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Meteore, anche il Museo di Storia Naturale nella rete di ricerca nazionale PRISMA

che indaga sul corpo celeste caduto in Italia nel maggio scorso

Anche il Museo di Storia Naturale partecipa alla rete di ricerca che indaga sul bolide avvistato il 30 maggio scorso sopra i cieli italiani.

Le immagini del corpo cosmico -  che attorno alle 23,09 di un mese fa ha solcato i cieli del Nord-Est – sono state catturate dalla rete di videocamere installate su tutto il territorio nazionale dal progetto PRISMA, prima rete italiana per la sorveglianza di meteore e atmosfera, promossa dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), di cui fa parte il Museo dell’Ateneo.

Oggi, in occasione dell’Asteroid Day – ricorrenza  sancita dall’ONU per promuovere la consapevolezza del rischio di impatti con la Terra da parte di asteroidi o comete – i ricercatori di PRISMA hanno reso noti i risultati  della complessa elaborazione dei dati raccolti nei 7 secondi in cui la meteora è stata visibile, elaborando un modello matematico della fase di volo e la zona di possibile caduta di frammenti meteoritici.

“Dai calcoli – resi possibili anche dalle osservazioni della camere dell’altra rete Italian Meteor and TLE Network - emerge che, prima del suo ingresso in atmosfera alla formidabile velocità di 54.000 km/h, il meteoroide aveva una massa fra i 50 e i 200 kg, con una dimensione dell’ordine di 30-60 cm – spiega Vanni Moggi Cecchi, curatore della sezione di Mineralogia e Litologia del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo fiorentino -. L’oggetto si è in gran parte ‘sbriciolato’ nelle fasi iniziali dell’impatto con l’atmosfera, ad una quota di circa 40 km, provocando molto probabilmente uno ‘sciame’ di piccole meteoriti delle dimensioni di una pallina da golf e del peso di parecchie decine di grammi. E’ probabile – continua Moggi Cecchi - che alcuni di questi frammenti siano caduti intatti a terra in una zona compresa fra i paesi di Piove di Sacco (PD) e Bojon, nel comune di Campolongo Maggiore (VE), dove potrebbe essere caduto il residuo principale del corpo cosmico. I ricercatori hanno invitato le popolazioni dei territori interessati a collaborare alla ricerca di questi frammenti, di estremo valore scientifico: i reperti potranno essere classificati e studiati direttamente dal nostro Museo di Storia Naturale. E una delle telecamere della rete PRISMA sarà a breve installata in una struttura scientifica a cui il Museo collabora da tempo, l’Osservatorio polifunzionale del Chianti, che a quattro anni dalla sua apertura inaugura proprio domani, sabato 1 luglio, a Barberino Val d’Elsa, un nuovo telescopio, acquisito dall’INAF Osservatorio di Torino, un nuovo Centro di Elaborazione Dati Meteo per il Chianti ed una nuova disposizione esterna degli strumenti amatoriali.”

meteorite sikhote alin esposta nel Museo di Storia naturale
Un meteorite di proprietà del Museo di Storia Naturale (Sikhote-Alin)
30 Giugno 2017