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CRONACA DELLA TRATTATIVA DEL 2 FEBBRAIO 2011

Mercoledì, 02 Marzo 2011 - 09:50 Stampa la notizia: CRONACA DELLA TRATTATIVA DEL  2 FEBBRAIO 2011

All'ordine del giorno:

1) Costituzione del Dipartimento Interistituzionale Integrato (DII)

2) Riorganizzazione

Costituzione del Dipartimento Interistituzionale Integrato

 

La riunione viene introdotta dal Direttore Amministrativo. Il nuovo Dipartimento è stato istituito in modo affrettato perché la Regione Toscana aveva necessità, a fronte del finanziamento erogato all'Università nel 2009 e 2010,  di verificare lo stato di avanzamento del modello previsto.

Il Direttore ammette che non c'è stato il tempo materiale per riflessioni approfondite sulla delibera predisposta dall'Azienda Ospedaliera Università di Careggi. Il Dipartimento è integrato a pieno titolo nella organizzazione della AOUC: questo significa che dal punto di vista formale è una struttura dell'Azienda. Tutto ciò necessita, ovviamente, di un approfondimento specifico sia per quanto riguarda il personale che per le attività di didattica e di ricerca. Alcune questioni non sono affatto scontate; per la Regione Toscana questa nuova struttura dovrà in prospettiva autofinanziarsi (questo introduce alcune questioni non secondarie come ad es. la possibile contribuzione o la vendita di servizi).

Il DII è costruito sul modello delle strutture ospedaliere DAI (Dipartimento Azienda Integrato), che sono definite per legge, e sono articolate in strutture semplici o complesse. Il punto di contatto diretto con l'Università è rappresentato dal Direttore del DII, che è personale dell'Università e da questa è stato scelto.

Il DII è articolato in 3 strutture complesse (didattica, ricerca, servizi all'integrazione); il Direttore deve dirigere anche una struttura complessa del DII stesso; le altre due strutture complesse possono essere dirette da un dirigente ospedaliero.

Il personale afferente proviene in prevalenza dall'Università (86 unità): questo permette di scaricare il costo del personale; circa 20 hanno provenienza ospedaliera (per lo più precari).

In merito al personale la Regione è stata molto perentoria e rigida: solo il personale che lavora ai processi di integrazione può far parte del DII, per questo motivo sono confluite solo le persone che lavorano al Polo Biomedico.

Per i prossimi 3 anni il processo avrà carattere sperimentale: alla fine del triennio - se i risultati raggiunti non saranno quelli attesi - si potrebbe anche tornare indietro; ma è anche vero il processo contrario, ovvero che si potrebbe allargare (una maggiore integrazione con ulteriori funzioni assegnate al DII). Al momento tutte le strade sono aperte.

Per il personale nessuna decisione è stata presa circa il salario accessorio. Le modalità di corresponsione dell'accessorio non saranno quelle del personale in convenzione perché questo è un progetto sperimentale.

L'ipotesi del Direttore Amministrativo (da discutere e da verificare al tavolo di trattativa) è che questo personale non prenda più l'accessorio dall'Università: questo permetterà di scaricare i costi sull'azienda e il risparmio (ca. 250.000 euro) potrebbe essere investito sul salario accessorio per il restante personale.

Infine l'Università ha posto la necessità di procedere ad una selezione per le posizioni nell'organigramma, che dovrà coinvolgere sia il personale universitario che ospedaliero. Il Direttore dell'azienda non ha preso impegni precisi in tal senso.

 

La RSU prende atto delle informazioni del Direttore Amministrativo. Contesta la mancata informazione preventiva e successiva (n.b.: il parere del Rettore sulla costituzione del DII è del 13/12; il 21/12 c'è stato un incontro di trattativa e il 23/12 la delibera del DII), ricorda che esiste un tavolo formalizzato Unifi-Azienda che non si è mai riunito e che non è accettabile che come sindacato ci troviamo ad avere notizie e informazioni per vie traverse e non ufficiali.

Quello che emerge dalla lettura della delibera costitutiva e dall'introduzione del Direttore Amministrativo è la sproporzione nei rapporti di forza fra Università e Azienda/Regione col rischio che l'Università soccomba. Di fatto il DII è una struttura dell'AOUC e da questa dipende.

Desta preoccupazione il futuro della didattica e della ricerca di ambito biomedico e farmacologico: i responsabili della ricerca e della didattica del DII non possono essere della Regione o scelti dalla Regione. Il rischio sono le nomine di tipo politico e la svendita di queste funzioni fondamentali dell'Università.

