 ter
Comitato tecnico-amministrativo

1. Il Comitato tecnico-amministrativo, organo consultivo dell’Università, esprime pareri obbligatori in materia di:

  1. atti normativi;
  2. schemi di atti e di atti-tipo di carattere generale;
  3. approvazione di progetti per interventi edilizi, di competenza del Consiglio di Amministrazione;
  4. procedure espropriative;
  5. valutazioni estimative.

2. Il Comitato esprime inoltre parere obbligatorio sui reclami proposti, ai sensi del successivo articolo 41 bis, avverso provvedimenti amministrativi assunti dagli organi dell’Ateneo.
3. Il Comitato esprime altresì pareri su tutte le questioni ad esso sottoposte dagli organi di governo dell’Ateneo e dai dirigenti.
4. Il Comitato è composto da cinque membri effettivi, esperti nelle discipline giuridiche, amministrative ed economiche. Per i pareri di cui al comma 1, lettere c), d) ed e), il Comitato è integrato da due membri aggiunti esperti in materia edilizia ed estimativa.
5. I membri, effettivi ed aggiunti, del Comitato sono designati dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione in seduta congiunta, a maggioranza dei due terzi dei presenti. Sono nominati con decreto del Rettore. Restano in carica quattro anni e non possono essere confermati.
6. Il Comitato, per questioni di particolare specificità tecnica, può sentire esperti del relativo settore.
7. Il Consiglio di Amministrazione disciplina l’organizzazione e il funzionamento del Comitato, dotandolo di una adeguata struttura di supporto e di quant’altro necessario a garantirne indipendenza di giudizio e autonomia operativa.

TITOLO VI
ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA

 

Articolo 31
Organizzazione degli uffici

1. Gli Uffici dell’Unità Amministrativa Centrale, dei Poli e delle unità amministrative dotate di autonomia sono organizzati al fine di assicurare la migliore funzionalità delle attività didattiche e di ricerca, sono ordinati sulla base di atti organizzativi e secondo i criteri di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo, 30 marzo 2001, n. 16598.
2. Gli uffici di cui al comma precedente sono ordinati secondo i criteri di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo, 30 marzo 2001, n. 16599.

Articolo 32
Personale tecnico-amministrativo

1. L’Università, nel rispetto del principio delle pari opportunità e delle norme che regolano lo stato giuridico del personale, opererà per la migliore utilizzazione delle capacità e delle professionalità di ciascuno, per una più efficiente organizzazione delle proprie strutture e per un servizio adeguato alle aspettative degli utenti.
2. Per i fini di cui al comma precedente l’Università:

  1. predispone piante organiche di Ateneo del personale tecnico ed amministrativo suddivise per singole Unità amministrative e con indicazione dei profili e delle qualifiche;
  2. assicura un periodico aggiornamento professionale del proprio personale;
  3. nel rispetto dello stato giuridico adotta criteri di trasparenza nella assegnazione degli incarichi di responsabilità dei diversi settori nei quali si articola l’Amministrazione;
  4. favorisce per il proprio personale la creazione di servizi sociali e di attività a scopo culturale, ricreativo e sportivo;
  5. valorizza le competenze e le capacità del proprio personale, anche ai fini della attribuzione degli incarichi di cui al comma successivo.

3. Il personale tecnico-amministrativo può ricevere dall’Amministrazione Universitaria incarichi che, in quanto rivestano carattere di notevole complessità tecnica od amministrativa o comportino l’assunzione di specifiche e personali responsabilità, nel rispetto degli specifici ambiti professionali e delle qualifiche di appartenenza, saranno incentivati anche sotto il profilo economico, nei limiti previsti dalle normative vigenti in quanto applicabili all’Università e tenuto conto dei principi in materia di pubblico impiego. Il Consiglio di Amministrazione detterà i criteri ed i limiti per l’attribuzione di tali incarichi.
4. Le materie previste nel presente articolo sono oggetto di trattativa con le rappresentanze del personale tecnico-amministrativo in conformità alla legislazione vigente ed a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Articolo 33
L’unità amministrativa centrale

