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intestazione bollettino Anno IV, n. 4 - Aprile 2005 - Registrazione Tribunale di Firenze n. 5223 del 4.12.2002

Decreto Dirigenziale, 16 marzo 2005, n. 111 (prot. n. 24371)

Codice disciplinare del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo.

IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO

  • VISTO il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del 27 gennaio 2005, relativo al personale del comparto Università per il quadriennio normativo 2002/2005 e il biennio economico 2002/2003, pubblicato nella “Gazzetta Ufficiale” n. 36 del 14 febbraio 2005 - Supplemento ordinario – Serie generale;
  • VISTO in particolare l’art. 45 del sopracitato CCNL, rubricato “Codice disciplinare”;
  • RITENUTO, in applicazione della nuova disciplina contrattuale, dover sostituire la previgente normativa in materia di codice disciplinare;

DECRETA

Art. 1

Di adottare il codice disciplinare del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, così come riportato nel presente decreto.

Art. 2

Di disporre che lo stesso venga affisso all’Albo del Rettorato, nonché, a cura dei dirigenti di Polo, nelle bacheche di tutte le strutture in cui si articola l’Ateneo, pubblicato sul Bollettino Ufficiale dell’Università ed inoltre sul sito web dell’Ateneo all’indirizzo http://www.unifi.it/personale/rapporti_lavoro/index.html.

“CODICE DISCIPLINARE

1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza e in conformità a quanto previsto dall'art. 55 del decreto legislativo n. 165/2001 e successive modificazioni ed integrazioni, sono fissati i seguenti criteri generali:

  1. il tipo e l'entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati anche in relazione:
    • alla intenzionalità del comportamento, alla rilevanza della violazione di norme o disposizioni;
    • al grado di disservizio o di pericolo provocato dalla negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell'evento;
    • all'eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti;
    • alle responsabilità derivanti dalla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
    • al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra loro;
    • al comportamento complessivo del lavoratore, con particolare riguardo ai precedenti disciplinari, nell'ambito del biennio precedente;
    • al comportamento verso gli utenti.
  2. al dipendente responsabile di più mancanze compiute in un'unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento disciplinare, è applicabile la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa gravità;
  3. qualora la sanzione consista nella sospensione dal servizio, il relativo periodo non è computabile ai fini dell'anzianità di servizio.

2. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale al massimo della multa di importo pari a 4 ore di retribuzionesi applica al dipendente per:

  1. inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro;
  2. condotta non conforme ai principi di correttezza verso altri dipendenti o nei confronti del pubblico;
  3. negligenza nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza;
  4. inosservanza delle norme in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro nel caso in cui non ne sia derivato un pregiudizio al servizio o agli interessi dell'amministrazione o di terzi;
  5. rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall'art. 6 della legge del 20 maggio 1970, n. 300;
  6. insufficiente rendimento rispetto ai carichi di lavoro e comunque nell'assolvimento dei compiti assegnati.

L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell'Amministrazione e destinato ad attività sociali per i dipendenti.

3. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni si applica per:

  1. recidiva nelle mancanze che abbiano comportato l'applicazione del massimo della multa oppure quando le mancanze previste nel comma 2 presentino caratteri di particolare gravità;
  2. assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso. In tali ipotesi l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono dal servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dipendente, agli eventuali danni causati all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi;
  3. ingiustificato ritardo, non superiore a 10 giorni, a raggiungere la sede assegnata dall'Amministrazione;
  4. svolgimento di altre attività lavorative durante lo stato di malattia o di infortunio;
  5. rifiuto di testimonianza oppure testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari;
  6. minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
  7. manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'Amministrazione, tenuto conto del rispetto della libertà di pensiero e di espressione, ai sensi dell'art. 1 della legge n. 300/70;
  8. qualsiasi comportamento da cui sia derivato danno grave all'Amministrazione o a terzi;
  9. atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
  10. sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente.

4. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi si applica per:

  1. recidiva nel biennio delle mancanze previste nel comma precedente quando sia stata comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste al comma 3 presentino caratteri di particolare gravità;
  2. assenza ingiustificata dal servizio oltre 10 giorni e fino a 15 giorni;
  3. occultamento di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione di somme o beni di spettanza o di pertinenza dell'Amministrazione o ad essa affidati, quando, in relazione alla posizione rivestita, il lavoratore abbia un obbligo di vigilanza o di controllo;
  4. insufficiente, persistente e scarso rendimento dovuto a comportamento negligente;
  5. esercizio, attraverso sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori, di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
  6. atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, di particolare gravità che siano lesivi della dignità della persona.

Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privato della retribuzione fino al decimo giorno, mentre, a decorrere dall'undicesimo, viene corrisposta allo stesso una indennità pari al 50% della retribuzione fondamentale spettante ai sensi del presente CCNL, nonché gli assegni del nucleo familiare ove spettanti.

5. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per:

  1. recidiva plurima, almeno tre volte nell'anno, in una delle mancanze previste ai commi 3 e 4, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia comportato l'applicazione della sanzione massima di 6 mesi di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, salvo quanto previsto al comma 6, lett. a);
  2. ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'Amministrazione per riconosciute e motivate esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure in relazione alla tipologia di mobilità attivata;
  3. mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dall'Amministrazione quando l'assenza arbitraria ed ingiustificata si sia protratta per un periodo superiore a quindici giorni;
  4. continuità, nel biennio, di condotte comprovanti il perdurare di una situazione di insufficiente scarso rendimento dovuta a comportamento negligente ovvero per qualsiasi fatto grave che dimostri la piena incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
  5. recidiva nel biennio, anche nei confronti di persona diversa, di sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori e di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un collega al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
  6. recidiva nel biennio di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona.

6. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per:

  1. terza recidiva nel biennio di minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti, alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
  2. condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che, pur non attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta neanche provvisoriamente la prosecuzione per la sua specifica gravità;
  3. accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti ovvero che la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro sia avvenuta a seguito di presentazione di documenti falsi;
  4. commissione in genere - anche nei confronti di terzi - di fatti o atti dolosi, che, pur non costituendo illeciti di rilevanza penale, sono di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
  5. condanna passata in giudicato:
    1. di cui all'art. 58 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché per i reati di cui agli artt. 316 e 316 bis del c.p. -;
    2. quando alla condanna consegua comunque l'interdizione perpetua dai pubblici uffici;
    3. per i delitti previsti dall'art. 3, comma 1, della legge 27 marzo 2001, n. 97.

7. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 2 a 6 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all'individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all'art. 2 del presente CCNL, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.

8. Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve essere data la massima pubblicità mediante affissione in ogni posto di lavoro in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita con altre.”

Firenze, 16 marzo 2005

IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
Dott. Michele Orefice

 
Inserito il 13/04/2005
 
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