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Studiare a Firenze, Federico Giannini

Federico Giannini, 25 anni, pratese, laureato in Ingegneria meccanica, attualmente nel team di Ferrari che progetta macchine di Formula Uno, interverrà al talk del 16 aprile in Aula magna “Ma a che serve studiare” (Piazza San Marco 4, ore 17.30), appuntamento in calendario nell’ambito della “Settimana dell’Università”.

Ripensando ai trascorsi universitari, quali sono le prime immagini che ti vengono in mente?

Ai due anni in cui ho frequentato i corsi a Prato. Eravamo una trentina e il rapporto con i docenti è stato molto stretto. A Firenze, in aule più affollate, è stato più difficile seguire le lezioni.  

Quale esame ti ha dato più filo da torcere?

Ci sono state prove che ho dovuto ripetere più volte, ma gli esami che ricordo con più “terrore” sono il primo, Chimica, e l’ultimo che era Dinamica dei sistemi meccanici.

Sei ancora fresco di laurea. Che messaggio vorresti dare agli studenti che frequentano oggi l’università?

Di non mollare, di mettersi sotto e di trovare un metodo. Io venivo da un istituto tecnico e non ero abituato a carichi di studio teorico così impegnativi come quelli che ho trovato. Tra l’altro, quando ero studente, avevo richieste di lavoro come perito meccanico e la tentazione di lasciare gli studi per guadagnare subito mi era balenata. Alla fine, però, volevo andare avanti con l’Università e sono contento, attraverso sacrifici, di essere arrivato fino in fondo.

Ci sono docenti a cui ti senti più legato?

Sono stato l’ultimo ad aver seguito Fisica con Mario Poli che era davvero molto bravo. In generale, però, i docenti a cui sono più legato sono quelli che ho trovato nel mio indirizzo: Renzo Capitani, oggi presidente della Scuola di Ingegneria, Giovanni Ferrara, Marco Pierini, Claudio Annichiarico grazie al quale sono entrato in contatto con Ferrari Gestione Sportiva.

Ci racconti come sei diventato un ingegnere della Formula 1?

Da Maranello mi hanno chiamato quando avevo ancora otto esami alla fine della laurea magistrale. Pochi mesi più tardi ho iniziato il tirocinio dove poi ho raccolto le informazioni per la mia tesi sulle sospensioni della macchine da corsa. Conclusa la tesi, circa un anno fa, sono entrato ufficialmente nel settore ricerca e sviluppo del “Cavallino rampante”.

Al di là dello studio che esperienze hai fatto durante gli anni dell’Università

Ho collaborato attivamente al Club Mec (Club di meccanica dell’Università di Firenze, con sede a Santa Marta, e del quale hanno fatto parte ex allievi che oggi sono professionisti riconosciuti e coprono ruoli importanti in società di primo piano), condividendo un’esperienza molto formativa con colleghi molto in gamba. Tra questi Francesco Bracci, scomparso in un incidente stradale, a cui ero molto legato e da cui ho imparato molto.

Che attività svolge il Club Mec?

Il club organizza gratuitamente seminari, alcuni dei quali aperti a tutti, invitando a Santa Marta o in Viale Morgagni docenti o esperti di associazioni di settore per approfondire temi che non sempre è possibile trattare durante le lezioni. Tra le iniziative di maggior seguito, quella in cui si insegna agli allievi a smontare e a rimontare un motore di una motocicletta.

Così si impara a sporcarsi davvero le mani?

 Il nostro corso attribuisce un’importanza assoluta alla parte teorica, ed è giusto che sia così, ma dovrebbe contemplare anche un momento pratico, perché l’attività sul campo aiuterebbe anche nello studio.

Perché consideri questa esperienza un valore aggiunto nel tuo percorso universitario?

Lo dimostra il fatto che la mia azienda cerchi candidati che abbino un buon curriculum universitario, ma con esperienze, pur attinenti, ma maturate al di fuori come quelle condotte con il Club Mec o la Formula SAE (Society of Automotive Engineers),   una competizione tra studenti universitari che prevede la progettazione e la produzione di un’auto da corsa, valutata durante una serie di prove in base alle sue qualità di design e di efficienza ingegneristica).

Perché consiglieresti Firenze per studiare all’Università?

Per quel che riguarda la mia esperienza e il confronto con altri laureati di altra provenienza, considero il corso di Ingegneria a Firenze molto valido. Tanti miei colleghi hanno trovato ottimi lavori in tempi relativamente brevi. I docenti sono disponibili e il rapporto con loro è stato collaborativo. Non sono certo che altrove avrei trovato altrove le stesse condizioni e opportunità.

 

 
ultimo aggiornamento: 14-Apr-2015
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