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Alluvione di Firenze, la mostra “La Bellezza salvata” diventa virtuale

Alla Biblioteca Umanistica nasce un Centro di Documentazione

Diventa virtuale la mostra “La Bellezza salvata”, esposizione sul restauro dei tesori di arte danneggiati dall’alluvione del 1966 a Firenze, che tra novembre 2016 e luglio 2017 ha riscosso un grande successo di pubblico a Palazzo Medici Riccardi. E presso l’Ateneo fiorentino viene costituito un Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze presso la Biblioteca Umanistica.

Le iniziative sono state presentate nel convegno “Il cinquantesimo dell’alluvione di Firenze del 1966. Un anniversario diverso”, svoltosi nell’Aula magna dell’Ateneo fiorentino e promosso dal Comitato Firenze 2016, rete di soggetti pubblici e privati che, con il coordinamento dell’Ateneo, ha realizzato negli ultimi cinque anni numerose attività per promuovere la memoria dell’evento catastrofico e la sensibilizzazione alla prevenzione del rischio.

Nella giornata, che ha visto i saluti del rettore Luigi Dei, dell’assessore all’ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini e del vicedirettore del Dipartimento universitario di Ingegneria civile e ambientale Gianni Bartoli, il segretario del Comitato Firenze 2016 Giorgio Valentino Federici ha tracciato il quadro delle azioni realizzate, segnalandone le più rilevanti. Era presente il vicepresidente del Comitato Mario Primicerio.

E’ ora un libro, “Saving a World Treasure: Protecting Florence from Flooding”-  pubblicato dalla casa editrice dell’Ateneo Firenze University Press (http://www.fupress.com/) – il risultato del lavoro del comitato internazionale di esperti costituitosi in questi anni sotto la guida Jerry G. Galloway (Università del Maryland), che ha presentato, insieme a Giovanni Seminara (Accademia dei Lincei), il contributo scientifico dell’International Technical Scientific Committee sulle soluzioni adottate e sulle misure future per l’attenuazione del rischio idraulico.

Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, e la storica dell’arte Elena Capretti sono intervenute su “Firenze 1966-2016: La Bellezza salvata. Le ragioni e il bilancio di una mostra” – esposizione che è diventata ora virtuale, con il contributo del Sistema Bibliotecario dell’Università di Firenze. Sul sito http://mostre.sba.unifi.it/bellezza-salvata le sezioni della mostra virtuale riflettono l’allestimento di quella reale e grazie agli immagini e testi del catalogo a stampa, propongono una selezione delle opere e dei manufatti provenienti dai luoghi – musei, collezioni, biblioteche, archivi, luoghi di culto – fra i più colpiti dal tragico evento del 4 novembre 1966.

La direttrice della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze Floriana Tagliabue ha illustrato la nascita del Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze (CEDAF). Il Centro metterà a disposizione degli studiosi una sala di consultazione presso la Biblioteca Umanistica, ma, soprattutto, ha già attivato un portale web - www.sba.unifi.it/cedaf - per l’accesso diretto a tutta la documentazione  in formato digitale raccolta dal Comitato Firenze 2016 e posseduta dall’Ateneo, così come l’accesso alla consultazione di altri enti attraverso link, bibliografie, siti.

Nella sessione mattutina sono intervenuti anche Enio Paris e Fabio Castelli, Università di Firenze) sul monitoraggio dell’Arno realizzato dal Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale e dal CERAFRI (Centro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico), Antonio Sgamellotti (Accademia dei Lincei) e Francesco Laio (Politecnico di Torino), che hanno illustrato due iniziative nazionali – il GRAL-Gruppo Alluvioni e il CERHER-Centre of Resilience on Heritage - nell’ambito della riduzione del rischio legato alle catastrofi naturali.

Nel pomeriggio si è svolta una tavola rotonda dal titolo “Il rischio idraulico a Firenze. Presente e futuro”, coordinata da Maurizio Naldini de “La Nazione”, a cui hanno partecipato Mauro Grassi (Italia Sicura- Governo italiano), Gennarino Costabile (Regione Toscana), Massimo Lucchesi (Autorità di Distretto Appennino Settentrionale), Alessandro Mazzei (Autorità Idrica Toscana), Luca Solari (Università di Firenze) e Lorenzo Cecchi de Rossi (ANBI-Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica–Toscana).

31 Ottobre 2017