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 Vulnerabilità sismica degli edifici fiorentini, la radiografia del progetto SISMED
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Vulnerabilità sismica degli edifici fiorentini, la radiografia del progetto SISMED

A che punto è l’attività di prevenzione sismica del territorio toscano e che cosa succederebbe agli edifici fiorentini in caso di terremoto? Per rispondere a queste domande è nato il progetto SISMED, sviluppato dai dipartimenti di Scienze della Terra, di Architettura e di Statistica, informatica e applicazioni e realizzato grazie al contributo della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

I primi risultati del progetto sono al centro del workshop scientifico “Prevenzione sismica e territorio”. Ne parliamo con il coordinatore Maurizio Ripepe, ricercatore di Geofisica della Terra solida del Dipartimento di Scienze della Terra.


Perché il progetto SISMED?


La sequenza sismica in atto in Italia centrale in questi mesi, con vari eventi con Magnitudo > 6, ha evidenziato chiaramente come la conoscenza  della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti e la necessità di improntare politiche di mitigazione del rischio sono oggi bisogni impellenti del nostro Paese.
 
Dal 2003 al 2015 il Dipartimento di Scienze della Terra ha svolto, in collaborazione con il Comune di Firenze, studi dedicati allo sviluppo e alla divulgazione della conoscenza delle caratteristiche geologiche del territorio fiorentino. Tali ricerche sono confluite nel Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale e sono state prese in considerazione nel Regolamento Urbanistico di Firenze, in particolare per quanto riguarda la pericolosità sismica a livello di programmazione comunale.
 
Per dare seguito alle ricerche generali svolti negli anni precedenti, nel 2015, abbiamo sviluppato il progetto SISMED realizzando uno studio pilota dedicato alla definizione della vulnerabilità sismica di aree urbane complesse, come quella della città di Firenze.


Che cosa ci può dire del nostro territorio?

L’area del Comune di Firenze è storicamente luogo di una moderata attività sismica, con terremoti locali di intensità pari all’VIII grado della scala Mercalli, con origine nelle aree sismogentiche del Mugello e della Garfagnana. Il territorio fiorentino è stato epicentro di importanti terremoti nei secoli scorsi, con magnitudo intorno a 5 della scala Richter. Negli ultimi 860 anni ci sono stati otto eventi sismici di magnitudo compresa fra 4 e 5 della scala Richter. In particolare, il terremoto del 18 maggio 1895 con epicentro Impruneta - magnitudo Richter stimata 5.4  - è ricordato come "il grande terremoto fiorentino" e rappresenta il più forte sisma che abbia colpito la citta.
 
A fronte di una conoscenza approfondita della pericolosità sismica e dei suoi effetti al suolo, acquisita con gli studi precedenti  ben poco sappiamo della vulnerabilità sismica dell’edificato fiorentino, composto da circa 30.000 unità residenziali secondo l’ultimo censimento ISTAT del 2014.
 

Qual è la situazione degli edifici a Firenze?


Studi condotti su scala nazionale attribuiscono un’elevata vulnerabilità all’edificato costruito dal Secondo Dopoguerra agli anni Ottanta, sia per l’assenza di qualità strutturale che per l’assenza di una classificazione sismica del territorio italiano e di norme antisismiche adeguate. L’area fiorentina è stata classificata zona sismica solo dopo il 1982 per cui il 40% degli edifici esistenti è stato costruito senza l’applicazione di normativa antisismica e non ha mai subito il "collaudo" di un terremoto. 
La conoscenza del rischio sismico al quale è esposta la città di Firenze e la sua popolazione è lo scopo ultimo del progetto SISMED, che si pone quindi come studio pilota incentrato sulla definizione della vulnerabilità sismica urbana, tramite procedure speditive a livello di quartiere, di cui i risultati di questo progetto rappresentano un primo tassello.
 
ultimo aggiornamento: 18-Nov-2016
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