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 07-Giu-2011   Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Ricerca scientifica e classifiche

Cresce nel mondo accademico, e nell’Ateneo fiorentino in particolare, l’attenzione per la valutazione della ricerca e per i metodi impiegati a tale scopo da istituzioni e organismi nazionali e internazionali.

A questo proposito ha destato interesse la recente iniziativa di un gruppo di scienziati e ricercatori italiani che lavorano all’estero, riuniti nell’associazione Virtual Italian Academy (VIA), che hanno redatto database e classifiche sulla produzione scientifica italiana.

“Si tratta – spiega Elisabetta Cerbai, prorettore alla ricerca scientifica dell’ateneo - di una delle possibilità offerte dalla rapida evoluzione delle banche dati e dalla disponibilità di parametri scientimetrici e bibliometrici accessibili su larga scala, almeno per alcuni settori disciplinari. Va precisato che tali paramentri rimangono inadeguati per la valutazione in vaste aree del sapere e della ricerca scientifica, come quelle umanistiche e delle scienze sociali. Al di là dei processi e approcci specifici, l'attenzione e il dibattito che in questi mesi animano il nostro Ateneo, così come altre Università italiane con cui siamo in continuo contatto, dimostrano la sensibilità del corpo docente su questo tema - la valutazione intra- e inter-ateneo - che investe le scelte e le strategie presenti e future. La sperimentazione iniziata da 'VIA-Academy' va certamente seguita con interesse, così come altre analoghe sperimentazioni che sono state di recente analizzate dalla Commissione Ricerca di Ateneo”.

La creazione del database della ricerca degli scienziati italiani in Italia e all’estero curato da VIA-Academy è stata oggetto dell’incontro “Analisi del patrimonio scientifico Italiano” svoltosi alla presidenza della facoltà di Medicina e Chirurgia lo scorso 19 maggio con la partecipazione di Mauro Degli Esposti, professore di Tossicologia molecolare all’Università di Manchester e fra gli autori dell’analisi della VIA-Academy. Ne parliamo con Pierangelo Geppetti, del Dipartimento di Farmacologia preclinica e clinica, che insieme ad Alberto Chiarugi, ha organizzato il seminario, a cui è intervenuto anche il rettore Alberto Tesi, oltre a molti docenti e ricercatori dell’area bio-medica e scientifica.

geppetti_pierangeloProfessor Geppetti, proviamo ad entrare nel dettaglio.
All’inizio del 2011 Via–Academy ha stilato una classifica delle performance scientifiche delle università italiane, di cui è continuato l’aggiornamento anche in questi mesi, secondo cui l’Ateneo fiorentino si colloca al sesto posto assoluto in Italia tra gli atenei pubblici e privati e gli istituti di ricerca. Ma calcolando questi parametri in base al numero di docenti e ricercatori, la nostra Università si colloca addirittura al 3° posto su 13 grandi università italiane.
La graduatoria è stata realizzata sulla base del precedente database Top Italian Scientists che ha classificato migliori scienziati italiani operanti sia all’estero che nel nostro Paese.

 

Quali sono stati i criteri utilizzati per l’analisi?
E’ stato usato l’indice di Hirsch (h-index), un parametro che corrisponde al numero x di pubblicazioni che hanno ricevuto almeno lo stesso numero x di citazioni, intendendo per citazione di un articolo pubblicato la presenza di quell’articolo nella lista delle referenze, o nel testo di altri articoli. Il valore h-index, dunque, rappresenta un numero che racchiude sia la produttività che l’impatto della produzione culturale o scientifica di una persona.

Da Manchester arrivano segnali concreti per una valutazione meritocratica della ricerca italiana…
Anche da una vivace discussione emersa durante l’incontro, si ricava che, sebbene l’uso dell’indice di Hirsch e di altri indici scientimetrici non possa costituire l’unico parametro di comparazione tra vari ricercatori ed istituzioni, sarebbe auspicabile,che - laddove appropriato - costituisse uno degli strumenti di base per una valutazione complessiva degli Atenei, dei Dipartimenti e dei singoli individui. Saranno necessari vari accorgimenti (come il tenere conto della posizione del nome del ricercatore nella rosa degli autori) per migliorare la capacità da parte di questi sistemi di valutazione di fotografare in maniera accurata la performance dei singoli e delle istituzione ai cui appartengono. Questo perché naturalmente anche questo metodo ha dei limiti.

Ad esempio?
In particolare la frequenza di citazioni varia nei vari campi del sapere, e risulta massima nelle aree biomediche come l’immunologia. Infatti, Degli Esposti ha sottolineato che sono in corso di analisi migliori metodiche per una corretta valutazione della produttività in campi delle scienze, da quelle sociali a quelle umanistiche, dove non possono valere i criteri tipici delle scienze della vita o delle scienze tecnologiche. Su questi temi il nostro ospite e i suoi collaboratori stanno esplorando possibili interazioni con ANVUR, l’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, per creare un sistema analitico nazionale. (ddb)

 
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