La ricerca scientifica rappresenta una funzione fondamentale dell’università e contribuisce in modo decisivo alla produzione di nuova conoscenza, allo sviluppo dell’innovazione e al progresso della società. Per svolgere pienamente questo ruolo, la ricerca deve fondarsi su principi di integrità, trasparenza e responsabilità. L’integrità della ricerca non riguarda soltanto il rigore metodologico o la correttezza nella gestione dei dati e nella pubblicazione dei risultati, ma include anche l’attenzione alle possibili implicazioni delle attività scientifiche e ai loro effetti sulla società.Nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente interconnessione tra discipline, dalla diffusione globale delle conoscenze e dal rapido sviluppo tecnologico, è infatti possibile che risultati scientifici o tecnologie sviluppate per finalità legittime possano essere utilizzati in contesti diversi da quelli originariamente previsti. La sicurezza della ricerca mira a prevenire tali rischi promuovendo una gestione consapevole delle attività scientifiche e delle collaborazioni internazionali, nel rispetto della libertà accademica e dei principi della scienza aperta. In questa prospettiva, l’Università di Firenze promuove strumenti e iniziative finalizzati a rafforzare la consapevolezza condivisa sui temi dell’etica, della sicurezza e della responsabilità nella ricerca. Sicurezza della ricerca e usi impropri della conoscenza La sicurezza della ricerca riguarda l’insieme delle pratiche e delle misure volte a garantire che le attività scientifiche si svolgano in modo responsabile e nel rispetto delle normative vigenti. In un contesto di crescente collaborazione internazionale e di rapida circolazione delle conoscenze, la ricerca può talvolta generare risultati o tecnologie suscettibili di applicazioni non previste o potenzialmente dannose. L'uso improprio (misuse) si riferisce all'uso della ricerca o dei risultati della ricerca per scopi non etici. La ricerca può infatti generare risultati che, se utilizzati in modo inappropriato o da soggetti non autorizzati, possono arrecare gravi danni a persone, animali o all’ambiente. Tale rischio si manifesta in particolare quando conoscenze, metodologie o tecnologie vengono sfruttate, direttamente o indirettamente, da attori criminali o terroristici contribuendo a gravi minacce per la sicurezza sia individuale che collettiva. Dual use e Linee guida di Ateneo All’interno del più ampio quadro dei rischi legati all’uso improprio della ricerca, il concetto di attività dual use assume un ruolo centrale. Ai sensi dell’art.2 del regolamento europeo 821/2021 si definiscono “prodotti a duplice uso”: «[...] prodotti, inclusi i software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare e che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche o biologiche o dei loro vettori, compresi tutti i prodotti che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualsiasi impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri ordigni esplosivi nucleari [...]».In generale quindi è necessario considerare che uno stesso risultato scientifico può contribuire in modo positivo al progresso culturale, tecnologico o sanitario, ma allo stesso tempo comportare rischi significativi qualora venga utilizzato impropriamente. La natura ambivalente di tali risultati richiede una valutazione consapevole e sistematica dei possibili scenari di uso, fin dalle prime fasi della progettazione della ricerca.Per supportare la comunità accademica nell’affrontare queste tematiche, l’Università di Firenze ha adottato specifiche Linee guida sul Dual use, che forniscono indicazioni e strumenti utili per riconoscere e gestire possibili rischi nelle attività di ricerca. Le linee guida si inseriscono nell’impegno dell’Ateneo a promuovere una cultura della responsabilità nella ricerca, capace di coniugare eccellenza scientifica, libertà accademica e attenzione agli impatti etici e sociali delle attività scientifiche. Obiezione di coscienza alla sperimentazione animale L’articolo 1 della legge 12 ottobre 1993, n. 413 sancisce il diritto all’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale: ”I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi, possono dichiarare la propria obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale”.Come presentare la domandaPer esercitare il diritto all’obiezione di coscienza, docenti, ricercatori di ruolo, personale tecnico-amministrativo e studenti dell’ateneo possono compilare l’apposito modulo di dichiarazione.La dichiarazione deve essere presentata in duplice copia, compilata e firmata dall’obiettore:una copia viene trattenuta dall’amministrazione;una copia, timbrata e/o controfirmata, viene restituita all’interessato.È possibile inviare una terza copia della dichiarazione per finalità statistiche nazionali a: LAV, viale Regina Margherita, 177 - 00198 Roma Tel. 06 4461325 - email: info(AT)lav.it. Modulistica per il personale (Intranet) Modulistica per gli studenti Contesto nazionale ed europeo Ministero dell’Università e della Ricerca – Sicurezza della ricerca Modello nazionale e Linee guida per la sicurezza della ricerca (MUR) Regolamento (UE) 2021/821 sui prodotti a duplice uso Documenti di Ateneo Disponibili nella sezione Statuto e normativaCodice etico e di comportamentoLinee guida Dual UsePer approfondire il tema è possibile consultare la documentazione disponibile nella sezione intranet (Naviga per tema > Ricerca > Comitato etico per la ricerca), che include materiali informativi e strumenti operativi – tra cui il questionario di autovalutazione – utili per supportare ricercatrici e ricercatori nella valutazione dei potenziali rischi connessi alle proprie attività. Statuto e normativa Comitato etico per la ricerca Intranet (con credenziali uniche di Ateneo)