
La chimica moderna nasceva nella seconda metà dell'Ottocento e Firenze ospitava in quegli anni (1864-1915) uno dei suoi padri fondatori, Ugo Schiff (1834-1915). Le sue scoperte (basi di Schiff, reattivo di Schiff) sono conosciute in tutto il mondo e ancora oggi ampiamente utilizzate in sintesi chimica e in ambito medico e biologico. Le carte, gli strumenti e i prodotti con cui queste scoperte furono realizzate, e anche i banchi e i tavoli originali del laboratorio, si trovano da allora al Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" dell'Università di Firenze (adesso nella nuova sede di Sesto Fiorentino). Questo insieme di oggetti costituisce la Collezione Schiff. Gli altri beni storici presenti in Dipartimento fanno parte di altre tre collezioni museali: la Collezione degli Strumenti Storici, la Collezione degli Arredi Storici e la Collezione Bigiavi. Il progetto Chemical Heritage mira alla salvaguardia di questo patrimonio chimico storico. L'attività è rivolta in primis alla catalogazione e alla digitalizzazione dei reperti, dato che la funzione di alcuni di essi è legata attualmente solo alla memoria di poche persone. Intento del progetto è anche quello di approfondire con ricerche storiche la conoscenza della figura di Ugo Schiff e di altri importanti chimici del passato legati al nostro ateneo e di diffondere i risultati ottenuti con conferenze e giornate di studio. |
Prof. Antonio Guarna, coordinatore e responsabile scientifico del progetto Chemical Heritage
Dott.ssa Mariagrazia Costa, responsabile storico-scientifico del progetto
Dott.ssa Laura Colli, collaboratrice e borsista del progetto, responsabile della conservazione e catalogazione archivio storico e gestione del sito web
Le immagini presenti in questa pagina sono proprietà del Dipartimento di Chimica. Il loro utilizzo richiede apposita autorizzazione scritta e citazione obbligatoria della proprietà. (Ad esempio: Per gentile concessione del Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" dell'Università degli Studi di Firenze. Collezione Schiff, Documenti).
All photos in this page are property of the Chemistry Department of Florence. Any use of them is expressly forbidden without prior written authorization and credit of the property. (For instance: Photographs courtesy of "Ugo Schiff" Chemistry Department of Florence University. Schiff Collection, Documents.)

Il progetto Chemical Heritage è iniziato nel 2008 grazie al finanziamento della Fondazione ECRF e prevede la catalogazione, lo studio e la conservazione dei reperti storico-scientifici conservati al Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" con lo scopo di creare, in futuro, un museo, almeno "virtuale", della chimica fiorentina.
I beni conservati, che sono in totale più di mille pezzi, si trovano in due locali del Dipartimento di Chimica in fase di completamento per quanto riguarda l'allestimento museale e sono attualmente visibili al pubblico solo su appuntamento.
Il progetto si avvale di un piccolo ufficio in cui è installato un set fotografico per la riproduzione dei reperti e per la documentazione del loro stato di conservazione e in cui si svolge lo studio del Carteggio e dei documenti antichi. Gli studiosi possono richiedere ai curatori del progetto la consultazione dei documenti e degli oggetti conservati ed eventualmente l'autorizzazione alla riproduzione.
Tutte le immagini presenti in queste pagine sono proprietà del Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff", il loro utilizzo richiede apposita autorizzazione.

Per ulteriori informazioni:
Prof. Antonio Guarna, responsabile scientifico del progetto Chemical Heritage antonio.guarna@unifi.it
Dott.ssa Maria Grazia Costa, collaboratrice al progetto m.g.costa@tiscali.it
Dott.ssa Laura Colli, collaboratrice e borsista del progetto laura.colli@unifi.it
Gli oggetti storici conservati al Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff", nel complesso più di mille pezzi, sono beni molto eterogenei tra loro, che spaziano dagli strumenti scientifici, ai documenti ufficiali, alle fotografie antiche, fino al Carteggio scientifico e privato di Ugo Schiff (1834-1915).
