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 16-Mar-2010   Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

La ricerca, tra passione e scelte

Elisabetta CerbaiTra i criteri di ripartizione dei fondi di finanziamento ordinario alle università da parte del Ministero, gli indicatori della qualità della ricerca sono stati introdotti per ora in maniera limitata, ma in prospettiva si estenderanno. L'Università di Firenze occupa attualmente una collocazione medio-alta nella graduatoria nazionale grazie ad un'ottima performance della sua attività di ricerca; il mantenimento e miglioramento di questa posizione dipende dalla capacità di attirare risorse esterne, compresi i finanziamenti istituzionali, e di attuare una corretta autovalutazione che aiuti a programmare scelte consapevoli.

Il mondo della ricerca è intrinsecamente abituato alla valutazione e alla competizione, quindi la prospettiva non deve spaventare né distogliere dal quotidiano perseguimento dell'eccellenza. Tuttavia è bene conoscere i parametri fondamentali su cui saremo giudicati per poter attuare scelte individuali e politiche di supporto. Fermo restando, ovviamente, il principio dell'autonomia del ricercatore nelle scelte, perché la ricerca è prima di tutto la nostra missione.

L'Università di Firenze si colloca tradizionalmente in buona posizione (nei primi 6 posti) per la capacità di reperire  finanziamenti su fondi ministeriali (si veda, ad esempio, i PRIN) ed europei (come i Programmi Quadro). Ciò è considerato un criterio di valutazione fondamentale e, d'altra parte, testimonia la propensione dei colleghi dell'Ateneo a mettersi in gioco con proposte e progetti innovativi ma basati su competenze consolidate da anni di buona ricerca. L'Università di Firenze ha da sempre adottato politiche di supporto nei confronti del cofinanziamento di progetti. Tuttavia, la complessità e la diversificazione nella formulazione di progetti di ricerca da sottoporre alla Commissione Europea o ad Agenzie nazionali e regionali ha richiesto un salto di qualità da parte del sistema amministrativo, e ancor più lo richiede poi la gestione quotidiana dei progetti di successo, ammessi cioè al cofinanziamento.

La necessità di razionalizzare gli strumenti amministrativi e condividere linee guida che aiutino il ricercatore e lo invoglino ad avventurarsi anche verso fonti di finanziamento meno convenzionali sono ben presenti a tutti noi, anche a chi scrive. Certo, le direttive a livello ministeriale non sempre ci aiutano e siamo convinti che, senza cadere nell'arbitrio, l'Università abbia bisogno di una certa agilità nell'impegno di fondi e nella loro rendicontazione, perché i tempi della ricerca sono per definizione stretti. Tuttavia l'Università di Firenze vuole assumere un impegno forte e consapevole nella scelta degli strumenti più agili e delle strategie più corrette, al fine di sincronizzare le procedure di reclutamento a termine dei giovani con i tempi e i modi dei progetti di ricerca su cui saranno impegnati. La maggiore flessibilità delle scadenze e degli importi degli assegni di ricerca, ad esempio, può rappresentare un passo nella direzione giusta.

La valorizzazione e l'implementazione delle risorse che abbiamo già a disposizione, come i dottorati di ricerca, i laboratori e le strumentazioni di elevato profilo tecnologico, richiedono uno sforzo collettivo di condivisione. I mezzi e i risultati della ricerca devono diventare più facilmente accessibili e riconoscibili (da qui i richiami all'aggiornamento di  U-GOV), il ruolo dell'Università di Firenze chiaramente rintracciabile.

Gli obiettivi non possono essere realizzati dall'Università di Firenze al di fuori dal contesto territoriale e culturale in cui opera. Come ha affermato recentemente il Rettore Tesi inaugurando l'Anno Accademico, l'Ateneo crede fermamente in un processo virtuoso che abbia nella trasparenza e nella meritocrazia i suoi elementi cardine. Questo processo riguarda necessariamente tutte le attività che coinvolgono l'Università e le istituzioni che contribuiscono in maniera tanto determinante alle attività di ricerca del nostro Ateneo: Regione Toscana, Provincia, Comune, Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Fondazioni e Imprese. Ancor di più quelle Istituzioni che condividono con UNIFI il privilegio e la responsabilità di finanziare tali attività attraverso fondi pubblici. Questa responsabilità ci pone davanti la necessità di condividere, al più alto livello, i criteri di trasparenza e di merito.

 

Elisabetta Cerbai

Prorettore alla ricerca scientifica

 
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