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Brevetti e Diritti d'Autore
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Brevetti Diritti d'Autore


Diritti d'autore

La protezione dei risultati della ricerca pubblica e universitaria in particolare è una necessità del lavoro dei docenti e ricercatori che può essere affrontata in vari modi. I brevetti e altre forme di privativa della proprietà intellettuale sono uno dei modi. Ricordiamo altri modi: pubblicazioni, diritti di autore con open source e access, incorporazione di nuove conoscenze in processi di alta formazione, incorporazione di nuove conoscenze in spin-off e start up dell’innovazione. Fra i vari modi vi possono essere conflitti (es. un nuovo trovato oggetto di illustrazione con una pubblicazione o una tesi non secretata non può essere più brevettato) oppure elementi di complementarità (es. un brevetto può essere la base per uno spin-off). Tutto ciò è oggetto di una cultura della protezione e della valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica che deve crescere e diffondersi presso la nostra università.

Cos'è un brevetto

Il brevetto è un titolo giuridico che conferisce all'inventore il monopolio esclusivo di sfruttamento della propria invenzione limitato nel tempo e territorialmente.
Salvo il suo consenso l'inventore, nel caso di prodotti,  ha il diritto di vietare a terzi, di produrre, usare, mettere in commercio, vendere o importare i prodotti oggetto del brevetto. Nel caso di procedimenti può ugualmente vietare di applicare, usare, mettere in commercio e vendere o importare il prodotto ottenuto con il procedimento da lui creato.

Il brevetto ha una durata di 20 anni e gli effetti decorrono dalla data in cui la domanda è resa accessibile al pubblico e non può essere rinnovato né può essere prorogata la durata.
Dopo 18 mesi dalla data di deposito della domanda di brevetto (oppure dalla data di priorità ossia 12 mesi dopo la data di deposito), ovvero dopo 90 giorni (se il richiedente ne ha fatta esplicita richiesta) l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi rende la domanda accessibile al pubblico.
Il rilascio del brevetto, al contrario, avviene a distanza di alcuni anni dalla presentazione della domanda.

Gli effetti, inoltre, sono limitati al territorio in cui il brevetto è registrato.
Sulla base dell'estensione geografica è possibile distinguere tre tipologie di brevetto: nazionale, europeo ed internazionale.
Entro 12 mesi dalla data del deposito della domanda di brevetto italiano è possibile estendere gli effetti del brevetto ad altri paesi.

Come si ottiene un brevetto

L’Inventore che in applicazione del Regolamento relativo alle invenzioni effettuate in occasione di attività di ricerca svolte da personale universitario intenda brevettare una propria invenzione a nome dell’Università degli Studi di Firenze  dovrà rivolgersi per le modalità da seguire e per ritirare il fac-simile per la domanda di brevetto all’Ufficio Brevettazione e Proprietà Intellettuale.

Con la costituzione di CsaVRI e su richiesta del Consiglio Scientifico dello stesso Centro, il Rettore con Decreto n. 118 del 15 febbraio 2012 - prot. n. 12288 ha nominato la Commissione Brevettazione e Proprietà Intellettuale quale Commissione consultiva di Ateneo per la Brevettazione.

Il protocollo sulla ricerca fra l’Università di Firenze e la Regione Toscana e le collegate convenzioni fra l’Università e le Aziende Ospedaliero Universitarie Careggi e Meyer prevedono la definizione di una procedura apposita per i brevetti di docenti e ricercatori su risultati di ricerche in area biomedica.
Tale procedura è in fase di definizione.

La richiesta di brevettazione deve essere accompagnata da una manifestazione di interesse verso l’invenzione da parte di enti (Industria, Consorzio, altro ente pubblico) che si possa concretizzare, attraverso successive trattative condotte con il supporto dell’Ufficio brevetti e sviluppo, in contratti di sfruttamento economico dell’invenzione stessa (licenza d’uso e/o cessione del brevetto), contratti di sviluppo, di perfezionamento, ecc.

La richiesta di brevetto viene trasmessa dall’ufficio Brevettazione e Proprietà Intellettuale alla Commissione Brevettazione e Proprietà Intellettuale con un parere preventivo sulla inclusione o meno del possibile brevetto entro l’area biomedica.
La Commissione Brevettazione e Proprietà Intellettuale in primo luogo si esprimerà sull’area della richiesta (biomedica o meno). Nel caso di inclusione entro l’area biomedica potrà essere attivata procedura apposita entro il Dipartimento integrato interistituzionale con le Aziende ospedaliero universitarie Careggi e Meyer.
In attesa della operatività di tale procedura e degli organi relativi, tutti i brevetti e comunque sempre quelli di area non biomedica, sono oggetto di un parere sull’opportunità o meno di brevettare l’invenzione a nome dell’Università da parte della Commissione Brevettazione e Proprietà Intellettuale, che proporrà al Consiglio di Amministrazione dell’Università le modalità dell’estensione territoriale della copertura brevettale e la ripartizione dei costi per l’ottenimento del brevetto tra l’Ateneo e l’Inventore.

