Iniziativa dell'Ateneo insieme all'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia In occasione del Giorno del Ricordo 2026, commemorazione nazionale in ricordo dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata, il Comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Firenze e l’Archivio Storico dell’Università di Firenze promuovono una ricerca storica dedicata agli studenti esuli istriani, fiumani e dalmati che, nel secondo dopoguerra, trovarono accoglienza nel capoluogo toscano e chiesero l’iscrizione e i sussidi presso l’Ateneo fiorentino per poter proseguire gli studi interrotti a causa dell’esodo.La call verrà lanciata martedì 10 febbraio (ore 9 – Aula magna del Rettorato, piazza S. Marco, 4) con una presentazione di Maria Paola Monaco, delegata Unifi all’inclusione e alla diversità, e la proiezione di immagini storiche e documenti dell’Archivio Storico dell’Ateneo. L'evento sarà fruibile anche in videostreaming.L’iniziativa nasce dal desiderio di ricostruire le storie personali e collettive di questi giovani, costretti a fuggire dai territori della Venezia Giulia, di Fiume e della Dalmazia in seguito agli sconvolgimenti bellici e alle mutazioni dei confini. Attraverso la documentazione conservata presso l’Archivio Storico dell’Ateneo, si intende restituire voce e dignità a una generazione che, pur segnata dal dramma dell’abbandono della propria casa, seppe ripartire attraverso la formazione e lo studio.Alla fine del secondo conflitto mondiale l’Italia, come altri paesi europei, dovette affrontare la richiesta di assistenza di centinaia di migliaia di deportati, prigionieri e profughi senza un alloggio e un lavoro. Una massa di persone che stava rientrando da varie parti di Europa e del mondo oppure stava fuggendo dai territori perduti, come dalle province orientali, dove le formazioni dei partigiani jugoslavi avevano occupato Zara, Gorizia, Trieste, Pola e Fiume. Per rispondere a questa situazione lo Stato italiano, con poche risorse, organizzò campi di raccolta e stanziò una serie di aiuti materiali.Nella serie delle carriere studentesche conservate nell’Archivio dell’Ateneo fiorentino si conserva una miscellanea di documenti risalenti al secondo dopoguerra, che ci parla del dramma di decine di giovani in fuga dal confine orientale da soli o con le loro famiglie. Tra le forme di aiuto si cercò anche di agevolare la ripresa della formazione per i cosiddetti “reduci o assimilati”, offrendo corsi straordinari, l’esonero dalle tasse di iscrizione, oppure contributi per l’alloggio e l’accesso alle mense. Tra il 1945 e 1946, in mezzo alle 500 domande presentate all’Opera Universitaria dell’Ateneo fiorentino, si trovano decine di richieste fatte da studenti provenienti dalle terre giuliano-dalmate. In queste domande di sussidio, scritte a mano, a volte su fogli di fortuna, si fa anche qualche cenno alle conseguenze della guerra sulle proprie esistenze, alla perdita dei familiari, ai campi di prigionia o di sterminio e alla fuga dal luogo dove si è nati.Un appello alla memoriaL’appello dell’Università di Firenze e del Comitato provinciale dell’ANVGD di Firenze mira a rintracciare informazioni, testimonianze e memorie relative ad alcuni studenti elencati nel censimento allegato ai documenti d’archivio, che chiesero sostegno per la ripresa della formazione tra il 1945 e il 1946, tra i quali:BILUCAGLIA Giovanni, nato a Dignano d’Istria il 7 agosto 1926, chiese l’iscrizione alla Facoltà di Medicina e ChirurgiaBABBI (Barbi?) Silvana, nata a Fiume, chiese l’iscrizione alla Facoltà di LettereCORENICH Pietro, nato a Fiume il 30 maggio 1921, chiese l’iscrizione alla Facoltà di AgrariaDE FRANCESCHI Licia, nata a Umago il 9 marzo 1925, chiese l’iscrizione al quarto anno della Facoltà di AgrariaORTALI Luciano, profugo istriano dal 1945, chiese l’iscrizione al terzo anno della Facoltà di Giurisprudenza.Questi nomi, e le vicende che racchiudono, rappresentano solo una parte del dramma vissuto da centinaia di giovani esuli, che cercarono a Firenze e nell’Università una nuova patria e un futuro attraverso lo studio.L’appello è rivolto a familiari, studiosi, cittadini e associazioni che possano contribuire con documenti, fotografie, lettere o ricordi a ricomporre queste storie di esodo e di speranza.«Dietro ogni nome nei registri dell’Università — dichiarano congiuntamente i promotori — c’è una vicenda umana che racconta il dolore della perdita e la forza della ricostruzione. Restituire visibilità a questi percorsi significa rendere omaggio a chi, nonostante tutto, ha creduto nel futuro.»Chi desidera partecipare alla ricerca o segnalare materiali utili può contattare: il Comitato provinciale ANVGD Firenze ([email protected] - 3471445973) o Archivio Storico dell’Università di Firenze ([email protected]) Published on: February 6th, 2026