In una lettura teatrale la storia di Riccardo Dalla Volta. La corona di alloro per gli universitari allontanati per le leggi razziali Martedì 27 gennaio l’Università di Firenze, in occasione del Giorno della Memoria, organizza in Aula Magna, su iniziativa della delegata d’Ateneo all’inclusione e diversità Maria Paola Monaco, la lettura teatrale “Un professore ad Auschwitz”, tratta dalle fonti dell’Archivio Storico dell’Ateneo e curata dalla Compagnia universitaria “Binario di Scambio”, diretta dalla delegata Unifi alle attività di spettacolo Teresa Megale per la regia di Stefania Stefanin (ore 9, Rettorato – piazza San Marco, 4).L’evento sarà aperto dal saluto della rettrice Alessandra Petrucci. Gli studenti-attori Fabiola Bazzano, Lorenzo Brunetti, Eleonora Famà e Bartolo Spatola saranno accompagnati al violino dal Maestro Gabriele Centorbi.La pièce narra la storia di Riccardo Dalla Volta (1862-1944), appartenente alla comunità ebraica mantovana e trasferitosi negli anni ’90 come professore all’Istituto Superiore di Scienze Sociali “Cesare Alfieri”, dove insegnò Scienza delle finanze ed Economia politica ed ebbe una prestigiosa carriera, fino a diventare professore emerito dell’Ateneo, prima di subire l’oblio a causa delle leggi razziali e poi la morte nel campo di sterminio.Figura centrale nello sviluppo delle scienze economiche a Firenze, di approccio liberista antigiolittiano e non ostile al fascismo, Dalla Volta fu direttore del Cesare Alfieri dal 1909 al 1927; in seguito assunse la direzione del nuovo Istituto di Scienze Economiche e Commerciali, fu presidente dell’Accademia dei Georgofili, assessore alla Pubblica Istruzione e alle Finanze del Comune di Firenze e membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). Nel 1935, Dalla Volta tenne l’ultima lezione all’Istituto Cesare Alfieri e l’Ateneo organizzò onoranze e studi in suo onore, nominandolo emerito. L'anno dopo venne istituito un premio a suo nome rivolto a giovani studiosi di economia e commercio e nel 1937 il professore ricevette l’onorificenza di commendatore.Nel 1938 con l’avvento delle leggi razziali, Riccardo Dalla Volta non viene espulso dall’insegnamento, come gli altri docenti ebrei, perché già da anni in pensione, ma su di lui scende un silenzio assoluto: il suo nome scompare dai professori emeriti e dagli elenchi ufficiali, mentre nel 1940 il premio istituito in suo onore cambia di intitolazione. Non gli sono di alcun vantaggio il passato accademico, le idee politiche, il ruolo ricoperto nelle istituzioni.Nel febbraio del 1944, il tragico epilogo: Riccardo Dalla Volta e i suoi figli vengono catturati e condotti nel campo italiano di concentramento a Fossoli per poi arrivare al campo di sterminio di Auschwitz dove trovano la morte. Nello stesso treno dei figli viaggiava Primo Levi.Dopo la lettura teatrale, la rettrice Alessandra Petrucci ricorderà tutti gli universitari fiorentini allontanati da aule e cattedre a seguito delle leggi razziali, con la deposizione di una corona di alloro davanti alla lapide che si trova nell’atrio del Rettorato. Pubblicato il: 21 Gennaio 2026