Invenzione

Affinché l’invenzione sia brevettabile, devono essere verificate le seguenti caratteristiche:

  1. l’applicazione industriale, cioè la realizzabilità tecnica e la riproducibilità in un contesto industriale
  2. la novità: l’invenzione è nuova se non è compresa nello stato della tecnica, e se non è stata resa nota in alcun modo e in alcun luogo. Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è reso accessibile al pubblico prima della data di deposito della domanda di brevetto. La divulgazione distrugge la novità dell’invenzione, in qualunque modo essa avvenga, cioè attraverso una descrizione scritta o orale, una utilizzazione o qualsiasi altro mezzo (durante una conferenza, attraverso una pubblicazione scientifica o un’altra forma di pubblicità). Tuttavia, una sostanza già brevettata per un certo uso può essere nuovamente brevettata per un secondo uso, completamente diverso ed indipendente dal primo, senza che possa essere messa in dubbio la sua novità
  3. l’originalità: l’invenzione deve presentare un avanzamento precisabile rispetto allo stato delle conoscenze già esistenti
  4. l’attività inventiva: l’invenzione deve implicare un’attività inventiva, ovvero concretizzarsi in un qualcosa di nuovo per una persona esperta del settore e di non evidente rispetto allo stato della tecnica
  5. la liceità: il trovato non deve essere contrario all’ordine pubblico e al buon costume.

Non sono considerate invenzioni le scoperte, le teorie scientifiche, i metodi matematici, i programmi per elaboratori, la presentazione di informazioni, i metodi chirurgici, terapeutici e diagnostici (mentre sono invece brevettabili le sostanze per attuare tali metodi), le razze animali ed i procedimenti biologici per il loro ottenimento (mentre sono brevettabili i procedimenti microbiologici ed i prodotti da essi ottenuti).

Durata e tipologia dei brevetti

Le invenzioni, si distinguono in:

  1. invenzioni industriali di prodotto e di procedimento: durata 20 anni.
    Per i prodotti di uso medicale soggetti ad autorizzazione ministeriale, un apposito certificato complementare permette di allungare la durata effettiva del brevetto per un periodo pari a quello compreso tra la data del deposito della domanda di brevetto e la data del decreto di autorizzazione all’immissione in commercio del medicamento brevettato, periodo che comunque non può superare i 18 anni oltre la durata legale del brevetto.
  2. modelli di utilità: durata 10 anni
  3. topografie dei prodotti a semiconduttori: durata 10 anni

Una diversa tipologia di protezione viene attribuita a

  1. disegni e modelli: durata della registrazione pari 5 anni
  2. 2. nuove varietà vegetali: Privativa Italiana: la durata di una privativa per varietà vegetale è di 20 anni dalla data del rilascio. La durata è estesa a 30 anni dalla data del rilascio per le varietà a fusto legnoso. Privativa Comunitaria La durata della protezione comunitaria è di 25 anni dalla data di rilascio, prolungati a 30 anni nel caso di varietà a fusto legnoso.

Territorialità del brevetto

La tutela brevettale è limitata all’ambito territoriale per il quale viene richiesta: pertanto può essere richiesto un brevetto italiano, europeo, nazionale estero o internazionale secondo le modalità del Patent Cooperation Treaty (PCT).

Nel territorio in cui è stato depositato il brevetto, il titolare può far valere il diritto di esclusiva da esso garantito e le limitazioni nei confronti di eventuali contraffattori; negli altri paesi in cui la tutela brevettuale non è stata richiesta, chiunque può realizzare, produrre, usare l’invenzione, ma non brevettarla per mancanza del requisito della novità.

Il brevetto rilasciato in Italia ha piuttosto una funzione di “registrazione” in quanto l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) non esegue alcun esame di merito sui requisiti di brevettabilità, mentre le procedure brevettali internazionali sono molto più sostanziali e più complesse.

Si ricordano brevemente le convenzioni internazionali che hanno reso più semplice le procedure di brevettazione:

  • Convenzione di Monaco sul Brevetto Europeo entrata in vigore nel 1978, a cui aderiscono 38 paesi: viene presentata una sola domanda di brevetto presso un ufficio brevetti nazionale oppure presso uno degli uffici di Monaco, L’Aja e Berlino.
  • Il Patent Cooperation Treaty (PCT) entrato in vigore nel 1978 e al quale aderiscono attualmente oltre 148 paesi, consente di ottenere con un’unica procedura, una serie di brevetti in più paesi esteri. Contrariamente alla procedura europea, la fase PCT non si conclude con un brevetto, ma solo con un giudizio favorevole, sfavorevole, o parzialmente sfavorevole. Le fasi sono molto simili alla procedura europea, ma cambiano sostanzialmente i tempi della conclusione della procedura, che sono 30 mesi a partire dalla data della domanda PCT.

