Notiziario |
Trasferimento della ricerca: l’esperienza dei Laboratori congiuntiLe potenzialità competitive e innovative di un paese e di un territorio, in una fase di trasformazione tecnico-scientifica ed economico-produttiva, sono sempre meno dipendenti dalle competenze di imprese singole, e - per contro - sempre più connesse alla capacità di un contesto territoriale e sociale di generare o rafforzare un appropriato quadro di istituzioni ed organizzazioni che costituisca la base per favorevoli interazioni rivolte all'innovazione. L'Università, col suo patrimonio di conoscenze e relazioni, riveste un ruolo fondamentale all'interno di tali sistemi, non solo nello svolgimento delle sue "tradizionali" funzioni di ricerca e didattica, ma anche e soprattutto nel favorire e realizzare operazioni di cosiddetto trasferimento tecnologico. Questo è il quadro generale entro cui si sono inseriti i contributi del "Workshop dei Laboratori di Ricerca Congiunti", tenuto il 9 febbraio scorso in Aula Magna, e organizzato dal prorettore alla ricerca e al trasferimento tecnologico Guido Chelazzi, in collaborazione con il Laboratorio di Strategie di Sistema per l'Innovazione (StSI). L'incontro è stato l'occasione per fare il punto sulle esperienze accumulate e confrontare approcci, problemi e prospettive delle attività dei Laboratori congiunti dell'ateneo, veri e propri Laboratori di ricerca, in cui una linea specifica della ricerca universitaria viene di volta in volta sviluppata con la partecipazione di soggetti esterni, che possono essere imprese private, enti pubblici, aziende sanitarie, etc.. La costituzione di tali Laboratori è disciplinata da un regolamento approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell'Università di Firenze, in vigore dal 13 settembre 2006, per una durata sperimentale di 3 anni. Nel novembre del 2006 è stato firmato un accordo tra Università di Firenze e Confindustria Firenze, sui Laboratori impresa università, che definisce alcune modalità operative per la costituzione dei Laboratori congiunti e che, in particolare, è volto a facilitare l'incontro di competenze della ricerca scientifica con esigenze di innovazione delle imprese industriali, su temi mirati e in settori strategici. Dal 2006 a oggi sono stati attivati 21 Laboratori congiunti, con il coinvolgimento di 17 Dipartimenti, e con competenze che vanno dall'ingegneria meccanica, a quella informatica ed elettronica, dalla fisiopatologia all'oncologia, al design, alla chimica, all'urbanistica, alle biotecnologie, all'economia. I dipartimenti di area tecnologica sono quelli maggiormente coinvolti nell'utilizzo di questo strumento: 6 laboratori afferiscono al Dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni, 3 al Dipartimento di Ingegneria civile ed ambientale e 2 al Centro di eccellenza MICC Media Integration and Communication. |
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