1. È costituita l’Unità amministrativa centrale quale struttura di supporto tecnico ed amministrativo per gli organi di governo. Essa esercita inoltre una funzione di coordinamento, assistenza e vigilanza sull’azione amministrativa delle strutture dell’Università.
2. All’Unità amministrativa centrale in relazione al proprio funzionamento è attribuita autonomia contabile, amministrativa e di spesa ai sensi del Regolamento dell’Università di Firenze per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.
2 bis. Il Direttore Amministrativo è direttamente responsabile della gestione della Unità amministrativa centrale100.
2 ter. Gli Uffici dell’Unità amministrativa centrale sono organizzati in Aree funzionali la cui responsabilità è affidata dal Direttore Amministrativo a un Dirigente101.
3. Con delibera del Consiglio di Amministrazione, previo parere conforme del Senato Accademico, sono costituiti i Poli per l’erogazione di servizi a supporto delle strutture di didattica e di ricerca al fine di rispondere alle esigenze di miglioramento funzionale e di decentramento territoriale e per realizzare un migliore livello di integrazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali. La responsabilità della gestione delle attività del Polo è affidata dal Direttore Amministrativo a un Dirigente.
4. I Poli sono dotati di un proprio bilancio approvato dal Consiglio di Amministrazione ed hanno autonomia contabile e di spesa per l’esercizio delle proprie competenze ai sensi del precedente articolo 31, comma 1. Ai Poli compete altresì la gestione delle procedure amministrativo-contabili in esecuzione delle decisioni di competenza delle strutture di didattica e ricerca afferenti, nonché la gestione di altre attività e servizi loro affidati da quest’ultime.
Il Rettore presenta il bilancio di previsione e il rendiconto finanziario di ciascun Polo102 al Consiglio di Amministrazione per l’approvazione103.

Articolo 34104
Il Direttore Amministrativo

1. Le funzioni di Direttore Amministrativo sono attribuite dal Rettore, sentito il Consiglio di Amministrazione, per una durata non superiore a 4 anni a persona di comprovata competenza ed esperienza scelta tra dirigenti delle università, di altre amministrazioni pubbliche, ovvero anche fra estranei alle amministrazioni pubbliche.
L’incarico può essere rinnovato dal Rettore, sentito il Consiglio di Amministrazione, previa valutazione della attività svolta e dei risultati conseguiti.
Il trattamento economico del Direttore Amministrativo è determinato dal Consiglio di Amministrazione105 tenuto conto delle disposizioni del decreto interministeriale, 23 maggio 2001, che disciplina il trattamento economico dei direttori amministrativi delle Università e delle successive modificazioni ed integrazioni.
2. Al Direttore Amministrativo spettano le seguenti attribuzioni:

  1. cura la realizzazione dei programmi e il raggiungimento degli obiettivi, così come definiti dagli organi di governo dell’Ateneo, nel rispetto delle direttive generali di gestione di cui all’articolo 12, comma 2, lett. h) del presente Statuto;
  2. è titolare degli uffici e dei servizi centrali di Ateneo ed esplica una generale attività di indirizzo, direzione e controllo nei confronti del personale tecnico amministrativo;
  3. nomina, sentiti gli organi collegiali competenti delle rispettive strutture, i responsabili amministrativi e, ove previsti, i responsabili tecnici delle strutture;
  4. definisce, in sede di contrattazione decentrata, le tipologie di orario di servizio;
  5. determina i criteri generali di organizzazione degli uffici ed adotta gli atti di gestione del personale tecnico-amministrativo;
  6. indirizza, coordina e controlla l’attività dei dirigenti anche con potere sostitutivo in caso di inerzia o grave ritardo di questi;
  7. attribuisce ai singoli dirigenti – sentendo, in relazione ai dirigenti di Polo, i Presidi delle Facoltà e i Direttori dei Dipartimenti ad esso afferenti – gli incarichi e gli obiettivi che debbono perseguire, attribuendo loro le conseguenti risorse umane, finanziarie e materiali;
  8. promuove e resiste alle liti avvalendosi, di norma, dell’Ufficio Legale d’Ateneo o dell’Avvocatura dello Stato o, ove autorizzato dal Consiglio di Amministrazione, da avvocati del libero foro;
  9. cura l’attuazione delle deliberazioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione nel rispetto delle direttive generali di gestione di cui all’articolo 12, comma 2, lett. h) del presente Statuto;
  10. esercita ogni altra attribuzione ad esso demandata dal presente Statuto, dai Regolamenti di Ateneo e da disposizioni di legge.

