
Si invia il documento emerso dall'Assemblea delle lavoratrici e lavoratori delle segreterie studenti svoltasi stamani 12 gennaio
Al Direttore Amministrativo
Al Rettore
Al Dirigente ai Servizi alla Didattica, Studenti e Orientamento
Oggetto: richiesta di incontro urgente sulla situazione delle Segreterie Studenti. Comunicazione di iniziative di lotta.
L'incontro del 12 gennaio fra le lavoratrici, i lavoratori e la RSU di Ateneo si è concluso, essendo stata evidenziata la situazione drammatica e insostenibile in cui si è costretti ad operare nelle Segreterie Studenti, con la proclamazione di forme di lotta immediate da intraprendere al fine di costringere codesta Amministrazione ad intervenire con opportune ed efficaci iniziative.
Tale deliberazione viene assunta al termine di un percorso lungo e travagliato, durante il quale i lavoratori e, per sua competenza, il responsabile del Servizio hanno segnalato i motivi strutturali di tale drammatica situazione, così riassumibili:
a) mancanza strutturale di circa 20 posti di organico;
b) strumentazione tecnica di supporto antiquata ed insufficiente;
c) carenza del sistema informativo a partire dalla lentezza di transazione delle operazioni per finire con l'incapacità del sistema stesso di assolvere alle operazioni basilari necessarie; detto malfunzionamento o non funzionamento rispetto alla situazione attuale lascia attoniti nella prospettiva dell'imminente riforma dei cicli didattici;
d) situazione di ingestibilità complessiva e di individuazione di specifiche responsabilità in assenza di un dirigente del Servizio;
e) locali strutturalmente e logisticamente inadeguati ed in qualche caso palesemente malsani.
Questo quadro, peraltro incompleto dei problemi del Servizio, non è più sostenibile, poiché la qualità di vita e di lavoro nelle strutture è deteriorata a livelli inaccettabili, costringendo gli addetti ad effettuare in via continuativa ore di straordinario, anche travalicando le nove ore giornaliere previste come limite massimo dagli accordi nazionali e decentrati vigenti.
Un impegno orario e carichi di lavoro insostenibili sono svolti fra l'altro in condizioni di repentina caduta della qualità del servizio e di disagio per l'utenza.
A fronte di questa situazione la RSU comunica all'Amministrazione che in mancanza di un accordo che preveda interventi tempestivi e risolutori, a decorrere da lunedì 15 gennaio p.v. le lavoratrici e i lavoratori, nell'ambito dello stato di agitazione dichiarato il 23 dicembre u.s., si autodeterminano a far rispettare in maniera integrale il proprio orario di lavoro con le seguenti forme:
1) accessi programmati dell'utenza al servizio, con la distribuzione di numerazione progressiva limitata;
2) l'invito, rispetto all'eccedenza, a rivolgersi direttamente al Direttore Amministrativo dell'Università;
3) in ogni caso, essendo indetto il blocco degli straordinari e il rispetto integrale dell'orario di lavoro, non viene garantita l'apertura pomeridiana del Servizio nelle sedi in cui è particolarmente carente l'organico.
Si chiede, pertanto, una convocazione urgente sui temi all'oggetto cui sia presente anche una rappresentanza qualificata delle Segreterie Studenti indicata dai lavoratori.
Firenze, 12 gennaio 2001
Come i lavoratori sanno non rispondiamo mai alle provocazioni della Segreteria CISL-Università.
Il nostro avversario è altrove ed è abbastanza determinato a smantellare il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Ateneo, costruito in anni di impegno e di lotte, per dedicarci con costanza agli "sproloqui" della Segreteria CISL.
In via straordinaria, con riferimento al loro ultimo comunicato e in considerazione della situazione delicatissima ed esasperata della vita dell'Ateneo, questa volta riteniamo di dover denunciare con forza l'inconsistenza delle loro affermazioni, le menzogne strumentalmente propinate (a voce e per iscritto) ai lavoratori, e la superficialità dei loro comportamenti.
Innanzitutto nel loro comunicato si dà per scontato un "accordo" economico per il 2001 che non è ancora del tutto certo poichè ne manca ancora una parte essenziale: l'articolato. Evidentemente per loro parte trascurabile ma non certo per la RSU ed il restante "regno del male" (CGIL-UIL-SNALS più altri personaggi che si alternano nella loro allucinazione messianica).
Va sottolineato come questa loro intempestività (o incompetenza) nel dare per scontate certe cose prima di averle davvero ottenute non giova ad un possibile ulteriore miglioramento nella chiusura di una IPOTESI (questo è il giusto nome!) di ACCORDO.
Sottolineiamo IPOTESI perché la RSU e gli altri "figli delle tenebre" non chiuderebbero mai in via definitiva un accordo, neanche se lo ritenessero il migliore in assoluto, prima di passare dalla consultazione e dall'approvazione dei lavoratori nei luoghi della democrazia reale: assemblee decentrate, generale, etc. Per questo noi non confondiamo una "ipotesi di accordo" con un "accordo".
I FATTI
La RSU sta conducendo una trattativa dura e difficile, viste anche le condizioni del bilancio dell'Ateneo, per riaffermare ed imporre il rispetto degli impegni assunti dalla controparte con l'accordo "sull'autovalutazione e il riposizionamento".
Sul contesto generale abbiamo certamente sfondato ( nonostante l'opposizione della CISL e dei suoi alleati: il peggio del corpo accademico e quella parte di personale disposta a tutto pur di mantenere le proprie nicchie e le proprie "tutele" ).
Abbiamo sfondato poiché il nuovo Rettore ed il suo delegato alla trattativa hanno formalmente dichiarato che "il processo di riposizionamento professionale del personale, in attuazione del protocollo del '99, dovranno andare avanti nei modi e nei tempi concordati". Il pronunciamento è significativo in sé, ma tanto più significativo è il fatto che RSU con CGIL, UIL, e SNALS hanno aperto con la controparte, a seguito e sulla base di questa affermazione, un confronto duro e complesso sulle risorse da allocare nel 2001 in questa prospettiva.
In questa battaglia sulle risorse, basilare per garantire una situazione economica più sopportabile per i salari di fame del personale universitario (specialmente dei bassi livelli), il ruolo della CISL è stato pari a zero. Battaglia invece strategicamente determinante per la RSU per evitare che la ristrutturazione in corso in tutto il pubblico impiego e nelle Università si trasformi in una ristrutturazione "a costo zero", che è l'obiettivo costante dei vari governi succedutisi nell'ultimo decennio.
Il mito della "riorganizzazione" come panacea dei mali dell'Università può appagare solo la dabbenaggine della CISL; noi sappiamo che i processi di ristrutturazione quando iniziano conducono sempre in una direzione, indipendentemente che il "padrone" sia pubblico o privato, e cioè tagli e/o peggioramento della qualità della vita e del lavoro. In questo processo di ristrutturazione dell'Ateneo con cui ci dovremo misurare (e in parte già ci stiamo misurando) si deve entrare col piglio della determinazione, avendo perlomeno chiarito "aldilà di ogni ragionevole dubbio" che niente sarà a costo zero, che dovrà essere garantita la professionalità acquisita e la formazione, che i processi di mobilità e flessibilità dovranno fare i conti con lavoratori che rivendicano la propria dignità, che vogliono avere "voce in capitolo" e non sono disponibili ad entrare nella partita come "esuberi" o non meglio identificate "risorse umane".