I beni fanno parte di quattro collezioni, a cui si aggiungono il Carteggio e l'Archivio pubblicazioni. La Collezione Schiff è costituita da circa trecentocinquanta reperti, legati al fondatore della scuola chimica fiorentina, Ugo Schiff. La Collezione degli Strumenti Storici è composta da circa centocinquanta tra strumenti e apparecchi antichi, datati dall'Ottocento alla prima metà del Novecento. La Collezione degli Arredi Storici comprende da circa trenta pezzi, tra tavoli, armadi e banchi-chimici ottocenteschi. La Collezione Bigiavi è formata da circa duecentocinquanta prodotti di sintesi degli anni Venti del Novecento.
Il Carteggio scientifico e privato di Ugo Schiff, in italiano e in tedesco, è costituito da circa quattrocentocinquanta lettere più gli allegati. L'Archivio pubblicazioni comprende tutti gli articoli originali di Schiff (più di trecento) e anche quelli di altri chimici del secolo scorso, come Giorgio Piccardi e Giovanni Speroni.
Nel fondo librario del museo sono conservati anche alcuni libri antichi, tra cui il Ricettario Fiorentino in un'edizione del 1696: si tratta della prima farmacopea europea conosciuta, un antico libro di medicamenti contenente anche la ricetta della famosa e misteriosa "teriaca" di "Andromaco Vecchio secondo Galeno", il rimedio "per tutti i mali".
Il lavoro di catalogazione è iniziato dalla Collezione Schiff, che si configura come il nucleo più antico e storico del "museo", e ha condotto attualmente alla schedatura completa (elettronica e cartacea) di tutti gli elementi della collezione.

Le immagini presenti in questa pagina sono proprietà del Dipartimento di Chimica. Il loro utilizzo richiede apposita autorizzazione scritta e citazione obbligatoria della proprietà. (Ad esempio: Per gentile concessione del Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" dell'Università degli Studi di Firenze. Collezione Schiff, Documenti).
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La Collezione Schiff, che costituisce il nucleo più antico dei reperti conservati, è formata dai beni legati al fondatore della scuola chimica fiorentina, lo scienziato di origini tedesche che dà anche il nome al Dipartimento: Ugo Schiff (1834-1915).
I reperti presenti in questa collezione sono molto eterogenei e spaziano dalle fotografie ai prodotti di sintesi, per un totale di circa trecentocinquanta oggetti.
Attualmente tutti gli elementi di questa collezione sono stati catalogati con schede in formato cartaceo ed elettronico e tutti gli oggetti e i documenti sono stati fotografati o scansionati.
![]() | Strumenti e apparecchi scientifici Tra gli strumenti e gli apparecchi scientifici del laboratorio di Schiff (alcuni dei quali registrati negli inventari del tempo) abbiamo: uno spettroscopio, una vasca termostatica in rame, un aerometro a peso costante e un distillatore (foto). |
![]() | Prodotti chimici di sintesi I prodotti di sintesi raccolti nella Collezione Schiff sono circa centotrenta e si datano tra il 1860 (Basilea) e il 1915 (Firenze). Molti si riferiscono alle scoperte e alle pubblicazioni scientifiche di Schiff: si conservano ad esempio i prodotti originali per le basi di Schiff (foto), la cinconina, i derivati dell'acido aspartico, i derivati del biureto, dell'urea etc.. |
![]() | Attività scientifica e didattica Sono presenti numerosi documenti originali legati all'attività di ricerca e all'impegno didattico dello scienziato. Nella foto è riprodotta una tavola degli elementi chimici datata tra il 1880 e il 1890. Questa tavola periodica, come altre simili, fu corretta e integrata da Schiff nel corso degli anni, via via che nuovi elementi venivano scoperti. |
![]() | Disegni e progetti per gli Istituti Chimici Schiff curò in prima persona il trasferimento degli Istituti Chimici da Via Romana a Via Gino Capponi e progettò personalmente l'intera ala nord dell'edificio, di cui faceva parte la "Sala delle Lezioni" (l'odierna "Aula Ugo Schif"), a cui questi disegni si riferiscono. |
![]() | Fotografie storiche Si conservano alcune fotografie antiche di Schiff e del suo laboratorio. In questo caso vediamo lo scienziato ritratto tra allievi e assistenti nel cortile di Chimica Organica. |
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La Collezione degli Strumenti Storici è composta da circa centocinquanta strumenti antichi, datati dal 1800 al 1950. Sono presenti bilance di precisione, termometri, gasometri, galvanometri, microscopi (4) e inoltre, ad esempio, alcuni prismi per le analisi ottiche (5). Vi sono anche alcuni anche spettroscopi ottocenteschi tuttora funzionanti, come quello raffigurato sotto, con vaschetta porta-campioni per liquidi e camera oscura per la registrazione dello spettro su lastra fotografica (1-2).
