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Giornata internazionale della donna 2026

Le iniziative dell'Ateneo

L’Università di Firenze celebra la Giornata internazionale della donna con un ricco calendario di appuntamenti – incontri e seminari, mostre, letture e spettacoli – che si svolgeranno dal 27 febbraio fino al 25 marzo su impulso delle varie realtà accademiche, come i dipartimenti, le biblioteche e il Sistema Museale di Ateneo. 

Due i principali eventi in programma. Venerdì 6 marzo si terrà un reading nell’Aula Magna del Rettorato (ore 11 – piazza S. Marco, 4) a cura della Compagnia teatrale universitaria “Binario di Scambio”, dal titolo “Ribelli. Storie di donne straordinarie”. Lo spettacolo, che sarà introdotto dalla rettrice Alessandra Petrucci, è una sorta di viaggio nelle vite di donne – scienziate, artiste, scrittrici – che hanno avuto il coraggio di tracciare sentieri sconosciuti, iniziando a cambiare il mondo. La loro voce, che ha sfidato silenzi e pregiudizi e si è trasformata in azione, sarà riecheggiata dall’attrice Stefania Stefanin. 

Domenica 8 marzo il Sistema Museale di Ateneo riaprirà gratuitamente al pubblico, dopo la pausa invernale, il Giardino storico di Villa La Quiete (ore 10-17,30, via di Boldrone, 2), realizzato a inizio Settecento per volontà dell’Elettrice Palatina. L’iniziativa, a cui parteciperà la rettrice Petrucci, valorizza un luogo di storia al femminile, caro alle granduchesse e alle principesse di casa Medici, ma anche testimonianza di un’esperienza educativa all’avanguardia a cura della congregazione laica delle Montalve. Con l’occasione sarà annunciato il calendario di aperture gratuite del Giardino ogni sabato e domenica fino al 12 luglio, con la possibilità di visite guidate a pagamento su prenotazione.

“In occasione dell'8 marzo – afferma la rettrice -, l’Università di Firenze invita a riflettere su tematiche che affrontano la dignità della donna e il suo contributo all’intera società attraverso un articolato programma di eventi che approfondisce i temi declinandoli in ottica interdisciplinare e nella consapevolezza del lungo cammino che ancora deve essere percorso verso la parità”.

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