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 09-Feb-2010   Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Progetti di ricerca fiorentini finanziati dall’IIT

Importante riconoscimento per la ricerca scientifica dell'Università di Firenze. Quattro proposte di altrettanti gruppi di ricerca dell'ateneo hanno ottenuto un finanziamento (che complessivamente ammonta a circa 1.700.000 euro) dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), nell'ambito del progetto denominato SEED, legato alla disseminazione di idee di ricerca che abbiano potenzialità di trasferimento tecnologico.

Pierangelo Geppetti del Dipartimento di Farmacologia preclinica e clinica, Vincenzo Lombardi del Dipartimento di Biologia evoluzionistica "Leo Pardi", Leonardo Fallani e Diederik Wiersma del LENS (Laboratorio Europeo per la Spettroscopia Non Lineare) sono i coordinatori dei quattro progetti del nostro ateneo; a questi si aggiunge il progetto, che nasce dalla collaborazione dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa con il Dipartimento di Psicologia, di cui è responsabile Tommaso Pizzorusso.

La selezione delle proposte è stata effettuata in due fasi da una commissione di scienziati italiani e stranieri: alla fine sono 37 i progetti finanziati su 234 proposti a livello nazionale. L'Università di Firenze è l'istituzione più rappresentata in questa lista, dopo il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Università di Roma "La Sapienza".

L'IIT è una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal Ministero dell'Economia e Finanze, con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Scopo principale di IIT, che collabora per questo con organizzazioni nazionali pubbliche e private, è la creazione di conoscenza scientifica nonché il rafforzamento della capacità competitiva del sistema tecnologico nazionale.

 

I progetti

TRPA1 Channel in Nociceptive Neurons: Target Validation and Identification of Antagonists for Intractable Pain

Il dolore è una condizione estremamente comune nella popolazione e spesso rimane difficile da trattare poiché le medicine attualmente disponibili sono poco efficaci o presentano degli effetti avversi severi. La prevedibile conseguenza di questo scenario è che gran parte della popolazione afflitta da patologie dolorose rimane in una condizione di sofferenza e di inabilità. L'attuale incapacità a trattare adeguatamente il dolore dipende, in gran parte, dalla scarsa conoscenza dei meccanismi che producono il dolore stesso, in particolare a livello del neurone sensitivo periferico, sensibile a tutti gli stimoli dolorifici prodotti in strutture somatiche e viscerali.

"L'Università di Firenze  - afferma Pierangelo Geppetti, ordinario di Farmacologia clinica e attuale direttore del Centro Cefalee del Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi - ha espresso una grande tradizione, peraltro ampiamente riconosciuta internazionalmente, nello studio del dolore sia in campo clinico che in quello della ricerca di base, che ha portato all'introduzione di farmaci antidolorifici innovativi. Basti ricordare fra i tanti i nomi di Paolo Procacci e Federigo Sicuteri. Questa tradizione di eccellenza culturale si è mantenuta in numerose strutture cliniche e di ricerca con programmi innovativi come quello recentemente premiato dall'Istituto Italiano di Tecnologia."

Il gruppo di giovani ricercatori guidato da Geppetti ha posto le basi dell'attuale progetto con una serie di ricerche che hanno avuto inizio con lo studio di varie sostanze naturali di origine vegetale, capaci di produrre un marcato effetto dolorifico. Tali ricerche hanno permesso di identificare una nuova via di trasmissione del dolore, assolutamente sconosciuta prima e mediata da uno specifico meccanismo molecolare. "Immediatamente - commenta Geppetti - è sorta l'idea di utilizzare le nuove idee derivate dalla ricerca ‘non finalizzata', per un ben preciso programma teso all'identificazione e alla fase iniziale dello sviluppo di molecole originali che, bloccando questa nuova via di trasmissione del dolore, possano costituire la base di nuovi farmaci antidolorifici".

"La nostra previsione - aggiunge Geppetti - è che le nuove molecole possano essere utilizzate con maggiore efficacia e sicurezza rispetto agli attuali trattamenti nei vari tipi di dolore, quali certe forme di dolore oncologico e neuropatico e l'emicrania cronica. Poiché il Dipartimento di Farmacologia, dove si svolgerà la ricerca, dispone già delle attrezzature necessarie per la realizzazione del programma - conclude il docente - i fondi del grant dell'IIT verranno sostanzialmente utilizzati per il reclutamento di giovani ricercatori (a tempo determinato), i veri protagonisti di una sfida che, concordemente con una visione rinnovata dello sviluppo del nostro ateneo, possa tra pochi anni portare alla creazione di una realtà industriale come spin-off farmaceutico."

 


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