Per questo l'obiettivo salariale e professionale diviene in questa fase prioritario, ed ogni elemento di "compatibilità" economica deve essere respinto fino al limite possibile.
In coerenza con questa convinzione nella riunione del 21 dicembre, mentre la delegazione CISL piagnucolava sulla riorganizzazione, la RSU ha chiesto se i 4 miliardi messi a disposizione dal Rettore sulla riorganizzazione potevano essere raddoppiati; l'Amministrazione ha detto NO, prendere o lasciare: abbiamo ritirato immediatamente le delegazioni trattanti mentre la CISL è rimasta al tavolo per valutare la "proposta organizzativa" dell'odiato Direttore Serafino!
Nella riunione del 10 gennaio l'Amministrazione ci ha convocato portando a 6 i miliardi di finanziamento in cambio della disponibilità della RSU a mettere 1 miliardo e 800 milioni dal fondo del trattamento accessorio del personale, la risposta della RSU è stata: richiesta irricevibile, confermiamo lo stato di agitazione.
Nella riunione del 16 gennaio dopo 5 ore di braccio di ferro la proposta dell'amministrazione è stata: 7 miliardi più, a conguaglio, i risparmi di part-time e cessazioni comunque determinate e gli eventuali risparmi a consuntivo del bilancio del 2000; la RSU ha detto: trattiamo.
Tutto questo mentre la CISL minacciava ricorsi contro il "riposizionamento" e si "interrogava" sulla legittimità di un eventuale ipotesi di accordo economico che si riferisse al "riposizionamento ed alle macroqualifiche"!
IL SENSO DEL RIDICOLO
Sempre la Segreteria CISL dopo la riunione del 10 gennaio per iscritto (in particolare tramite il CISAPUNI) e a voce (ne è testimone l'intero Ateneo) ha gridato al "tradimento": "pagheranno il riposizionamento con i soldi della "produttività collettiva" e "aboliranno le 94.000 lire di anticipo". E' singolare che nel comunicato di appena sei giorni dopo si dica "en passant": "l'impatto organizzativo e l'incentivo non saranno toccati" (!?)
La cosa in sé è sconcertante ma diventa grottesca quando si pensa che le 94.000 di anticipo sul riposizionamento, strappate dalla RSU nel '99, e tanto invocate dalla Segreteria CISL oggi, allora non le voleva (tanto per cambiare), e si batté duramente contro, tacciarono di "tradimento" (tanto per cambiare) la RSU ed infatti (tanto per cambiare).....NON FIRMO' L'ACCORDO!!!
L'accordo fu poi firmato, come si evince dagli atti, da RSU, CGIL, UIL e SNALS.
Oggi, in una trattativa in cui il loro contributo è stato quello di provare in ogni modo a far saltare ogni ipotesi di avvio del "riposizionamento" e prospettare come "controproposta" una applicazione contrattuale impraticabile anche se tutti i magistrati della Repubblica impazzissero simultaneamente, la Segreteria CISL fa un comunicato in cui sfida (!?) la CGIL, la UIL, lo SNALS e la RSU a firmare un'ipotesi di accordo che "spalmi" equamente le risorse della terza tabella (quella dell'art. 10 del protocollo rivolta ai 1526 lavoratori che hanno fatto domanda di "riposizionamento"); vogliamo toglierli fin da subito dall'inquietudine: la risposta è SI !!
Il problema è inverso: loro la firmeranno?
PARLANDO DI COSE SERIE
Lunedì alle 14.30 si terrà un incontro, speriamo conclusivo, per tentare di individuare una ipotesi di accordo economico per il 2001 in applicazione del dispositivo contrattuale e dell'accordo sull'autovalutazione del maggio 2000.
Ci sono alcuni punti fermi su cui stringere:
Firenze, 19 gennaio 2001
Siamo nella fase applicativa di un Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) subordinato alla "politica dei redditi", sancita con l'accordo del 23 luglio '93 e il "patto sociale" del 22 dicembre '98, che per i gravi vincoli che pone va superata attraverso una stagione di lotte sindacali per un forte recupero salariale.
I costi dei due livelli di contrattazione, nazionale e di Ateneo, non possono sottostare al vincolo di un tasso di inflazione programmato dell'1,2% quando l'inflazione reale a fine anno si è attestata al 2,8% e nel 2001 si prospetta ancora peggio, visti i forti rincari delle tariffe di acqua, luce, gas, trasporti, carburanti ecc.
L'avvio della mobilitazione e delle lotte per il rinnovo contrattuale del biennio economico 2000-2001 e del contratto decentrato in Ateneo hanno una loro rilevanza propositiva per salvaguardare i redditi dei lavoratori dell'Università dalla grandinata di aumenti in corso.
Riteniamo che i miglioramenti economici e normativi dei lavoratori non possono essere sacrificati alle compatibilità economiche dei governi e del padronato.
L'aver presentato una piattaforma povera, l'aver limitato le richieste normative, spesso lasciate irrisolte in "corso d'opera", ha evidenziato la tendenza a ridimensionare l'importanza del Contratto nazionale quando invece è necessario contribuire per valorizzarlo, come ci apprestiamo a fare con la contrattazione decentrata i cui aspetti propositivi dovranno essere recepiti nel futuro CCNL.
Ci batteremo pertanto affinché il Contratto nazionale di lavoro recepisca le conquiste normative ed economiche migliori emerse negli Atenei opponendoci al tentativo di svuotarlo. Solo così è possibile incoraggiare e dare un'adeguata forza contrattuale agli Atenei più poveri e dove il sindacato è debole.
Bisogna dare una svolta alla situazione politico-sindacale che si è venuta a creare e percorrere la strada che porta a uniformare i trattamenti economici e normativi dei lavoratori nei vari Atenei e nel Pubblico Impiego in generale; è con questo spirito che abbiamo lavorato e impostato la proposta di piattaforma per la contrattazione decentrata che sottoponiamo al giudizio delle lavoratrici e lavoratori dell'Università di Firenze.
La RSU di Ateneo si impegna ad avviare un percorso democratico per coinvolgere, attraverso assemblee decentrate e generale, le lavoratrici e i lavoratori rendendoli protagonisti in tutte le fasi di costruzione, elaborazione e approvazione della ipotesi di piattaforma per la contrattazione decentrata.
Primo obiettivo è presentare un testo unitario alla trattativa con l'Amministrazione universitaria. Sui vari istituti previsti dalla piattaforma in cui vi sono opinioni e proposte diverse tra le rappresentanze sindacali, saranno formulate ipotesi A o B lasciando decidere liberamente i lavoratori; un impegno valido nella fase di costruzione, ma anche di ratifica dell'ipotesi di piattaforma e successivamente dell'accordo decentrato.
Il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, costante in tutte le fasi fino a conclusione della trattativa, rappresenta la nostra forza sindacale in una vertenza che si presenta difficile per le carenze e i limiti del CCNL, come abbiamo a suo tempo avuto modo di rilevare, e per la resistenza di un'Amministrazione che persegue costantemente obiettivi di riduzione del personale strutturato per sostituirlo nel tempo con contratti precari ed appalti esterni.
E' nostra convinzione che solo con la mobilitazione e la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Ateneo è possibile conquistare spazi contrattuali più ampi nella vertenza decentrata che stiamo avviando.