Molte sono le perplessità e gli interrogativi, e quindi aspettiamo delle risposte, prima di tutto da parte dell'Università.

Quali sono le modalità di entrata e uscita dal DII? Quale sarà la normativa contrattuale di riferimento per il personale? Con quali regole si farà la formazione? Quale sarà la struttura del salario? Il personale sarà soggetto e con quale modalità ad un sistema di valutazione? Il lavoro svolto dal personale per il DII sarà spendibile ai fini PEO e PEV? Da chi dipenderà (gerarchicamente e funzionalmente) il personale? E il personale ad interim? A chi si farà riferimento per la prevenzione e la sicurezza sul posto di lavoro? Quale sarà il ruolo, e se avrà un ruolo, l'ESTAV (Ente per i Servizi Tecnico-Amministrativi di Area Vasta)?

Inoltre al sindacato risulta che la Regione, per le note vicende della crisi di bilancio, abbia intenzione di ridurre gli attuali DAI. Come si concilierà questa prospettiva (che troverà soluzione nella stesura del prossimo ed imminente nuovo Atto Aziendale) con la nuova costituzione del DII? Quale sarà la sorte del nostro personale?

Quello che è certo è che il personale non potrà avere meno diritti.

 

Nella replica il Direttore Amministrativo ritiene che le domande siano stimolanti e dimostrano che occorre un approfondimento. Il principio primo dell'organizzazione è che un ente non può rispondere a due soggetti diversi. Il vero interesse è dei vertici della Regione che ritengono che il servizio di assistenza ai cittadini abbia bisogno di servizi per l'integrazione; questo non significa che l'Università debba delegare funzioni di ricerca e didattica ad altri, sarebbe illegittimo. Questo processo deve servire ad offrire migliori servizi alla didattica e alla ricerca. Nessuna svendita quindi da parte dell'Università.

Il processo di integrazione non sarà semplice: significa trovare momenti di sintesi e nessuno può arroccarsi nelle proprie prerogative. Il Direttore pensa che nel 2011 la Regione darà dei soldi anche se in maniera ridotta rispetto agli altri anni e che saranno corrisposti sulla base dello stato di avanzamento del progetto, e Firenze è più avanti rispetto alle altre Università toscane. Ancora non è stato fatto nessun incontro con gli altri Atenei e la Regione.

Il Direttore dichiara altresì che per tutti i problemi sollevati occorrerà trovare risposta al tavolo di trattativa e che non ha pregiudizi in merito alle possibili soluzioni: un'ipotesi è quella di doppia afferenza per il personale, incardinandolo in una struttura universitaria e contestualmente in carico al DII in modo che il legame con l'Università di Firenze rimanga forte.

Ovviamente ci deve essere un accordo sindacale, ma alcune questioni sono da decidere al nostro interno, prima di andare a trattare con l'azienda. La delegazione di parte pubblica è disponibile a un confronto serrato su queste tematiche anche calendarizzando incontri settimanali.

 

La RSU ricorda infine che occorrerà trattare anche di tutto il personale dell'area di Careggi (DII, dipartimenti dell'area, convenzionati, tecnici non convenzionati e anche del personale degli appalti, circa 13 lavoratori della ditta esterna di servizi Colser, ecc.).

 

Riorganizzazione

 

E' stata distribuita la bozza di un regolamento per l'individuazione dei criteri di organizzazione, di valutazione e di conferimento degli incarichi. Il Direttore intende introdurre e spiegare la genesi di questo documento, rimandando la discussione alla prossima seduta. Il presupposto è che l'Università deve procedere alla riorganizzazione, ma prima c'è bisogno di un modello astratto di riferimento, altrimenti il processo avviene all'insegna dell'improvvisazione. La realtà che abbiamo oggi, infatti, si è andata costruendo nel tempo in assenza di un quadro di riferimento preciso.

Ad ogni posizione organizzativa dovrà corrispondere un criterio di valutazione in base al principio che tanto più alto è il livello di responsabilità, tanto più le performance saranno soggette a valutazione.

Si prevedono 3 livelli di inquadramento: dirigenti, personale di categoria EP, personale di categoria D . Più alta è la retribuzione, più alto sarà il grado di responsabilità.

In questo quadro ci saranno unità organizzative di 1° livello (livello più basso dell'organizzazione), di 2° livello e di vertice.