Arrivando a tempi più recenti, possiamo citare gli strumenti pervenuti in Italia grazie al piano Marshall, come il conducimetro, e le apparecchiature di Luigi Rolla per il frazionamento delle terre rare, analoghe a quelle conservate al Museo di Chimica di Genova (3).
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La Collezione degli Arredi Storici è formata da circa trenta mobili e arredi, datati dall'Ottocento ai primi decenni del Novecento. Fanno parte della collezione anche i tavoli e i banchi-chimici dello storico laboratorio di Schiff in Via Gino Capponi, salvati durante il trasloco del 2001. In un altro locale del Polo Scientifico e Tecnologico è conservata invece la scrivania di Angelo Angeli.
Il tavolo e i banchi chimici del laboratorio di Schiff sono stati recentemente restaurati e costituiscono lo scenario ottimale per la ricostruzione di un laboratorio chimico ottocentesco.


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La Collezione Bigiavi è composta da circa trecento prodotti chimici di sintesi, per lo più coloranti organici, realizzati dal Dott. Bigiavi, assistente di Angelo Angeli, negli anni Venti del Novecento. Proprio in quegli anni infatti si stavano sviluppando le moderne ricerche sui coloranti organici, sia naturali che di sintesi.
Si conserva anche il catalogo olografo originale compilato dal Dott. Bigiavi.
La Collezione Bigiavi è una collezione importante perché non sono molte le raccolte di prodotti chimici antichi che si sono conservate nei musei fino ai nostri giorni.

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Tra le curiosità possiamo annoverare alcuni prodotti di sintesi legati a particolari scoperte o peculiari circostanze e altri oggetti caratteristici.
![]() | Poliasparagine sostituite "I derivati dell'acido aspartico sono tra i prodotti più complessi mai sintetizzati" (Ugo Schiff) |
![]() | Prodotti naturali La coniina, estratta dalla cicuta, fu il primo alcaloide ottenuto in laboratorio. Fu sintetizzata nel 1886 dal chimico tedesco Albert Ladenburg. Tra i prodotti naturali di Schiff è conservato un estratto di cinconina, un alcaloide presente nella china, risalente al 1860, quindi in un tempo precedente rispetto a quello di Ladenburg. |
![]() | Ammidi Schiff realizzò ricerche pionieristiche in chimica organica. Si conservano ad esempio molte ammidi. |
![]() | Derivati dell'urea Whöler, maestro di Schiff, aveva sintetizzato l'urea, ricavando per la prima volta un composto organico da reagenti inorganici. Aveva in questo modo confutato la teoria della vis vitalis, la presunta "forza vitale" insita nella materia organica. Schiff continuò gli studi iniziati dal maestro, ottenendo uree condensate. |
![]() | Vasca termostatica in rame Vasca termostatica in rame per mantenere le reazioni chimiche a una temperatura stabilita. A fianco della vasca possiamo vedere il suo progetto originale, disegnato e descritto da Ugo Schiff (Firenze, 1880-1890). |
| Bacchetta La bacchetta con cui Ugo Schiff indicava le formule sulle lavagne (legno e ottone, Firenze, 1863-1915). |
![]() | Caricatura Due caricature del Prof. Ugo Schiff eseguite dagli allievi (china e matita su carta, Firenze, 1877-1900). |
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| Raccolta Il materiale conservato è in continua crescita grazie ai ritrovamenti in vecchi depositi e soprattutto grazie alle donazioni degli eredi e degli appassionati che, temendo la loro dispersione, hanno conservato personalmente strumenti e oggetti appartenuti agli scienziati del passato. |