LE RIVENDICAZIONI
L'impegno della RSU di Ateneo in questa vertenza è in primo luogo volto a confermare tutte le norme di miglior favore contrattuale ottenute col precedente contratto decentrato oltre che in specifici singoli accordi vigenti in Ateneo grazie alla costante mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori in Ateneo.
Con questo spirito ribadiamo la nostra condanna al rinvio della regolamentazione dello status giuridico ed economico operata dal CCNL degli insegnanti di madrelingua proponendoci in sede di contrattazione decentrata di coinvolgere la categoria per rinnovare il CCD stipulato ben dal 1995 alla luce anche della sentenza del tribunale di Firenze passata in giudicato e dei pronunciamenti degli organismi europei.
Occupazione: L'occasione del contratto decentrato va colta per rilanciare una battaglia politico-sindacale forte per nuove assunzioni stabili e a salario intero per far fronte alle esigenze di funzionamento dei servizi attivati o che si attiveranno nei nuovi insediamenti universitari a partire da Sesto Fiorentino. In via prioritaria va aperta la contrattazione rispetto ad una programmazione triennale di una dotazione organica ottimale ed equilibrata tra le varie categorie.
Lavoro precariato e appalti: Va intrapresa una battaglia sindacale aperta contro il ricorso al lavoro precario, "autonomo", "atipico" ed in particolare rispetto all'odiosa introduzione della tipologia di lavoro interinale, che di fatto determina la possibilità che l'Amministrazione si affidi alla chiamata nominativa fino a cinque anni attraverso Agenzie di lavoro in affitto, nella consapevolezza che la sempre maggiore utilizzazione da parte dell'Università di rapporti di lavoro precari e il ricorso agli appalti esterni nuocciono non solo agli interessi dei lavoratori, ma anche alla qualità dei servizi erogati. Vanno create le condizioni per l'assunzione in pianta stabile dei lavoratori precari, anche attraverso titoli certificativi spendibili per un concorso a tempo indeterminato; intanto attraverso la contrattazione decentrata il nostro impegno è volto a dare a questo personale pieni diritti sindacali e contrattuali, a bloccare e far revocare gli appalti esterni che stanno proliferando in Ateneo.
Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: L'Amministrazione deve assicurare condizioni ambientali e di lavoro a garanzia dell'integrità psico-fisica delle lavoratrici e dei lavoratori con misure e mezzi antinfortunistici efficaci.
L'Amministrazione deve contrattare e attuare con la RSU tutte le misure necessarie nell'ambiente di lavoro e nell'attività lavorativa per salvaguardare l'integrità psico-fisica delle lavoratrici e dei lavoratori. Ciò vale anche nel caso d'introduzione di innovazioni tecnologiche.
L'Amministrazione deve predisporre corsi obbligatori in orario di lavoro sui rischi specifici esistenti in Ateneo e sul funzionamento e l'efficacia dei mezzi antinfortunistici, a partire da quelli antincendio e i collegati piani di evacuazione.
Revisione dell'organizzazione del lavoro: Attraverso un serrato confronto dobbiamo aprire la trattativa sulla riorganizzazione del lavoro per consentire una migliore e più qualificata utilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori anche attraverso un percorso formativo in orario di lavoro per tutto il personale. Un confronto da estendere soprattutto sul regolamento degli accessi.
Riduzione dell'orario di lavoro: Vanno create le condizioni per un'immediata riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore come strumento di crescita per l'occupazione e per migliorare la qualità della vita.
Lavoro straordinario: Il lavoro straordinario va ridotto senza esitazione fino ad azzerarlo.
Lavoratori disabili: Rivendichiamo una piena applicazione della legislazione che tutela i lavoratori disabili prevedendo la possibilità di ulteriori miglioramenti in sede di contrattazione decentrata.
Risorse finanziarie: Il nostro impegno è infine rivolto a rafforzare le risorse finanziarie per il trattamento accessorio mantenendo per tutti gli aventi diritto le quote di produttività collettiva in godimento (detratte della parte che va in indennità di Ateneo) e tutte le specifiche indennità previste dal precedente accordo; inoltre devono essere determinare le risorse aggiuntive necessarie all'applicazione del Protocollo di aprile '99 (Nuova organizzazione del lavoro e "autovalutazione") e deve essere articolata una proposta economica che riguardi specificamente l'anno 2001.
La RSU, presa visione degli atti con cui il Direttore Amministrativo assegna "incarichi dirigenziali e di titolari di funzioni equiparate" di vario livello, rileva prioritariamente la violazione degli istituti contrattuali che prevedono, a fronte di questi atti, l'INFORMAZIONE PREVENTIVA alle OO.SS.; informazione che non è stata data se non successivamente, a cose fatte. La mancata informazione persino sui "criteri generali" nel conferire gli incarichi, ha di fatto impedito alle rappresentanze sindacali di chiedere sia l'incontro di trattativa previsto dall'accordo decentrato vigente dall'ottobre '96 sia il confronto previsto dall'art. 61 comma 2 e art. 63 del CCNL.
Riteniamo grave questa iniziativa in considerazione del fatto che le precedenti nomine erano state bloccate (per la mancanza di trasparenza e di chiarezza rispetto alle reali esigenze organizzative dell'Ateneo) alla luce delle forti proteste della RSU e delle OO.SS che richiedevano, oltre a criteri chiari e trasparenti nel merito, una selezione di personale interno effettiva e non formale.
Come è possibile individuare e attribuire incarichi dirigenziali o equiparati - riccamente remunerati- prima di aver discusso un "piano riorganizzativo generale" con le rappresentanze sindacali che tenga conto di tutte le ricadute sull'organizzazione del lavoro che tale piano inevitabilmente comporta?
La RSU denuncia l'alto costo che tali nomine comporteranno per l'Ateneo, costi di cui vogliamo essere informati in maniera trasparente e dettagliata in una situazione di "risorse limitate" e a fronte delle difficoltà di bilancio che si ripercuotono negativamente sulla trattativa in corso per l'applicazione del protocollo del 1999 e della contrattazione decentrata ai sensi del CCNL siglato il 9 agosto 2000 che riguarda tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell' Ateneo.
Al Consiglio di Amministrazione chiediamo che si pronunci sulla reale interpretazione dell'art. 35 dello Statuto di Ateneo (figure dirigenziali) alla luce delle norme introdotte dal CCNL in merito alle funzioni assegnabili ai lavoratori di categoria E.P. e non solo, norme che paiono contrastare esplicitamente con gli incarichi dirigenziali assegnati dal Direttore Amministrativo e che valuti la legittimità del numero di posizioni dirigenziali in rapporto alle reali necessità di Ateneo. Coerentemente con le dichiarazioni pubbliche del Rettore, si blocchino subito tutte le "consulenze" esterne attivate che si configurano di fatto come appalto ed esternalizzazione di competenze interne.
La RSU ritiene inaccettabile che tali provvedimenti vengano assunti mentre l'Ateneo si dibatte nelle difficoltà quotidiane di erogazione di servizi, determinate non certo dalla "carenza di dirigenti" bensì dalla carenza di organico degli addetti ai servizi stessi.
La RSU è determinata in questa situazione a garantire giuste condizioni di vita e di lavoro in tutte le strutture a partire da nuove assunzioni contrastando il ricorso al lavoro precario ed all'appalto esterno.
Questa volontà ha trovato un primo atto concreto con l'agitazione delle Segreterie studenti.