Articolo 35
Dirigenti

1. Nell’ambito dell’organizzazione dei servizi e degli uffici, individuata dal Consiglio di Amministrazione106, il Direttore Amministrativo assegna le funzioni dirigenziali107.
2. Ai responsabili di funzioni dirigenziali108, nell’ambito delle strutture cui sono preposti, spettano le seguenti attribuzioni:

  1. provvedono alla gestione dei programmi e al raggiungimento degli obiettivi ad essi affidati dal Direttore Amministrativo adottando gli atti amministrativi conseguenti;
  2. organizzano le risorse umane e strumentali loro109 assegnate;
  3. verificano periodicamente i carichi di lavoro e la produttività;
  4. individuano i responsabili del procedimento;
  5. esercitano ogni altra attribuzione ad essi demandata dal presente Statuto, dai Regolamenti di Ateneo e da disposizioni di legge in quanto non incompatibili con lo Statuto.

3. L’accesso alla qualifica dirigenziale avviene secondo quanto previsto dal regolamento d’Ateneo per l’accesso alla qualifica di dirigente110. I bandi di concorso potranno, sulla base di appositi accordi, essere relativi anche a più Atenei.

Articolo 36
Responsabilità dirigenziali

1. Il Direttore Amministrativo ed i Dirigenti sono responsabili del risultato dell’attività svolta dagli uffici ai quali sono preposti, della realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati in relazione agli obiettivi fissati dagli organi di governo, dei rendimenti e dei risultati della gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, incluse le decisioni organizzative e di gestione del personale.
2. All’inizio di ogni anno i Dirigenti presentano al Direttore Amministrativo una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente. Nello stesso periodo il Direttore Amministrativo presenta al Rettore, e questi al Consiglio di Amministrazione e al Senato Accademico, una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente111.
3.112 Il Direttore Amministrativo e i Dirigenti sono valutati annualmente, anche ai fini dell’accertamento delle responsabilità loro proprie, attraverso le procedure individuate da apposito regolamento.
4.113 Il Rettore, il Consiglio di Amministrazione ed il Senato Accademico possono chiedere che la procedura di valutazione sia anticipata nel caso di evidente grave rischio di risultato negativo della gestione, o di grave e reiterata inosservanza delle direttive impartite.

Articolo 37114
Atti di Competenza del Direttore Amministrativo e dei Dirigenti

1. Gli atti di competenza del Direttore Amministrativo e dei Dirigenti non sono avocabili da parte del Rettore.
2. In caso di inerzia o ritardo nell’adozione di atti di competenza del Direttore Amministrativo il Rettore può fissare un termine perentorio entro il quale lo stesso Direttore deve adottare gli atti o i provvedimenti. Qualora l’inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza delle direttive generali, il Rettore può nominare, previa contestazione, un commissario ad acta, dandone comunicazione al Consiglio di Amministrazione nella prima riunione utile.

TITOLO VII
MODIFICHE ALLO STATUTO

 

Articolo 38
Attuazione ed adeguamento dello Statuto

1. Entro due anni dall’entrata in vigore dello Statuto il Rettore è tenuto a convocare in un’apposita seduta congiunta il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione per valutare il processo di attuazione dello Statuto e predisporre il suo eventuale adeguamento normativo, nonché eventuali modifiche od integrazioni che in tal senso si rendano necessarie.
2. Sulle modifiche od integrazioni di cui al comma precedente decidono Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione in una successiva seduta congiunta a maggioranza dei componenti, calcolata sul totale dei membri appartenenti ai due organi. Da tale procedimento sono escluse le norme di principio e le norme sulla elezione e sulla composizione degli organi.
3. Il procedimento di cui al comma precedente nei limiti dal medesimo comma fissati, può essere attivato anche oltre il termine fissato al comma 1, per iniziativa del Rettore, o con deliberazione conforme del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, o per iniziativa dei soggetti di cui all’articolo 39, comma 2, lettere d) ed e).

Articolo 39
Revisione dello Statuto

1. Le modifiche dello Statuto incidenti sulle materie di cui all’articolo 50, comma 2, costituiscono revisione dello Statuto.
2. Possono assumere l’iniziativa della revisione dello Statuto:

  1. il Rettore;
  2. il Senato Accademico con deliberazione adottata a maggioranza dei componenti;
  3. il Consiglio di Amministrazione con deliberazione adottata a maggioranza dei componenti;
  4. la maggioranza delle Facoltà dell’Ateneo, con deliberazione dei rispettivi Consigli;
  5. la maggioranza dei Dipartimenti dell’Ateneo, con deliberazione dei rispettivi Consigli.

