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Segnalazione di condotte illecite - Whistleblowing

ULTIMO AGGIORNAMENTO
09.12.2019
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La Legge del 190/2012 ha  introdotto nell'ordinamento italiano una norma (art. 54-bis del D.Lgs. n. 165/2001, così come modificato dalla L. n. 179/2017) destinata esplicitamente a tutelare il dipendente pubblico che segnala condotte illecite di cui è venuto a conoscenza nell’ambiente di lavoro favorendo l'emersione di fenomeni corruttivi (whistleblowing).

Cosa si può segnalare

Non c’è una lista di fatti, situazioni o reati che possono essere segnalati. Il concetto di corruzione o illecito non coincide con il concetto di reato o di illegalità. I fatti corruttivi o illeciti comprendono l’abuso di poteri per ottenere vantaggi privati, il cattivo funzionamento e/o l’inquinamento dell’azione amministrativa dall’esterno, favoritismi, comportamenti che contrastano con la cura dell’interesse pubblico e pregiudicano l’affidamento dei cittadini nell’imparzialità dell’amministrazione.
Il danno o il potenziale danno deve essere di natura pubblica il whistleblowing non riguarda doglianze di carattere personale o rivendicazioni.

Tutela della riservatezza

Come richiede la legge l’identità del segnalante (whistleblower) è protetta in tutte le fasi e in ogni contesto successivo. Nell’eventuale procedimento disciplinare la segnalazione può essere utilizzata solo in presenza di consenso del segnalante alla rivelazione della sua identità. Inoltre il denunciante non può essere soggetto a pressioni o discriminazioni dirette o indirette aventi effetto sulle condizioni di lavoro per motivi collegati alla denuncia.
La tutela viene meno in caso di accertata responsabilità del segnalante a titolo di calunnia, diffamazione.

Applicativo per la segnalazione di condotte illecite

L’Università di Firenze mette a disposizione, sul sito istituzionale, un’applicazione informatica per l’acquisizione e la gestione delle segnalazioni di fatti illeciti. La piattaforma, predisposta dall’Autorità Anticorruzione a supporto delle pubbliche amministrazioni, consente la compilazione, l’invio e la ricezione delle segnalazioni di presunti fatti illeciti nonché la possibilità per il RPCT, che riceve tali segnalazioni, di comunicare in forma riservata con il segnalante senza conoscerne l’identità. Quest’ultima, infatti, viene segregata dal sistema informatico ed il segnalante, grazie all’utilizzo di un codice identificativo univoco generato dal sistema, potrà “dialogare” con il RPCT in maniera anonima e spersonalizzata tramite la piattaforma informatica.
Il sistema consente di scegliere se fornire o meno i propri dati identificativi. Le segnalazioni effettuate in forma anonima possono essere prese in considerazione solo se adeguatamente circostanziate e rese con dovizia di particolari ovvero con tutti gli elementi informativi utili per verificarle. Il segnalante, anche se in prima istanza non ha fornito la propria identità, potrà farlo in un secondo momento, ai fini di acquisire l’eventuale tutela legale.

Segnalazioni mediante posta/posta elettronica

In alternativa all’utilizzo dell'applicativo, la segnalazione può essere effettuata anche inviando una comunicazione indirizzata:

  • al Responsabile della prevenzione della corruzione tramite l’indirizzo della segnalazioneilleciti(AT)unifi.it oppure a mezzo del servizio postale o tramite posta interna, al seguente indirizzo: Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza - Piazza S. Marco, 4 - 50121 Firenze. In tal caso, per poter usufruire della garanzia della riservatezza, è necessario che la segnalazione venga inserita in una busta chiusa che rechi all’esterno la dicitura “Riservata/personale”
  • al Dirigente/Responsabile della struttura di appartenenza.

Si consiglia a coloro che vogliono inviare una segnalazione di preferire l’utilizzo della piattaforma informatica in quanto garantisce un maggiore livello di riservatezza e una maggiore celerità di trattazione della segnalazione, a garanzia di una più efficace tutela del whistleblower.