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Congedo per donne vittime di violenza di genere

La dipendente inserita in percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio, ha diritto ad astenersi dal lavoro per motivi connessi al suddetto percorso di protezione per un periodo massimo di tre mesi. Tale congedo può essere fruito su base oraria o giornaliera nell’arco temporale di tre anni.

 

Modalità di fruizione

In mancanza di regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, la dipendente può scegliere fra la fruizione giornaliera e quella oraria:

  • Fruizione giornaliera – Il congedo può essere fruito per un periodo massimo di tre mesi, corrispondenti a 90 giorni, entro l’arco temporale di tre anni. In mancanza di specifiche indicazioni di legge, i tre anni decorrono dalla data di inizio del percorso di protezione certificato;
  • Fruizione oraria – La modalità oraria permette alla lavoratrice di astenersi dall’attività lavorativa per un numero di ore pari alla metà dell’orario medio giornaliero su base settimanale. Per le lavoratrici a tempo pieno l’orario medio giornaliero è di 7 ore e 12 minuti e il congedo per le donne vittime di violenza deve essere pari a 3 ore e 36 minuti. Nel caso di lavoratrici a tempo parziale la media oraria va calcolata in riferimento all’orario settimanale approvato nel provvedimento di concessione del part-time. Anche per la modalità di fruizione oraria la spettanza massima del congedo è di 90 giorni: due giorni di congedo orario fruito decurtano un giorno dalla spettanza massima.

 

Iter procedurale

Ai fini della fruizione del congedo, le interessate dovranno presentare opportuna domanda al Dirigente dell’Area Risorse Umane e, per conoscenza, al Responsabile della struttura di afferenza, con un preavviso (salvo casi di oggettiva impossibilità) di 7 giorni rispetto alla data in cui intendono iniziare ad usufruirne, con l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo di congedo e allegando la certificazione del percorso di protezione rilasciata dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio di cui all’art. 5bis della legge 15 ottobre 2013, n. 119.

 

Trattamento economico e contributivo

Durante il periodo di congedo la lavoratrice ha diritto a percepire la retribuzione piena, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento. Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa.
Tale periodo è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, nonché ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.

 

Trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale

La dipendente, se ne ha necessità, ha inoltre il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale, verticale od orizzontale, ove disponibili in organico. A richiesta della lavoratrice, il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere nuovamente trasformato in rapporto di lavoro a tempo pieno.

 

Modulistica

 

Normativa di riferimento

  • Art. 24, decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015
  • Art. 5 bis, legge 15 ottobre 2013, n. 119
 
ultimo aggiornamento: 07-Ott-2016