Le forme di lotta in essere, al momento, nelle segreterie studenti saranno maggiormente dure ed incisive nei prossimi giorni ove l'Amministrazione non si faccia carico del problema attivando il tavolo di trattativa e dando risposte, credibili e strutturali, alla perenne "emergenza" del settore.
In ragione di tutto ciò e in considerazione della trattativa in corso, per un accordo giuridico/economico soddisfacente per il 2001, si riconferma lo stato di agitazione generale di tutto l'Ateneo.
Firenze, 25 gennaio 2001
La RSU, nonostante l'ostruzionismo sistematico della CISL-UNIVERSITA', è riuscita a strappare alla controparte un complesso di risorse di più di 7 miliardi aggiuntivi al fondo precedente (il fondo di incentivazione dell'anno scorso non sarà toccato) da distribuire fra le lavoratrici ed i lavoratori, in parte in applicazione del CCNL ed in parte sull'accordo per il riposizionamento nei nuovi ruoli professionali sperimentali.
Obiettivo prioritario della RSU è quello di dare vita ad un accordo economico che impegni inequivocabilmente la controparte al rispetto dei modi e dei tempi attesi dal protocollo del '99 e dal successivo accordo applicativo del maggio 2000: attivazione nuovi ruoli professionali sperimentali, formazione finalizzata a colmare i gap, prove di accertamento finale, corresponsione, in itinere, di una quota di trattamento accessorio da contrattare (è quello che stiamo facendo) come anticipo sulle future spettanze in paga base (dopo le prove accertative) e comunque non recuperabili a fronte di eventuali defaillances dei candidati rispetto al ruolo prescelto per autovalutazione.
Su questo non intendiamo subire ricatti di alcun genere né in ambito sindacale né, a maggior ragione, dalla parte pubblica.
IL PROBLEMA DEI NUOVI "RUOLI PROFESSIONALI"
Il problema, come si sta evidenziando in tutti gli Atenei italiani, è di chi non ce li ha.
Il CCNL da una parte abroga il precedente ordinamento professionale (che quindi non esiste più) e dall'altra non ne dà uno nuovo. Trasferisce semplicemente i vecchi livelli nelle nuove categorie con una operazione di tipo economico che niente dice rispetto a quali devono essere i compiti delle lavoratrici e dei lavoratori nelle categorie (!?). Lo scopo dell'operazione è evidente: dare la massima libertà ai "gestori" (Direttore Generale, Equiparati, Capi ufficio, Direttori di dipartimento, Responsabili di Centri etc.) di interpretare quali sono (secondo loro) le attività necessarie all'erogazione dei servizi.
Quali sono le attività "inferiori o superiori" fra le categorie? cosa significa la dicitura del contratto "attività professionalmente equivalenti"? (un amministrativo va bene ed è "deportabile" in qualsiasi struttura di Ateneo?, un tecnico va bene per qualsiasi laboratorio? un bibliotecario specializzato in procedure informatiche , se non è "ben visto", va bene per il Cesit o i Servizi centrali?).
Queste domande che nel CCNL non trovano risposte e che già oggi determinano il "panico gestionale" in tutti gli Atenei italiani, a Firenze trovano un cardine ed una risposta: certamente parziale, imperfetta, su cui (come peraltro è stabilito) intervenire in corso d'opera riducendo, ampliando, sopprimendo e riscrivendo (col consenso delle parti) ogni ruolo sperimentale, ma comunque un riferimento certo a partire dal quale tutelare lavoratori e lavoratrici di Ateneo e base indispensabile per un miglioramento complessivo della qualità dei Servizi.
L'abbattimento di tutto questo è l'obiettivo della CISL-UNIVERSITA' e dei suoi comprimari.
Vogliono fare un accordo economico, senza essersi neanche impegnati per avere le risorse necessarie, rimanendo al tavolo della trattativa per "parlare di organizzazione", quando la RSU - a fronte della iniziale proposta di 4 miliardi "prendere o lasciare"- ruppe le trattative! che annulli di fatto i "nuovi ruoli professionali" e l'accordo giuridico-economico collegato.
NON SIAMO DISPOSTI A SUBIRE RICATTI DALLA CISL-UNIVERSITA'.......
Il mandato ricevuto dal 90% delle lavoratrici e dei lavoratori nelle assemblee decentrate sul "riposizionamento nei nuovi ruoli" e suffragato dall'adesione della stessa percentuale di personale alle domande di autovalutazione 1530 (su 1737) non può essere e non sarà tradito!
Il problema dei 207 lavoratori attualmente fuori dal processo -usato strumentalmente da chi, a suo tempo, li ha "consigliati" di non fare domanda - può essere superato dando loro la possibilità di presentare domanda per uno dei ruoli sperimentali che, non essendo necessariamente di macroqualifica superiore a quella attualmente posseduta, non saranno tenuti (come è vero per chi la domanda l'ha già fatta) a fare "verifiche" ma solo formazione.
Proprio per recuperare questi lavoratori la RSU (non la CISL) ha fatto la proposta di mantenere il trattamento delle 94.000 lire mensili per TUTTI (anche per loro) per il 2001. E' una proposta ponderata e politica di "incontro" (non di parte poichè le risorse così impiegate assottigliano di non poco la tabella economica collegata all' art. 10 del protocollo di aprile che spetta a chi ha fatto domanda ed aderisce al processo di formazione/riposizionamento) e la volontà di recuperare non solo "unità" fra le sigle ma soprattutto fra i lavoratori.
L'indisponibilità a cogliere questo significato, da parte della CISL-UNIVERSITA', introduce paradossalmente la possibilità che la controparte si "arrocchi" su posizioni di "principio" che alla fine escluda, dall'ipotesi di accordo, la conferma delle 94.000 lire per chi non ha fatto domanda! Di questo riterremo responsabili coloro che -in maniera prepotente- intendono trarre dalla trattativa in corso obiettivi di parte e di "bottega".
La RSU si batterà comunque perchè questo non avvenga.
......NE' DA PARTE DELL' AMMINISTRAZIONE
La controparte sull'azione ostruzionistica della CISL- UNIVERSITA' ci conta, facendo purtroppo il suo "mestiere" forse anche spinta dal desiderio del Rettore di avere la firma della sua organizzazione sindacale sull'accordo.
Coglie ogni occasione per rinviare l'attuazione dei patti sottoscritti e per "reinterpretare" pro domo sua il contenuto degli stessi. In questo scenario il CISAPUNI si fa promotore di una proposta di "mediazione" suicida per l'insieme dei lavoratori: "con le risorse dell'art. 10 inquadriamo subito solo il personale con gap zero". Ma non hanno scritto in tutti i loro comunicati che "il riposizionamento sarebbe stato una "bufala" perchè l'Amministrazione avrebbe inquadrato chi gli pareva avendone gli strumenti"? Oggi ci chiedono di dare all'Amministrazione questo strumento (di divisione delle sorti dei lavoratori) per accordo sindacale! Ma allora: sono preoccupati del fallimento o....... ci sperano?
Martedì 30 gennaio per la RSU è l'ultima spiaggia: o si chiude con un'intesa soddisfacente da portare all'approvazione dell'Assemblea generale o si convoca l'Assemblea Generale per iniziare la lotta, con tutti i mezzi, per far rispettare gli accordi sottoscritti.
