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Informazione

Non Solo Cooperazione: Riviste per un'informazione alternativa

AGI mondo ONG

AGImondoONG è il primo portale di informazione giornalistica delle organizzazioni non governative. Nasce da un’iniziativa congiunta di Link 2007 e Agi -con il sostegno della Direzione generale del ministero degli Esteri per la Cooperazione allo sviluppo- ed è aperta all'intero mondo della cooperazione. "Obiettivo del portale”, tiene a sottolineare Giuliano De Risi, direttore dell'Agi, “è essere fonte primaria per il mondo dell’informazione sulle azioni dei protagonisti della cooperazione. Allo stesso tempo, strumento di comunicazione in tempo reale per le ong". 

 

Altreconomia

Altreconomia è un mensile nato nel novembre del 1999. Da allora, obiettivo di Altreconomia è di dare visibilità e spazio a stili di vita e iniziative produttive, commerciali e finanziarie ispirate ai principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà. In questo, particolare attenzione è dedicata ai temi del commercio equo e solidale, dell'ambiente, della finanza etica e della cooperazione internazionale. La scelta editoriale della rivista va oltre l'informazione: si tratta infatti di suggerire scelte, orientare consumi e comportamenti, favorire la consapevolezza e la partecipazione agli avvenimenti locali e globali. Al tempo stesso, l'impegno della redazione è raccontare i meccanismi dell'economia mondiale, denunciandone soprusi, storture, ingiustizie. Oggi Altreconomia è edita da una cooperativa composta essenzialmente dai lettori della rivista. I soci a fine 2008 sono oltre 450. Un esempio pressoché unico nel panorama editoriale italiano, una straordinaria garanzia di indipendenza e correttezza dell'informazione. Anche per questo, Altreconomia è un piccolo "caso editoriale": i mass media sono in rapida evoluzione: i giornali tradizionali e gli ultimi nati, quelli on line, moltiplicano la mole di notizie a disposizione del pubblico. Ma si tratta spesso di un'informazione omologata, e ripetitiva: il risultato è l'aumentare del "rumore di fondo" e una generale diffidenza di chi legge o ascolta. 

Altreconomia punta invece a stringere un patto informativo con i lettori e a ridurre le distanze. 
E il lettore di Altreconomia è sempre più interessato a produzioni, tecnologie e opzioni rispettose dell'ambiente e della giustizia: dai prodotti per il risparmio etico, a quelli biologici coerenti con l'ambiente e la salute umana, a un modo di viaggiare che sappia non "consumare" ma creare legami e comprensioni con i luoghi e gli ambienti.
 
 
 
Oltre mezzo milione di "pagine scaricate" ogni mese. È questa, dopo diversi anni, la dimensione di www.carta.org, il sito di Carta, un giornale quotidiano in internet, scaricabile ogni giorno alle 17 in formato pdf, con un editoriale, le no news e le notizie dai movimenti sociali, le campagne e, una settimana dopo l'uscita in edicola, gli articoli del giornale cartaceo. In più, ogni settimana, la No-news-letter: iscrivetevi.

clandestino.carta.org Uno spazio per raccontare la vita dei migranti e dei movimenti sociali antirazzisti attraverso notizie, articoli, reportage, inchieste sociali, autocensimenti, fotografie e link. Un modo per diffondere pensiero critico su cittadinanza, diritti, intercultura.

 

CEM 

CEM Mondialità è un animale bizzarro, difficile da definire, che non si lascia afferrare agevolmente...

Si tratta infatti di un insieme di cose - una rivista mensile, dei corsi di formazione, un convegno nazionale annuale, delle collane di testi, dei progetti speciali, e molto altro - di cui ci serviamo per diffondere il più possibile la cultura del dialogo, della pace, della solidarietà, dei diritti umani e dell'ambiente.

Lo facciamo usando il metodo dell'interculturalità e operando soprattutto nel campo dell'educazione, della formazione, delle istituzioni scolastiche.

Il CEM è formato da una quarantina di professionisti che si occupano di educazione nei più diversi ambiti disciplinari, dalla musica alle letterature, dalla danza ai new media, dal teatro ai giochi, dalla comunicazione al dialogo interreligioso, e così via.

Oggi, in particolare, siamo impegnati a dare corpo alla Fase 2 dell'intercultura in Italia, quella che riguarda la riforma dei saperi, dei canoni disciplinari, delle pratiche educative, dei metodi didattici, dei linguaggi, e così via: siamo convinti che occorra puntare ad una visione pedagogico-politica (e non scuolacentrica) dell'intercultura.

