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Generazione Erasmus, mobilita' internazionale e ricerca: Unione Europea e Stati Uniti a confronto

Iniziativa nell'ambito del Festival d'Europa

Differenze e analogie dei programmi di mobilità studentesca europei e statunitensi. E’ quanto si propone di far emergere l’incontro “Generazione Erasmus, mobilità e ricerca: Unione Europea e Stati Uniti a confronto” organizzato dall’Università di Firenze, nell’ambito del Festival d’Europa, e in programma martedì 9 maggio al Polo di Scienze sociali (Edificio D15, Aula 05 – Piazza Ugo di Toscana, ore 14.30).

 All’iniziativa interverranno il prorettore alle relazioni internazionali Giorgia Giovannetti, Adelina Adinolfi docente di Diritto dell'Unione europea, cattedra Jean Monnet di Unifi, il direttore della sede fiorentina della Syracuse University Sasha Perugini. L’intervento introduttivo sarà a capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea Beatrice Covassi.

Nella prima parte dell’incontro è prevista un’analisi comparativa del progetto Erasmus e dello “study abroad” statunitense. “Prenderemo in considerazione  numeri, trend, costi, approcci pedagogici, destinazioni preferite mostrando possibili best practices in entrambi i casi – spiega Giorgia Giovannetti - Nell'esperienza europea  gli stati membri, la Commissione Europea e le singole università finanziano, in tutto o in parte, la mobilità e si operano affinché gli studenti, docenti e amministrativi si integrino nelle università del paese di destinazione.  Quella statunitense degli "study abroad programmes" – prosegue il prorettore - è in generale finanziata privatamente e gli studenti  sono inseriti in campus delle proprie università. L’esperienza, che parte da esigenze comuni, può pertanto risultare molto diversa. Un legame più profondo fra i due sistemi potrebbe portare sinergie e miglioramenti per entrambi i modelli”.

La seconda parte del dibattito si focalizza invece sulla ricerca europea nelle Scienze Sociali e, in particolare, su un progetto europeo che ha avuto come capofila l’Università di Firenze, riguardante l’applicazione della Carta dei diritti fondamentali negli Stati dell’Unione.

 “La ricerca europea viene spesso identificata dai cittadini con iniziative relative a tematiche di area essenzialmente tecnologica o medica – sottolinea Adelina Adinolfi, coordinatrice del progetto -. In realtà negli ultimi anni l’impegno dell’Unione Europea per la promozione e il sostegno di ricerche nell’area giuridica e sociale si è molto intensificato, in particolare attraverso il sostegno di progetti volti a rafforzare la tutela dei diritti fondamentali e, più specificamente, a favorire la conoscenza e la diffusione tra i cittadini e tra gli operatori degli strumenti di protezione oggi previsti dal diritto dell’Unione”.

L’indagine, cofinanziata dalla Commissione Europea, si è posta un obiettivo non solo di carattere accademico ma anche pratico, diretto ad elaborare strumenti conoscitivi di tipo informatico volti ad agevolare gli addetti ai lavori - magistrati, avvocati, organizzazioni ed enti pubblici e privati di tutela dei diritti umani  - quando siano chiamati ad applicare la Carta dei diritti fondamentali negli ordinamenti interni.

La diffusione tra gli operatori del diritto della conoscenza della Carta e del “valore aggiunto” che essa fornisce - ad esempio, nel contrasto delle discriminazioni e nella protezione della vita privata e familiare – comporta una migliore tutela dei diritti fondamentali delle persone. 

08 Maggio 2017