| Identificazione Per l'identificazione corretta dei reperti (soprattutto nel caso di strumenti scientifici antichi e desueti) collaborano attivamente al progetto Chemical Heritage alcuni professori di chimica in pensione. Le schede di catalogazione così ottenute sono state raccolte in volumi. |
| Catalogazione Sono state predisposte due schede di catalogazione, in formato cartaceo ed elettronico, rispettivamente per gli oggetti e per il Carteggio Schiff. La prima scheda è stata configurata con campi in accordo con la scheda PST dell'ICCD. La seconda scheda è strutturata secondo le voci tipiche di una scheda per materiale cartaceo e documentario. |
| Pulitura e fotografia Durante la catalogazione gli oggetti sono stati fotografati, puliti ed è stato segnalato il loro stato di conservazione. |
| Ostensione Per ragioni di spazio non tutti i reperti sono attualmente visibili. Entro breve tempo, nelle sale di collegamento tra il Dipartimento di Chimica e l'ex Dipartimento di Chimica Organica, sarà allestita una zona espositiva in cui potrà anche essere ricostruito un laboratorio chimico di fine Ottocento. |
| Conservazione Alcuni oggetti richiedono particolari precauzioni espositive e conservative, come ad esempio quelli cartacei. Per questi sono stati scelti dei supporti da conservazione appositamente formulati. |
Si ringrazia la Fondazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che dal 2008 sta finanziando il progetto "Chemical Heritage".
Si ringraziano il Direttore, i docenti, il personale tecnico e di segreteria dell'attuale Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" e i passati Direttori e membri dell'ex -Dipartimento di Chimica Organica "Ugo Schiff" dell'Università di Firenze e tutte le persone (professori, tecnici o appassionati) che nel corso degli anni hanno contribuito all'avanzamento del progetto, in primo luogo: (in ordine alfabetico) Prof. Giorgio Adembri, Prof. Paolo Blasi, Prof. Prof. Ivano Bertini, Prof. Alberto Brandi, Prof. Luigi Campanella, Prof. Emilio Mario Castellucci, Dott.ssa Camilla Cyriax, Dott.ssa Mariagrazia Costa, eredi del Prof. Cusmano, Prof. Francesco De Sarlo, Dott. Adolfo Franchi, Dott. Marco Fontani, Dott. Paolo Manzelli, Sig.ra Neriana Novelli, Sig. Sandro Papaleo, Sig.ra Parrini, Prof. Giovanni Piccardi.
Un particolare ringraziamento è rivolto ai Proff. Sarti Fantoni e Francesco De Sio, e agli scomparsi Prof. Valerio Parrini e Dr. Nedo Gelsomini per il loro contributo al recupero e conservazione di molti pezzi della "Collezione Schiff".
I Curatori del Progetto "Chemical Heritage"
Antonio Guarna
Maria Grazia Costa
Laura Colli
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Eventi organizzati nell'ambito del progetto Chemical Heritage: | |
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Si ringrazia la Fondazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che dal 2008 sta finanziando il progetto "Chemical Heritage".
Si ringraziano il Direttore, i docenti, il personale tecnico e di segreteria dell'attuale Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" e i passati Direttori e membri dell'ex- Dipartimento di Chimica Organica "Ugo Schiff" dell'Università di Firenze e tutte le persone (professori, tecnici o appassionati) che nel corso degli anni hanno contribuito all'avanzamento del progetto, in primo luogo: (in ordine alfabetico) Prof. Giorgio Adembri, Prof. Paolo Blasi, Prof. Prof. Ivano Bertini, Prof. Alberto Brandi, Prof. Luigi Campanella, Prof. Emilio Mario Castellucci, Dott.ssa Camilla Cyriax, Dott.ssa Mariagrazia Costa, eredi del Prof. Cusmano, Prof. Francesco De Sarlo, Dott. Adolfo Franchi, Dott. Marco Fontani, Dott. Paolo Manzelli, Sig.ra Neriana Novelli, Sig. Sandro Papaleo, Sig.ra Parrini, Prof. Giovanni Piccardi.
