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Cinquant'anni dall'alluvione, il progetto Memoria Viva
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Cinquant'anni dall'alluvione, il Comitato Firenze 2016 lancia il progetto Memoria Viva

Entrano nel vivo le manifestazioni per il 50° anniversario dell’alluvione di Firenze e il Comitato Firenze|Toscana2016 annuncia il progetto a cui è affidato il messaggio più importante delle iniziative messe in cantiere negli ultimi tre anni. Si chiama Memoria Viva e sarà un museo virtuale (e reale) dedicato non solo a mantenere il ricordo della catastrofe che ferì Firenze, ma anche a tenere alto il livello dell’attenzione e della prevenzione sul rischio idraulico e ambientale.

Con l’evento “Memoria Viva: dagli Angeli del Fango agli Angeli 4.0” – che si è tenuto a Milano il 5 febbraio  - il Comitato ha presentato il progetto presso gli addetti ai lavori della comunicazione.

“Le grandi alluvioni del 1966 divengono occasione per un confronto, oggi sempre più di drammatica attualità su prevenzione, emergenza e resilienza – spiega Giorgio Federici del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale e segretario generale del Comitato -. Sostenibilità ambientale e culturale, incardinate sulla parola chiave solidarietà divengono i campi di investigazione tra territori, associazioni e imprese per condividere percorsi e affrontare il futuro. I nuovi Angeli del Fango 4.0 sono i giovani, creatori e diffusori di memoria viva con hub a Firenze e network in tutto il mondo”.

Il Comitato Firenze|Toscana2016 è presieduto dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Le attività promosse dall’organismo – cui aderiscono oltre trenta enti pubblici e associazioni, tra cui l’Ateneo fiorentino – sono indirizzate ad alcuni filoni, quali la valutazione del piano di opere previste per la riduzione della vulnerabilità della città di Firenze alle alluvioni d’Arno, la prevenzione del rischio per i beni culturali, la gestione dell’emergenza e protezione civile. Ma anche la promozione di un centro di documentazione sulle alluvioni nelle città d'arte e, appunto, la memoria dell’alluvione.

Per tenere viva la memoria dell’alluvione, Firenze2016 si rivolge a tutti i cittadini, chiamati a collaborare con documenti, immagini e testimonianze.

“Vogliamo far emergere storie, sentimenti ed emozioni dei giorni dell’alluvione del 1966, in cui non solo Firenze, ma i tre quarti delle aree pianeggianti della Toscana subirono l’aggressione dell’acqua e nei giorni a seguire l’Italia e il mondo sentirono la necessità di essere partecipi – sottolinea Federici -. La memoria che vogliamo ricostruire quindi è memoria di tanti: cittadini, istituzioni, aziende, soccorritori dall’Italia e dal mondo, tutti sono chiamati a contribuire”.

Il materiale raccolto sarà un punto di avvio per iniziative come una mostra in Palazzo Medici Riccardi che documenterà i danni subiti dal patrimonio culturale e di come esso sia stato salvato, restaurato e messo in sicurezza; o ancora l’allestimento di musei diffusi in Firenze e in Toscana, orientati alla memoria e al corretto rapporto della città con i fiumi. Ma anche progetti didattici nelle scuole, analisi economiche e sociologiche. Per il territorio fiorentino l’iniziativa può contare sulla collaborazione dell’Archivio Storico di Firenze, che già da qualche anno ha posto in essere la raccolta dei documenti relativi all’alluvione del 1966, e della Fondazione Scienza e Tecnica - Museo FirST.

Altre informazioni

www.firenze2016.it  

 
ultimo aggiornamento: 05-Feb-2016
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