Proprio in forza delle sue finalità, CEM Mondialità è un movimento aperto a tutte e tutti, profondamente laico, costituito da persone di diverse fedi e di varie convinzioni politiche.

 

INTERNAZIONALE

Internazionale è un settimanale che pubblica i migliori articoli dei giornali di tutto il mondo. 

VITA MAGAZINE

"Vita" è il primo e unico settimanale in Italia interamente dedicato al Terzo settore. Diretto da Giuseppe Frangi e fondato da Riccardo Bonacina, "Vita" è edito da Vita Società editoriale SpA ed esce ogni venerdì; la redazione è inoltre affiancata da un comitato editoriale in cui siedono oltre 60 organizzazioni non profit italiane. Fra cui: Acli, Save the Children, Abio, Associazione Dynamo, Trenta ore per la vita, Avis, Consorzio Gino Mattarelli, Confartigianato, Centro sportivo Italiano, CSVnet, Aiutare i bambini, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Exodus, Lega del filo d'oro, Opera San Francesco, Telefono Azzurro e WWF Italia. 

MISNA

Spesso definita agenzia di notizie ‘alternativa’ o di ‘controinformazione’, MISNA intende soprattutto essere fonte integrativa e talvolta correttiva delle troppe ripetitive 'informazioni geneticamente modificate’ (igm) di solito disponibili attraverso i grandi fornitori 'globali' di notizie. 

 

Movimento NonViolento 

Una rivista di movimento ha un doppio compito, essere lo specchio di quanto produce il movimento stesso, e nel contempo proporre iniziative e stimoli. 
Aldo Capitini, nel gennaio del 1964, ebbe un'intuizione straordinaria: creare uno strumento di collegamento fra tutti gli amici e i persuasi della nonviolenza. La primogenitura, l'autorevolezza data dai tanti lustri di ininterrotta militanza, sono insieme l'orgoglio e le credenziali della nostra rivista. Ancora oggi l'eredità che ci ha lasciato Capitini dà molti frutti. Il comune compito è quello di mantenere viva la rendita di questo straordinario capitale culturale. 
Quando si avvia un processo di rinnovamento, è bene anche, e forse soprattutto, rinnovare il legame con le proprie radici. Per questo ci piace andare a rileggere le parole di Capitini, scritte con il titolo "Il nostro programma" per il primo numero di Azione nonviolenta, con data 10 gennaio 1964:
"Con Azione nonviolenta poniamo un centro di questo lavoro. Esso sarà informativo. Fornendo notizie su tutto ciò che avviene nel mondo con attinenza al metodo nonviolento; sarà teorico, perché esaminera le ragioni e tutti i problemi, anche i più tormentosi, di questo metodo; sarà pratico-informativo, perché illustrerà via via le tecniche di questo metodo, in modo che diventi palese quanto esse sono ricche e complesse e possono ancora accrescersi infinitamente, perché la nonviolenza è infinita e creativa nel suo sviluppo. Azione nonviolenta riferirà su libri e articoli concernenti la nonviolenza e la pace; manterrà sempre aperto il dibattito con quesiti e risposte. E vuole anche essere fatta da tutti, nel senso che esaminerà volentieri proposte, suggerimenti, articoli che riceverà, come si augura fin da ora di essere aiutata nella diffusione capillare, nella raccolta di abbonamenti e di offerte per le gravi spese."
Quello che ci serve è soprattutto il conforto e la collaborazione dei lettori. La misura del consenso sarà molto concreta: se nel corso dell'anno gli abbonamenti aumenteranno, la scommessa sarà vinta.
 
 
 
