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Biodiversità acquatica, due ricercatori fiorentini a caccia di “specie aliene invasive”
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Biodiversità acquatica, due ricercatori fiorentini a caccia di “specie aliene invasive”

Tempi duri per le specie aliene invasive acquatiche (AIS). Per fronteggiare il problema delle invasioni biologiche un team internazionale di ricercatori – tra i quali due dottorandi dell’Ateneo fiorentino, Iva Johović e Phillip Haubrock – si occuperà di come rilevare, controllare e gestire le specie introdotte dall’uomo al di fuori del loro areale di origine e in grado di provocare danni ecologici, economici e sanitari.

Questi sono gli obiettivi del progetto europeo Marie Curie ITN “Aquainvad-ed”, finanziato all’interno del programma Horizon 2020, che prevede un percorso di dottorato nell’ambito di un consorzio - che riunisce tre atenei (oltre a Firenze, le Università di Swansea e Oviedo), un’organizzazione non governativa e cinque società private – allo scopo di formare personale qualificato dal punto di vista scientifico professionale.

“Le specie aliene invasive rappresentano la seconda causa di biodiversità, dopo la perdita e frammentazione dell’habitat, e provocano l’estinzione di specie oltre a notevoli impatti socio economici – spiegano Elena Tricarico, dottore di ricerca e assegnista al Dipartimento di Biologia, promotrice del progetto, e Felicita Scapini, associato di zoologia e responsabile scientifico del progetto– il fenomeno delle invasioni biologiche è in forte crescita a causa della globalizzazione: in Europa il numero di specie aliene è cresciuto del 76% in 30 anni. Il nostro gruppo di ricerca da tempo si occupa di AIS, in particolare del gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii, e recentemente della rana toro americana Lithobates catesbeianus, entrambe molto invasive”.

I due dottorandi di Firenze si occuperanno di predire l’espansione di alcune AIS attraverso modelli matematici, di sviluppare protocolli di valutazione del rischio di invasività per prevenirne i danni ecologici e socio-economici e di sperimentarne in laboratorio e in campo differenti misure di controllo. Tra le attività previste anche quella di aggiornare le conoscenze sugli impatti biologici e socio-economici delle specie selezionate, attraverso la conduzione di esperimenti di laboratorio e di campo, e l’interazione con altri fattori come il cambiamento climatico.


Rana toro                                                                             La rana toro                    

 
ultimo aggiornamento: 09-Ott-2015
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