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Nuova illuminazione per il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio

L'impianto realizzato a partire da un progetto del Dipartimento di Ingegneria Industriale
Ripensare l'illuminazione del Salone dei Cinquecento tenendo conto delle ragioni che spinsero Cosimo I a eleggere Palazzo Vecchio come residenza della sua corte. Proprio il recupero della memoria storica rappresenta il principio cardine che ha ispirato Carla Balocco, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale e responsabile scientifico del progetto di nuova illuminazione inaugurato questa settimana.

"Al tempo dei Medici il Salone dei Cinquecento svolgeva tre funzioni fondamentali: museale-espositiva, storico-architettonica, cerimoniale – spiega Carla Balocco – per ciascuna di esse abbiamo messo a punto delle soluzioni progettuali, tenendo ovviamente conto dell'evoluzione tecnologica e delle esigenze più recenti legate alla trasformazione dei musei e degli edifici storici convertiti in musei, nonché alle esigenze e funzioni richieste dagli stessi visitatori e turisti".

"In primo luogo abbiamo studiato il clima luminoso presente nel Salone (54 metri di profondità, 20 di altezza e circa 23 di larghezza), considerando le attuali normative in materia di tutela e conservazione preventiva delle opere esposte. Abbiamo messo a punto una metodologia di misura rapida dell'illuminazione su superfici estese impiegando una camera digitale con filtro V(lambda) relativo alla sensibilità dell'occhio umano. La campagna di misure sperimentali – prosegue Balocco – è stata condotta in relazione a tre differenti condizioni di illuminazione: sola luce naturale, mix di luce naturale con artificiale, sola luce artificiale. Nelle condizioni di sola luce naturale e di luce naturale commista a quella artificiale le misure sono state svolte e ripetute per tener conto delle diverse condizioni di cielo (sereno, coperto ed intermedio) rispondenti a differenti giornate nel corso dell'anno".

La campagna di misure ha compreso la caratterizzazione fotometrica delle sorgenti di luce artificiale presenti nel Salone, delle diverse superfici e di quelle pittoriche presenti. " A partire dall'analisi dei risultati ottenuti – conclude la docente fiorentina - è stata messa a punto una soluzione illuminotecnica, verificata attraverso ulteriori modelli di simulazione, rispetto a quelli iniziali, che ha previsto la sostituzione totale degli apparecchi presenti con sistemi LED. Queste simulazioni sono state testate con prove di luce su campo che hanno interessato la SILFI e la Targetti; quest'ultima ha messo a disposizione i corpi illuminanti necessari e i sistemi di controllo e regolazione".

La campagna sperimentale e le simulazioni e verifiche sul campo hanno richiesto due anni di lavoro, al quale hanno contribuito anche due dottorandi di Ingegneria: Dario Pagnini ed Enrico Marmonti.

Il nuovo impianto consta di 141 apparecchi a LED di ultima generazione che permettono di regolare l'intensità della luce, nel rispetto degli spazi e delle opere esposte. La gestione della luce può essere modulata da un qualsiasi dispositivo via wireless. La realizzazione dell'impianto è stata curata da Targetti Sankey e Silfi.

una soluzione progettuale

Una delle soluzioni progettuali proposte
29 Marzo 2017