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Studiare a Firenze, Giulia Lo Russo

Giulia Lo Russo, 45 anni, chirurgo plastico, laureata in Medicina e chirurgia a Firenze, partecipa al talk del 16 aprile in Aula magna “Ma a che serve studiare” (Piazza San Marco 4, ore 17.30), appuntamento in calendario nell’ambito della “Settimana dell’Università”.

Com’è avvenuta la scelta di Medicina?

Quando mi sono iscritta non avevo le idee troppo chiare. Nel mio caso la scelta è diventata più consapevole via via con il percorso universitario. Tra l’altro quando mi sono iscritta pensavo alla specializzazione in Ginecologia, poi invece ho scelto Chirurgia plastica.

Perché questo cambio di rotta?

Mio padre è stato a Firenze il pioniere in questo ramo. Mi ha incuriosito con i suoi racconti e l’ho seguito. E’ stato un grandissimo maestro. Nei miei confronti è stato esigente e molto severo, ma ho imparato tantissimo da lui e mi ritengo molto fortunata.

Tornando al periodo universitario c’è qualche aneddoto che vuoi raccontare?

Le prime settimane di corso vari colleghi mi chiedevano gli appunti. Visto però che non mi sembrava di essere particolarmente brava a prenderli, mi chiedevo il perché di tutte queste richieste. L’ho capito qualche settimana più tardi. La collega che era arrivata prima al test di ammissione si chiamava Giulia Russo … per una quasi omonimia era nato questo piccolo equivoco …

C’è un posto a cui ti senti più legata quando ripensi agli anni universitari?

Sì, l’aula “bunker”, dove si poteva ripetere ad alta voce. In biblioteca, che era sopra, mi distraevo continuamente …

Quale immagine ti viene in mente ripensando ai tuoi trascorsi universitari?

Sono stati anni impegnativi. Ero completamente assorbita dallo studio. I primi tempi mi sono chiesta a più riprese se volessi davvero andare avanti. Al terzo anno addirittura ho deliberatamente saltato l’esame di microbiologia, pur avendolo preparato, oltre a due altre prove, per poter ripetere l’anno.

E cosa hai fatto?

 Sono partita per New York e ho fatto la cameriera. Poi lì ho conosciuto mio marito, fiorentino anche lui, e quando sono rientrata, mi sono sposata … !

E poi cos’è successo?

Sono tornata con tanto entusiasmo e una consapevolezza ritrovata. Ho affrontato gli esami senza alcuna esitazione e non mi sono più fermata. Tra l’altro ero in attesa di mia figlia e mi sono laureata con la piccola che aveva cinque mesi …

Che messaggio daresti ai ragazzi che devono iscriversi all’Università?

Oggi probabilmente la scelta universitaria è più complessa. Ci sono tanti corsi e orientarsi non è semplice. A mia figlia, che ora ha diciotto anni ed è prossima alla maturità, ho detto di puntare sulla qualità dello studio e della preparazione. Di essere ambiziosa da questo punto di vista e di non accontentarsi.

Le consiglieresti Medicina?

Lei è orientata verso altri orizzonti. E poi i medici fanno i conti con tanta burocrazia, i molteplici rischi legati al rapporto con i pazienti, i tagli della sanità pubblica, insomma ci vogliono tanta forza e passione …

 

 
ultimo aggiornamento: 14-Apr-2015
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