Un particolare ringraziamento è rivolto ai Proff. Sarti Fantoni e Francesco De Sio, e agli scomparsi Prof. Valerio Parrini e Dr. Nedo Gelsomini per il loro contributo al recupero e conservazione di molti pezzi della "Collezione Schiff".
I Curatori del Progetto "Chemical Heritage"
Antonio Guarna
Maria Grazia Costa
Laura Colli
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![]() | Le origini Ugo (Hugo) Josph Schiff, uno dei padri fondatori della chimica moderna, nacque a Francoforte sul Meno il 26 Aprile 1834, da una famiglia ebraica di commercianti della media borghesia. Fu ottavo di dieci fratelli, dei quali tuttavia solo quattro, Moritz, Hugo, Bertha e Clementine raggiunsero l'età adulta [Collezione Schiff]. |
I primi studi Studiò chimica e fisica a Francoforte con Böetteger e Löwe [Collezione Schiff], proseguì poi gli studi a Göttingen, dove si laureò nel 1857 come allievo di Wölher [Betti], in un clima di grande rinnovamento scientifico e culturale. Friedrich Wölher infatti, allievo a suo volta di Berzelius a Stoccolma, seguendo la via aperta dal maestro, era stato il primo a sintetizzare da materia inorganica una molecola organica, l'urea; in questo modo aveva confutato la teoria della "vis vitalis" (la presunta "forza vitale" insita nella materia organica) dimostrando che tra composti organici e inorganici non c'era alcuna diversità di ordine metafisico, dato che gli uni erano trasformabili negli altri [Manzelli, Costa, Fontani 1999]. Nasceva così la chimica organica e si apriva la strada a un nuovo tipo di ricerca scientifica. | |
Karlsruhe e la fuga dalla Germania Ugo Schiff partecipò giovanissimo al congresso di Karlshrue dove ebbe modo di ascoltare le tesi di Cannizzaro e dove era presente anche Mendeleev [McPherson]. Espatriato dalla Germania fin dal 1856 (tornò a Göttingen solo per la laurea) [Guareschi], dopo un soggiorno a Berna, dove fu Libero Docente [Pellizzari] e Incaricato nell'Università, dal 1862 si trasferì in Italia, seguendo il fratello maggiore Moritz [Betti], fisiologo affermato e tra i primi divulgatori, in Germania, delle idee di Darwin. Le ragioni di tale allontanamento dalla Germania sono attribuibili sia alle origini ebraiche della famiglia, che alle idee politiche socialiste dei due fratelli [Guareschi]; si dice infatti che Ugo, che aveva partecipato insieme al fratello Maurizio (più grande di dieci anni) ai moti insurrezionali del 1848, fosse amico e corrispondente di Karl Marx [Pellizzari] [Poggi]. | |
Schiff arriva a Firenze In Italia Schiff inizialmente fu per due anni "aiuto" all'insegnamento di chimica all'Università di Pisa finché nel 1864 il Ministro della Pubblica Istruzione Carlo Matteucci lo chiamò a ricoprire la prima cattedra di Chimica a Firenze [Betti]. Infatti presso il Regio Museo di Firenze un corso di chimica era stato formalmente istituito nel 1807, ma in realtà, dopo la rinuncia nel 1808 di Giuseppe Gazzeri a causa dell'inadeguatezza dei locali prescelti, l'insegnamento della disciplina non era mai stato avviato [Gelsomini 1988]. Schiff quindi, a tutti gli effetti, fu il primo docente di chimica del Regio Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento di Firenze, la futura Università. | |
Le ricerche Tranne due anni passati a Torino (1877-79) in cui ricoprì le cariche di Professore di Chimica Generale e Direttore del Laboratorio Farmaceutico [Betti], Schiff rimase a Firenze per tutta la sua carriera, lunga cinquant'anni: dal 1864 fino al 1915, anno della morte. Le sue ricerche si indirizzarono alla chimica organica e inorganica, alla chimica-fisica, alla chimica analitica, alla chimica mineralogica e alla chimica delle sostanze naturali [Guareschi]. Importanti i suoi studi sugli eteri borici, sui glucosidi e l'arbutina, sul tannino e sull'acido gallico, sugli ossiacidi aromatici e l'asparagina, sui derivati dell'urea [Rolla]. Sviluppò anche l'analisi poi applicata da Sörensen per il dosaggio degli aminoacidi nelle urine [Rolla]. Un'altra scoperta importante fu il cloruro di tionile. | |
