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Neuroscienze, un farmaco per i disturbi della memoria emotiva

Un interruttore per curare i disturbi della memoria emotiva. Lo ha identificato un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Patrizio Blandina, ordinario di Farmacologia dell’Ateneo. Gli studiosi hanno messo in evidenza che l’istamina cerebrale e in particolare l’attivazione del recettore H1 nell’ippocampo sono indispensabili per rievocare un ricordo dovuto a esperienze traumatizzanti. Per modificare questi ricordi collegati alla paura giocherebbero un ruolo terapeutico gli antiistaminici anti–H1, farmaci impiegati di solito per il trattamento delle allergie e cinetosi.

 A questa scoperta è dedicato un articolo pubblicato da “Proceedings of National Academy of Science” (PNAS) (“Memory retrieval of inhibitory avoidance requires histamine H1 receptor activation in the hippocampus” doi: 10.1073/pnas.1604841113).

“E’convinzione diffusa che, una volta formati, i ricordi emotivi siano permanenti – spiega Blandina – lo studio, condotto su modelli animali, suggerisce invece che è possibile non solo modificare alcune memorie emotive, ma anche cancellarle. I risultati indirizzano la ricerca verso nuovi obiettivi per il trattamento farmacologico di disturbi quali le fobie, gli attacchi di panico e i disturbi da stress post-traumatico e l’ansia, così come per migliorare l'efficacia delle psicoterapie di esposizione”.

La ricerca è stata condotta da ricercatori dei dipartimenti di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino (NEUROFARBA), Medicina Sperimentale e Clinica e Scienze della Salute dell’Ateneo, in collaborazione con studiosi del Centro di Memoria dell’Università Cattolica Pontificia del Rio Grande del Sud di Porto Alegre, nell’ambito del programma “Scienza senza frontiere” finanziato dal governo brasiliano. (rp)

 
ultimo aggiornamento: 17-Mag-2016
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