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Giovane e indipendente. 5 progetti di ricerca fiorentini finanziati dal programma SIR
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Giovane e indipendente. 5 progetti di ricerca fiorentini finanziati dal programma SIR

Principal investigator in gruppi di ricerca di elevata qualità scientifica. E’ il ruolo che spetta a 5 ricercatori dell’Università di Firenze che hanno ottenuto l’ok del MIUR a guidare progetti triennali nell’ambito del neonato programma SIR (Scientific Independence of young Researchers) destinato a sostenere i giovani studiosi nella fase di avvio della propria attività di ricerca indipendente.

Enrico Meli, Università di Firenze
Enrico Meli, 32 anni, è il coordinatore del progetto "Design of innovative high speed high efficency compressors" che ha ricevuto dal MIUR il finanziamento di 1 milione di euro.

Con i colleghi Benedetto Allotta e Andrea Rindi, del Dipartimento di Ingegneria industriale, e la partnership di General Electric, nei prossimi 36 mesi dovrà progettare tecniche innovative per il design di compressori di nuova generazione. "I compressori sono la componente più importante di tutte le turbomacchine - racconta Meli - e in particolare di tutte quelle destinate all'estrazione e alla lavorazione di petrolio, combustibili, oli e gas.”

“Per tale ragione - prosegue il ricercatore- miglioramenti tecnologici in questo settore comportano un risparmio economico non indifferente durante tutte le fasi di lavorazione caratteristiche del settore oil & gas. Il nostro obiettivo sarà permettere la progettazione di compressori con ingombri sempre più piccoli, maggiore efficienza e ridotte emissioni dannose.”


Valeria Lingua, Università di Firenze
Con la legge Delrio 2014 che ha ridisegnato confini e competenze delle amministrazioni locali, diventano necessari anche nuovi strumenti di governance. A questo si dedicherà Valeria Lingua, 39 anni, responsabile del DIDA Lab Regional Design, struttura di ricerca del Dipartimento di Architettura che si occupa di pianificazione territoriale e urbana.

“Oltre a capire come avverranno, sia a livello politico che tecnico, le unioni di realtà territoriali anche molto diverse fra loro, - racconta Lingua - mi occuperò di sviluppare una piattaforma per sostenere le nuove realtà amministrative con strumenti web 2.0 personalizzati, che permettano di condividere in tempo reale e in modo interattivo i processi decisionali e tecnici e di produrre documenti ufficiali per la pianificazione del territorio.

Ad affiancarla nel progetto - che si avvale dell’esperienza maturata dallo spin off accademico ARTU’ S.r.l. di cui Lingua è cofondatrice - saranno Giuseppe De Luca e Fabio Lucchesi, del Dipartimento di Architettura, e Francesco Dini, Patrizia Romei e Filippo Randelli, del Dipartimento di Scienze dell’Economia e dell’impresa.


Francesco Lotti, Università di Firenze
Standardizzare i parametri ecografici degli organi del tratto genitale maschile e indicare i valori di riferimento, non solo ecografici, ma anche seminali, clinici e biochimici di una popolazione di maschi sani e fertili. Sono gli obiettivi della ricerca coordinata da Francesco Lotti. 34 anni, specialista in Endocrinologia e malattie del ricambio e dottore di ricerca in Biotecnologie endocrinologiche, molecolari e rigenerative, Lotti è il principal investigator del progetto “Standardization of male genital tract colour-Doppler ultrasound parameters in healthy, fertile men”, sviluppato nell’ambito dell’Unità di Medicina della sessualità e andrologia - del Dipartimento di Scienze biomediche, sperimentali e cliniche “Mario Serio” e dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi - diretta da Mario Maggi, col patrocinio dell’Accademia Europea di Andrologia. Progetto multicentrico, di cui l’Unità di Firenze è centro coordinatore, in collaborazione con i centri andrologici delle Università di Ancona, Catania, L’Aquila e Roma.

“Ad oggi - spiega Lotti - non esistono valori di riferimento per molti dei parametri ecografici del tratto genitale maschile, né ‘valori soglia’ che distinguano reperti normali e patologici. Ne derivano assenza di un linguaggio comune tra gli operatori e di una corretta interpretazione dei parametri valutati; scarsa comparabilità e riproducibilità dei dati; referti per i pazienti non basati sull’evidenza scientifica. Una volta individuati i valori di riferimento ecografici dei soggetti sani e fertili, - prosegue il ricercatore - potremo correlarli con i parametri seminali, clinici e biochimici, per identificare un profilo di ’normalità’, con cui confrontare soggetti affetti da patologie come l’infertilità o il dolore pelvico cronico. Data la rilevanza del progetto - commenta Lotti – lo estenderemo su scala internazionale, coinvolgendo anche alcuni centri internazionali afferenti all’Accademia Europea di Andrologia.”


Daniele Angella, Università di Firenze
Proprietà coomologiche, metriche speciali, e strumenti analitici per varietà complesse. E’ il focus della ricerca, di base, coordinata da Daniele Angella, 29 anni, che assieme ad altri giovani colleghi ricercatori del Dipartimento di Matematica e informatica “Ulisse Dini” si dedicherà allo studio delle proprietà geometriche e analitiche di varietà non-Kähleriane: un settore di ricerca nato negli anni ’70 che ha recenti sviluppi anche nel campo della Fisica teorica.

“Il nostro progetto - spiega Angella - sarà finalizzato alla costruzione e allo studio di spazi geometrici su numeri complessi e numeri ipercomplessi. Tramite l'introduzione di invarianti coomologici e la costruzione di metriche speciali, usando tecniche di analisi complessa e ipercomplessa, indagheremo aspetti locali e globali della geometria di questi spazi.”


Simona Scarano, Università di Firenze
Il gruppo di ricerca di Simona Scarano si occuperà di realizzare un biosensore portatile, economico e di facile utilizzo, che permetterà di riconoscere velocemente la presenza della proteina Troponina T nel sangue: indicatore principale dell’infarto del miocardio.

“L’infarto è la seconda causa di morte al mondo. - commenta Scarano, 38 anni, assegnista di ricerca al Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff” - Per individuare la presenza della proteina nel sangue occorrono esami che possono richiedere un’osservazione di alcune ore, con il rischio di ridurre la speranza di vita del paziente.”

“Grazie al finanziamento - prosegue la ricercatrice - lavoreremo alla realizzazione di un point-of-care test che impiegherà recettori sintetici accoppiati a nanotecnologie, il tutto racchiuso in una cartuccia usa e getta che potrà essere inserita in un dispositivo per la lettura del risultato attraverso smartphone."

"La luce led del telefono - spiega Scarano - attuerà l'interrogazione ottica e un'applicazione sviluppata ad hoc dialogherà via wireless o bluetooth col dispositivo per elaborare e visualizzare il risultato. Tale strumento - conclude la ricercatrice - potrebbe essere utilizzato nelle ambulanze, negli ospedali, nelle palestre, ecc. per riconoscere e trattare adeguatamente l’emergenza con terapie salvavita tempestive.”

La ricerca sarà condotta con Maria Minunni, del Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, e con i colleghi del CNR di Lecce, coordinati da Roberto Rella, del Dipartimento di Ingegneria delle telecomunicazioni dell’Università di Pisa, coordinati da Giuseppe Barillaro, e dell’Istituto di Fisiologia clinica del CNR di Pisa.  (sd)


 
ultimo aggiornamento: 30-Giu-2015
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