Le Basi di Schiff Ma il nome di Schiff è noto in tutto il mondo per le basi che portano il suo nome, le "basi di Schiff", e per il reattivo fucsinico o "reattivo di Schiff". Le basi di Schiff, prodotti della reazione tra ammine aromatiche e aldeidi aromatiche, hanno ancora oggi importanti applicazioni, sia in campo sintetico che in ambito medico e biologico (sono utilizzate ad esempio nella determinazione delle transaminasi). Il reattivo di Schiff è utilizzato in tutto il mondo in Inoltre è impiegato tra l'altro anche per determinare la sequenza di frammenti del DNA. | |
L'Azotometro La sua proverbiale parsimonia, fondata su tre "principi": Tutto ciò che non sia apparecchio di precisione si può improvvisare - Non si deve comprare ciò che si può fare da sé - Si deve recuperare ciò che può ancora servire- lo portò a costruire in proprio, spesso migliorandoli, molti apparecchi e strumenti di laboratorio [Grassini]. Tra questi, il più importante e innovativo è l'azotometro, che porta anche il suo nome: azotometro di Schiff. | |
La Gazzetta Chimica Italiana Ugo Schiff scrisse nel corso della sua carriera circa quattrocento articoli scientifici su prestigiose riviste italiane e internazionali, quali "Liebig Annalen der Chemie" e "Berichte der Deutschen Chemischen Gesellschaft". Pubblicò inoltre tre libri, tra cui un manuale di chimica. Nel 1870 fu tra i soci fondatori della Gazzetta Chimica Italiana; sulla prima pagina della rivista, conservata alla Biblioteca di Scienze dell'Università di Firenze, è riportato un suo testo olografo con l'elenco dei sottoscrittori, Schiff infatti fece anche da segretario della seduta [Fiorentini, Parrini]. | |
Le onorificenze Ebbe lauree ad honorem da varie Università italiane ed estere e fu socio di numerose e prestigiose Accademie e Società Scientifiche Nazionali ed Internazionali. Nel 1871 fu nominato Cavaliere della Corona d'Italia. Alla sua morte, l'8 Settembre 1915, la Nazione di Firenze gli dedicò l'intera terza pagina. Gli annali dell'Università annotarono: "oggi è mancato Ugo Schiff, il decano dei nostri professori" [Collezione Schiff]. | |
Schiff: un padre fondatore Schiff a Firenze fu un iniziatore, come lo era negli stessi anni Cannizzaro a Palermo e come lo sarebbe stato Ciamician a Bologna. Non solo a Firenze, ma in tutta l'Italia, fu un punto di riferimento imprescindibile per un'intera generazione di studiosi [Betti]. Fu corrispondente e amico di molti importanti chimici europei, tra cui Friedrich Konrad Beilstein, Heinrich Limpricht, Guglielmo Köerner, Georg Lunge, Hans Landolt e Emil Fischer [Collezione Schiff]. | |
Le radici della chimica e i nuovi Istituti Colto, ben al di là dei confini della propria disciplina, Schiff conosceva, oltre all'italiano, al tedesco e al francese, l'ebraico, il greco e il latino [Betti]. Benché il suo interesse primario fosse la ricerca scientifica e la chimica in tutte le sue applicazioni, tanto che proseguì l'attività didattica fino agli ottant'anni, si dedicò anche ad aspetti umanistici legati alla sua disciplina. Si occupò di storia della chimica, di didattica delle materie scientifiche e di riorganizzazione del'insegnamento universitario. Si interessò alla storia del Regio Museo fiorentino, di cui ricostruì le origini. Per tutta la vita si adoperò affinché l'Istituto di Studi Superiori divenisse Università [Betti]. Cercò spazi più adeguati per l'insegnamento della chimica e per i laboratori e, dopo averli individuati nella "Palazzina dei Servi" di via Gino Capponi, ne curò personalmente, fin nei dettagli, la trasformazione architettonica e l'allestimento [Collezione Schiff]. In questo modo poté organizzare un Istituto tra i più moderni e funzionali del tempo, al pari delle più grandi Università europee [Betti]. | |
