Tratto dalla tesi di laurea di Maria Chiara Milaneschi Sull'origine del nome di Montepaldi si sono formulate negli anni diverse ipotesi. Secondo alcuni la denominazione Montepaldi è stata una corruzione delle parole Monte Tetaldi, in seguito Montedaldi, nome estrapolato da alcuni documenti su Badia a Passignano del 1097. Altri fanno risalire il nome di Montepaldi alla presenza longobarda in Toscana nel VII-VIII secolo. Il primo scritto che fa riferimento a Montepaldi risale al XII secolo. Più precisamente, in un documento datato 20.05.1101 Montepaldi viene definito "Castello", che stava a significare un villaggio rurale , circondato da mura, al cui interno erano presenti annessi agricoli per la trasformazione alimentare e un edificio religioso. In questo periodo la proprietà è dei Viceconti, cioè vassalli del Megrario di Toscana. Nel 1357 Montepaldi fu acquistata dalla famiglia Acciaioli. Gli Acciaioli, che erano borghesi mercantili, si preoccuparono della ristrutturazione e riqualificazione della villa, oltre che del cortile interno, in passato utilizzata come casa colonica. Nel XV secolo passa alla famiglia dei Giandonati, sotto la cui conduzione il complesso vive un nuovo più qualificato splendore: Montepaldi non è considerata più e solo una casa di campagna, ma una vera e propria fattoria... Nel 1427 Montepaldi diviene la residenza di Jacopo Acciaioli: non rappresenta più il castello, ma semplicemente la "chasa". Nel 1487 il complesso di Montepaldi passa alla famiglia dei Medici, come forma di riscatto per un debito contratto da Jacopo di Angelo Acciaioli nei confronti di Lorenzo 1° detto Il Magnifico. Sotto il dominio della famiglia dei Medici ha uno sviluppo ed un ammodernamento tale che non è più considerata semplicemente "chasa" ma diviene "palatium". Tra il 1496 ed il 1512 la proprietà passa di nuovo alla famiglia degli Acciaioli, con Alessandra Bardi, moglie di Raffaele Acciaioli, che approfitta dell'esilio dei Medici a causa della venuta di Carlo VIII. In questo periodo Montepaldi è costituita da 13 poderi, fra cui Montepaldi, Castellina, Pozzo, Noce, Argiano, Colombaia, Fonte, Massoli, Buonriposo in cui erano presenti mulini, fattoria, casa a pigione. Successivamente il numero dei poderi aumenta fino a 47 nel periodo 1870-1900 (Tab. 1). Ciascun podere era normalmente affidato ad una famiglia e veniva mantenuto dal proprietario. In una nota non datata ma verosimilmente collocabile intorno alla metà del 1700 si legge quanto segue a proposito dei rifacimenti necessari in alcuni poderi: Podere di Massoli, lavoratore Lorenzo Manetti, sono in famiglia n. 14, cioè giovani 7, donne 3, e ragazzi 4. La casa oltre ad essere con i pavimenti laceratissimi ed un poco angusta, va risarcita in molte parti stabilmente e la spesa si crede sarà circa £ 360. Il detto podere è ripieno di coltivazioni e serve il mantenerlo. |