Skip to main content

Age-It, la sfida dell'invecchiamento per la ricerca e per la società

Il percorso del partenariato esteso PNRR proseguirà con I'Istituto Italiano sull’Invecchiamento

Age-It, il più grande partenariato esteso nazionale di ricerca sull’invecchiamento, ha fatto il punto su tre anni di lavoro finanziato dal MUR nell’ambito del PNRR, che hanno visto indagare fianco a fianco 800 esperti  di diverse aree scientifiche di ben 27 enti e istituzioni coordinate dall’Università di Firenze.

L’occasione è stata il convegno “Invecchiare bene in una società che cambia. Il Programma Age-It e le politiche per il futuro” svoltosi a Roma il 28 gennaio, organizzato in collaborazione con INPS e dedicato alle politiche per il futuro dell’invecchiamento.

Un’analisi di valutazione economica stima che l’investimento PNRR nella ricerca sull’invecchiamento genererà benefici sociali attorno ai 25 miliardi di euro nei prossimi vent’anni, con un tasso di rendimento interno compreso tra il 25 e il 35%, superiore ai tradizionali benchmark degli investimenti pubblici.

"L'invecchiamento non è solo una sfida demografica, ma una questione strutturale che riguarda crescita, coesione sociale e sostenibilità del welfare – ha commentato la rettrice Unifi Alessandra Petrucci, presidente di Age-It  -. Questo partenariato esteso dimostra che investire in ricerca integrata significa costruire oggi le basi per un Paese più consapevole, capace di trasformare un cambiamento profondo in un'opportunità di sviluppo economico e sociale."

La sfida demografica italiana che prospetta attualmente quasi il 25% della popolazione oltre i 65 anni, un’aspettativa di vita assai elevata (83,4 anni alla nascita) e tassi di fecondità persistentemente bassi, con conseguenti possibili future riduzioni della forza lavoro e del tasso di crescita del PIL e un raddoppio della quota di spesa pubblica per l’assistenza a lungo termine, è stata affrontata dai ricercatori con un approccio multidisciplinare: sociale, economico, biomedico e tecnologico, secondo dieci filiere (spoke) dedicate ai grandi temi di ricerca nel settore.

Le soluzioni proposte intervengono su molteplici fronti, dal sostegno e cura ai caregiver all’incentivo di politiche di age mangement nelle imprese, dal superamento delle diseguaglianze di genere nel lavoro allo sviluppo della silver economy.

Fra le sfide affrontate in particolare dai ricercatori Unifi quella di rallentare il processo di invecchiamento intervenendo su DNA e telomeri (le regioni terminali dei cromosomi) e quella di indagare sul legame tra invecchiamento e malattia di Alzheimer. Sul versante delle tecnologie d’avanguardia sviluppate nei laboratori dell’Ateneo fiorentino un esempio sono le “Macchine sociali”, tecnologie avanzate per l'invecchiamento attivo e in salute: robot, app, strumenti di realtà virtuale/aumentata e dispositivi concepiti e integrati per interagire e comunicare con gli esseri umani mediante comportamenti e regole. Attraverso tali robot sociali, i ricercatori hanno definito una serie di biomarcatori digitali di interazione utilizzabili per l'identificazione precoce del deterioramento motorio e cognitivo nella fragilità e nella demenza e con la capacità di “interfacciarsi” con grande una varietà di pazienti: dagli anziani con patologie croniche, che richiedono un’attenzione particolare sia nella fase di diagnosi che in quella di riabilitazione, ai bambini e ai giovani affetti da malattie del neurosviluppo, oltre agli adulti chiamati a effettuare attività di prevenzione.

“I risultati di Age-It  -ha sottolineato Daniele Vignoli, docente Unifi di Demografia e coordinatore scientifico di Age-It - mostrano che investire nella conoscenza significa migliorare il benessere delle persone, rafforzare il sistema economico e ridurre le disuguaglianze nel lungo periodo”.

La sfida continua: il percorso di Age-It proseguirà con I3 - Istituto Italiano sull’Invecchiamento, che raccoglierà l’eredità del programma PNRR per offrire al Paese una visione sul futuro della popolazione: un’Italia competitiva sullo scenario globale, sostenibile e in salute, inclusiva per tutte le età e con il giusto equilibrio intergenerazionale.

Published on: