Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Architettura - Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio
Scuola di Dottorato in Progettazione della Città, del Territorio e del Paesaggio
Dottorato di Ricerca in Progettazione Paesistica
Coordinatore: Prof. Gabriele Corsani
didattica
programma del corso

Il campo di ricerca del dottorato è la progettazione paesaggistica, in altre parole quel complesso di conoscenze (culturali, storiche, semantiche, metodologiche, teoriche e tecniche) che concorrono alla formazione della cultura del progetto paesistico per gli operatori chiamati a progettare, pianificare, ricuperare e riqualificare nei territori urbani ed extraurbani.
Gli esiti che si prefigurano alla fine del triennio di ricerca sono due: formazione di un architetto paesaggista, altamente qualificato da inserire in organismi di ricerca pubblici (Università, CNR) o privati (Fondazioni operanti nel settore) e la formazione di una figura di urbanista particolarmente sensibile ai valori dell'ambiente, delle aree protette e del paesaggio, quindi in grado di coprire ruoli d'elevata responsabilità presso Enti pubblici (Ministeri, Agenzie per l'ambiente, Parchi e riserve naturali ecc.) ed Enti locali (Regioni, Province e Comuni).
Il curriculum di studio e l'attività di ricerca, sono modulati non solo per produrre esiti finalizzati ad un'eventuale carriera universitaria, ma anche per essere utilizzati nel più vasto campo della ricerca applicata al paesaggio ed all'ambiente italiano ed europeo.
Il Dottorato si avvale delle strutture del Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del territorio dell' Universita' di Firenze (biblioteca specialistica, cartoteca, laboratorio multimediale) e del Master in paesaggistica dell' Università degli Studi di Firenze (organizzazione di seminari congiunti, lezioni integrative, partecipazione a gruppi di lavoro specifici, viaggi di studio, eccetera), strutture che dispongono di un corpo docente multidisciplinare proveniente dalle Facoltà di Agraria, Architettura, Ingegneria e Scienze Naturali. Le sedi aderenti partecipano con strutture analoghe: sia Milano, sia Roma, sia Torino, dotate di Scuole di Specializzazione con contenuti e finalità simili.
Il Dottorato organizza periodicamente seminari interni e conferenze aperte al pubblico, oltre le normali lezioni previste dall'ordinamento. A questi incontri hanno già partecipato personalità di alta qualificazione scientifica come Richard T.T.Forman della Harvard University, che ha inaugurato l'attività seminariale, Petra Potz della Universitat Dortmund, Mario Di Fidio del Servizio Tutela ambiente naturale e Parchi della Regione Lombardia, Roberto Gambino del Politecnico di Torino, Bernardino Romano dell'Università di L'Aquila, Lando Bortolotti dello IUAV di Venezia e dell'Università di Trento, Vittoria Calzolari dell'Università di Roma "La Sapienza", Paolo Castelnovi del Politecnico di Torino, Pompeo Fabbri del Politecnico di Torino, Richard Ingersoll della Syracuse University di Firenze, Paolo Zermani dell'Università di Firenze, Andreas Kipar, Eugenio Turri e molti altri. I seminari e le conferenze consentono ai dottorandi di discutere con i relatori sui temi della pianificazione delle aree protette, delle reti ecologiche, dei piani urbani del verde e del progetto, recupero e restauro degli spazi aperti e dei parchi urbani.
Il Dottorato è collegato organicamente, fin dalla sua attivazione (1997) con sedi di dottorato italiane ed europee (Danimarca, Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagna) e con le Scuole di Architettura del paesaggio di Greenwich (GB), Versailles (F) e Barcellona (S). Con questi continui contatti i dottorandi sono inseriti in realtà di ricerca e di sperimentazione sempre attuali a livello sia regionale che europeo.
Per favorire l'interscambio tra le varie sedi italiane ed europee, è stato attivato il presento sito web che contiene ampie sintesi di tutte le attività del dottorato. Per consentire la diffusione degli esiti delle ricerche è stato firmato un contratto con la University Press che permette la messa in rete della Rivista del dottorato e dei Quaderni. Queste pubblicazioni presentano ricerche inerenti i protagonisti della progettazione paesistica del Novecento, i piani ed i progetti, recensioni di testi "rari" relativi al paesaggio. I quaderni contengono una bibliografia generale che viene aggiornata periodicamente ed una di orientamento finalizzata alla preparazione dell'esame di ammissione al dottorato. La sezione dei "link" consente invece di orientarsi nell'ambito dei siti web relativi alle tematiche del paesaggio e dei più importanti centri di ricerca internazionali.
Attualmente, nei tre anni di dottorato sono attivati tre percorsi formativi da intendersi come linee guida per orientare le singole ricerche dei dottorandi:
Curriculum 1. Aree naturali: piano e progetto.
Curriculum 2. Verde urbano: piano e progetto.
Curriculum 3. Le risorse naturali nel paesaggio urbano: l’acqua.

Curriculum 1. Aree naturali: piano e progetto.
Questo percorso formativo incentra la propria ricerca su ambiente ed aree naturali considerate elementi qualificanti la pianificazione del paesaggio.
Il tema conduttore riguarda la pianificazione paesistica e il recupero ambientale delle aree protette ed la valenza assunta dal paesaggio quale “risorsa delle risorse”. Tale percorso evidenzia il ruolo del paesaggio nella trasformazione e nella gestione del territorio sia a scala sovracomunale - inerente i Piani d'area vasta, i Piani territoriali provinciali e regionali, i Piani delle Comunità Montane, Piani di Bacino etc., sia a scala locale gli strumenti urbanistici comunali.
La ricerca, lo studio e il confronto dei vari contributi metodologici, sia italiani sia esteri, mirano a considerare il progetto di paesaggio quale risultato finale di tutto il percorso del piano: dalle analisi, alle proposte operative. In quest’ ottica si approfondiranno quelle proposte metodologiche afferenti alle discipline che concorrono a fornire specifici contributi a questi strumenti di pianificazione.
La ricerca di tesi dovrà, inoltre, mettere a fuoco il tema d'indagine partendo dall'evoluzione del significato di tutela, ripercorrendo l'iter degli atti legislativi in cui essa è sancita (dai primi del '900 ad oggi), per comprendere le motivazioni che hanno condotto all'istituzione delle aree protette, alla necessità di dotarle di un piano e quali sono gli strumenti di pianificazione che attualmente disciplinano le trasformazioni del paesaggio. Nel percorso formativo s'individuano due fasi. Nella prima si evidenzieranno almeno i seguenti punti:
1.Il paesaggio e la sua tutela, inquadrati attraverso una lettura storica dell'evoluzione culturale che i due termini hanno avuto, l'attuale quadro normativo di riferimento dalla scala europea a quella nazionale e regionale ed infine, degli strumenti di pianificazione che si occupano del paesaggio e della sua tutela;
2.I Piani d'area vasta, a qualunque scala, i Piani di bacino, i Piani territoriali urbanistici, i Piano del Parco, e altri strumenti di progettazione e gestione del paesaggio, rappresentano l'argomento centrale del curriculum formativo, che saranno esaminati con casi di studio selezionati;
3.Le metodologie d'indagine dei casi precedenti saranno comparate tracciando affinità e divergenze, sia nei contenuti sia nelle procedure ed evidenziando le diverse modalità d'approccio alle fasi di formazione del piano;
4.Infine in questo curriculum, si tenterà di individuare un percorso metodologico come proposta d'iter da seguire nella formazione del Piano. Utilizzando i contributi delle discipline che si occupano specificamente di paesaggio, nelle sue componenti e nei suoi assetti, si tenterà di individuare una procedura di formazione del piano che ripercorra le fasi precedentemente individuate nei casi studio e nelle altre metodologie indagate.
Nella seconda fase, le informazioni precedentemente organizzate sono valutate facendo uso di parametri di analisi del paesaggio, più o meno codificati, definiti in letteratura quali indicatori, per ottenere un quadro di sintesi da cui emergono gli elementi e gli aspetti da valorizzare o soggetti a maggior pressione. S'indicheranno le modalità più frequentemente utilizzate per attuare gli obiettivi di piano, dalla disciplina normativa ai progetti di area o di settore, individuando le ricadute che tali proposte hanno sull'assetto complessivo dei paesaggi locali. La riflessione conclusiva considera l'intero progetto di piano come un processo di formazione del paesaggio finale, quasi sempre come azione involontaria non pianificata.
Questa fase, partendo dallo studio di alcune metodologie di formazione del processo di piano inerenti impostazioni culturali diverse e tentando di operare una semplificazione procedurale, si conclude con l'individuazione dei contenuti essenziali irrinunciabili per la formazione del progetto di paesaggio, volontariamente pensato e previsto nei vari iter procedurali di ciascun piano.
Il lavoro di tesi finale dovrà delimitare il campo di indagine all'interno della conoscenza acquisita con il percorso descritto, sia perché sarebbe impossibile riferirsi all'ampio spettro degli strumenti territoriali che si occupano di paesaggio, sia perché si ritiene opportuno escludere strumenti condizionati da situazioni di tipo ordinario (ad esempio, PTC di livello provinciale e comprensoriale) o da altri approcci appartenenti alle discipline di matrice strettamente urbanistica, in cui il termine "paesaggio" ha un impiego convenzionale e non supportato da una semantica collettiva. Per questo, e non a caso, i riferimenti teorici alla terminologia in uso nell'esperienza anglosassone appaiono una caratteristica obbligata dell'impostazione del lavoro.