3. Una volta assunta l’iniziativa della revisione, il Rettore è tenuto a convocare il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione in seduta congiunta. La revisione è decisa con la maggioranza dei 2/3 dei membri, calcolata sul totale dei membri appartenenti ai due organi, sentite le Facoltà ed i Dipartimenti dell’Ateneo.
4. Nella seduta congiunta, di cui al precedente comma 3, il Prorettore vicario ed il Direttore Amministrativo partecipano con voto consultivo.

TITOLO VIII
NORME FINALI

 

Articolo 40
Norme per le designazioni elettive

1. Le designazioni elettive previste dal presente Statuto avvengono con voto limitato. Ogni avente diritto potrà votare per un terzo dei nominativi da eleggere con arrotondamento all’unità superiore.
2. Fra candidati che abbiano ottenuto un pari numero di consensi risulterà eletto il più anziano di nomina nel ruolo. In caso di pari anzianità di ruolo prevale il più anziano di età.
3. Se non diversamente previsto dal presente Statuto la votazione è valida se vi abbia preso parte almeno un terzo degli aventi diritto, salvo quanto previsto per le rappresentanze studentesche.
4. Ove non diversamente previsto115, tutti i mandati elettivi hanno decorrenza con l’inizio dell’anno accademico, salvo che non si provveda a sostituzioni per intervenuta vacanza del mandato.

116

5. Per le elezioni degli studenti negli organi collegiali si applica quanto previsto dal precedente articolo 14 bis.
6. In caso di cessazione anticipata del mandato di membri di organi collegiali si provvede, entro sessanta giorni dalla data di cessazione, a nuove elezioni per la sostituzione. Il nuovo eletto dura in carica fino alla conclusione del mandato interrotto.
7. In caso di cessazione anticipata del mandato dei rappresentanti degli studenti negli organi collegiali subentra, per il restante periodo del mandato interrotto, il primo dei non eletti che ne abbia titolo.
8. In caso di cessazione anticipata del mandato di Preside, Presidente di Corso di Laurea, Direttore di Dipartimento, o Direttore di altra struttura si provvede al rinnovo entro sessanta giorni dalla data di cessazione. Nel caso di dimissioni il dimissionario resta in carica fino all’avvenuta nomina del successore. Il mandato del neo eletto ha la durata ordinaria prevista dallo Statuto per la rispettiva carica, aggiungendosi lo scorcio di anno accademico successivo all’elezione.
9. Per il computo ai fini della non rieleggibilità, il mandato è computato solo se la durata dello stesso abbia superato la metà di quello nominale.

Articolo 41
Norme per il funzionamento degli organi

1. La mancata designazione od elezione di membri di un organo collegiale non ne inficia il valido insediamento salvo che il numero dei membri non designati o eletti sia superiore alla metà dei componenti dell’organo.
2. Gli organi statutari svolgono le funzioni loro affidate sino alla scadenza del termine di durata per ciascuno di essi previsto ed entro tale termine debbono essere ricostituiti; nell’eventuale periodo di proroga gli organi scaduti possono legittimamente adottare esclusivamente gli atti di ordinaria amministrazione e quelli urgenti ed indifferibili con indicazione specifica dei motivi di urgenza ed indifferibilità.
3. I principi che regolano il funzionamento degli organi collegiali sono i seguenti:

  1. gli aventi titolo devono essere convocati con modalità idonee a garantire la conoscenza, con congruo anticipo, degli argomenti da trattare;
  2. la trattazione di argomenti non previsti dall’ordine del giorno di organi collegiali è consentita solo in caso di unanime riconoscimento della loro indifferibilità;
  3. le sedute sono valide se vi partecipi almeno la maggioranza dei convocati, salvo che non sia diversamente disposto dalla legge o dal presente Statuto. Nel computo per determinare la maggioranza non sono considerati gli assenti giustificati; a tal fine per le adunanze dei Consigli di Facoltà, Consigli di Corso di laurea e di diploma, Scuole di specializzazione e Consigli di Dipartimento si tiene conto dei professori fuori ruolo solo se intervengono alle sedute;
  4. le delibere sono prese a maggioranza assoluta dei presenti, salvo che non sia diversamente disposto nel presente Statuto o nella legge; in caso di parità prevale il voto del Presidente;
  5. le funzioni di segretario verbalizzante, salvo che non sia diversamente disposto dal presente Statuto, sono affidate dal Presidente, all’inizio della seduta, ad un membro del collegio;
  6. chiunque non partecipi senza giustificato motivo per più di tre volte consecutive alle adunanze dell’Organo di cui è membro elettivo o designato decade dal mandato.