L'impegno civile e sociale Attivo nella vita culturale e civile della città, fu tra i soci fondatori del giornale socialista l' "Avanti!" [Avanti, 1915]. Fedele fino alla fine alle sue idee di uguaglianza sociale e solidarietà, destinò il suo intero patrimonio all'istituzione di una fondazione per distribuire sussidi a operai fiorentini divenuti inabili al lavoro in seguito a incidenti o malattie [Collezione Schiff]. Questo istituto, la "Fondazione Ugo Schiff", ha operato fino al 1984, favorendo il reinserimento nel tessuto produttivo di decine di migliaia di persone in condizioni di emarginazione o con disabilità fisiche o mentali [Colli 2011]. Schiff istituì anche un premio di laurea a suo nome per la migliore tesi sperimentale in chimica pura. Il premio di laurea è stato conferito annualmente fino al 1952 [Collezione Schiff]. | |
| Gli allievi e i successori Benché in Italia, a partire dal dopoguerra, la memoria di questo grande personaggio sia parzialmente caduta nell'oblio, forse a causa delle origini tedesche o per le idee socialiste [Tidwell], Ugo Schiff, tedesco ma fiorentino d'adozione, è stato il fondatore della scuola chimica fiorentina e uno dei più importanti chimici a cavallo tra ‘800 e ‘900. Sotto la sua guida e supervisione, tramandata come particolarmente severa e intransigente [Betti], hanno studiato e lavorato molti tra i maggiori chimici italiani del primo Novecento: il suo successore Angelo Angeli (candidato per nove volte al Nobel per la chimica), l'assistente Pietro Biginelli (scopritore della reazione di Biginelli), Mario Betti (professore all'Università di Bologna), Icilio Guareschi (professore all'Università di Siena e poi Torino), Luigi Balbiano (professore di chimica farmaceutica a Roma), Arnaldo Piutti (professore a Sassari e Napoli e fondatore dell'Istituto Farmaceutico di Napoli), Pietro Saccardi (Professore di Chimica e Farmacia e poi rettore dell'Università di Camerino), Guido Pellizzari (professore all'Università di Genova e di Firenze), Guido Cusmano (professore all'Università di Sassari e Pisa), Adrian Ostrogovich (Professore di Chimica a Bucarest e Cluj Napoca), Arrigo Mazzucchelli (Chimico al Laboratorio dell'Istituto Superiore di Sanità), Ugo Monsacchi (Chimico alle Fonderie di Follonica), Ettore Pons (Direttore del Laboratorio chimico Comunale di Firenze), Guido Bargioni, etc.. Dalla scuola di Schiff si è originata una cerchia studiosi di primissimo livello che ha esportato il suo insegnamento nelle maggiori Università italiane e nel mondo dell'industria. Schiff morì l'8 Settembre 1915. Le esequie furono semplicissime, come da sua volontà. I suoi resti riposano al cimitero di Trespiano, a Firenze, insieme a quelli della moglie e della madre. La Collezione Schiff, conservata al Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze, racconta attraverso gli oggetti e gli scritti originali l' eredità chimica di questo grande personaggio. |
Bibliografia
BETTI M. 'Notizie sullo scritto "Il Museo di Storia Naturale e la Facolta' di Scienze Fisiche e Naturali di Firenze" del Prof. Ugo Schiff con cenni biografici sull'autore", Archeion, 1928
