Università degli Studi - Firenze
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26/05/2009    Stampa la notizia

Un gel nanotecnologico per il restauro e la conservazione delle opere d'arte

Nature Materials segnala una ricerca di un gruppo di ricercatori fiorentini
in collaborazione con la Georgetown University di Washington DC 

 

Un gel nanotecnologico, un prodotto innovativo che permette la pulitura selettiva di patine di degrado dai dipinti o da porzioni di dipinti senza danneggiarli, grazie a peculiari proprietà viscoelastiche che eliminano in modo quasi totale gli usuali inconvenienti legati alla rimozione dell'agente di pulitura. E' il frutto di anni di studio di un'équipe costituita da ricercatori del Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze e del Consorzio Interuniversitario per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase (CSGI) - che ha sede nel capoluogo toscano - impegnati nell'applicazione delle nanoscienze e della nanotecnologia alla conservazione delle opere d'arte.

La ricerca, coordinata da Luigi Dei, responsabile del laboratorio ‘Nanomateriali e beni culturali' del Dipartimento di Chimica, e da Piero Baglioni, Direttore del Consorzio CSGI e realizzato in collaborazione con Richard G. Weiss del Dipartimento di Chimica della Georgetown University di Washington DC, è stato pubblicato il 30 aprile scorso sulla rivista Langmuir della American Chemical Society.

Lo studio ha ricevuto l'attenzione della rivista Nature Materials che lo ha recensito nella rubrica Research Highlights del volume di Giugno 2009.

Nel gel, a base acquosa, grazie alla presenza di domini nanostrutturati in cui l'acqua e solventi a differente grado di polarità restano "intrappolati" in sistemi supramolecolari costituiti da un polimero (il poli-vinil-alcol) e da un agente di cross-linking (l'anione borato), si realizzano interazioni intermolecolari tali da conferire al sistema un modulo di elasticità (storage modulus) ben superiore a quello di dissipazione (loss modulus), rendendo il gel particolarmente efficace. I ricercatori sono riusciti nell'obiettivo di caricare il gel con opportuni solventi organici, mantenendo inalterate le eccezionali proprietà viscoelastiche e al contempo incrementandone il potere solubilizzante nei confronti delle sostanze estranee all'opera d'arte che sono normalmente da rimuovere durante le operazioni di restauro.

Lo studio è scaturito dal lavoro di una tesi di dottorato di ricerca in Scienza per la Conservazione dei Beni Culturali (realizzata da Scilla Grassi) e di due tesi di laurea specialistica in Scienze per i Beni Culturali (di Manuela Cossalter ed Irene Natali). Gli altri co-autori sono Gabriella Caminati, ricercatrice al Dipartimento di Chimica, ed Emiliano Carretti, contrattista al Consorzio CSGI.

"La ricerca più avanzata nel campo della scienza dei materiali - ha affermato Luigi Dei - è in grado di dotare il mondo della conservazione e del restauro di strumenti e tecniche assolutamente innovativi, a basso impatto ambientale e in grado di minimizzare possibili effetti collaterali associati all'intervento conservativo".

 

La notizia è stata segnalata da Franco Lucarelli, Dipartimento di Fisica, Presidente del Corso di Laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro, e-mail: lucarelli@fi.infn.it.

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