Firenze, 26 gennaio 2001
Trasmettiamo a tutti i lavoratori il testo dell'articolo pubblicato sul "Corriere di Firenze" in data 25 gennaio 2001 sui problemi collegati al Polo scientifico di Sesto
Il caso
La RSU: "Il trasloco in un altro comune deve essere oggetto di contrattazione, ma nessuno ci ha ancora contattati"
Ateneo, sindacato dei dipendenti minaccia guerra
FIRENZE "Su Sesto fiorentino si andrà allo scontro". Moreno Verdi, rappresentante della Rsu di ateneo è sicuro: sarà guerra aperta tra università e dipendenti. Fino ad oggi, infatti, "il sindacato non è stato neppure contattato per concordare con il rettorato gli spostamenti di personale verso il polo scientifico", eppure al trasloco di fisica manca poco, meno di un mese. Dove sono bidelli, personale amministrativo, tecnici di laboratorio? "Qui si va a costituire una nuova sede universitaria fuori comune, un'azione che deve essere oggetto di contrattazione sindacale. Dobbiamo discutere degli orari di lavoro, dei trasporti e così via. Inoltre chiediamo un bando di mobilità. Ci sono dipendenti con, problemi familiari che non possono permettersi di lavorare lontano. Devono essere in grado di scegliere e c'è da scommettere che in pochi si sposteranno". Chi andrà a Sesto, dunque? Il problema non è irrilevante, visto che, secondo i sindacati, l'organico dell'Ateneo fiorentino è già molto carente. "Nel '93 una legge nazionale imponeva alle università di determinare gli organici in base ai carichi di lavoro di lavoro. Firenze inviò un piano con un organico ottimale di 2.160 persone. Oggi siamo 1731 e presto, con un concorso ad hoc, un centinaio di tecnici diventeranno ricercatori, così diventeremo mille e seicento. E invece di assumere l'università che cosa fa? A sesto dà portinerie e sorveglianza in appalto esterno. Il personale amministrativo lavorerebbe invece a notula. Esternalizzazioni che fanno rizzare i capelli in testa al sindacato che per contro propone una contrattazione a 360 gradi.L'opposizione della Rsu d'ateneo, e in particolare dello Snur-Cgil, a Sesto non è però solo legata a questioni sindacali in senso stretto. "Qui si rischia che, nella versione edulcorata dell'ex rettore Blasi, Sesto diventi il fiore all'occhiello dell'università - racconta - Moreno Verdi - Invece va detto che rispetto ai primi progetti degli anni Settanta i costi sono triplicati. Sesto è diventata zona franca di progetti e progettini. Negli ultimi 30 anni i rappresentanti Cgil in consiglio di amministrazione hanno sempre votato contro".
Ieri sera 30 gennaio alle ore 20.40 le parti sono giunte ad un'ipotesi di accordo sul trattamento economico fondamentale e accessorio (aggiuntivo rispetto a quello attualmente in godimento) del personale universitario tecnico-amministrativo per l'anno 2001.
Si tratta di un'ipotesi di accordo tra le più sofferte e difficili della storia sindacale recente nel nostro Ateneo. Non poteva essere altrimenti, vista la valenza dei suoi contenuti sul piano non solo strettamente economico, ma anche politico.
L' ipotesi di accordo infatti conferma punti essenziali nella strategia sindacale di difesa dell'Università pubblica, nel quadro della funzionalità della Pubblica Amministrazione, che non può né deve essere scissa dalla salvaguardia dei diritti normativi, giuridici ed economici delle lavoratrici e dei lavoratori.
In questa direzione è stata fondamentale la battaglia portata avanti dalla RSU e dalla maggioranza delle OO.SS. per le risorse aggiuntive, pari a 7 miliardi, che permettono di avviare, per poi successivamente consolidare a livello economico e giuridico, il protocollo di aprile '99.
Abbiamo contribuito a difendere un principio che ci sta molto a cuore: ogni "riforma" di un Ente pubblico, oltreché ad ispirarsi a modelli di garanzia sul piano sociale e di vera efficacia ed efficenza dei servizi erogati e da erogare, non può essere a "costo zero" per il personale coinvolto in questo difficile processo.
Altrettanto fondamentale è stata la difesa della RSU e della maggioranza delle OO.SS. del nuovo sistema professionale sperimentale di Ateneo.
L'obiettivo di "gettare alle ortiche" i nuovi ruoli sperimentali del riposizionamento è risultato centrale per tutti quelli, a cui ci siamo opposti con fermezza, che avrebbero voluto riportare la discussione a due anni fa, azzerando così la possibilità di una più equa distribuzione delle risorse di Ateneo, redistribuzione ancora lontana da venire nella sua completezza, ma ormai, a partire da questo accordo, un treno in corsa che nessuno potrà fermare.
L'accordo sull'autovalutazione/formazione/riposizionamento previsto dal protocollo del '99, e regolamentato dall'accordo del maggio 2000, cessa di essere "virtuale" ed entra nella sua fase applicativa sul piano gestionale, economico e giuridico.
Si ribadisce, con l'accordo, la natura dinamica dei ruoli sperimentali; si riconferma la possibilità -in itinere- di revisionarli, implementarli o semplificarli, comunque sempre col consenso delle parti, tenuto conto del mutare delle condizioni organizzative, normative, tecnologiche e quant'altro.
Su richiesta della RSU l'Amministrazione ha accettato di riaprire i termini di presentazione delle domande -fino al 15 di marzo- per le lavoratrici ed i lavoratori che ancora non hanno aderito ai nuovi ruoli sperimentali. L'adesione consentirà loro di accedere ai percorsi formativi programmati e -solo se si candidano ad un trattamento economico diverso da quello in godimento- di verifica, come del resto per tutti gli altri lavoratori che hanno già fatto domanda, e conseguentemente di avere accesso alle quote di incentivazione previste dall'ipotesi di accordo.
Il 50% circa delle intere risorse aggiuntive conquistate (tre miliardi e mezzo circa) viene impegnato per l'applicazione estensiva a tutto il personale della norma transitoria del CCNL, dando una classe stipendiale superiore (uno scatto economico del nuovo contratto) a tutti sulla base della formazione già effettuata, operazione che consolida economicamente e giuridicamente da subito -anche se in maniera parziale- le aspettative di lavoratrici e lavoratori. In merito ai nuovi assunti la battaglia della RSU è stata feroce poiché fino all'ultimo l'Amministrazione si è dichiarata indisponibile ad includerli comunque nell'accordo economico. Per questi lavoratori si è strappata l'assegnazione della quota di lire 94.000 lorde mensili e la classe stipendiale superiore ove maturato il requisito (tre anni di servizio) entro il 31 dicembre 2001. Per quelli che invece non avessero maturato il triennio al 31-12-2001, le parti si sono obbligate a trovare una soluzione adeguata nell'ambito della contrattazione decentrata.
Si riconferma per tutto il personale tecnico-amministrativo la cosiddetta indennità di "impatto organizzativo" che viene diversificata, in attesa degli esiti della riapertura delle domande per i nuovi ruoli professionali, in:
a) 94.000 lire lorde mensili per chi non presenterà, neanche successivamente, la domanda
per i nuovi ruoli.
b) 94.000 lire lorde mensili, più una quota il cui importo sarà determinato dalla distribuzione del residuo 1miliardo e 200 milioni circa fra tutte le lavoratrici ed i lavoratori che hanno già presentato, o presenteranno, domanda di riposizionamento. Tutti i risparmi gestionali e di bilancio, comunque determinati in corso d'anno e a consuntivo del bilancio 2000, andranno ad aumentare questa quota con un congualio di fine anno.
