Dal 1996 l’Università di Firenze ha un Coro nato per iniziativa di un gruppo di dipendenti dell’Università - e guidato fino al 2005 dal Maestro Valerio Del Piccolo - che nel 2000 si è costituito in associazione di volontariato, con lo scopo di diffondere la cultura musicale nell’ambito dell’Università di Firenze. Ha contatti con gruppi musicali italiani e stranieri e recentemente ha tenuto in Aula Magna un concerto con il Coro dell’Università di Budapest. Ne parliamo con il direttore, il Maestro Valentina Peleggi.
Come è nata la collaborazione con il coro ungherese?
Abbiamo sempre puntato molto sul rapporto con altri cori, soprattutto universitari, per confrontarci e migliorarci. L’anno passato siamo stati in Ungheria, ospiti del Coro universitario del Dipartimento di Italianistica di Budapest “La Caffettiera Stioppeta”, con cui abbiamo stabilito un gemellaggio. Lo scorso 12 marzo abbiamo ricambiato la visita, organizzando qui a Firenze un concerto a cori riuniti, durante il quale, dopo aver eseguito musiche italiane del Cinquecento e autori ungheresi classici e contemporanei, ci siamo dati “Battaglia” in contrappunto, nel musicale scontro-incontro di Adriano Banchieri per doppio coro.

Da chi è composto il coro?
Attualmente, da circa 30 elementi; sono quasi tutti studenti o ex studenti dell’ateneo, tra i 20 e i 30 anni. Molti sono stranieri: si tratta di studenti che sono a Firenze nell’ambito del progetto Erasmus. Alcuni sono allievi del corso di laurea in “Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo” o di “Progettazione e gestione di eventi e imprese dell’arte e dello spettacolo” della facoltà di Lettere e filosofia. Ma ci sono stati anche insegnanti, specializzandi e dottorandi. Un bell'amalgama!
In che occasioni vi esibite e qual’è il vostro repertorio?
Il Coro si esibisce sia nel corso di eventi organizzati nell’ambito dell’Ateneo, dall’inaugurazione dell’Anno Accademico a convegni promossi da Facoltà e Dipartimenti, anche in collaborazione con l’Orchestra dell’Università di Firenze, sia in occasione di appuntamenti organizzati dalla stessa Associazione Coro Universitario con fini artistici e di beneficenza. Dal 1996 a oggi il Coro ha tenuto moltissimi concerti in Italia e all'estero. Nel 2004 è stato impegnato, insieme all’Orchestra dell’Università, nell’allestimento e nella messa in scena dell’opera “Il Re Bello”, scritta dal Maestro Roberto De Simone per le celebrazioni dell’ottantesimo anniversario dell’Ateneo. Il nostro taglio è prevalentemente classico, e ci divertiamo a spaziare fra il sacro e il profano ma con un approccio sempre critico e musicalmente stimolante. Un avvicinamento genuino, fantasioso e privo di preconcetti è proprio di questi ragazzi, e sta qui la loro forza. Cantiamo quasi sempre a cappella, ossia senza accompagnamento strumentale, perché l'ascolto è più partecipe ed il suono diventa tangibile.
Oltre che con il coro di Budapest vi siete confrontati con altre realtà musicali e avete partecipato a Festival nazionali e internazionali...
Sì, e ne siamo contentissimi! Siamo stati invitati da molti cori di altre università, italiane e straniere e organizzato rassegne. Nel 2002 il Coro ha partecipato al “Festival Choral International de la Sainte Baume” in Provenza. Nel 2006 ha promosso il Premio di Composizione “Simone Gentile” in collaborazione con l’Associazione dei Cori della Toscana, ad Arezzo. Sempre nel 2006 ha festeggiato il proprio decennale con la rassegna di Cori Universitari “Università in Musica” . Nel 2008 è stato selezionato fra moltissimi da tutto il mondo - primo coro universitario - al "Festival Internazionale Corale Val Pusteria", sulle Dolomiti: un obiettivo importante e sia musicalmente che umanamente meraviglioso. In questi paesini ci siamo trovati gomito a gomito con cori coreani, slovacchi, svedesi, canadesi... un'esperienza davvero incredibile. Tre anni fa siamo stati ospiti del Coro universitario di Lione: in quell'occasione un corista francese ci ha scritto e dedicato un suo brano che abbiamo eseguito a Natale con l'Orchestra dell'Università al Teatro della Pergola. Per il futuro, abbiamo in programma altre trasferte in Italia e in Europa.
Qual’è lo spirito delle vostre collaborazioni?
La musica è un fine, ma anche un mezzo. Cantare è un modo per stare insieme e stabilire legami che durano nel tempo e che hanno portato al gemellaggio con altre realtà musicali. Queste iniziative nascono dal rapporto che si crea con altri gruppi, anche grazie agli studenti Erasmus che partecipano alle nostre attività. L'Università ci ha sempre sostenuto, e senza il suo importante appoggio non avremmo potuto fare niente. Credo molto in questi ragazzi, li sostengo, li guido, li incoraggio ma sono loro che per primi sono pronti a dare. Hanno personalità, carattere e soprattutto una grande fame di emozioni: il coro è una cosa in sé semplicissima. Ma viverla con questo spirito è davvero una gioia, un percorso che viene fatto tutti insieme, e il risultato va al di là della musica stessa, è nell'umanità di questi ragazzi.
Come si entra a far parte del coro e quali requisiti sono necessari?
Le audizioni sono sempre aperte, tutti sono benvenuti! Basta una piccola prova con l’accompagnamento del pianoforte per capire il tipo di voce e quindi la sezione in cui iniziare a cantare, e ovviamente una certa costanza nell'impegno per lavorare all’armonia dell’insieme. Ma è molto più semplice venire direttamente a vedere le prove per capire che mondo magico è questo! Proviamo in via della Torretta 16 e in via Leonardo da Vinci 1, martedì e giovedì sera: per ogni contatto 335.60.32.931 o www.unifi.it/coro o v.peleggi@gmail.com. (sd)