Nasce nel gennaio 1883 quando dagli Annali dell'Associazione del Buon Pastore - fascicoli bimestrali che dal 1872 riportavano principalmente testi di Daniele Comboni, ma poi sempre più anche di altri missionari - diventa La Nigrizia.
Le prime annate sono incentrate sulla rivoluzione mahdista in Sudan, primo campo d'azione di Comboni (primo vescovo di Khartoum) e dei comboniani. Ben presto appaiono i primi studi etnografici e, nel 1887, il primo articolo di un africano (don Daniele Sorur). Nel 1895 diventa mensile.
In tutta la prima metà del Novecento La Nigrizia continua ad accompagnare lo sviluppo delle missioni comboniane. Sono degni di nota, dal punto di vista scientifico, i contributi etnografici: come quelli dei padri Angelo Negri sugli acioli dell'Uganda; Stefano Santandrea sui gruppi del Bahr el-Ghazal (Sudan); Filiberto Giorgetti sugli azande (tra Sudan, Congo e Centrafrica); Arturo Nebel sui denka, Carlo Muratori sul Bahr el-Gebel (Sudan); Luigi M. Zadra su flora e fauna dell'Africa centrale.
Nel 1958 Enrico Bartolucci, allora direttore, e Raffaele Gagliardi decidono di uscire con una Nigrizia tutta nuova: da gennaio il periodico muta di veste per diventare un rotocalco. Soprattutto comincia a presentare l'Africa in tutta la sua realtà sociopolitica, economica, culturale e religiosa.
Dal 1965 al 1978 si avvicendano alla direzione due missionari che le danno una particolare impronta: Nazareno Contran e Renato "Kizito" Sesana. Contran renderà la rivista un mezzo sempre più qualificato per presentare l'Africa delle indipendenze. Sesana è l'uomo degli anni settanta: la scelta dei movimenti di liberazione nelle colonie portoghesi, la riflessione autocritica sullo stile di missione (con particolare attenzione a quanto si dibatteva in Francia), introduce i dossier ed ottiene il copyright per l'Italia di due settimanali africani Afrique Nouvelle di Dakar e La Semaine africaine di Brazzaville.
Nel 1978 Alessandro Zanotelli raccoglie con convinzione l'eredità di un secolo di storia di Nigrizia e mette in evidenza le connessioni e le responsabilità, anche italiane, nei confronti dell'Africa e del Sud del mondo. Tesse inoltre una rete di amicizie e nuove collaborazioni che immettono sangue fresco nella rivista. Fra i temi più dibattuti, l'apartheid del Sudafrica, la produzione e il commercio delle armi, la critica al modello di sviluppo occidentale, la (mala)cooperazione, la nonviolenza e, sul fronte specificamente ecclesiale, il diritto dell'Africa a un suo cammino (la richiesta di un Concilio africano, iniziata con Sesana, è una chiara indicazione in questo senso).
L'epurazione di "Alex", cui succede Elio Boscaini, non comporta un cambiamento di linea della rivista. Negli anni novanta - segnati dalla direzione di Efrem Tresoldi - si accentua l'interesse per le problematiche economiche: la globalizzazione vista dal Sud del mondo e dall'Africa in particolare. Sul versante missionario, il dialogo interreligioso si rivela come una delle sfide più significative. Mentre sul fronte italiano si moltiplicano le occasioni di intervento: oltre alla cooperazione, il nuovo fenomeno dell'immigrazione e il lancio o la partecipazione a campagne di opinione e azione.
Il resto è attualità; al lettore giudicare. 
 
 
 
Peacelink e' una associazione di volontariato dell' informazione che dal 1992 offre una alternativa ai messaggi proposti dai grandi gruppi editoriali e televisivi. PeaceLink collabora con associazioni di volontariato, insegnanti, educatori ed operatori sociali che si occupano di Pace, nonviolenza, diritti umani, liberazione dei popoli oppressi, rispetto dell'ambiente e liberta' di espressione. Tutti i volontari di PeaceLink svolgono il loro lavoro a titolo puramente gratuito, per dare voce a chi non ha voce.
 
 
 
Per noi la strada è luogo di incontro e relazione, scambio e partecipazione.
Nelle nostre 52 pagine ci occupiamo delle città e delle aree urbane. Italiane per lo più. Di quelle Terre che si preferisce ancora osservare da lontano, sulla soglia, e che invece noi vogliamo raccontarvi dall'interno. Nella convinzione che oggi il "sociale" abbraccia tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana.
Sociale, quindi, significa per noi relazione. Quella che sta dietro a una notizia o a un'inchiesta, ma anche ai nostri consumi, dalla moda alla musica. Inchiesta e servizio sono e restano le nostre anime. Le nostre parole d'ordine sono: informazione, condivisione e cambiamento. 
 
 
 
Unimondo è una testata giornalistica online che offre un'informazione qualificata sui temi della pace, dello sviluppo umano sostenibile, dei diritti umani e dell'ambiente. Diffonde un'informazione plurale e quotidiana dando voce alle molteplici realtà della società civile italiana e internazionale (organizzazioni e associazioni, movimenti, ong, campagne).
Il portale è nato il 10 dicembre 1998 per iniziativa della Fondazione Fontana Onlus ed ha più di 450 partner in Italia. Offre un archivio di una dozzina d'anni di libero accesso con notizie che il lettore può scaricare e riprodurre liberamente, citando la fonte, ma non per fini commerciali.
Unimondo è il nodo italiano del network internazionale OneWorld, nato a Londra nel 1995, che conta oggi 11 centri nel mondo e 1.600 associazioni partner.
Al pari degli altri centri OneWorld anche Unimondo è impegnato nell'elaborazione di due piattaforme culturali: Antologia e Atlante. La prima è un elenco di oltre 150 temi, metà dei quali sono già on-line, mentre Atlante è un prodotto che sarà disponibile on-line nel 2011 con duecento schede paese.
 