Tutte le risorse incentivanti già in godimento da parte del personale rimangono invariate.
La decorrenza giuridica e/o economica di tutte le quote sopracitate avrà decorrenza, espletate le procedure formali previste dal CCNL, 1 gennaio 2001.
La RSU è convinta di aver contribuito all'attuazione di un'ipotesi di accordo soddisfacente per le lavoratrici ed i lavoratori cui andrà complessivamente (con la somma delle diverse tipologie di benefici economici concordati) una cifra lorda, media, annua di circa lire tre milioni pro capite.
Abbiamo puntato sui temi di unità e di solidarietà fra tutti i lavoratori, battendoci contro divisioni generazionali (vecchi e nuovi assunti) e sul recupero ed il coinvolgimento di quel 10% di colleghi che ancora non hanno aderito al progetto di riorganizzazione sperimentale dei ruoli e di riorganizzazione - contrattata- del lavoro.
Abbiamo messo in primo piano la necessità di difendere, attraverso la formazione e la costante riqualificazione del personale, il carattere pubblico dell'Università e dei suoi fini istituzionali, dando maggiore dignità giuridica ed economica al personale tecnico-amministrativo, che qualcuno vorrebbe ancora considerare marginale ed "appaltabile" e che invece esce -anche da questa ipotesi di accordo- come strategicamente centrale in un progetto di riorganizzazione dell'Ateneo.
Appena possibile, e comunque prima dell'Assemblea generale di Ateneo che delibererà sull'accoglimento di questa ipotesi, pubblicheremo il testo dell'ipotesi di accordo e le allegate tabelle economiche di riferimento.
Rimane l'amarezza che, anche a fronte di un'ipotesi dai contenuti unitari, la CISL abbia dichiarato di non voler sottoscrivere l'accordo, con ciò prestandosi ad operazioni meschine da parte di chi, fregandosene di ruoli e/o riorganizzazione, vede in questa fase politico-sindacale soltanto il pericolo di una discussione a tutto campo sulla corretta allocazione delle risorse economiche disponibili e la possibilità di continuare ad usare indiscriminatamente il "bastone e la carota" come strumenti di mera gestione del potere.
Contiamo che gli organi di gestione e di controllo, di ogni genere e grado, chiamati ad esprimersi sul percorso avviato con questa ipotesi di accordo, sappiano leggere attentamente la delicatezza di questa fase e non prestino improvvidamente il fianco ad operazioni che trascinerebbero inevitabilmente l'Ateneo verso la catastrofe.
La RSU di Ateneo
Firenze, 31.1.2001 GIOVEDI 8 FEBBRAIO 2001
dalle ORE 09.00 alle ORE 13.00
AULA B della FACOLTA' DI LETTERE
(l'Aula sarà collegata audio-video con l'anti Aula)
PIAZZA BRUNELLESCHI
ASSEMBLEA GENERALE DI ATENEO
di tutto il personale universitario
Ordine del giorno:
1) Consultazione ipotesi di accordo economico 2001
R.S.U. DI ATENEO
Firenze, 02 febbraio 2001 Alle lavoratrici e ai lavoratori dell'Ateneo
si trasmette l'Ipotesi di accordo concernente l'articolazione e la definizione della "Contrattazione Collettiva Decentrata", avviata nella seduta del 3 novembre 2000, di cui all'art. 4 del nuovo CCNL di comparto per il personale tecnico e amministrativo.- Applicazione dell'art.74, comma 5, lettera c),del medesimo CCNL.- Definizione ed attuazione del piano di sviluppo e del correlato piano formativo scaturenti dall'integrazione tra quanto previsto dal "Protocollo di Intesa" sottoscritto fra le parti in data 19 aprile 1999 in materia di " nuova organizzazione del lavoro" e quanto recato dal predetto e nuovo CCNL di Comparto.
TRA la Direzione Politico-Amministrativa,
le Rappresentanze Sindacali Unitarie e le Organizzazioni Sindacali dell'Università degli Studi di Firenze si CONVIENE e si STIPULA quanto segue:
Art.1- Le trattative di contrattazione decentrata - formalmente apertasi il 3 novembre 2000, ai sensi dell'art.4 del CCNL - si svolgono, con sedute almeno quindicinali, su piattaforme presentate dalle parti e secondo modalità, oggetto di successivo accordo, che potranno anche prevedere la necessità e/o opportunità di ricorrere all'istituzione di apposite "commissioni tecniche" su specifiche materie di contrattazione.
Art.2- Stante il processo riorganizzativo in atto nell'Ateneo, le parti si impegnano a definire prioritariamente - e comunque entro e non oltre il 15 marzo 2001 - le materie aventi attinenza con la "nuova organizzazione del lavoro".
Art.3- Correlativamente, l'Amministrazione - tenuto conto di quanto previsto dall'art.59, comma 1, del vigente CCNL di comparto - avvierà, entro e non oltre il 15 marzo 2001, e completerà, entro il 31 dicembre 2001, le procedure di selezione di cui all'art. 56 del predetto CCNL, fermi restando i seguenti criteri applicativi:
a) a tutto il personale - attesi i processi formativi già effettuati a fronte delle innovazioni organizzative da tempo introdotte nell'Ateneo e considerata la crescita professionale derivata dall'esperienza lavorativa - sono riconosciute , e vanno conseguentemente valutate, sulla base dei curricula professionali e formativi, le nuove competenze (conoscenze e capacità) già acquisite dal personale medesimo;
b) gli effetti giuridici ed economici dei relativi "passaggi di classe" avranno decorrenza come segue:
c) le successive procedure di selezione previste, a cadenza biennale, dal comma 2 dell'art.56 risulteranno attivate con effetto dal 1° gennaio 2003 e dovranno essere ultimate entro e non oltre il 31 dicembre 2003.
Art.4 - L'Amministrazione, altresì, avvierà entro e non oltre il 15 marzo 2001 e completerà, entro e non oltre il 31 dicembre 2001, le procedure di selezione, richiamate in premessa, di cui all'art.74, comma 5 , lettera c).
Art.5- L'Amministrazione, ai fini del completamento delle procedure di selezione, di cui all'avviso del 16 giugno 2000, prot. n. 6663/pos.1/O, avviate ai sensi dell'art. 9, lettera a), del surrichiamato "protocollo d'intesa" del 19 aprile 1999, si impegna ad avviare tempestivamente i processi formativi finalizzati anche alla riqualificazione professionale del personale - da progettarsi ed attuarsi sulla base dei criteri generali negoziati ai sensi dell'art. 4, comma 2, lettera e), del vigente CCNL - correlandoli alle nuove esigenze organizzative e di professionalità dell'Ateneo e tenuto conto del nuovo e sperimentale "sistema professionale" del personale (di cui all'art.8 del predetto "protocollo d'intesa" del 19 aprile 1999), per grandi linee già individuato, ma suscettibile di modificazioni e/o integrazioni.
Art.6- Atteso che le azioni di cambiamento organizzativo già intraprese e/o ancora da intraprendersi dall'Amministrazione per la realizzazione della suddetta "nuova struttura organizzativa" dell'Ateneo coinvolgono e coinvolgeranno, sempre di più, tutto il personale tecnico e amministrativo dell'Ateneo medesimo, lo stesso parteciperà ai predetti processi formativi, e ciò indipendentemente dalle correlate selezioni per l'accesso a categorie professionali superiori a quelle di appartenenza.