Articolo 41 bis117
Reclami contro i provvedimenti amministrativi e contro il silenzio

1. Ferma restando l’immediata ricorribilità in sede giurisdizionale, avverso qualsiasi provvedimento di un organo dell’Università, nonché avverso il silenzio, è ammesso reclamo all’organo che ha emanato il provvedimento o che abbia omesso di provvedere.
2. La decisione del reclamo è adottata previo parere del Comitato tecnico – amministrativo. Qualora l’organo competente a decidere sul reclamo ritenga di discostarsi dal parere del Comitato, il relativo provvedimento dovrà essere puntualmente motivato con indicazione delle ragioni che inducono a discostarsi dal parere.
3. La disciplina delle modalità di proposizione e decisione del reclamo si conformano a principi di semplicità, tempestività e trasparenza.

Articolo 42118
Regolamenti di Ateneo previsti dal presente Statuto delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio

1. I regolamenti delle strutture didattiche, scientifiche e di servizio sono deliberati dai rispettivi consigli a maggioranza assoluta dei componenti e sono emanati dal Rettore sentiti il Consiglio di Amministrazione ed il Senato Accademico.
2. Il Rettore, ove uno o entrambi i pareri di cui al comma precedente siano negativi, entro 30 giorni rinvia il regolamento al Consiglio della struttura che lo ha deliberato. Tale Consiglio potrà replicare entro i successivi 60 giorni.
3. Viste le controdeduzioni il Rettore:

  1. ove si tratti di vizi di legittimità respinge il regolamento o singole disposizioni di esso;
  2. ove si tratti di questioni di merito e il Consiglio della struttura abbia rideliberato con la maggioranza dei 3/5 dei componenti emana il regolamento.

4. Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai Regolamenti didattici dei corsi di studio, previsti dal Regolamento didattico di Ateneo.

Articolo 42 bis119
Pubblicazione ed entrata in vigore dei regolamenti

1. I regolamenti sono pubblicati nel Bollettino Ufficiale dell’Università di Firenze e, salvo che non dispongano diversamente, entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione.

Articolo 43
Norma di richiamo

1. Ai fini del presente Statuto nella dizione “ricercatori” o “ricercatori confermati” si intendono compresi anche “gli assistenti di ruolo ad esaurimento”.

Articolo 44
Indennità e compensi

1. Il Consiglio di Amministrazione determina la misura delle indennità dovute per lo svolgimento delle funzioni di Rettore, Prorettori e responsabili di unità amministrative120.
2. Il Consiglio di Amministrazione determina altresì la misura di eventuali indennità relative alla partecipazione agli organi centrali di governo dell’Ateneo o all’espletamento di funzioni istituzionali previste dal presente Statuto.
3. Il Consiglio di Amministrazione determina infine la misura di eventuali compensi per attività svolta in commissioni o altri organismi, costituiti dagli organi centrali di governo dell’Ateneo.

Articolo 45

1. Per materie non regolate dal presente statuto, dai regolamenti di Ateneo, e dalle leggi previste dall’articolo 33 della Costituzione, sono fatte salve le disposizioni di legge in quanto operino espresso riferimento alle Università ed in quanto non incompatibili con le fonti normative sopracitate.

Articolo 46
Collegio dei revisori dei conti

1. Presso l’Università è costituito con decreto del Rettore il Collegio dei Revisori dei Conti, composto da un numero di membri non superiore a cinque esterni all’Università, designati dal Consiglio di Amministrazione fra esperti di comprovata qualificazione, di cui la maggioranza è scelta tra iscritti all’albo dei revisori contabili. Il Collegio esercita il controllo amministrativo di regolarità contabile dell’Università secondo i principi previsti dalle disposizioni legislative vigenti, in quanto applicabili all’Università e in conformità alle norme del Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità.