Le caratteristiche intrinseche di ogni posizione saranno: 1° livello (uffici o altri progetti specifici assegnati alla  categoria D); 2° livello (unità amministrative semplici o complesse e di coordinamento, assegnate a personale di categoria EP); livello di vertice (aree dirigenziali semplici e complesse e, se necessario, di coordinamento).

I meccanismi di attribuzione e di revoca degli incarichi saranno trasparenti. Sarà possibile assegnare incarichi dirigenziali a tempo determinato.

La graduazione delle posizioni sarà il più possibile oggettiva; si terrà conto di parametri quantitativi e qualitativi per misurarne il grado di complessità.

I valori di partenza saranno la quantità e la qualità delle risorse umane a disposizione, ponderate sui livelli; la ratio di questo ragionamento è che alla gestione delle risorse umane deve corrispondere anche un valore economico valutato in base alle retribuzioni delle risorse stesse. Altri elementi saranno l'articolazione interna, ovvero le unità organizzative di primo o secondo livello subordinate, nonché le risorse finanziarie gestite.

Fra gli elementi qualitativi saranno compresi i riconoscimenti esterni (propensioni della struttura ad aprirsi all'esterno: mostre, organizzazione eventi, pubblicazioni, docenze, partecipazione a commissioni o gruppi di lavoro di rilievo esterno, conto terzi), la certificazione di qualità nell'organizzazione e nell'erogazione dei servizi, la complessità di governo di apparati tecnologici complessi, la probabilità di contenzioso nell'azione.

Ultimo elemento è la rilevanza strategica, che viene definita come costante (valore standard di default).

L'indennità di posizione assumerà 7 valori crescenti per ogni fascia; la posizione potrà aumentare sulla base della valutazione finale. La retribuzione di risultato sarà quota parte sull'attività ordinaria, quota parte sull'attività progettuale e sui livelli raggiunti dai gruppi di riferimento.

Questo regolamento è essenziale per procedere alla riorganizzazione vera che sarà oggetto di confronto al tavolo della trattativa.

 

Question time

 

La RSU chiede se l'Amministrazione intende rispondere agli stabilizzati che hanno fatto richiesta di poter essere inquadrati a tempo pieno.

L'Amministrazione risponde che potrebbe procedere ad inquadrare a tempo pieno il personale che ne farà richiesta, ma non prima della programmazione di giugno, perché la trasformazione del regime di impegno incide sui punti organico.

Alla richiesta di togliere l'interim ai segretari di Dipartimento l'Amministrazione ricorda che deve essere data attuazione alla riforma universitaria e quindi tutta la materia deve essere ridiscussa.

La RSU chiede se è stato completato tutto il processo di mobilità: l'Amministrazione comunica che restano ancora due casi, di prossima soluzione.

Circa la riunione della commissione paritetica sulla formazione per la programmazione annuale comunica che sarà convocata a breve.

Sul pagamento degli arretrati ai vincitori delle graduatorie PEO, la parte pubblica informa che saranno pagati nel mese di febbraio, escluse nove graduatorie per le quali sono ancora in fase di controllo alcuni reclami da parte del Comitato Consultivo.

Sui giorni di chiusura dell'Ateneo voluti dall'Amministrazione, la RSU chiede che sia concessa la massima disponibilità per il recupero delle giornate di chiusura, anche consentendo di usare il recupero dalle ore di flessibilità, soprattutto per i lavoratori a part time, e chiedendo anche di far slittare la scadenza del recupero delle ore in eccedenza dal 31 marzo al 31 dicembre, per permettere ai lavoratori di utilizzarle per i giorni di chiusura. <u>L'Amministrazione dà ampie assicurazioni</u>.

La parte sindacale, infine, lamenta che la Preside di Scienze della Formazione ha chiesto di aumentare di 30 minuti l'orario di apertura del plesso di Via Laura con la presenza di un solo operatore, a seguito di uno sgradevole episodio che ha visto protagonista un lavoratore del plesso nei confronti di uno della ditta in appalto; il Direttore è già stato informato del fatto e indagherà sulla questione.

 

La prossima riunione di trattativa è fissata per mercoledì 16 febbraio con lo stesso ordine del giorno.

 

                                                                            LA RSU DI ATENEO

Firenze, 4/2/2011

TRATTATIVA 2 FEBBRAIO 2011.doc TRATTATIVA 2 FEBBRAIO 2011.doc


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