Art. 7- Le parti concordano che, in applicazione dell'art. 3 del presente accordo, giusto quanto previsto dall'art. 68, comma 2, lettera a), del vigente CCNL e tenuto conto delle effettive e nuove esigenze organizzative dell'Ateneo, le risorse aggiuntive allocate nel Fondo Trattamento Accessorio e destinate al finanziamento delle procedure previste dall'art.3 del presente accordo, risultano determinate relativamente all'anno 2001, su base annua, nella misura massima di Lire 3.600.000.000.= . Giusto quanto previsto dall'art.68, comma 3, del vigente CCNL, al termine dell'esercizio finanziario 2001, le somme destinate ai passaggi a posizioni retributive superiori nell'ambito della stessa categoria, rapportate su base annua, vengono trasferite permanentemente dal predetto Fondo nei competenti capitoli di Bilancio.
Art. 8- Le parti concordano che l'aggravio di lavoro e formativo scaturente per il personale dalle nuove modalità gestionali già introdotte e/o ancora da introdursi nell'Ateneo, risulterà sostenuto ed incentivato, in tale fase del cambiamento organizzativo prospettato, con apposite risorse aggiuntive determinate, complessivamente e relativamente all'anno 2001, in Lire 3.400.000.000=.
Tali risorse aggiuntive saranno distribuite in maniera da corrispondere mensilmente al personale inquadrato nelle categorie B, C, D una specifica indennità di incentivazione nella misura indicata nell'allegata Tabella "A". Tale indennità risulterà integrata, secondo le misure di cui all'allegata Tabella "B", di una ulteriore quota incentivante da liquidare al personale partecipante alle procedure di selezione di cui al surrichiamato avviso di selezione del 16 giugno 2000, prot. n. 6663/pos.1/O.
Art. 9- E fatta salva la possibilità, per il personale in servizio alla predetta data del 16 giugno 2000 e che non abbia ancora risposto al predetto "avviso" , di presentare domanda, entro il 15 marzo 2001, di partecipazione alle previste procedure di selezione.
La presentazione della domanda è condizione indispensabile per accedere alle quote incentivanti di cui alla surrichiamata ed allegata Tabella "B".
Art. 10 - Le parti - atteso che le risorse aggiuntive di cui agli artt.7 e 8 del presente accordo risultano e debbono risultare finalizzati alla riqualificazione professionale del personale correlata alla nuova organizzazione del lavoro, in generale, e a promuovere, in particolare, effettivi e significativi miglioramenti nei livelli di efficienza ed efficacia dell'Amministrazione e di qualità dei servizi istituzionali erogati - si obbligano a ricalcolare gli importi in relazione al reclutamento di nuovo personale a tempo indeterminato e/o a modificazioni dello status giuridico e/o economico di tale personale, e/o a cessazioni dal servizio del personale medesimo, tali da implicare una riformulazione delle quote incentivanti da liquidarsi, anche con conguagli in corso d'anno o a fine anno.
Art.11 - Le parti concordano che:
a) le predette risorse si riferiscono esclusivamente all'esercizio finanziario 2001 (e ciò anche nel rispetto di quanto previsto dall'art. 4, comma 4, del vigente CCNL), e vanno utilizzate e liquidate in via transitoria e comunque non oltre la definizione dei processi di riqualificazione e riclassificazione di cui al presente accordo;
b) le quote incentivanti di cui alla Tabella "A" allegata al presente accordo, verranno liquidate al personale a decorrere dalla mensilità di febbraio prossimo venturo, con effetto dal 1° gennaio 2001;
c) le quote incentivanti di cui alla Tabella "B" allegata al presente accordo risulteranno liquidate con effetto dal 1° febbraio;
d) in ogni caso, entrambe le quote incentivanti saranno correlate alla proficua partecipazione del personale ai processi formativi correlati alla riorganizzazione del lavoro.
Art. 12- Le parti concordano, altresì, che, in relazione agli effettivi e definitivi reinquadramenti giuridico-economici del personale interessato dai processi di selezione finalizzati ai passaggi di categoria e, in ogni caso, alla fine dei processi formativi e/o selettivi cui il medesimo personale è risultato interessato, le risorse complessivamente necessarie per i predetti reinquadramenti risulteranno riassorbite e trasferite, per la parte aggiunta al Fondo Trattamento Accessorio nella misura di cui all'art.8 del presente accordo, ai competenti capitoli di Bilancio destinati al trattamento economico fondamentale del personale tecnico ed amministrativo.
Art.13 - I necessari processi formativi si svolgeranno secondo un appropriato "piano" i cui criteri generali vanno definiti e concordati tra le parti entro e non oltre il 15 marzo 2001.
Art.14 - L'Amministrazione si impegna a reperire nel bilancio 2001 le risorse finanziarie non ancora disponibili, ma necessarie per l'attuazione delle varie fasi previste dal presente accordo.
Art.15- L'efficacia del presente accordo è subordinata agli esiti positivi delle procedure di perfezionamento previste dall'art. 5, comma 3, del vigente CCNL.
Firenze, 30 gennaio 2001
(In allegato le tabelle A e B)
| TABELLA A | ||
| Quote incentivanti da correlare al processo formativo | ||
| Classe stipendiale attuale di appartenenza | Quota incentivante | |
| b1 | 1.128.000 | |
| b2 | 1.128.000 | |
| b3 | 1.128.000 | |
| c1 | 1.128.000 | |
| c2 | 1.128.000 | |
| c4 | 1.128.000 | |
| d1 | 1.128.000 | |
| d2 | 1.128.000 | |
| TABELLA B | |||
| Quote integrative di incentivazione | |||
| Classe stipendiale attuale di appartenenza | Quota integrativa di incentivo | ||
| b1 | 772.000 | ||
| b2 | 272.000 | ||
| b3 | 272.000 | ||
| c1 | 372.000 | ||
| c2 | 372.000 | ||
| c4 | 372.000 | ||
| d1 | 372.000 | ||
| d2 | 372.000 | ||
Prima vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Ateneo
SODDISFATTE LE RICHIESTE DEI LAVORATORI NELL'ACCORDO ECONOMICO PER IL 2001
Salvaguardati i diritti normativi, giuridici ed economici
Con l'accordo economico per il 2001, che stanzia 7 miliardi di risorse aggiuntive (invece dei 4 proposti dall'Amministrazione dell'Ateneo), le lavoratrici e i lavoratori tecnico-amministrativi dell'Ateneo fiorentino hanno ottenuto una prima, importante vittoria nella contrattazione decentrata, avviata su una piattaforma rivendicativa avanzata e migliorativa rispetto al Contratto nazionale Università.
La RSU dell'Ateneo, appoggiata dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali di categoria, esclusa la Cisl, con l'accordo economico 2001 ha difeso il nuovo sistema professionale sperimentale di Ateneo, concordato nell'aprile del '99. In questo quadro l'accordo raggiunto è "tra i più sofferti e difficili della storia sindacale recente dell'Ateneo".