TITOLO IX
NORME TRANSITORIE

 

Articolo 46 bis121
Norma transitoria

1. Le norme di revisione statutaria relative alla durata delle cariche elettive si applicano a decorrere dal rinnovo dei mandati in corso alla data di entrata in vigore delle modifiche statutarie.
2. Ai fini delle norme che prevedono i casi di non rieleggibilità negli organi di governo, si computano i mandati già espletati e quelli in corso alla data di entrata in vigore delle modifiche statutarie.

Articolo 47122
Strutture didattiche

Abrogato.

Articolo 48123
Dipartimenti e Centri interdipartimentali

Abrogato.

Articolo 49124
Biblioteche, Musei e Centri di servizio

Abrogato.

Articolo 50125
Istituti

Abrogato.

Articolo 51126
Altre strutture

Abrogato.

Articolo 52127
Elezioni degli organi

Abrogato.

Articolo 53128
Commissione di Ateneo

Abrogato.

Articolo 54129
Direttore amministrativo

Abrogato.

Articolo 55130

Abrogato.

Articolo 56131

Abrogato.

1 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
2 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
3 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
4 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
5 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
6 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
7 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
8 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
9 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
10 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
11 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
12 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
13 Modificato con decreto rettorale n. 555 del 17 giugno 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 27 giugno 2002, n. 149).
14 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
15 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
16 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
17 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
18 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
19 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
20 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
21 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
22 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
23 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
24 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
25 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
26 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
27 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
28 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
29 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
30 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
31 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
32 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
33 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
34 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
35 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
36 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
37 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
38 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
39 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
40 Capoverso soppresso con decreto rettorale n. 555 del 17 giugno 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 27 giugno 2002, n. 149).
41 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
42 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
43 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
44 Abrogato dal decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
45 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
46 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
47 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
48 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
49 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
50 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
51 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
52 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
53 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
54 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
55 Modificato con decreto rettorale n. 916 del 26 luglio 2001 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2001, n. 205).
56 Modificato con decreto rettorale n. 916 del 26 luglio 2001 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2001, n. 205).
57 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
58 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
59 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
60 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
61 Modificato con decreto rettorale n. 916 del 26 luglio 2001 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2001 n. 205).
62 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
63 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
64 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
65 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
65 bis Modificato con decreto rettorale n. 1333 del 3 novembre 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 28 novembre 2008, n. 279).
66 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
67 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
68 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
69 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
70 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
71 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
72 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
73 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
74 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
75 Modificato con decreto rettorale n. 916 del 26 luglio 2001 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 settembre 2001, n. 205) e con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
76 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
77 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
78 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
79 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
80 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
81 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
82 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
83 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
84 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
85 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
86 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
87 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
88 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
89 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
90 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
91 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
92 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
93 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
93 bis Modificato con decreto rettorale n. 1333 del 3 novembre 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 28 novembre 2008, n. 279).
94 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
95 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
96 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
97 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
98 Modificato con decreto rettorale n. 400 del 1 giugno 2005 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 21 giugno 2005, n. 142).
99 Modificato con decreto rettorale n. 300 del 15 febbraio 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 9 marzo 2002, n. 58).
100 Modificato con decreto rettorale n. 400 del 1 giugno 2005 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 21 giugno 2005, n. 142).
101 Modificato con decreto rettorale n. 400 del 1 giugno 2005 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 21 giugno 2005, n. 142).
102 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
103 Modificato con decreto rettorale n. 400 del 1 giugno 2005 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 21 giugno 2005, n. 142).
104 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
105 Modificato con decreto rettorale n. 300 del 15 febbraio 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 9 marzo 2002, n. 58).
106 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
107 Modificato con decreto rettorale n. 300 del 15 febbraio 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 9 marzo 2002, n. 58).
108 Modificato con decreto rettorale n. 300 del 15 febbraio 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 9 marzo 2002, n. 58).
109 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
110 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
111 Modificato con decreto rettorale n. 300 del 15 febbraio 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 9 marzo 2002, n. 58).
112 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
113 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
114 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
115 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
116 Commi 5, 6, 7, 8, 9 aggiunti con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
117 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
118 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
119 Aggiunto con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
120 Modificato con decreto rettorale n. 300 del 15 febbraio 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 9 marzo 2002, n. 58).
121 Modificato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
122 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
123 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
124 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
125 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
126 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
127 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
128 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
129 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
130 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).
131 Abrogato con decreto rettorale n. 114 del 30 gennaio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, 16 febbraio 2008, n. 40).

 
Inserito il 16/04/2008
 
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