 
 
Volontari per lo Sviluppo nasce 25 anni fa da un'idea dell'ong Cisv di Torino. Si concretizza dapprima in una rivista e una collana di quaderni monografici, ma fin dalla sua nascita avvia un'attività consorziata e di redazione congiunta con altre ong torinesi nell'ottica di produrre un'informazione ampia sul mondo ong. Ma è nel 2001 che ha un'importante evoluzione, con l'apertura del gruppo editoriale alla federazione Volontari nel mondo-Focsiv, (che riunisce 64 ong italiane) e la revisione della linea editoriale e della grafica. Oggi Volontari per lo sviluppo è una rivista mensile, un sito multimediale e un centro di elaborazione di progetti a sostegno della diffusione presso il grande pubblico di informazioni sui paesi del Sud del mondo, sul volontariato e la cooperazione internazionale.
Attualmente il comitato editoriale è costituito da 18 ong più Volontari nel mondo-Focsiv.

La rivista propone ogni mese inchieste inedite, testimonianze di volontari impegnati in progetti di cooperazione o contributi di giornalisti di paesi lontani; ma anche curiosità per la vita di ciascuno, informazioni pratiche sui consumi, l'arredamento, i viaggi. Sono questi gli elementi che fanno di Volontari per lo Sviluppo la rivista per chi "abita il mondo". Di chi, cioè, ogni mattina si sveglia sentendosi parte di qualcosa più grande di lui, curioso di sapere cosa succede in paesi lontani, di capire qual è l'idea di benessere che hanno i diversi popoli, ma anche quali conseguenze possono avere sugli equilibri mondiali i suoi piccoli gesti quotidiani, come bere un caffè o acquistare un mobile. Insomma, una rivista per chi viaggia ogni estate fino in capo al mondo e per chi non lascia mai il cortile di casa.

Uno spazio centrale oggi, sia nel sito che nella rivista, è dedicato ai giornalisti del Sud del mondo, con l'intento di superare la concezione per cui è sempre il giornalista italiano, o occidentale, che scrive su paesi di cui spesso ignora la lingua, il contesto e i retroscena (in cui, se va bene, ha compiuto un viaggio di una o due settimane). E' per questo che traduciamo e rilanciamo i prodotti di una rete di professionisti africani, sudamericani e asiatici. Con l'obiettivo, anche, di sostenere il giornalismo "libero" nei paesi del Sud, in molti dei quali è ancora in stato embrionale, ostacolato da regimi autoritari che controllano i mezzi di comunicazione. In questo senso la rivista realizza anche progetti di sostegno ai media africani e ha promosso il gemellaggio tra radio e giornali italiani e saheliani.

Oggi la redazione, costituita da un piccolo nucleo stabile, ha la sua sede centrale a Torino, in corso Chieri 121, ma i collaboratori sono distribuiti in varie regioni italiane e nei cinque continenti.

Notiziario Economico Farnesina: quotidianamente dalla rete delle Ambasciate e dei Consolati d'Italia all'estero, a cura dell'Ufficio Sostegno Imprese della Farnesina.  

Centro Studio Difesa CivileNato nel 1988, da un piccolo gruppo di persone raccolte attorno all’ideale della nonviolenza e obiezione di coscienza, incontratesi per la prima volta quattro anni prima; nel 2002 il Centro Studi Difesa Civile diventa Associazione di promozione sociale. Come tale ha lo scopo di diffondere la cultura e gli strumenti operativi della prevenzione della violenza e trasformazione nonviolenta dei conflitti nella società a diversi livelli di aggregazione sociale operando a livello locale, nazionale, europeo ed internazionale.Il Csdc promuove ricerche sui temi della gestione costruttiva dei conflitti, del potenziamento degli strumenti civili ad integrazione della difesa militare e alle politiche di sicurezza dell'Italia e dell'Unione europea. In campo formativo, il Csdc pianifica e attua corsi di formazione volti alla professionalizzazione degli operatori umanitari e dei mediatori di pace impegnati in situazioni di conflitto e peacebuilding. Infine, il Csdc promuove e/o partecipa ad iniziative politiche e campagne di informazione volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulle potenzialità delle strategie di prevenzione e gestione costruttiva dei conflitti. Il Csdc sostiene e contribuisce alle attività dirette di gestione nonviolenta dei conflitti realizzate da associazioni partner e reti nazionali ed internazionali.Il Csdc oltre ai contenuti cura particolarmente il metodo di lavoro, nell’ottica gandhiana che il seme è uguale all'albero. 



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