L'accordo conferma punti essenziali nella strategia sindacale di difesa dell'Università pubblica, nel quadro della funzionalità della Pubblica Amministrazione, che non può e non deve essere scissa dalla salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
Viene riconosciuta in paga base una classe economica stipendiale superiore a tutto il personale sulla base della formazione già effettuata (circa un milione e 400 mila lorde medie l'anno); inoltre vi è una quota incentivante per tutto il personale per una cifra media lorda pro-capite di un milione e 400 mila lire lordi l'anno; un risultato raggiunto puntando sui temi di unità e solidarietà fra tutti i lavoratori, battendoci contro divisioni generazionali (vecchi e nuovi assunti).
Nella vertenza, che la RSU dell'Ateneo fiorentino porta avanti con determinazione, ci sono anche obiettivi importanti come "nuove assunzioni stabili e a salario intero", in particolare per far fronte ai servizi che saranno attivati nei nuovi insediamenti universitari, a partire da Sesto Fiorentino, dove invece l'Università dà le portinerie e la sorveglianza in appalto esterno e dove vorrebbe spostare del personale da Firenze (ancora sotto organico) senza aver ancora aperto una trattativa con la RSU.
Nelle linee approvate dalla RSU per la contrattazione decentrata in Ateneo si sostiene la necessità di "una battaglia aperta contro il ricorso al lavoro precario, "autonomo" e "atipico" e in particolare contro il lavoro "interinale"; per la "sicurezza e salute nei luoghi di lavoro"; per la revisione dell'organizzazione del lavoro e la riduzione dell'orario, nonché la piena tutela dei lavoratori disabili.
È in questo quadro che va inserito l'accordo economico-giuridico per il 2001 che rappresenta un elemento di complessivo avanzamento del ruolo attivo delle lavoratrici e dei lavoratori nella vita dell'Ateneo.
Questo è il motivo per cui nell'Assemblea generale dell'8 febbraio le lavoratrici e i lavoratori dell'Ateneo hanno approvato, con circa il 90% dei consensi su 360 presenti, l'ipotesi di accordo siglata in data 7 febbraio 2001 dalla RSU e dalla maggioranza delle OO.SS. con l'Amministrazione.
I contenuti dell'accodo sono stati giudicati dai lavoratori tali da meritare una condivisione forte e convinta dopo che l'accordo è stato illustrato e discusso in tutti i suoi aspetti.
Alla luce di questo momento alto di democrazia diretta e partecipata (tipico della tradizione democratica nel rapporto fra rappresentanze sindacali e lavoratori del nostro Ateneo) poco ci toccano le solite ingiurie di quelle sigle sindacali che hanno tentato in ogni modo di "far saltare" qualsiasi ipotesi di accordo. Le lavoratrici ed i lavoratori hanno risposto in maniera unitaria "dal basso" sui contenuti economici e sindacali dell'accordo, segnalando al contempo una crescente insofferenza rispetto alle polemiche esasperate introdotte da alcune OO.SS.
Da questa Assemblea generale la RSU esce rafforzata grazie al sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori che, nel condividere i contenuti dell'accordo, hanno dato un mandato altrettanto vincolante a farlo rispettare in ogni sua parte, anche ricorrendo, se del caso, alla mobilitazione ed al conflitto sindacale in Ateneo.
Il messaggio per l'Amministrazione e tutte le sue articolazioni - delegazione trattante, Consiglio di Amministrazione, revisori etc.- è altrettanto forte ed inequivoco: l'equilibrio raggiunto con questo accordo non può essere messo in discussione da nessuno cui stia realmente a cuore la possibilità di trasformare l'Ateneo fiorentino in una istituzione pubblica più efficace e più rispondente alle problematiche degli studenti e dei propri fini istituzionali.
In questo quadro desta non poca preoccupazione che, nella seduta del 9 febbraio u.s., il Consiglio di Amministrazione non abbia ritenuto di approvare, per la parte di sua competenza, i contenuti dell'accordo, rinviandone la discussione e l'approvazione al 21 p.v. dopo ulteriori approfondimenti.
I contenuti e le conseguenze dell'accordo non possono essere ignoti ai componenti del C.d.A., essendo il frutto di una trattativa di mesi in una sede di contrattazione altamente qualificata, che ha visto costantemente la presenza del Rettore e del Direttore Amministrativo e/o loro delegati e di tutte le rappresentanze sindacali di Ateneo.
Riteniamo invece che il C.d.A. abbia fatto bene a voler distinguere -come ci risulta abbia fatto - le tre questioni che sono state invece presentate in approvazione come "pacchetto unificato", ossia: nomine dei dirigenti, progetto di riorganizzazione per poli dell'Ateneo ed accordo economico-giuridico per il personale recnico-amministrativo del 2001.
Della terza si è già detto; delle prime due questioni va detto invece che il sindacato non ha avuto, fino ad oggi, la possibilità di esprimersi e di confrontarsi nel merito, pur avendone a più riprese manifestato la volontà e l'intenzione. E' stato peraltro previsto e concordato fra le parti -in occasione della trattativa sul trattamento giuridico-economico del personale nel 2001- che questo confronto sarebbe iniziato proprio immediatamente dopo la sottoscrizione e l'attuazione dell'accordo economico, nell'ambito di incontri finalizzati da calendarizzare.
Confidiamo che il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 21 febbraio ratifichi l'accordo sottoscritto il 7 febbraio, con ciò permettendo alle parti di sviluppare il necessario confronto, in tempi strettissimi, sulla riorganizzazione generale dell'Ateneo ed i provvedimenti collegati.
ULTIM'ORA
La RSU e le OO.SS. sono state convocate la mattina del 13 febbraio per essere informate dell'intenzione dell'Amministrazione di sospendere il pagamento della RIA ed il suo eventuale recupero, ai sensi della Legge Finanziaria, a partire dal mese di marzo.
Come comunicato nel corso dell'Assemblea generale dell' 8 febbraio la questione è esplosiva, per i suoi connotati economici e politico-sindacali, per i lavoratori. E' altrettanto certo che la questione non può essere affrontata in sede locale, ma a livello nazionale. E' inaccettabile l'incertezza e l'immobilismo che fino a pochi giorni fa ha caratterizzato TUTTE le OO.SS. a livello nazionale, né possono essere considerati positivi i timidi interventi che si cominciano a fare da parte delle OO.SS nazionali nei confronti delle controparti a partire dalla CRUI (conferenza nazionale dei Rettori).
L'idea di rendersi disponibili ad un recupero delle quote di RIA riscosse da lavoratori e lavoratrici in buona fede senza mobilitazione e conflitto ai massimi livelli non deve neanche "sfiorare" le OO.SS. nazionali.
Chiediamo l'impegno delle stesse a promuovere un'iniziativa nazionale, magari a Firenze, su questo problema per acquisire il parere vincolante dei lavoratori e le necessarie forme di sostegno sul piano giuridico e sindacale per la tutela dei loro diritti.
RSU, SNUR-CGIL e CISL-UNIVERSITÀ in coda all'incontro informativo di cui si riferisce hanno chiesto un incontro di contrattazione urgente sulla materia per acquisire le determinazioni sul piano politico di Rettore e Direttore Amministrativo, ritenendo influente il loro pronunciamento nell'ambito della CRUI e della Conferenza dei Direttori amministrativi, oltreché per ribadire la fondatezza dell'accordo a suo tempo stipulato che ha esteso i tempi di maturazione della RIA in alcuni importanti Atenei italiani. (Seguirà un comunicato specifico su questa vicenda.)
Firenze, 13 febbraio 2001
La RSU di Ateneo