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Bilancio unico d'esercizio 2019

Approvato dagli organi di governo

Approvato dal Consiglio di Amministrazione, dopo il parere del Senato Accademico, il bilancio unico di esercizio dell'Ateneo relativo al 2019. Il consuntivo conferma il buono stato di salute dei conti, con un utile destinato a patrimonio libero pari a circa 1,7 milioni di euro. In sintesi, una situazione di stabilità alla pari con quella di altre grandi università pubbliche italiane, con una significativa liquidità a fine anno pari a circa il 28% dell’intero attivo.

“A fronte di questa virtuosità del bilancio, ormai consolidatasi da quasi un decennio, emerge la contraddizione circa l’impossibilità d’investimenti in alta formazione e ricerca, oggi più che mai indispensabili, a causa delle stringenti misure di contenimento della spesa corrente legate sia all'ultima legge di bilancio sia al meccanismo del cosiddetto fabbisogno finanziario – ha sottolineato il rettore Lugi Dei -. Indipendentemente dalle risorse presenti, infatti, il sistema impedisce forzosamente il loro utilizzo, creando utili che accrescono il patrimonio e distogliendo risorse importanti dalle missioni istituzionali".

In linea con lo scorso anno è l'assegnazione di Fondo di Finanziamento Ordinario (245 milioni nel 2019 contro 248 milioni nel 2018).

L’Ateneo fiorentino si conferma fra quelli con minore tassazione studentesca, con una contribuzione media per studente di circa il 20% più bassa della media nazionale delle università pubbliche, pur mantenendo elevati standard di servizi agli studenti. Questo dato appare oggi particolarmente rilevante alla luce delle difficoltà economiche che molte famiglie italiane dovranno sopportare.

 “Alla soddisfazione per la confermata stabilità dei conti dell’Ateneo – ha precisato il Rettore – si affiancano preoccupazioni circa l’impossibilità di dar luogo a misure di investimento per i nostri giovani, per la ricerca, per un reclutamento sempre più propulsivo, a causa di norme finanziarie molto restrittive. Salutiamo con plauso le misure contenute nel DL Rilancio per Università e Ricerca, ma ribadiamo l’indispensabilità di una semplificazione e di una revisione dei meccanismi di contenimento della spesa, che possa generare l’investimento, per il futuro, di quella ingente liquidità presente oggi nelle casse degli Atenei, congelata e quindi impossibilitata a originare crescita e sviluppo di uno dei settori sicuramente più strategici, l’Università, proprio anche alla luce delle importanti e ardue sfide che attendono il Paese.”

Nelle medesime sedute di Consiglio di Amministrazione e Senato Accademico è stato affrontato anche il tema della ripartenza del prossimo anno accademico, alla luce del quadro epidemiologico legato al Covid-19.

Per l'anno accademico 2020-2021, infatti, l'Ateneo si sta organizzando per adottare un modello articolato di erogazione della didattica, in considerazione della situazione sanitaria. Le lezioni saranno svolte in aula secondo l'orario previsto dal calendario didattico, ma in contemporanea anche in videoconferenza per tutti gli studenti frequentanti i corsi. La registrazione successivamente sarà resa disponibile su una piattaforma online. Le lezioni potrebbero prevedere la presenza in aula di un numero di studenti stabilito in relazione alla capienza dell'aula e alle regole di distanziamento fisico definite dai protocolli di sicurezza al momento vigenti.

 

Data di
pubblicazione
29 Maggio 2020
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