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Chimica, l'altra faccia della Tavola Periodica

L’altra faccia della Tavola Periodica. Abbagli e false scoperte di elementi disseminati lungo due secoli e mezzo di storia della chimica. Oltre duecento ne ha individuati Marco Fontani, dottore di ricerca e dipendente dell’Ateneo fiorentino presso il Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”. Fontani è autore, insieme a Mariagrazia Costa e Mary Virginia Orna, di un volume pubblicato lo scorso autunno dalla Oxford University Press, con l’introduzione del premio Nobel della chimica Roald Hoffman, dal titolo “The Lost Elements: The Periodic Table’s Shadow Side”. Il volume, una riedizione “De reditu eorum: sulle tracce degli elementi scomparsi” uscito con la Società Chimica Italiana nel 2009, è stato recensito a novembre da Nature. Il quotidiano Globe di Boston pubblicherà in serie alcune parti del volume nel proprio inserto settimanale.

A scatenare la curiosità di Fontani una lezione di Ivano Bertini. “Fu lui a raccontarci l’incredibile storia del florenzio -  spiega Fontani – un abbaglio clamoroso che a Firenze vide come protagonista un chimico genovese, Luigi Rolla, il quale credeva di aver isolato il 61esimo elemento della tavola periodica. Il suo allievo, Lorenzo Fernandes, con il quale aveva condotto gli esperimenti, non era tuttavia convinto della bontà di quella scoperta. Tra i due nacque una diatriba profonda che proseguì in tribunale, dove Rolla fu difeso da Piero Calamandrei, e si tradusse nell’allontanamento da Firenze di Fernandes, costretto poi alla fuga in Francia con la promulgazione delle leggi razziali essendo di origine ebraica”.

“La vicenda – spiega Fontani - assunse una dimensione ancora più complessa nel 1926 con l’annuncio della scoperta dell’illinium, un elemento identico al florenzio, da parte di uno studioso statunitense. Per rivendicare la paternità di quella scoperta Rolla chiese l’apertura di un plico sigillato consegnato due anni prima all’Accademia dei Lincei e contenente un campione del presunto elemento”. In realtà il florenzio è un metallo instabile delle terre rare, che non si trova in natura, ma si produce per fissione spontanea dell’isotopo dell’uranio 135. “Rolla ritrattò nel 1942 – conclude Fontani – con una pubblicazione scritta parzialmente in latino su una rivista minore dello Stato Vaticano, mentre Fernandes fece ritorno a Firenze dopo la liberazione del 1944 e fondò insieme ad altri imprenditori la prima società costruttrice di radar e si affermò economicamente con quell’attività”.

Quella del florenzio resta tra le vicende più appassionanti raccolte da Fontani che, con la sua indagine, ha ricostruito in maniera organica trame poco conosciute della ricerca scientifica inserendole a pieno titolo nella storia della chimica. (rp)

 

 
ultimo aggiornamento: 13-Gen-2015
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