La procedura di rilascio del brevetto europeo prevede che l’ufficio europeo esegua un unico procedimento sulla domanda di brevetto che consiste:

  1. pubblicazione della domanda (entro 18 mesi dalla data di presentazione)
  2. rapporto di ricerca (emesso contestualmente o subito dopo la pubblicazione) con il quale vengono evidenziati i documenti già disponibili pubblicamente (brevetti e pubblicazioni scientifiche) rilevanti ai fini della novità dell’invenzione in oggetto (indicati con X), dell’attività inventiva (indicati con Y) e del back ground tecnologico (indicato con A)
  3. esame di merito (da richiedere entro 6 mesi dal rapporto di ricerca): non è obbligatorio, ma è utile al fine di valutare l’ottemperanza del contenuto della domanda di brevetto ai 3 criteri citati (novità, l’attività inventiva, l’applicazione industriale)
  4. rilascio del brevetto europeo, che viene comunemente definito “un fascio di brevetti” pari al n. dei paesi “designati”
  5. designazione dei paesi: il titolare del brevetto dovrà decidere in quali paesi convalidare il brevetto europeo, e provvedere alla traduzione nella lingua locale e al pagamento delle tasse di mantenimento.

IL PCT prevede i seguenti steps, simili a quelli già visti per il brevetto europeo:

  1. deposito di un’unica domanda internazionale presso gli Uffici nazionali competenti oppure presso gli uffici di Ginevra
  2. ricerca internazionale che si conclude con l’emissione dell’International Search Report
  3. esame di merito della domanda internazionale, non obbligatorio, per verificare i requisiti di brevettabilità
  4. giudizio finale dell’autorità internazionale
  5. fase di nazionalizzazione: scelta dei paesi in cui nazionalizzare le domande di brevetto e relativo mantenimento. Ogni ufficio del paese designato riceverà il rapporto di ricerca e il rapporto sull’eventuale esame della domanda eseguito dall’ufficio internazionale che non sarà vincolante ai fini del rilascio del brevetto nazionale.

Consulenti brevettuali

  • Consulenti assegnatari della procedura negoziata per l’assegnazione del servizio di consulenza brevettuale fino al 31.12.2014 per specifici settori scientifici (D.D. 9029 (247) dell’1.2.2013). (pdf)
  • Albo Fornitori per le categorie non elencate nel D.D. 9029 (247) dell’1.2.2013. (pdf)

Centri assistenza e uffici reclami per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale in Cina

Contatti

  • e-mail: csavri@unifi.it (oggetto/subject: brevetto)
  • Ufficio Brevettazione e Proprietà Intellettuale

Modulistica

  • Richiesta di Brevettazione (pdf)
  • Comunicazione deposito Brevetto (pdf)

Eventi

Corso di formazione su elementi di proprietà intellettuale per i Dottorandi

Il corso di formazione su Elementi di Proprietà Intellettuale & Proprietà Intellettuale nell’Università degli Studi di Firenze, rivolto a tutti i Dottorandi dell’Area Tecnologica (Agraria, Architettura, Ingegneria), è stato pensato per aiutare gli studenti ad inquadrare gli strumenti di proprietà intellettuale atti a tutelare a tutto campo la propria creatività ed a munirsi delle nozioni dei regolamenti di proprietà intellettuale in vigore presso l’Ateneo Fiorentino.
Il corso ha lo scopo di formare nella disciplina del Diritto della Proprietà Intellettuale al fine di tutelare quel valore aggiunto che è la propria proprietà intellettuale, in quanto vero e proprio "patrimonio" da salvaguardare, mantenere e potenziare, nell’ottica di intervenire per reprimere ogni possibile violazione del patrimonio intellettuale proprio e dell’Ente presso il quale si presta la propria collaborazione. 
Il corso si è tenuto dal 18 giugno al 16 luglio 2014, presso il Centro didattico Morgagni. E' stato organizzato in quattro moduli. Tutte le lezioni, di quattro ore ciascuna, sono state corredate da casi pratici. Programma (pdf). Al corso hanno partecipato in media di 41 dottorandi a lezione.
La partecipazione al corso ha dato diritto all’acquisizione di CFU secondo le regole fissate dal Collegio dei docenti del proprio dottorato di appartenenza.
A questo primo ciclo potranno seguire analoghi corsi per i Dottorandi delle altre aree a date che saranno comunicate successivamente.

 
ultimo aggiornamento: 29-Ago-2014
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