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Curriculum 2. Il verde urbano: piano e progetto.
Questo curriculum formativo mira a preparare un dottore di ricerca capace di inserirsi, con autorevolezza, nel recente panorama europeo per la definizione progettuale degli spazi aperti nella città contemporanea.
L'attività nel campo della Progettazione Paesistica, a partire dalla metà del secolo scorso, ha visto l'affermarsi non solo delle questioni ambientali e paesaggistiche alla grande scala, ma anche il sicuro progresso della riflessione disciplinare e professionale sulle tematiche del progetto alla piccola scala. L'incontro, soprattutto a livello europeo, con una committenza sia pubblica, attenta alla domanda sociale di una maggiore qualità degli spazi urbani, che privata, alla ricerca di professionalità specialistiche, costituisce elemento fondante della progettazione di parchi e giardini, di aree verdi significanti e di sistemi di spazi aperti.
Il quadro di riferimento complessivo di questo curriculum individua alcune costanti nella progettazione: la memoria storica (come termine di confronto e di identità culturale), l'arte (come chiave di ricerca di nuove forme e dimensioni del progetto), la natura (come esperienza diretta e realtà in divenire), la dimensione biologica (come nuova identità di luoghi recuperati) ed infine, le esigenze sociali e gli stili di vita come generatori di nuove forme del paesaggio urbano. Il quadro di riferimento sopra descritto sarà integrato con lo studio delle filosofie di intervento e di metodi progettuali diversi.
Le ricerche di tesi di questo curriculum dovranno essere articolate almeno tenendo conto dei seguenti aspetti di base:
1.studio degli spazi aperti urbani e dei percorsi progettuali significativi in Italia e all'estero per rintracciare le ragioni della progressiva mutazione degli orientamenti nella progettazione;
2.la ricerca di figure di progettisti dotati di una forte identità e caratterizzazione progettuale, con una buona incidenza nei vari contesti culturali e sociali in cui operano;
3. la verifica, all’interno delle filosofie progettuali degli spazi aperti, del livello di attenzione alle esigenze sociali, al rispetto della cultura storica, delle identità locali e alle peculiarità del paesaggio.

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Curriculum 3. Le risorse naturali nel paesaggio urbano: l’acqua

Lo scopo di questo percorso di ricerca è quello di delineare il rapporto che intercorre tra le risorse naturali ed il paesaggio urbano con particolare riferimento all’acqua.
Gli obiettivi sono due:evidenziare il ruolo potenziale dell’acqua nel progetto del paesaggio urbano al fine di riqualificare la città e le periferie metropolitane; selezionare le conoscenze, gli elementi e gli strumenti necessari affinché l’acqua “penetri” nuovamente nel contesto urbano con tutta la sua valenza paesaggistica, attribuendo così identità nuova, qualità e naturalità alle aree urbane.
Le tesi di dottorato, oltre a concentrarsi sulla situazione presente, si propongono di mettere a fuoco il tema d’indagine, partendo dall’evoluzione storica del ruolo dell’acqua nella vita delle città e attraverso l’analisi comparata di diverse realtà territoriali.
Nel percorso formativo si riconoscono quattro fasi. Nella prima si individua il ruolo della presenza dell’acqua nella creazione e nella trasformazione del paesaggio; nella seconda le informazioni sono intrecciate con le visioni narrate o figurate dei paesaggi urbani dove emergono le “memorie” ed i “segni” che consentono di recuperare le potenzialità dei luoghi. Nella terza fase si indagano a livello europeo e mondiale i casi più interessanti di rivalutazione del “sistema acqua” nel paesaggio urbano, da risorsa nascosta e negata a risorsa curata, allo scopo di costruire un abaco che renda agevole il confronto su casi studio spesso molto differenti. Nella quarta fase infine l’analisi si concentra su un repertorio pertinente e ristretto di caso studio.

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Il Dottorato in Progettazione Paesistica è stato attivato con il XII ciclo, nel 1997, per iniziativa di Maria Concetta Zoppi che lo ha coordinato fino all’aprile 2000. Da allora fino a tutto il 2008 è stato coordinato da Giulio Gino Rizzo.
Nel maggio 2001 si è deciso di creare il sito del dottorato con lo scopo di informare sull’attività e le iniziative programmate; discutere su problemi, temi e termini che animano il dibattito internazionale; divulgare i contributi di ricerca prodotti dai dottorandi e docenti, e con l’obiettivo di mantenere vivo il confronto con la comunità scientifica.

aggiornato il 04-08-2011