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La trasformazione urbana di Novoli e il punto di vista della sua comunità

In una mostra fotografica presso la Biblioteca delle Oblate a cura del Sagas

Uno scorcio del parco di San Donato “catturato” dalle lenti di un un paio di occhiali da sole, la targa a Enrico Rigacci che si riverbera sullo specchietto retrovisore di un’auto in sosta, Piazza Ugo di Toscana vista attraverso un calice di vino rosso.

Si intitola “Riflessi di beni culturali e pianificazione urbana” la mostra fotografica inaugurata stamani presso la Biblioteca delle Oblate su iniziativa del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’Università di Firenze in collaborazione con il Comune di Firenze (via dell'Oriuolo, 24. Orari di apertura: lunedì dalle 14 alle 19, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 19, sabato dalle 10 alle 19, domenica chiuso).

La mostra – che prosegue nel vicino Archivio Storico Comunale via dell' Oriuolo, 33/35 e rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 21 aprile – è uno dei risultati del progetto triennale europeo Deep Cities che, partendo da una mappatura delle trasformazioni materiali (edifici, strade, monumenti) e immateriali (pratiche sociali e percezioni della comunità locale) di cinque quartieri di altrettante grandi città - Novoli San Donato a Firenze, Tukthusgården a Oslo (Norvegia), Woolwich a Londra (Regno Unito), Canongate a Edimburgo (Regno Unito), Sant Andreu de Palomar a Barcellona (Spagna) – punta a restituire un patrimonio di conoscenze e di valori sociali ai decisori pubblici e privati chiamati ad esaminare cosa debba essere conservato per il futuro della città e dei suoi abitanti.

L’esposizione si compone di dieci foto di vario formato che raccontano la trasformazione urbana del quartiere e la percezione della sua comunità.  “L’area di Novoli ha conosciuto un rapido cambiamento, ma ha una storia millenaria – spiega il curatore della mostra Michele Nucciotti - docente di Archeologia cristiana e medievale dell’Università di Firenze e responsabile scientifico italiano del progetto “Deep Cities” -. Molte tracce materiali del passato sono nascoste da trasformazioni urbane risalenti ad epoche diverse che, oltre ad avere un significato storico e tangibile, rappresentano valori individuali e collettivi di cui la mostra vuol dare conto”.

Data di
pubblicazione
31 Marzo 2022
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