CASTELLUCCI E. M., PAPINI P., ‘L'impegno culturale e scientifico di Ugo Schiff per il prestigio dell'Università di Firenze', in Ferdinando Abbri, Marco Ciardi (a cura di), Atti dell' VIII Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica, Roma, Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, p. 171 , 1999
COLLEZIONE SCHIFF ‘Documenti e atti ufficiali', Materiale conservato al Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" dell'Università degli Studi di Firenze, catalogazione aggiornata al 2010
COLLI L. ‘Progetto Chemical Heritage - catalogazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico scientifico', NEWSLETTER Unifi, Università degli Studi di Firenze, Speciale Festival della Creatività, Supplemento al numero 96, pag.10, 19 Novembre 2008
COLLI L. ‘Chemical Heritage -Giornata sulla storia della scienza, NEWSLETTER Unifi, Università degli Studi di Firenze, Numero 91, pag.14, 16 Marzo 2009
COLLI L., COSTA M., GUARNA A. Il Testamento di Ugo Schiff: il volto meno conosciuto di un grande scienziato, Memorie di Scienze Fisiche e Naturali, "Rendiconti della accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL", Volume 128, 2011
COSTA M., FONTANI M. ‘Un demonio alla Specola. La carriera del tedesco Ugo Schiff padre della chimica a Firenze. Le "cattiverie", le scoperte e gli ideali di un grande scienziato'. Microstoria n.52, Storia della Scienza, pag. 62, 2007
FIORENTINI C., PARRINI V. ‘Ugo Schiff chimico e filosofo', Atti e memorie dell'Accademia fiorentina di scienze morali La Colombaria Vol. 59, n. 45 p. 231-243, 1994
GARIBALDI A. ‘Parliamo della personalità e dell'opera di Ugo Schiff. Dopo la commemorazione del 150° anniversario della nascita', L'Avanti!, 17 Novembre 1984
GARIN E. ‘La cultura a Firenze al tempo di Ugo Schiff', Atti e memorie dell'Accademia fiorentina di scienze morali La Colombaria Vol. 59, n. 45 p. 201-216, 1994
GELSOMINI N., ‘Hugo Schiff e l'insegnamento della chimica a Firenze nella seconda metà dell'800', in Franco Calascibetta, Eugenio Torracca (a cura di), Atti del II Convegno Nazionale di Storia e Fondamenti della Chimica, Roma; Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, p. 189, 1988
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Museo di Chimica della Sapienza di Roma
Museo di Chimica dell'Università di Genova
Museo di Chimica dell'Università di Bologna
Collezioni di Chimica dell'Università di Cagliari
ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici)
UMAC (University Museums and Collections)
Si ringrazia la Fondazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che dal 2008 sta finanziando il progetto "Chemical Heritage".
Si ringraziano il Direttore, i docenti, il personale tecnico e di segreteria dell'attuale Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" e i passati Direttori e membri dell'ex- Dipartimento di Chimica Organica "Ugo Schiff" dell'Università di Firenze e tutte le persone (professori, tecnici o appassionati) che nel corso degli anni hanno contribuito all'avanzamento del progetto, in primo luogo: (in ordine alfabetico) Prof. Giorgio Adembri, Prof. Paolo Blasi, Prof. Prof. Ivano Bertini, Prof. Alberto Brandi, Prof. Luigi Campanella, Prof. Emilio Mario Castellucci, Dott.ssa Camilla Cyriax, Dott.ssa Mariagrazia Costa, eredi del Prof. Cusmano, Prof. Francesco De Sarlo, Dott. Adolfo Franchi, Dott. Marco Fontani, Dott. Paolo Manzelli, Sig.ra Neriana Novelli, Sig. Sandro Papaleo, Sig.ra Parrini, Prof. Giovanni Piccardi.
Un particolare ringraziamento è rivolto ai Proff. Sarti Fantoni e Francesco De Sio, e agli scomparsi Prof. Valerio Parrini e Dr. Nedo Gelsomini per il loro contributo al recupero e conservazione di molti pezzi della "Collezione Schiff".
I Curatori del Progetto "Chemical Heritage"
Antonio Guarna
Maria Grazia Costa
Laura Colli