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2011-2012 Universitari a 360°

Poesie e pensieri dei volontari in servizio

Quando un anno fa Lorenzo Bardotti al colloquio mi chiese cosa mi aspettavo di dover fare e trovare al servizio civile, io gli dissi che supponevo che il mio compito, qualora mi avessero presa, fosse di aiutare studenti universitari con disabilità. Anche perché quello era il progetto che avevo selezionato nel bando. In realtà non sapevo ancora cosa mi aspettava! Di sicuro non immaginavo che sarebbe stata un'esperienza così forte e che mi avrebbe segnata. Qualcuno una volta mi ha detto che nella vita non si finisce mai di imparare e questa esperienza ne è assolutamente la prova. Per me tutto questo anno, tutto il servizio civile è stata una continua formazione. È stata una vera e propria scuola. Innanzitutto ho imparato ad apprezzare il mio piccolo corpo ed ad accettare i miei limiti: ho capito che non tutti possiamo fare tutto. E questo non è una sconfitta, lo diventa nel caso in cui non ci si lascia aiutare. E qui viene il bello. I termini che più ho sentito dire e che io stessa ho pronunciato una miriade di volte in questo anno sono stati: aiuto e collaborazione. In questo anno ho accompagnato ragazzi ciechi o in carrozzina a lezione, agli esami o a sbrigare pratiche burocratiche. Ho aiutato ragazzi con difficoltà mentali a studiare. E ho affiancato disabili del personale tecnico-amministrativo dell'università. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessi avuto il prezioso aiuto e la valida collaborazione di altri sette ragazzi e dei miei e delle mie responsabili. In effetti il progetto non richiede delle particolari competenze: si tratta di ragazzi come noi che come noi affrontano la vita universitaria, hanno bisogno appunto di quel famoso aiutino! Tutto si basa sull'organizzazione e su un'altra parolina chiave che la prof.ssa Boffo una volta ha pronunciato ad una riunione e che io inizialmente non avevo capito: il talento! Il talento non è quello che una persona sa fare. Ma quello che una persona sa dare! E sono stra felice di aver avuto modo di conoscere sette talenti diversi. Tutti meravigliosi. Con loro ho condiviso progetti (realizzati e non), sogni, speranze, esami, tesi, lauree e matrimoni, problemi d'amore e giorni di nervosismi. Tutto! E con loro sento d'essere cresciuta. Ed è a loro che vanno i miei grazie: a Daniela con la sua organizzazione impeccabile, ad Antonio con il suo linguaggio forbito e la sua tesi di 9850 pagine, ad Alice con la sua costante ma simpatica preoccupazione per tutto, ad Andrea con i suoi maglioni e le spillatrici, a Jessica con i suoi caffè al ginseng e i suoi preziosissimi consigli da strega malefica, a Lorenzo con i suoi panardi, il polacco e i suoi a'chicco e a Denise con la sua infinita dolcezza da futura infermiera. Mi auguro di ritrovarvi tra vent'anni con nuovi sogni, nuove speranze e nuovi progetti ma con lo stesso entusiasmo che avete nell'affrontare la vita! Infine ringrazio Barbara, Lucia e Chiara che anche se super impegnate, si sono sempre messe a disposizione per qualsiasi cosa. A Maria Grazia con la sua smisurata passione per il lavoro e con la fissa del corretto linguaggio dei generi. A Elisa che ci ha accolto e amato come una mamma e a Lorenzo, Claudia, Patrizia e Rosi per tutti i chiarimenti (soprattutto per il 6 uscita che mai dimenticherò) che ci hanno pazientemente fornito.

Grazie davvero!!

Francesca G. 

L'Entrata in servizio...  

Nel mezzo del cammin di nostro civil servizio
mi ritrovai con un autentico supplizio,
per mia "fortuna" dover supportare
una signora marocchina nel suo affannoso ricercare
ora una facoltà, forse un'occupazione
anzi sarebbe meglio un corso di formazione.
Mi scusi signore, lei è gentile, so che mi potrebbe aiutare,
potrei avere il suo numero di cellulare.
E mentre ascolto l'improvvida richiesta penso,
non aveva altro da fare il placido Lorenzo
quando decise di assumermi all'impiego
e, con voce suadente, disse, ti spiego
a cosa serve il servizio civile regionale:
sarà una bella esperienza, vedrai quanto ti vale.
Non so se la tediosa marocchina abbia valenza
rimando ai posteri l'ardua sentenza,
di sicuro posso dir che per un inter'anno
dal candido Lorenzo son stato tratto in inganno.
Ahi Bardotti, Bardotti,
perchè non rendi poi quel che prometti allor
perchè di tanto inganni i "civilisti" tuoi.
Ed ecco che espresso il mio lamento,
il mio pensiero volge a tutto quanto
negli scorsi mesi ho vissuto
ed a tutte le esperienze che ho goduto.
E mi sovvien la Claudia, il suo monitorare,
Antonio ed il forbito parlare,
la piccola Francesca e la sua dolcezza,
e le donzelle di Novoli con la loro gentilezza.
Ripenso ad Alessandro e a Carla Tamburini
ed a quanto raccontato nei nostri briefing mattuttini.
Infin Lorenzo,Alice e Daniela non potrei non rimembrare
ed il naufragar m'è dolce in questo mare.

Simone P.

...e la fine dell'anno (1 di 2)

La volontaria vien con la magagna
in sul calar dell'anno
col suo prezioso badge, e reca in mano
un mazzolin di presenze
onde, siccome suole, firmare ella si appresta

dimani al dì di sciopero i giustificativi.
Siede con Patrizia e Rosi
nell'ufficio a trafficare il buon Bardotti,
proprio là dove lui perde il giorno,
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dì di festa egli ordinava
- sta' a sentire come eravamo ridotti-
di fare un corso Trio intra di quei
che volle volontari nell'età più bella.
Già l'atmosfera imbruna,
torna a rompere Java e tornan i moccoli
giù da' colli e da' tetti,
giacchè di pagina non se ne apre alcuna.
Or il Tesi dà segno
che alla festa del 9 viene
e alla notizia diresti
che il cor si riconforta.
I volontari esultando
al Rettorato in frotta
qua e là accorreranno,
ma si porteranno il panino da casa,
infatti ci sarà una parca mensa
perchè il buffet per 20 non è cosa,
e ci rivedremo a sgrifare a febbraio.

Daniela B.

...e la fine dell'anno (2 di 2)

Né più mai toccherò le civil sponde

ove il mio annual servizio giacque,

Novolab mio, che te situi nel cuore

del Polo delle Scienze Sociali

ove mi invio il sapiente ingegno

di colei che tenne l'Ufficio

e fece il paziente servizio

alla didattica ed agli studenti.

Nell'ora che volge il disio

rimembro l'impegnativo

e stimolante cammino per cui

pieno di lezioni ed esperienze

giungo alla fin di questa bell'avventura.

Tu non altro che quest'anno avrai del mio servizio

o materna mia regione, a noi prescrisse

la tua legge una limitata durata.

Simone P. 
ultimo aggiornamento: 15-Ott-2012